Il governo pubblica i dati sui decreti attuativi, ma così non basta Leggi incomplete

Il giorno dopo il nostro articolo l’esecutivo ha pubblicato i dati aggiornati sui decreti attuativi. Vediamo come procede l’attuazione del programma di governo, e cosa è rimasto in sospeso dalla scorsa legislatura.

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Esattamente 7 giorni fa abbiamo pubblicato un articolo in cui chiedevamo chiarezza al governo sul tema dei decreti attuativi. Il sito della presidenza del consiglio che storicamente pubblicava questo tipo di informazioni non aggiornava infatti i dati da ben 8 mesi. Un fatto grave, su cui era necessario un cambio di passo da parte dell’esecutivo.

Una risposta da parte del governo c’è stata, e con soddisfazione possiamo dire che finalmente i dati sui decreti attuativi sono stati aggiornati. La pubblicazione, come d’altronde pure quelle passate, ha delle lacune, e alcune questioni non sono ancora pienamente risolte.

I 42 provvedimenti legislativi del governo Conte pubblicati in Gazzetta ufficiale in questi 9 mesi hanno richiesto 230 provvedimenti attuativi, di cui 23 già sono stati adottati. Ne mancano ancora 207, di cui la metà sono per la legge di bilancio approvata a fine anno.

Quando parliamo di decreti attuativi intendiamo tutte quelle norme che, successivamente all’approvazione di una legge, devono essere adottate per implementare a pieno il provvedimento. Vai a "Che cosa sono i decreti attuativi"

Trasparenza a chiamata

Non è la prima volta che l’esecutivo reagisce a sue mancanze in materia di trasparenza in seguito ad un nostro appello. Era successo con il registro per la trasparenza del Mise, ed è successo di nuovo per i decreti attuativi. Certamente l’avere più dati disponibili rappresenta un passo in avanti, ma fare trasparenza non vuol dire pubblicare informazioni in maniera discontinua solo a seguito di pressioni esterne.

Non è la prima volta che il governo pubblica dati in seguito ad una nostra richiesta: un bene e un male.

È necessaria una strategia di ampio respiro, che strutturi il monitoraggio dei decreti attuativi in maniera continuativa e onnicomprensiva. Questo rilascio, per quanto prezioso, non può rimanere un caso isolato. L’ultima, e unica altra volta, che il governo aveva pubblicato dati era stato lo scorso 9 luglio, e con questa cadenza non si può certamente pensare di monitorare esaustivamente la materia.

Non solo, le informazioni pubblicate sembrano avere le stesse lacune di quelle pubblicate in precedenza. Ad oggi viene fornito un quadro generale dei decreti previsti per singolo provvedimento legislativo, assieme ad eventuali termini temporali entro cui questi devono essere adottati. È disponibile anche l’elenco dei decreti già adottati, accompagnato da informazioni chiave come: ministero responsabile dell’attuazione, tipologia di provvedimenti adottato, macro area tematica e link.

Manca però il dettaglio dell’oggetto (di cosa trattano) dei decreti attuativi che ancora devono essere adottati, come anche l’articolo e il comma all’interno del provvedimento legislativo di riferimento. Insomma, abbiamo il dettaglio esatto di cosa è stato fatto, ma non di quello che ancora deve essere fatto. Una situazione che ha dei chiari limiti.

Un po’ di dati

Ufficio per il programma di Governo

In 9 mesi di governo i provvedimenti approvati dall’esecutivo di Giuseppe Conte hanno generato 230 decreti attuativi, di cui 23 sono già stati adottati. Nell’ordine i provvedimenti che ne hanno richiesti di più sono: la legge di bilancio (112 i decreti previsti), il decreto su Genova (26) e il decreto semplificazioni (13). In totale sono 21 i provvedimenti coinvolti, tra cui 12 decreti legislativi. La manovra finanziaria quindi, come è normale che sia, è la legge che ad oggi sta richiedendo il maggiore lavoro extra-parlamentare. Un elemento naturale, considerando la complessità e l’importanza legislativa del provvedimento.

207 i decreti attuativi che ancora devono essere adottati per i provvedimenti del governo Conte.

Dei 207 provvedimenti attuativi ancora da adottare, 100 sono senza termine, 74 hanno un termine di scadenza, mentre per 33 i tempi per l’adozione sono già scaduti. Tra questi anche 10 decreti collegati proprio alla manovra economica approvata a fine anno dal governo Conte. I decreti attuativi infatti spesso hanno una data di scadenza, avendo per legge un limite di tempo entro cui devo essere adottati. Scaduto quel tempo, è meno probabile che quel determinato provvedimento venga adottato.

Una volta approvata una legge richiede spesso lavoro extra-parlamentare per trovare piena implementazione. I decreti attuativi servono proprio a questo.

Nel corso dei mesi è sceso anche lo stock di provvedimenti ancora da adottare ereditati dai precedenti governi Renzi e Gentiloni. All'insediamento erano 641 (390 risalenti al governo Gentiloni e 251 al governo Renzi), arrivando a 521 alla fine dell'anno. Ad oggi ne rimangono ancora 479 da adottare: 172 per provvedimenti approvati dall'esecutivo Renzi e 307 da quello Gentiloni.

Le leggi di bilancio meritano un'attenzione particolare. Per quella del 2018, l'unica dell'era Gentiloni, devono ancora essere adottati 73 decreti attuativi, sui 143 previsti inizialmente. Andando a ritroso nel tempo, e per le 3 manovre economiche della gestione Renzi, lo stock ancora da smaltire ammonta a 12 provvedimenti per la legge di bilancio 2017, 13 per quella 2016 e 8 per quella 2015.

A quando il prossimo aggiornamento

La domanda per il sottosegretario Giorgetti e per il governo Conte a questo punto è solo una: questa pubblicazione rimarrà una caso isolato, o da ora in poi i rilasci saranno più costanti? Più passano i mesi e più sono i provvedimenti che necessitano di un monitoraggio continuativo. Dalla legge di bilancio ai vari decreti presentati dal governo, la complessità dell'implementazione legislativa richiede aggiornamenti costanti. Ragionamento particolarmente pertinente per il cosiddetto decretone su reddito di cittadinanza e quota 100, che troverà l'approvazione nel prossimo mese, e che necessiterà di un attento monitoraggio.

Speriamo che questo sia solo l'inizio di pubblicazioni più costanti e complete.

Chiediamo quindi che ad ogni inizio di mese vengano messi a disposizione dei dati aggiornati. Assieme al report sul monitoraggio poi, e alle tabelle degli ultimi decreti attuativi adottati, è necessario avere un quadro più dettagliato dei provvedimenti ancora da adottare. È importante sapere cosa è stato implementato, ma è ancora più importante avere un occhio vigile e attento su cosa ancora manca. La velocità con cui i dati sono stati pubblicati in seguito al nostro appello ci indica che le informazioni sono disponibili: perché non renderle accessibili più spesso?

 

Foto credit: Palazzo Chigi - Licenza

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