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Nel Lazio, in base ai dati più recenti relativi al 2020, vivono 913.150 bambini e i ragazzi di età compresa tra 0 e 17 anni. Una fascia di popolazione che in questo particolare periodo storico sta vivendo tante sfide, specialmente dal punto di vista educativo e sociale.

Anche se per osservare le conseguenze della crisi sanitaria saranno necessari dati più aggiornati, abbiamo provato ad analizzare alcune di queste sfide attraverso i dati più recenti disponibili, generalmente raccolti prima della pandemia. Un’occasione comunque utile per capire se opportunità e servizi educativi fossero sufficientemente sviluppati e diffusi sul territorio e, in un certo senso, preparati a resistere al duro impatto della pandemia da coronavirus.

Il report completo in pdf

Siamo partiti dall’analisi dell’offerta di asili nido, il primo e fondamentale servizio educativo di cui usufruiscono i bambini tra 0 e 2 anni, per poi concentrarci su una questione importante, anche se meno considerata nel dibattito pubblico: la raggiungibilità delle scuole. Nonostante in questo momento in gran parte del territorio siano sospese le lezioni in presenza, è comunque fondamentale che ragazzi e ragazze abbiano la possibilità di raggiungere gli edifici scolastici utilizzando i mezzi di trasporto pubblico locale. Il terzo capitolo è invece dedicato a uno dei temi più discussi nell’ambito delle opportunità educative in tempi di pandemia. Si tratta della transizione digitale, che abbiamo approfondito attraverso i dati relativi al numero di famiglie raggiunte da una conessione ultraveloce. Infine, abbiamo considerato uno dei fenomeni più rischiosi per il futuro di bambini e ragazzi. Ovvero l’abbandono scolastico, cioè l’uscita degli studenti dal proprio percorso di studio, prima del conseguimento del diploma.

La metà circa dei minori del Lazio vivono nel comune di Roma.

Osservando tutti questi elementi a livello provinciale e comunale, la città metropolitana di Roma spicca rispetto al resto del territorio, in particolare sull’offerta di asili nido e sulla digitalizzazione. Ciò non stupisce, considerando l’alta densità abitativa e l’elevato livello di urbanizzazione del territorio, soprattutto del suo capoluogo. Al contrario sono le province di Viterbo e Frosinone a risultare complessivamente quelle potenzialmente più vulnerabili rispetto alla presenza dei servizi esaminati.

Per visualizzare la situazione sul tuo territorio, scorri le mappe, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat, Agcom, Miur
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Marzo 2021)

I divari interni al comune di Roma

C'è un aspetto imprescindibile da considerare quando si svolgono analisi territoriali sulla regione Lazio. Cioè che il suo capoluogo è il comune italiano più esteso (1.287 chilometri quadrati) e più popoloso (2.808.293 residenti nel 2020).

440.304 i minori 0-17 residenti nel comune di Roma, nel 2020.

Questo aspetto fa sì che all'interno della Capitale coesistano famiglie, territori e realtà molto diverse tra loro. In termini sia di benessere socioeconomico della popolazione che di accesso ai servizi, compresi quelli educativi. Da un lato quartieri baricentrici e più sviluppati, dove si registrano livelli più alti di istruzione, di occupazione e di offerta di servizi educativi. Dall'altro quelli più periferici, che sperimentano una maggiore disoccupazione e disagio sociale e meno opportunità formative per i minori.

Per riflettere una simile realtà, è evidente che i dati comunali non bastano. È necessario infatti approfondire l'analisi a un livello subcomunale. Nel caso di Roma ciò significa considerare i dati sui municipi e sulle zone urbanistiche, per riflettere propriamente un quadro così eterogeneo. Un percorso che abbiamo sperimentato in precedenti analisi dell'osservatorio, e che costituisce l'approfondimento naturale del presente lavoro.

Foto credits: Unsplash Bernard Hermant - Licenza

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