Quante risorse dei comuni sono destinate al trasporto pubblico locale Bilanci dei comuni

In Italia la mobilità pubblica è meno sviluppata rispetto ai maggiori paesi europei. Attraverso i bilanci comunali, vediamo gli sforzi fatti dalle amministrazioni locali per sostenere il potenziamento di questo settore.

|

In Italia, il trasporto pubblico locale ricopre un ruolo subalterno rispetto alla mobilità individuale. Anche in ambito urbano, dove avviene il 73,6% degli spostamenti della popolazione, i cittadini preferiscono muoversi con mezzi propri, con conseguenze negative sull’aumento del traffico e dei livelli di inquinamento.

In larga parte, questa tendenza è causata dalla carenza di infrastrutture e di qualità del servizio. Secondo lo studio del 2017 di Ferrovie dello stato e The European House-Ambrosetti, i chilometri di metropolitana in Italia sono complessivamente 234, contro i 630 in Germania e i 680 in Gran Bretagna. Inoltre, i mezzi in circolazione nel nostro paese hanno in media 11 anni, contro i 7,8 in Francia e i 6,9 in Germania.

Nonostante la rilevanza dei diversi indicatori nazionali, per inquadrare la questione della mobilità pubblica in Italia, è necessario considerarne la dimensione locale, in particolar modo quella cittadina. A questo scopo, abbiamo osservato e confrontato i livelli di offerta del servizio in tutti i capoluoghi di provincia italiani, per individuare eventuali differenze tra aree diverse del paese.

Posti-km per abitante è l’indicatore relativo al numero di posti offerti agli utenti nell’arco dell’anno, diviso il numero di residenti. Il dato considera il complesso dei seguenti mezzi pubblici locali: autobus, tram, filobus, metropolitana, funicolare, funivia e trasporti per vie d’acqua.

FONTE: dati Istat - elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 31 Dicembre 2015)

Milano risulta il primo capoluogo per offerta del servizio, con 16.218 posti per abitante, seguita da Venezia e Brescia. Al sud invece emerge Cagliari, quarta con 7.230 posti. Complessivamente, i capoluoghi di provincia del nord Italia riescono a offrire una maggiore copertura rispetto a quelli del sud, suggerendo una discrepanza tra le due aree del paese.

La spesa dei comuni italiani per il trasporto pubblico locale

L'impianto normativo e organizzativo che regola la mobilità pubblica è articolato sotto diversi aspetti. Dalla gestione del settore da parte di aziende pubbliche e private, alle modalità di finanziamento del servizio da parte dello stato e degli enti locali. Su questo punto, lo stato dispone del fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, che viene suddiviso e distribuito alle regioni italiane. A loro volta, le amministrazioni regionali sono tenute a erogare finanziamenti per il sostegno del servizio, a province e comuni.

Considerando le risorse di cui dispongono, tutte le amministrazioni locali possono destinare parte dei rispettivi bilanci a interventi per la mobilità pubblica. Nel caso degli enti comunali, la voce dedicata al trasporto pubblico locale comprende le spese per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture per il trasporto urbano e extraurbano: su gomma, autofiloviario, metropolitano, tranviario e funiviario. Sono incluse inoltre le spese per la vigilanza dell’utenza e quelle per la gestione e il monitoraggio dei contratti di servizio con gli enti e le società affidatarie.

Considerando l'importanza di questo settore per gli spostamenti all'interno delle città, vediamo quanto hanno speso i comuni più popolosi d'Italia per sostenere la mobilità pubblica sul proprio territorio.

I dati fanno riferimento alla spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. È importante sottolineare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi effettiva sulle attività degli enti locali.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2017
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Il capoluogo lombardo emerge per una spesa nettamente superiore a quella degli altri comuni. Seguono Firenze e Roma, mentre chiudono la classifica Torino e Trieste. Non emergono particolari ricorrenze geografiche, ma le grandi città del nord, centro e sud Italia si distribuiscono indistintamente lungo la classifica.

È da sottolineare che Milano risulta al primo posto tra le grandi città, anche se si considera il dato relativo alla spesa complessiva, e non quella pro capite. L'amministrazione comunale spende complessivamente 1,08 miliardi di euro per la mobilità pubblica. Il comune di Roma, che ha una superficie pari a 7 volte quella del capoluogo lombardo e 1 milione e mezzo di abitanti in più, spende 0,78 miliardi di euro.

298 mln la differenza nella spesa totale per il trasporto tra Milano e Roma nel 2017.

Vista la particolarità del caso milanese, abbiamo ampliato l'analisi ai comuni della provincia, continuando a considerare la spesa totale per il servizio.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2017
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Il capoluogo e i comuni limitrofi presentano livelli elevati di spesa, in linea con il maggior peso del trasporto pubblico nelle aree urbane. Da notare che alcune amministrazioni locali, come Peschiera Borromeo e Cernusco sul Naviglio, spendono di più dei poli di provincia: Rho, Legnano e Magenta.

I poli sono comuni baricentrici sul territorio in termini di servizi, come scuole, ospedali e stazioni ferroviarie. Vai a "Che cosa sono le aree interne"

Milano prima nel paese per qualità dei trasporti, ma lo standard europeo è ancora più elevato.

Se in Italia il capoluogo lombardo si distingue nel settore del trasporto pubblico, a livello europeo lo scenario è diverso. Dati relativi alla mobilità pubblica nelle capitali europee evidenziano uno standard più elevato, sia per offerta che per utilizzo del servizio.

Basti pensare che Milano offre 3,1 chilometri di rete metropolitana per 100.000 abitanti, contro i 5,7 di Londra e i 9,3 di Madrid. Inoltre, nella città lombarda metà degli spostamenti avviene con mezzi propri, mentre a Parigi meno di un abitante su 6 utilizza una vettura personale per muoversi nella città.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno, i comuni inviano i propri bilanci alla direzione centrale della finanza locale del ministero dell'interno, che li pubblica. Noi estraiamo i dati, li elaboriamo aggregandoli in voci di entrata e di spesa, e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati di openbilanci possono essere liberamente scaricati e utilizzati per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

 

Foto credit: Flickr the rik pics - Licenza

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.