Gli investimenti del Pnrr per gli autobus a basse emissioni Innovazione

Il piano nazionale di ripresa e resilienza prevede un investimento pari a 1,9 miliardi di euro per il rinnovo in senso ecologico degli autobus nei grandi comuni. Ma quanti sono ad oggi gli autobus a basse emissioni e come sono distribuiti nel nostro paese?

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Tra i vari provvedimenti per facilitare la transizione ecologica, il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha previsto anche il rifornimento da parte dei centri urbani del nostro paese di mezzi di trasporto pubblico a basse emissioni.

Come stabilito e approvato in via definitiva lo scorso dicembre nel corso della conferenza unificata, questi fondi, gestiti dal ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims), saranno assegnati ai grandi comuni per acquistare, nello specifico, autobus elettrici o a idrogeno.

Gli interventi del Pnrr per una mobilità sostenibile

Il piano nazionale di ripresa e resilienza dedica una quota molto elevata di risorse alle riforme ambientali (il 37,5% di tutte le risorse europee, per un totale di circa 72 miliardi di euro).

Circa 57 miliardi di euro da stanziare per la transizione ecologica e per la dotazione di infrastrutture sostenibili sono di competenza del Mims. Molte di queste risorse sono territorializzate, ovvero si tratta di fondi assegnati alle regioni oppure a enti locali perché sviluppino progetti di propria competenza o li assegnino a altri soggetti attuatori.

È questo il caso, ad esempio, dei fondi dedicati alla riqualificazione dei porti, al potenziamento delle linee ferroviarie regionali, agli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana e al rafforzamento delle strutture idriche. E infine anche del rinnovo degli autobus in senso ecologico.

1,9 miliardi di euro sono i fondi stanziati dal Pnrr per l’acquisto di autobus elettrici e a idrogeno nei grandi comuni.

È indicata la parte di fondi per l’acquisto di autobus a basse emissioni destinata a ogni regione dal Mims.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mims
(ultimo aggiornamento: lunedì 28 Marzo 2022)

Al primo posto tra i destinatari di questi fondi troviamo la Lombardia, che da sola ha ricevuto oltre 310 milioni di euro per l'acquisto di autobus elettrici o a idrogeno (il 16,3% dei finanziamenti totali) e il Lazio, con 298 milioni di euro (per il 15,6%).

Seguono la Sicilia (con 223 milioni, equivalenti all'11,6% del totale), il Piemonte (196 milioni per il 10,3%) e la Campania (186 milioni per il 9,7% dei fondi totali). Mentre ad aver ricevuto la quota più ridotta di fondi sono le regioni più piccole e con meno centri abitati, come la Valle d'Aosta e le province autonome del Trentino-Alto Adige.

Ma com'era la situazione dei centri abitati del nostro paese prima dell'arrivo di queste risorse?

Gli autobus a basse emissioni nelle città italiane

I mezzi di trasporto a basse emissioni sono uno strumento particolarmente importante per contrastare alcuni effetti negativi del cambiamento climatico e favorire la transizione ecologica.

Una rete di trasporto pubblico a basse emissioni è essenziale per la transizione ecologica.

Infatti, i trasporti sono uno dei settori più inquinanti (causa di oltre un terzo di tutte le emissioni di ossidi di azoto), e l'inquinamento atmosferico risulta ad oggi una delle conseguenze più dannose della presenza antropica sulla Terra, sia per l'ambiente stesso che per la nostra salute. Essendo poi il trasporto pubblico di per sé molto utile per arginare il problema di un troppo elevato tasso di motorizzazione - l'Italia è il secondo paese Ue con più veicoli privati per abitante - è chiaro che garantire una rete di trasporto pubblico efficiente e ecologica è essenziale.

Questo è poi particolarmente rilevante per i grandi centri abitati, maggiormente esposti all'inquinamento atmosferico generato dal traffico veicolare.

I dati sono riferiti ai veicoli a basse emissioni messi a disposizione dal trasporto pubblico locale, nei comuni delle città metropolitane.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 24 Marzo 2022)

Nel 2019, Cagliari era il comune di città metropolitana con il numero più elevato di autobus a basse emissioni in rapporto alla popolazione residente: 158 ogni 100mila abitanti. La seguivano Trieste (134,2) e Firenze (125,4). Agli ultimi posti si trovavano invece due città siciliane, Messina e Palermo, con rispettivamente 30,7 e 35,4 autobus a basse emissioni ogni 100mila abitanti.

In quasi tutte le città italiane, è diminuito il numero di autobus a basse emissioni.

Cagliari è stata però anche la prima città per calo, negli ultimi anni, della disponibilità di questo tipo di mezzo. Nel 2013 infatti il capoluogo sardo disponeva di ben 185,1 mezzi a basse emissioni ogni 100mila abitanti: 27 in più rispetto al 2019. Anche Roma (-12,9) e Milano (-10,8) hanno registrato cali significativi nello stesso lasso di tempo. Sono soltanto due le città che hanno invece riportato un miglioramento in questo senso. Si tratta di Trieste, che da 133,5 è passata a 134,2 autobus (un cambiamento quindi piuttosto modesto) e Messina, che invece ha aumentato la propria disponibilità di oltre 14 unità, passando da 16,5 a 30,7 autobus a basse emissioni ogni 100mila abitanti.

Disparità territoriali nella disponibilità di autobus ecologici

Fatta eccezione per Cagliari, è evidente una divisione tra città del nord e del sud, con le prime che in media hanno una maggiore disponibilità di mezzi ecologici rispetto alle seconde.

Un divario che risulta ancora più evidente se analizziamo i dati relativi a tutti i comuni capoluogo divisi per macroarea.

I valori sono riferiti all’insieme dei comuni capoluogo della macroarea di riferimento.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 24 Marzo 2022)

Nel meridione sono infatti disponibili in media 51,9 autobus a basse emissioni ogni 100mila abitanti. Una cifra che invece sale a 81,2 al centro e a 89,1 al nord della penisola.

37,2 autobus a basse emissioni ogni 100mila abitanti in meno al sud Italia rispetto al nord (2019).

Si tratta inoltre di una forbice che si è ampliata nel passaggio dal 2018 al 2019. Mentre infatti la disponibilità è leggermente aumentata a nord (+0,9 autobus ogni 100mila abitanti) e al centro (+4,1), nel caso del sud è invece diminuita. Nel 2019 ci sono infatti 3,4 autobus in meno ogni 100mila abitanti.

 

Foto: Pere Jurado - licenza

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