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Sulla carta, l’offerta di asili nido nel comune di Roma è molto alta. Ogni 100 residenti con meno di 3 anni, ci sono 42 posti disponibili in asili nido pubblici o privati. Questo dato, stimato da Istat per l’anno educativo 2014/15, fa del comune di Roma il sesto capoluogo di regione più servito e il primo tra le città maggiori.

14 capoluoghi regionali su 21 superano la soglia del 33%. Al vertice, i centri delle regioni autonome e dell’area umbro-tosco-emiliana, allargata a Roma e Cagliari. In fondo alla classifica, le 3 maggiori città del sud: Palermo, Napoli e Bari.

Le norme europee e nazionali fissano come obiettivo il raggiungimento della quota di 33 posti in asili nido e servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, tra cui nidi in contesto domiciliare (come nidi di famiglia o tagesmutter).

FONTE: Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 12 dicembre 2017)

Il 42% di copertura della domanda potenziale pone la città di Roma non solo al di sopra della media italiana (23% secondo i dati Istat sul 2014), ma anche oltre gli obiettivi fissati in sede europea (33% stabilito dal consiglio europeo di Barcellona del 2002).

Se per i comuni medi o piccoli il dato comunale è sufficiente, per grandi aree urbane come Roma serve un dettaglio maggiore.

Il 42% è una media che ci dice solo quanto è diffuso il servizio sull'intero comune. Un punto di partenza necessario, ma del tutto insufficiente a descrivere le esigenze e la presenza di servizi nel comune più popoloso (2,9 milioni di abitanti) e più esteso d'Italia (1.287 chilometri quadrati).

La principale finalità della nostra analisi è monitorare la presenza di servizi per i minori a livello locale. Spesso infatti è proprio la carenza (se non l'assenza) di strutture adeguate uno dei principali ostacoli alla crescita del bambino e allo sviluppo delle sue potenzialità. Mancanza di asili nido può significare meno opportunità formative e di socializzazione per i minori già dalla prima infanzia, ma anche uno svantaggio per le famiglie che non dispongono di servizi sufficienti nella loro zona o vicino al luogo di lavoro.

Ricostruire le differenze interne alla città

Aspetti che riguardano la capillarità del servizio, e che le medie comunali non possono descrivere, almeno per un territorio così vasto e popolato come quello di Roma. L'obiettivo è proprio questo: far emergere la disomogeneità tra le diverse realtà urbane che compongono la Capitale.

Per farlo abbiamo acquisito i dati direttamente dal portale del comune di Roma, più aggiornati di quelli Istat (anno educativo 2016/17), e soprattutto in grado di localizzare la presenza di asili non solo a livello di municipio, ma anche per singola zona urbanistica.

155 le zone urbanistiche di cui si compone il comune di Roma. Indicano territori omogenei dal punto di vista urbanistico, in molti casi assimilabili a dei quartieri. Ognuna fa parte di un solo municipio.

Questi dati ci consentono di sviluppare l'analisi praticamente a livello di singolo abitato. Inoltre, dal momento che la zona urbanistica è un'unità statistica ufficiale, possiamo incrociare queste informazioni sui servizi di prima infanzia con altre relative al contesto economico e sociale, in particolare quelle rilasciate da Istat in occasione della commissione periferie della scorsa legislatura.

C'è però un limite nei dati comunali sugli asili nido. Mentre Istat fornisce informazioni su tutte le strutture che offrono servizi di prima infanzia (siano esse pubbliche, convenzionate o private senza convenzione), i dataset comunali per adesso riportano informazioni solo per i posti pubblici e quelli in convenzione.

L'offerta di asili nido, zona per zona

La cosa interessante è che per un comune delle dimensioni di Roma neanche il dato municipale riesce a indicare la reale distribuzione del servizio sul territorio.

I municipi con maggiore offerta rispetto all’utenza potenziale del servizio sono il XIII (zona ovest: comprende Aurelio, Casalotti, Fogaccia, Boccea), il IV (zona nord-est: Tiburtino, Pietralata, Colli Aniene, San Basilio ecc.), il X (Ostia e zone limitrofe). Agli ultimi posti il municipio delle Torri (VI, estrema periferia est) e il XV (comprende Giustiniana, Labaro, Prima Porta). Nel municipio delle Torri il rapporto è basso anche perché è quello con più domanda potenziale (quasi 8.000 minori sotto i 3 anni).

Il dato misura il rapporto percentuale tra i posti in asilo nido pubblici o convenzionati e il numero di residenti 0-2 anni nel municipio. Non comprende l’offerta di posti puramente privata (non in convenzione)

FONTE: elaborazione openpolis su dati Comune di Roma
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 gennaio 2018)

Sono 3 i municipi dove la copertura potenziale del servizio supera il 40%. I livelli più alti si raggiungono nel municipio XIII (area a ovest lungo la direttrice Aurelia-Boccea), nel IV (in zona nord-est, comprende quartieri come Tiburtino, Pietralata, Colli Aniene, San Basilio) e nel X (Ostia, il litorale e territori limitrofi).

Se scomponiamo il dato municipale per singola zona urbanistica, notiamo come ogni municipio spesso costituisca una realtà composita, non uniforme. La somma di territori con esigenze e livelli di servizi differenti.

Nei IV municipio spiccano zone come S. Alessandro, dove i posti disponibili quasi raggiungono il totale dei residenti con meno di tre anni (258 posti per 280 bambini), con una copertura potenziale superiore al 90%. Ma se ne trovano anche altre meno servite (ad esempio Casal Bertone, 62 posti per 373 minori 0-2 residenti, 16,6% di copertura).

Nel X municipio a zone come Palocco (337 posti disponibili per 534 bambini, 63% di copertura potenziale) si contrappongono territori come Ostia nord. Qui, a fronte dei quasi 1.000 residenti sotto i 3 anni, si trovano appena 69 posti pubblici o in convenzione (7% di copertura).

Casi simili di potenziali squilibri nell'offerta di servizi per la prima infanzia sono più evidenti dalla mappa.

Come si vede l'offerta è piuttosto frastagliata. Zone ben servite (in colore verde scuro) sono spesso circondate da territori con poca offerta (in verde chiaro).

Non mancano alcune aree dove l'offerta risulta essere piuttosto capillare, in parte coincidenti con i municipi indicati come i più serviti. Ma anche queste sono spesso circondate da territori dove la domanda eccede di molto l'offerta.

Anche i territori più serviti spesso confinano con altri dove l'offerta di asili nido è carente.

Ad esempio i territori della periferia nord-est, nel quadrante di città lambito dalla via Nomentana e dalla via Tiburtina, a prima vista presentano un'offerta diffusa. In molti delle zone comprese in questo segmento, infatti, il livello di copertura potenziale supera largamente il 40%. Tiburtino nord (66%, con 299 posti disponibili per 450 residenti tra 0 e 2 anni), Casal de' Pazzi (47%, 286 posti per 605 bambini), Casal Boccone (59%, 225 su 380), San Basilio (41%, 242 posti per 589 bambini), Settecamini (47%, 177 posti per 374 bambini). In alcune la copertura è addirittura quasi totale: Sant'Alessandro (92%, 258 posti per 280 bambini), Bufalotta (86%, 197 posti per 229 bambini).

Ma ai margini di questo segmento di città ad elevata copertura si trovano zone urbanistiche molto meno servite, in particolare lungo il lato occidentale. Tra queste Serpentara (221 posti per oltre 800 bambini 0-2, il 26,5%) e Val Melaina (169 posti per circa 800 residenti 0-2, il 21%). Solo contando queste due zone urbanistiche, si tratta di oltre 1.200 bambini per cui non esistono nel proprio abitato posti autorizzati in asili nido pubblici o in convenzione.

Questi casi ci dimostrano come la media comunale, o addirittura quella municipale, non sono sufficienti. Per conoscere la reale offerta di servizi per la prima infanzia dobbiamo spingerci a un livello ulteriore, zona per zona.

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