Gli incarichi chiave nel governo e in parlamento di Insieme per il futuro Mappe del potere

La nascita di Insieme per il futuro a seguito della scissione dal Movimento 5 stelle di diversi esponenti, tra cui Luigi Di Maio, cambia gli equilibri politici sia al governo che in parlamento.

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Come è noto il 21 giugno Luigi Di Maio ha annunciato la propria decisione di uscire, insieme a diversi parlamentari, dal Movimento 5 stelle dando vita alla nuova formazione Insieme per il futuro (Ipf). Questo passaggio ha portato a diversi cambiamenti nelle dinamiche della maggioranza di governo.

Certamente il primo effetto è stato la crescita dei cambi di gruppo visto che in un primo momento 50 parlamentari hanno seguito il ministro degli esteri nella sua nuova impresa. Numeri importanti anche perché, come affermato dallo stesso Di Maio, cambiano gli equilibri parlamentari e il potere relativo dei gruppi di maggioranza.

Oggi io e tanti colleghi lasciamo il Movimento 5 stelle. Lasciamo quella che da domani non sarà più la prima forza politica in parlamento.

Ma a contare non sono solo i numeri complessivi in parlamento. È importante invece considerare le posizioni chiave, sia nell’esecutivo che nelle aule parlamentari.

Cosa cambia nel consiglio dei ministri

Un primo cambiamento sostanziale ad esempio è avvenuto in consiglio dei ministri (Cdm), organo a cui prendono parte con diritto di voto solo il presidente del consiglio e i ministri.

In questa sede la maggior parte dei ministri dell’attuale esecutivo (8 su 23 escluso il presidente del consiglio) sono indipendenti. Fino a pochi giorni fa però erano i ministri espressione del Movimento 5 stelle a rappresentare la più consistente delegazione politica all’interno del Cdm, con 4 ministri contro i 3 di Lega, Partito democratico (Pd) e Forza Italia (FI).

La scissione ha coinvolto diversi membri dell’esecutivo, ma solo Di Maio tra i ministri. Di conseguenza oggi il movimento si trova con 3 esponenti in Cdm come le altre formazioni maggiori. Insieme per il futuro invece esprime un ministro in questo consesso, così come Italia viva e Liberi e uguali.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Luglio 2022)

Gli altri incarichi di governo

Ma pur non partecipando alle sedute del Cdm, anche i sottosegretari e i viceministri sono esponenti di governo e anche su questo fronte la scissione di Di Maio ha avuto un impatto significativo sul gruppo pentastellato.

Prima infatti il M5s era di gran lunga la formazione più rappresentata nell'esecutivo inteso in senso ampio. L'unico gruppo che esprimeva ben 2 viceministri e 9 sottosegretari. A seguire la Lega, con un viceministro e 8 sottosegretari (considerando anche Federico Freni, nominato in quota Lega ma che a oggi non risulta iscritto al partito).

L'importanza di viceministri e sottosegretari risiede principalmente nel ruolo politico amministrativo che svolgono all'interno del proprio ministero. Per questo è interessante notare in quali strutture di governo si trovano gli esponenti di Insieme per il futuro e di conseguenza quali posizioni ha perso il Movimento 5 stelle.

Visto che oltre a Di Maio ha partecipato alla scissione anche il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano, il M5s rimane quindi escluso dal ministero degli esteri. D'altronde è proprio sulla politica estera che si sono registrate maggiori frizioni tra l'esecutivo e il gruppo pentastellato.

4 i ministeri in cui, dopo la scissione, il Movimento 5 stelle non ha più propri rappresentanti.

Lo stesso è avvenuto per vari altri ministeri, primo tra tutti quello dell'economia, dove il Movimento 5 stelle ha dovuto rinunciare alla posizione di viceministro, ricoperta da Laura Castelli, ora iscritta anche lei a Insieme per il futuro. A seguire il ministero della giustizia con la sottosegretaria Anna Macina, e il ministero della salute con il sottosegretario Pierpaolo Sileri. Due perdite non irrilevanti per il movimento visto che il tema della giustizia è sempre stato identitario per il M5s mentre la salute ha rappresentato la questione centrale del secondo governo Conte. Proprio Sileri infatti ha fatto parte di entrambi gli esecutivi Conte ricoprendo anche il ruolo di viceministro della salute nella fase più dura della lotta al coronavirus.

Infine ha seguito Di Maio anche la sottosegretaria al sud e la coesione territoriale Dalila Nesci.

I ruoli chiave in parlamento e le commissioni permanenti

Se da un punto di vista sostanziale si può considerare corretta l'affermazione di Luigi Di Maio secondo cui il M5s non è più il primo gruppo in parlamento, da un punto di vista formale questo è vero solo per la camera. Qui il primo gruppo è diventato la Lega con 132 deputati, seguito dal M5s con 105. Lo stesso invece non vale per il senato, anche se di poco. A palazzo Madama infatti è ancora il M5s il gruppo di maggioranza relativa, con 62 senatori, seguito da vicino dalla Lega che ne conta 61.

I differenti equilibri politici nelle due aule si confermano e rafforzano guardando ai ruoli chiave ricoperti da deputati e senatori della nuova formazione politica.

Non tutti i parlamentari hanno lo stesso peso. Deputati e senatori che hanno un ruolo chiave riescono ad incidere maggiormente. Vai a "Quali sono i ruoli chiave del parlamento"

Analizzando gli incarichi di presidente, vicepresidente e segretario nelle commissioni permanenti questa differenza emerge chiaramente. Infatti mentre al senato Insieme per il futuro non ricopre nessun ruolo chiave alla camera è diventato uno dei gruppi centrali.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Luglio 2022)

Infatti alla camera, Insieme per il futuro, oltre ad aver tolto al M5s il primato assoluto in quest'ambito è diventato anche il secondo gruppo, dopo il Pd, per numero di presidenti di commissione. Un incarico assolutamente fondamentale per i meccanismi parlamentari.

Si tratta in particolare delle commissioni difesa, presieduta da Gianluca Rizzo, politiche dell'Unione europea, con al vertice Sergio Battelli, cultura, guidata da Vittoria Casa, e agricoltura, con Filippo Gallinella.

Come accennato però lo stesso non vale al senato, dove il nuovo gruppo di Luigi Di Maio non ricopre alcun incarico chiave nelle commissioni permanenti.

Gli altri organi parlamentari

Quanto agli altri organi della camera è importante innanzitutto sottolineare come il M5s mantenga la terza carica dello stato. Il presidente della camera Fico infatti non solo non ha aderito alla scissione, ma piuttosto ha utilizzato toni molto duri nei confronti degli scissionisti.

È un'operazione di potere non è un'operazione politica

Alcuni cambiamenti però si sono comunque registrati all'interno dell'ufficio di presidenza, dove un questore e 3 segretari hanno seguito Di Maio. In questo modo Insieme per il futuro diventa il gruppo con più componenti all'interno dell'ufficio di presidenza, a pari merito con la Lega che conta 4 segretari. Anche in questo caso dunque il M5s perde la maggioranza pur mantenendo, oltre alla presidenza, un vicepresidente e un segretario.

Al senato invece le cose sono meno favorevoli per il nuovo gruppo. A oggi infatti il consiglio di presidenza non conta tra i suoi componenti membri di Ipf. Tuttavia non è detto che questo non cambi. Il regolamento d'aula infatti stabilisce che i gruppi non rappresentati in quest'organo possano richiedere che si proceda all'elezione di un proprio segretario.

A oggi inoltre Ipf non conta parlamentari né tra le giunte per il regolamento di entrambe le aule parlamentari né all'interno di un organo bicamerale importante come il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir).

Al contempo però Insieme per il futuro può vantare due presidenze di commissioni bicamerali, ovvero la commissione di inchiesta sul sistema bancario (Carla Ruocco) e la commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (Stefano Vignaroli) oltre a due vicepresidenze presso la commissione per l'attuazione del federalismo e la commissione di vigilanza Rai.

Infine alla camera Ipf conta un altro vicepresidente (commissione semplificazione) e due segretari nella giunta per le autorizzazioni mentre non risultano altri componenti di spicco al senato.

 

Foto: Luigi Di Maio (Facebook)

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