I comuni dove vengono offerti più posti nei centri di accoglienza Accoglienza

L’analisi della capienza dei centri per richiedenti asilo e rifugiati può restituire una fotografia dettagliata del sistema di accoglienza nelle province e nei comuni italiani.

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Nelle scorse settimane abbiamo analizzato le presenze in Italia di richiedenti asilo e rifugiati nel sistema di accoglienza. Ma per valutare il fenomeno complesso dei migranti può essere importante anche esaminare i numeri relativi ai posti disponibili, ossia la capienza, nei centri di accoglienza presenti nel paese.

I dati sulle presenze di ospiti nei centri, infatti, vengono rilevati a una specifica data. Per questo sono più suscettibili alle fluttuazioni nel corso dell’anno. Per completare il quadro del sistema, dunque, è utile analizzare anche la capienza dei centri.

Si tratta di un dato più stabile, perché equivale al numero di posti messi a disposizione in ogni centro, indipendentemente dal fatto che a una certa data essi siano occupati o meno.

Dell’argomento ci siamo occupati più volte negli ultimi anni, e recentemente anche in “Centri d’Italia, una mappa dell’accoglienza”, la prima mappatura del sistema italiano nel 2018 e 2019, realizzata in collaborazione con ActionAid Italia.

La maggior parte dei richiedenti asilo è nei Cas

Negli ultimi anni il numero dei posti disponibili per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati in Italia è sceso. Da un lato questa tendenza va di pari passo con il minor numero di sbarchi sulle coste italiane, dall’altro anche a causa dell’eliminazione della protezione umanitaria, sancita dal decreto sicurezza, che ha comportato l’espulsione dai centri di molte persone.

Il decreto sicurezza, in vigore per circa due anni (dal 2018 al 2020), sanciva inoltre che il richiedente asilo in uscita dai centri di prima accoglienza dovesse essere accolto obbligatoriamente nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas), prima di entrare nella cosiddetta seconda accoglienza, il sistema a titolarità pubblica gestito dai comuni, chiamato negli anni prima Sprar, poi Siproimi e oggi Sai.

Negli anni la normativa che disciplina l’accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Italia è cambiata più volte. Vai a "Come funziona l’accoglienza dei migranti in Italia"

La maggioranza delle strutture presenti sul territorio nazionale sono Cas. Basti pensare che al 31 dicembre 2019 il 96% dei richiedenti asilo inseriti nel sistema dell’accoglienza gestito a livello governativo o prefettizio era accolto nei Cas. Il restante 4% nei centri di prima accoglienza.

I Cas vengono aperti in seguito a un bando indetto dalle prefetture. Tra i punti fondamentali del bando è appunto indicato il numero massimo di posti disponibili all’interno del centro, che determina la capienza della struttura.

La pubblica amministrazione può aggiudicare un contratto per la gestione di un centro scegliendo tra diversi tipi di procedura. Vai a "Cosa sono le procedure di scelta del contraente"

L’analisi che segue tiene in considerazione i centri di accoglienza straordinaria attivi nel 2019.

La capienza dei centri nei comuni italiani

Al 31 dicembre 2019 Il numero di posti disponibili nei Cas in Italia erano 81.806. Di questi risultavano occupati 63.995.

78,2% è la percentuale di presenze nei Cas rispetto al totale dei posti disponibili, al 31 dicembre 2019.

Parliamo di 5.469 centri dislocati in 1.814 comuni che si trovano in tutte le regioni e province autonome del paese. Com’è facilmente intuibile, molti comuni – soprattutto i più piccoli – hanno un solo centro all’interno del proprio territorio, ma altri (in particolare le grandi città) sono interessati anche da diverse decine di centri.

Quattro erano i comuni che nel 2019 erano interessati dalla presenza di più di 100 Cas: Reggio Emilia (126), Genova (113), Trieste (107) e Torino (103). È importante evidenziare che un numero maggiore di centri non vuol dire necessariamente maggiore presenza di persone accolte o capienza delle strutture. Per fare un esempio, il territorio di Reggio Emilia è storicamente caratterizzato da un sistema dell’accoglienza diffusa, modello basato sull’installazione di piccoli centri, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita degli ospiti e l’integrazione con le comunità ospitanti.

Bisogna considerare, insomma, le dimensioni del centro.

La mappa mostra il numero di posti disponibili per centro di accoglienza straordinaria (Cas) in ogni comune. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Sono inoltre riportati il numero dei residenti, dei centri attivi e dei posti disponibili in ogni comune. Sono stati considerati i centri di accoglienza straordinaria (per adulti e minori) attivi al 31 dicembre 2019.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Aprile 2021)

I comuni interessati da centri con una capienza media maggiore sono Bresso (300 posti) in provincia di Milano, Rocca di Papa (300, Roma) e Battipaglia (299, Salerno). In tutti e tre i casi è presente un solo Cas sul territorio comunale.

È importante sottolineare che il decreto sicurezza prevede che la capienza massima dei cas sia di 300 posti.

Centri e capienza nelle grandi città

Come abbiamo visto, in tutte le grandi città sono invece presenti numerosi Cas. Vediamo qual è la situazione nei comuni con più di 200mila abitanti.

Il grafico mostra il numero di posti disponibili nei centri di accoglienza straordinaria (per adulti e minori) e il numero di centri attivi al 31 dicembre 2019, nei comuni con popolazione superiore a 200mila abitanti. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Tra le città con popolazione superiore a 200mila abitanti non figura Catania perché alla data di rilevazione non risultano centri attivi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Aprile 2021)

Tra i grandi comuni italiani, a Milano vengono offerti più posti per l'accoglienza di richiedenti asilo in Cas: 1.670 posti in solo 14 centri. Segue Torino (1.324 posti in 103 centri), Genova (1.324 posti in 113 Cas) e Roma (994 posti distribuiti in 15 centri).

Bologna, Firenze e Venezia sono le città che offrono meno posti in accoglienza, mentre tra i comuni più popolosi Catania è l'unico dove nel 2019 non erano presenti centri di accoglienza straordinaria.

Le città interessate dal numero maggiore di centri sono Genova (113), Trieste (107) e Torino (103).

Il grafico mostra il numero di posti disponibili in media per centro, nei comuni con popolazione superiore a 200mila abitanti. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Tra le città con popolazione superiore a 200mila abitanti non figura Catania perché alla data di rilevazione non risultano centri attivi. Sono stati considerati i centri di accoglienza straordinaria (Cas) attivi al 31 dicembre 2019.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Aprile 2021)

Tra le grandi città, Milano è di gran lunga quella interessata da Cas con capienza media maggiore: 119,3 posti disponibili, in media, in ogni centro di accoglienza straordinaria.

Dopo il capoluogo lombardo ci sono Roma (66,3 posti in media) e altre tre città del sud: Napoli (64), Palermo (59,9) e Messina (39,1).

I centri con dimensioni in media più ridotte si trovano invece tutti nel nord-est: Venezia (8,7 posti disponibili in media), Padova (8,3) e Trieste (8,1).

Se allarghiamo il perimetro territoriale dell'analisi alle province, è interessante notare la media di posti disponibili nei diversi territori.

Il grafico mostra il numero di posti disponibili in media per centro, nelle 15 province che presentano maggiori capienze medie al 31 dicembre 2019. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Sono stati considerati i centri di accoglienza straordinaria (Cas) per adulti e minori.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Aprile 2021)

Nel 2019 era Brindisi la provincia italiana interessata dalla presenza di Cas con la capienza media più elevata (133), seguita dalle province di Sassari (119,3), Livorno (117,3), Vibo Valentia (108,7) e Trapani (80,6).

È interessante notare che tra le prime 15 province che registrano maggiore capienza media, solo 2 si trovano al nord (Bolzano e Gorizia), 4 al centro e ben 9 al sud e nelle isole.

Per conoscere le informazioni su un comune è sufficiente cliccare sulla casella Cerca… e digita il nome del comune. È possibile cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

La tabella mostra il numero di posti disponibili per centro di accoglienza straordinaria (Cas) in ogni comune. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Sono inoltre riportati il numero dei residenti, dei centri attivi e dei posti disponibili in ogni comune. Sono stati considerati i centri di accoglienza straordinaria (per adulti e minori) attivi, in tutti i comuni interessati da almeno un centro, al 31 dicembre 2019.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Aprile 2021)

 

Foto credit: Andrea Mancini per openpolis

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