Gli eco-compattatori finanziati dal Pnrr Innovazione

Tra i fondi destinati dal Pnrr alla transizione ecologica, 27 milioni di euro saranno stanziati per l’acquisto di eco-compattatori, ovvero macchinari per il riciclo di bottiglie di plastica. Gli imballaggi di plastica hanno infatti un peso significativo nell’inquinamento urbano.

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La plastica, prodotta a partire da combustibili fossili, è fortemente nociva per l’ambiente e per la salute umana. Ma essendo anche molto utile, la sua produzione ha registrato negli ultimi decenni una crescita esponenziale. Che si è ulteriormente aggravata negli ultimi due anni a causa della necessità di utilizzare dispositivi protettivi usa e getta per contenere i contagi, a partire dalle mascherine. Per ridurre l’inquinamento generato da questo materiale è cruciale quindi promuovere e rendere più efficienti la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti.

Al fine di favorire la transizione verso una economia di tipo circolare, il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha introdotto delle risorse apposite per rifornire i comuni di eco-compattatori. Ovvero dei macchinari capaci di riciclare le bottiglie in plastica. Secondo la graduatoria recentemente pubblicata, saranno 712 comuni a beneficiarne.

Lo smaltimento della plastica

Uno degli aspetti più dannosi dell’inquinamento è la dispersione nell’ambiente di rifiuti residui, che possono impiegare migliaia di anni per essere smaltiti naturalmente e al contempo rilasciano sostanze inquinanti che penetrano nel terreno e nelle acque sottostanti.

Le microplastiche costituiscono una minaccia ecologica e sanitaria.

Tra queste sostanze troviamo la plastica. Se abbandonata in natura, essa si scompone in frammenti di dimensioni microscopiche, detti appunto “microplastiche“, che si disperdono nell’ambiente circostante raggiungendo anche gli organi degli animali e degli esseri umani che le respirano e ingeriscono. Negli ultimi anni infatti queste particelle sono state ritrovate ad esempio nell’apparato digerente di uccelli e pesci, in tutti gli ecosistemi naturali compresi quelli marini e, conseguentemente, anche negli alimenti che consumiamo.

A rivestire un ruolo di particolare importanza sotto questo aspetto sono gli imballaggi, ovvero quei prodotti in plastica usa e getta che servono per il confezionamento di merci di ogni genere e che costituiscono una quota molto consistente dei rifiuti in plastica che produciamo.

40% dei rifiuti in plastica prodotti a livello europeo rientra nella categoria degli imballaggi (2020).

Parliamo, tra gli altri, di bottiglie, flaconi, taniche, borse di plastica, etichette, pellicole, sacchetti e vaschette per gli alimenti. Nonostante la ormai consolidata consapevolezza dell’impatto che la plastica ha sull’ambiente, la produzione di imballaggi non ha registrato alcuna riduzione.

Sono considerati tutti gli ambiti di produzione di imballaggi: industriale, commerciale, domestico ecc. Sono inclusi gli imballaggi importati ed esclusi quelli esportati. Tra i rifiuti riciclati sono compresi anche quelli inviati in altri paesi membri (purché vi sia prova della finalità di riciclo secondo la normativa europea).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Maggio 2022)

Dal 2010 al 2019 in Italia si è anzi progressivamente incrementata la produzione di imballaggi in plastica: si è passati da circa 35 a quasi 39 kg pro capite.

Parallelamente è aumentato anche il quantitativo che viene riciclato (da circa 12 nel 2010 a 17,5 kg pro capite nel 2019). Si tratta però di un aumento modesto, appena superiore a quello che ha riguardato la produzione e sintomo quindi di un miglioramento piuttosto lento e contenuto.

45,1% degli imballaggi in plastica riciclati nel 2019, cioè meno della metà.

Per portare avanti la transizione ecologica e instaurare un paradigma economico di tipo circolare, basato su una produzione ottimale e senza scarti, è necessario incrementare la capacità di riciclo di materiali inquinanti e capillarmente diffusi come la plastica.

La plastica era infatti indicata come elemento cruciale in questo senso nel piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare del 2015. Un impegno ribadito anche più recentemente, nel 2019, con la direttiva 904 del parlamento e del consiglio Ue.

Il Pnrr e il decreto "Mangiaplastica"

Come abbiamo raccontato in numerosi approfondimenti, il piano nazionale di ripresa e resilienza prevede cospicui investimenti per la transizione ecologica. Si tratta infatti di una finalità che interessa oltre un terzo di tutte le risorse messe a disposizione, per un totale di circa 72 miliardi di euro.

All'interno di tali risorse rientra anche un finanziamento progettato per permettere ai comuni di dotarsi di "eco-compattatori" per favorire il riciclo di bottiglie di plastica.

Per eco-compattatore si intende un macchinario per la raccolta differenziata di bottiglie per bevande in Pet, in grado di riconoscere in modo selettivo questo tipo di bottiglie e di ridurne il volume favorendone il riciclo.

Con il decreto "Mangiaplastica" del 2 settembre 2021 sono state definite le modalità di accesso a tale contributo.

27 milioni di euro i fondi stanziati per il rifornimento di eco-compattatori.

A poterne beneficiare sono i comuni che hanno presentato un'istanza, poi valutata dal Mite. La disponibilità è di un macchinario ogni 100mila abitanti.

Le istanze sono state valutate tramite un'attribuzione di punteggi basata su due criteri indicati nel decreto, ovvero:

  • la fattibilità tecnico-organizzativa e la qualità del progetto;
  • l'impatto del progetto, in base ai risultati attesi.

Il decreto Mangiaplastica indica i criteri con cui è stabilita l'attribuzione dei fondi ai comuni.

La valutazione della fattibilità è basata su alcuni fattori. In primis il dimensionamento degli eco-compattatori rispetto agli abitanti residenti. Poi, la loro localizzazione sul territorio comunale - il punteggio sale laddove si prevede di ubicare i macchinari in luoghi ad alta frequentazione. Risultano determinanti anche l'efficacia e la funzionalità dei servizi di trasporto e avvio a riciclaggio, nonché la previsione di misure di sostenibilità ambientale e, infine, le previsioni di strumenti di incentivazione al conferimento.

La distribuzione delle risorse

I comuni la cui istanza è stata accolta e che si sono posizionati in graduatoria con contributi considerati finanziabili sono in totale 712.

I finanziamenti maggiori saranno stanziati presso alcuni grandi comuni al sud della penisola. In particolare a Napoli, per un totale di circa 200mila euro.

197.640 euro saranno stanziati per rifornire di eco-compattatori il comune di Napoli.

Seguono da questo punto di vista due comuni siciliani: Catania, con un contributo finanziabile pari a 60mila euro, e Messina (circa 55mila).

È indicato il posto in graduatoria di tutti i comuni che hanno inoltrato una richiesta – compresi quelli dichiarati non finanziabili (dal posto 713). Il punteggio è ricavato da una valutazione relativa alla fattibilità tecnico-organizzativa e qualità del progetto e dell’impatto del progetto in base ai risultati attesi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mite
(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Maggio 2022)

Foto: Nick Fewings - licenza

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