Gli equilibri nella maggioranza dopo la scissione del Movimento 5 stelle Numeri alla mano

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I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’articolo “Gli incarichi chiave nel governo e in parlamento di Insieme per il futuro“.

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i parlamentari iscritti ai gruppi di Insieme per il futuro alla camera (52) e al senato (10). Numeri importanti anche perché, come affermato dallo stesso Di Maio, cambiano gli equilibri parlamentari e il potere relativo dei gruppi di maggioranza. Ma a contare non sono solo i numeri complessivi in parlamento. È importante invece considerare le posizioni chiave, sia nell’esecutivo che nelle aule parlamentari. Vai su openparlamento.

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i ministri rimasti nel Movimento 5 stelle dopo la scissione. Fino a pochi giorni fa il movimento era, con 4 ministri, la forza politica più rappresentata in consiglio dei ministri. Oggi invece si trova al pari con le altre formazioni maggiori (Partito democratico, Lega e Forza Italia). Insieme per il futuro invece esprime un ministro in questo consesso (lo stesso Di Maio), così come Italia viva e Liberi e uguali.  Vai al grafico.

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i ministeri in cui, dopo la scissione, il Movimento 5 stelle non ha più dei propri rappresentanti. Visto che oltre a Di Maio ha partecipato alla scissione anche il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano, il M5s rimane escluso dal ministero degli esteri. Lo stesso è avvenuto per vari altri ministeri, primo tra tutti quello dell’economia, dove il Movimento 5 stelle ha dovuto rinunciare alla posizione di viceministro, ricoperta da Laura Castelli, ora iscritta anche lei a Insieme per il futuro. A seguire il ministero della giustizia con la sottosegretaria Anna Macina, e il ministero della salute con il sottosegretario Pierpaolo Sileri. Infine ha seguito Di Maio anche la sottosegretaria alla presidenza del consiglio Dalila Nesci (sud e coesione territoriale). Vai all’articolo.

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i deputati della Lega alla camera. Se da un punto di vista sostanziale si può considerare corretta l’affermazione di Luigi Di Maio secondo cui il M5s non è più il primo gruppo in parlamento, da un punto di vista formale questo è vero solo per la camera. Qui il primo gruppo è diventato la Lega, seguito dal M5s con 105 deputati. Lo stesso però non vale per il senato, anche se di poco. A palazzo Madama infatti è ancora il M5s il gruppo di maggioranza relativa, con 62 senatori, seguito da vicino dalla Lega che ne conta 61. Vai all’articolo.

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i presidenti di commissioni permanenti della camera dei deputati iscritti a Insieme per il futuro. Questo dato fa della nuova formazione il secondo gruppo per numero di presidenti di commissioni permanenti alla camera, dopo il Partito democratico che ne conta 5. Di conseguenza il Movimento ha perso il primato in un ambito così importante per l’attività parlamentare. Lo stesso però non vale per il senato dove Insieme per il futuro non ha alcun rappresentate in ruoli chiave. Vai al grafico.

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