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	<title>Palermo Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=303065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come vivono gli adolescenti nelle periferie delle città italiane? Che differenza c’è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra crescere nel centro di una città o nella sua periferia? Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come vivono gli <strong>adolescenti nelle periferie</strong> delle città italiane? Che differenza c&#8217;è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra <strong>crescere nel centro di una città o nella sua periferia?</strong></p>



<p>Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente. A partire dalla pandemia, si è molto discusso sulla condizione dei giovani nel nostro paese. Temi come <strong>disagio sociale</strong> e <strong>dispersione scolastica</strong> si sono imposti nel dibattito, in forza di un disagio finalmente percepito nell&#8217;opinione pubblica. In particolare rispetto alla situazione delle periferie: luoghi lontani dal centro non solo in termini geografici, ma sempre più anche economici, sociali, culturali.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo, in formato pdf</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di raccontare nel <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> dello scorso anno, nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> promossa da Con i bambini, la discussione sul disagio giovanile risente di un’<strong>elevata infodemia</strong>. Abbiamo cioè accesso a tantissime informazioni, pareri, argomentazioni, e allo stesso tempo a<strong> pochi dati su fenomeni la cui possibilità di misurazione resta complessa</strong>. In un panorama informativo così articolato è difficile orientarsi; è invece molto facile ricadere in due tendenze di fondo, entrambe deleterie per la condizione di ragazze e ragazzi. L&#8217;<strong>allarmismo emergenziale</strong>, da un lato; la <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong>, dall&#8217;altro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,8% </span>i giovani tra 18 e 24 anni in abbandono precoce nel 2024, in netto calo negli ultimi anni. Nel 2025 però è tornata a crescere la dispersione implicita: studenti che completano il percorso di studi senza competenze adeguate.</p>
			        </section>
		


<p>Partire dai <strong>dati</strong> è, a nostro avviso, l&#8217;<strong>unico modo per impostare correttamente la discussione</strong>, <strong>individuare cause</strong> e <strong>predisporre soluzioni</strong>. Quando parliamo di soluzioni, non ci riferiamo ad approcci uniformi, validi per ogni situazione e replicabili in qualsiasi contesto. Al contrario, pensiamo a interventi calibrati sulle esigenze e i bisogni di ciascun territorio.</p>



<p>Per poterlo fare, serve avere gli <strong>strumenti per riconoscere i problemi a livello locale</strong>: comune per comune, municipio per municipio, addirittura <strong>quartiere per quartiere nelle grandi città</strong>. Con questo approccio, il rapporto di quest&#8217;anno si focalizza proprio su tali aspetti, anche avvalendosi della preziosa attività di rilascio dati svolta da <strong>Istat</strong> nell&#8217;ambito del <strong>censimento permanente</strong>, nonché per la <strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni delle città e delle periferie</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,2% </span>le famiglie con figli in potenziale disagio economico a Catania. Nel sesto municipio del comune la quota raggiunge il 9,3%.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;obiettivo è restituire un <strong>quadro chiaro delle disuguaglianze che attraversano le città</strong>, mettendo in luce dimensioni cruciali come il disagio socio-economico delle famiglie con figli, la condizione di Neet, la dispersione scolastica e l’accesso a opportunità educative e sociali.</p>



<p>A questo scopo il report è così strutturato. Nel prossimo paragrafo, inquadreremo le <strong>tendenze di fondo nella condizione giovanile nel paese dopo la pandemia</strong>, focalizzandoci, dove i dati lo consentono, sulle <strong>specificità delle grandi città e aree urbane</strong>. In quelli successivi, approfondiremo l&#8217;<strong>analisi città per città</strong>, per i 14 comuni capoluogo di città metropolitana. Nella consapevolezza di fondo che il dato medio spesso nasconde la reale condizione sul territorio, specie per comuni di grandi dimensioni e popolazione quali i capoluoghi delle città metropolitane. A questo scopo, cuore del rapporto sono i <strong>paragrafi dedicati a ciascuna città</strong>, e al confronto tra centri e periferie nella condizione degli adolescenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il volto economico, educativo e sociale del disagio tra gli adolescenti</h3>



<p>Negli ultimi anni, si sono imposti all&#8217;attenzione pubblica i segnali di disagio attraversato da tante ragazze e ragazzi. Questo fenomeno, reso evidente dalla pandemia nei mesi di isolamento fisico e troppo spesso sociale, incrocia tante dimensioni diverse.</p>



<p>In primis, riguarda la <strong>questione socio-economica per le famiglie con figli</strong>. Da circa quindici anni ormai si registra la tendenza per cui più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,8% </span>i minori di 18 anni in povertà assoluta nel 2024. Molto più della media (9,8%).</p>
			        </section>
		


<p>Una questione <strong>particolarmente pressante nelle città</strong>, dove il costo della vita rende meno sostenibile per le famiglie il mantenimento dei figli. In media, nel 2024, il 12,3% delle famiglie in cui vivono minori di 18 anni si è trovato in povertà assoluta; la quota sale al <strong>16,1% dei nuclei con minori nei comuni centro di area metropolitana</strong>.</p>



<p>I dati sulla povertà e l&#8217;esclusione sono il punto di partenza ineludibile, poiché strettamente connessi alla cosiddetta <strong>trappola della povertà educativa</strong>. Chi cresce in una famiglia con minori possibilità economiche, generalmente ha anche <strong>minore accesso alle opportunità educative, sociali e culturali </strong>che potrebbero consentirgli di affrancarsi da una condizione di svantaggio.</p>



<p>Ne sono indiretta testimonianza gli <strong>esiti educativi</strong>, in molti casi differenziati in base all&#8217;origine sociale. Il nostro purtroppo resta un paese dove il <strong>percorso di istruzione di ragazze e ragazzi tende a riflettere la condizione di partenza</strong>. Ciò è particolarmente visibile nell&#8217;adolescenza, con la scelta dell&#8217;indirizzo di studi dopo le scuole medie. Nel 2024 su 100 diplomati del liceo, in base ai dati Almadiploma, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo 16 erano figli di operai e lavoratori esecutivi</a>. Al contrario, questi rappresentano il 27,9% dei diplomati negli istituti tecnici e oltre un terzo dei diplomati in quelli professionali (33,8%). Le percentuali sono pressoché ribaltate per gli studenti delle classi più elevate, che rappresentano oltre un terzo dei diplomati dei licei e appena il 13,9% dei diplomati nei professionali.</p>



<p>E se perlomeno negli anni, anche sulla scorta degli obiettivi europei in materia, è <strong>calata la quota di chi abbandona gli studi prima di raggiungere il diploma</strong>, non si può dire lo stesso della <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersione scolastica implicita</a>. Parliamo di chi completa il percorso di studi, ma lo fa con competenze del tutto inadeguate, più vicine al livello previsto alla fine delle medie che a quello dei diplomati. <strong>La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia</strong>, per assestarsi nell&#8217;immediato post-Covid su livelli vicini al 10%. Da allora è cominciato un percorso di calo, anche se l&#8217;ultima rilevazione del 2025 mostra che <strong>i ritardi del periodo pandemico non sembrano ancora del tutto recuperati</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
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<p>I fenomeni di dispersione scolastica, tanto espliciti (l&#8217;abbandono vero e proprio) quanto impliciti (le basse competenze) riguardano soprattutto alcune aree geografiche e sociali. Gli studenti di quinta che hanno alle spalle una <strong>famiglia con status socio-economico-culturale inferiore alla media</strong> si trovano in dispersione implicita nel <strong>9,8% dei casi, una frequenza quasi doppia rispetto ai coetanei più avvantaggiati</strong> (5,3%). </p>



<p>In terza media, prima che gli effetti dell&#8217;abbandono scolastico vero e proprio si facciano sentire (eliminando dalla statistica gli studenti più svantaggiati), il contrasto risulta ancora più stridente: <strong>13,4% di alunni in dispersione implicita tra i meno avvantaggiati, 6% tra i coetanei con famiglie più benestanti</strong>.</p>



<p>Restano divari territoriali su entrambi gli aspetti. In alcune in regioni la quota di ragazze e ragazzi in <strong>dispersione implicita supera ampiamente il 10% alla fine delle superiori</strong>: tra queste <strong>Campania</strong> (17,6%), <strong>Sardegna</strong> (15,9%), <strong>Sicilia</strong> (12,1%) e <strong>Calabria</strong> (11,6%). Si tratta delle regioni che, pur nel miglioramento degli ultimi anni sull&#8217;abbandono scolastico, restano anche <strong><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-gli-abbandoni-scolastici-superano-il-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra le più colpite dalla parte &#8220;esplicita&#8221; del fenomeno</a></strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6bfef1435ed4c1ad6e87625879c07a1e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle periferie l&#8217;abbandono scolastico precoce è ancora molto presente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Inoltre, nonostante per la prima volta sia scesa sotto la soglia del 10% la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, la <strong>situazione appare più critica nelle città</strong>. Rispetto alla media nazionale del 9,8%, l’incidenza massima si raggiunge infatti nelle aree urbane densamente popolate dove sfiora l’11%. Mentre scende all’8,8% nei comuni a densità intermedia, quindi già al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Risale al 10% in aree meno densamente popolate come quelle interne: un altro tipo di periferie &#8211; diverso da quelle urbane di cui ci occupiamo in questo rapporto &#8211; ma altrettanto rilevante per un paese come il nostro.</p>



<p>Gli aspetti economici ed educativi del disagio sono strettamente connessi con quelli sociali. La <strong>possibilità cioè per gli adolescenti di avere accesso a tempo libero di qualità</strong>, con tutto ciò che questo comporta: luoghi di aggregazione, aree verdi, opportunità sportive e culturali, dentro e fuori la scuola. Per l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatorio sulla povertà educativa</a> curato insieme a Con i bambini abbiamo avuto modo di raccontare come questi aspetti si colleghino direttamente al <strong>benessere sociale e psicologico dei più giovani</strong>, al rischio di inattività ed esclusione sociale.</p>



<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, la quota di adolescenti che vede i propri amici tutti i giorni si è pressoché dimezzata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passando da oltre il 70% a poco più del 30%</a>. Una tendenza i cui fattori alla base sono molteplici, da affrontare senza allarmismi, basti pensare al concomitante ruolo delle tecnologie e alle nuove possibilità di comunicazione. Allo stesso tempo, <strong>garantire a ragazze e ragazzi luoghi di incontro</strong>, dai centri di aggregazione all&#8217;apertura pomeridiana delle scuole, deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche, nazionali come locali.</p>



<p>In questo senso, appare centrale <strong>l&#8217;apertura delle scuole</strong>. La possibilità di svolgere attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico può offrire un contributo decisivo nel contrasto dei fenomeni di dispersione e per la riduzione dei divari educativi appena citati. Ma una scuola aperta di pomeriggio, o d&#8217;estate, non è &#8220;solo&#8221; questo. È un <strong>presidio sociale sul territorio</strong>, un luogo sicuro dove poter trascorrere il tempo libero, <strong>essenziale specie laddove questo tipo di spazi mancano</strong>. Come, purtroppo, è spesso il caso di alcune periferie urbane delle nostre città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una prospettiva utile per le politiche pubbliche in senso ampio</h3>



<p>Questa prospettiva sul disagio, che tiene insieme aspetti socio-economici, educativi e di accesso ai servizi, è assolutamente da considerare anche nella <strong>definizione delle politiche pubbliche in senso più ampio</strong>. Negli ultimi mesi, il tema del disagio giovanile e dei <strong>comportamenti a rischio o violenti tra gli adolescenti è diventato parte del dibattito pubblico</strong>. I primi studi esplorativi, come evidenziato nel <a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro di Transcrime, centro di ricerca interuniversitario</a>,<a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in collaborazione con il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della giustizia</a>, mostrano <strong>alcuni segnali di peggioramento <strong> proprio tra i più giovani</strong></strong>, <strong>tra prima e dopo il Covid</strong>.</p>



<p>Il tasso di <strong>presunti autori di delitti violenti denunciati o arrestati dalle forze dell&#8217;ordine</strong> ogni 100mila abitanti è rimasto <strong>sostanzialmente stabile nella popolazione complessiva</strong>, se si confrontano i dati precedenti la pandemia (133,14 nel periodo 2007-19) con quelli successivi all&#8217;emergenza (133,43 tra 2021 e 2022). <strong>Tra i minori e gli adolescenti, al contrario, il quadro mostra un situazione molto più critica</strong>. Nella fascia tra 14 e 17 anni si è passati da una media di 196,61 presunti autori ogni 100mila giovani nel periodo 2007-19 a 301,87 dopo la pandemia. Nella fascia fino a 13 anni, l&#8217;incremento è stato ancora maggiore, trattandosi di numeri in partenza molto più contenuti: da 2,38 a 6,25 ogni 100mila minori, per un aumento del 163%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+ 54% </span>la crescita del tasso di presunti autori di delitto denunciati/arrestati dalle forze di polizia ogni 100.000 residenti tra 14 e 17 anni, tra prima e dopo la pandemia.</p>
			        </section>
		


<p>Sono <strong>dati da interpretare con estrema cautela</strong>, come specifica giustamente lo stesso centro di ricerca, dal momento che riguardano un periodo ancora troppo ristretto di tempo (appena un biennio). <strong>Non abbastanza per delineare una tendenza consolidata</strong>. Tuttavia sottendono un problema da non sottovalutare su cui è fondamentale proseguire nell&#8217;attività di monitoraggio, allo scopo di <strong>definire politiche pubbliche che vadano alle radici, anche sociali, economiche ed educative di questi fenomeni</strong>.</p>



<p>Questo rapporto &#8211; che pure nello specifico non si occupa direttamente di comportamenti a rischio o violenti, mancando dati disaggregati sul fenomeno &#8211; vuole contribuire evidenziando le <strong>potenziali criticità esistenti nelle aree urbane</strong>. Aspetti come la condizione di partenza delle famiglie, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, la capacità della scuola di trattenere ragazze e ragazzi ed essere presidio sul territorio vanno tenuti presenti nella definizione di strumenti e interventi pubblici. Si tratta infatti di <strong>fattori da mettere a fuoco nel contrasto di due fenomeni spesso collegati: povertà educativa e disagio giovanile, specie nelle periferie delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione nelle città italiane</h3>



<p>Per comprendere a fondo la condizione dei giovani che vivono nelle periferie è quindi fondamentale analizzare i dati al livello più granulare possibile, fino a cogliere le specificità di ciascuna zona. Prima di entrare nel dettaglio delle singole realtà locali, tuttavia, è utile confrontare le grandi città per avere un quadro d’insieme delle disuguaglianze territoriali e delle loro caratteristiche.</p>



<p>L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del mezzogiorno. <strong>A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l&#8217;incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico</strong> <strong>risulta molto marcata</strong>. Si tratta di nuclei con figli a carico in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e non è né occupata né pensionata, una condizione che verosimilmente si associa spesso con una potenziale vulnerabilità sociale. Tali valori sono oltre 4 volte superiori rispetto a quelli registrati in altre città del centro-nord, dove l’incidenza è più contenuta: <strong>Bologna</strong> si ferma all’1,2%, <strong>Venezia</strong> e <strong>Genova</strong> all’1,3%, <strong>Milano</strong> e <strong>Firenze</strong> all’1,4%.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bba87cfbb9078727fb5838094abf627" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le condizioni socio-economiche della famiglia di origine incidono molto sul percorso scolastico dei giovani.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle <strong>uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</strong>. A <strong>Catania</strong> oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a <strong>Palermo</strong> e <strong>Napoli</strong> le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a <strong>Bologna</strong> (12%), <strong>Roma</strong> (9,5%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente. Ancora più marcate risultano le differenze se si considerano le<strong> uscite precoci dal sistema educativo per i giovani con genitori privi di diploma</strong>. In questo caso, l’abbandono scolastico raggiunge il 36,5% a <strong>Catania</strong>, il 31,9% a <strong>Cagliari</strong> e il 29,1% a <strong>Palermo</strong>, contro il 17,4% di <strong>Torino</strong>, il 16,3% di <strong>Roma</strong> e il 14% di <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>



<p><strong>Gli abbandoni precoci della scuola</strong>, con al massimo la licenza media, <strong>rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso</strong>, la cosiddetta <strong>dispersione implicita</strong>. </p>



<p>I dati <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2022/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2022.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invalsi</a> mostrano come, già al termine della scuola media, prima quindi della scelta dell&#8217;indirizzo successivo o dell&#8217;abbandono della scuola, in molte città una quota consistente di alunni evidenzi gravi carenze nelle materie di base. Nelle prove Invalsi 2022/23, a <strong>Palermo</strong>, quasi un quarto degli studenti (24,7%) si è attestato al livello più basso di competenze in italiano, più vicino a quanto previsto in uscita dalla scuola primaria che alla fine delle medie. Percentuali simili si registrano a <strong>Napoli</strong> (22,9%) e <strong>Catania</strong> (22,1%). In città come <strong>Bologna</strong> (12,8%), <strong>Roma</strong> (11%) e <strong>Cagliari</strong> (10,1%) la quota è invece nettamente inferiore. Se si aggiungono gli studenti con risultati deboli (livello 2), le criticità si accentuano ulteriormente: <strong>a Catania, Napoli e Palermo oltre la metà dei ragazzi conclude il primo ciclo di istruzione con competenze linguistiche non del tutto adeguate</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano &#8211; Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_303558_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_303558_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303558_tab3"><p>Per quanto riguarda le competenze in italiano, i test Invalsi valutano la <span style="font-weight: 400">capacità degli studenti di leggere e interpretare un testo scritto, comprendendone il significato e alcuni aspetti fondamentali di funzionamento della lingua italiana. I livelli 1 e 2 sono considerati non sufficienti per ragazzi e ragazze che si apprestano ad iniziare il percorso nelle scuole superiori. </span></p>
<ul>
<li><strong>Livello 1</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato molto debole, corrispondente ai traguardi di apprendimento in uscita dalla V primaria;</span></li>
<li><strong>Livello 2</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato debole, non in linea con i traguardi di apprendimento posti al termine del primo ciclo d’istruzione.</span></li>
</ul>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-303558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di lacune che si trascinano lungo tutto il percorso successivo. <strong>In primo luogo negli studi</strong>: influenzando sia gli apprendimenti che sarà possibile raggiungere alle superiori, sia il rischio di lasciare precocemente la scuola.<strong> In secondo luogo impatteranno sull&#8217;intera vita adulta</strong>, cioè sulla possibilità di accedere al mondo del lavoro nelle migliori condizioni possibili.</p>



<p>Ne è testimonianza, tra gli adolescenti e i giovani adulti, la condizione dei <strong>Neet</strong>: giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Anche in questo caso, il divario territoriale è evidente: <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%) registrano i valori più elevati, a fronte di percentuali più contenute nelle città del centro-nord, come <strong>Venezia</strong> (19,7%), <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (17,7%) e <strong>Bologna</strong> (17,3%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella medesima classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-303568"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>I dati delineati, e le relative ricorrenze territoriali, sembrano indicare un percorso nitido. Un percorso che collega, nella più classica &#8220;<strong>trappola della povertà educativa</strong>&#8221; la condizione di partenza familiare, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, gli esiti nella vita adulta. <strong>Offrire opportunità che rompano questo circolo vizioso</strong> è la principale sfida per le politiche pubbliche nel contrasto della povertà educativa.</p>



<p>In questo senso, un indicatore interessante da analizzare  è quello riguardante la quota di alunni che ha accesso al <strong>tempo pieno</strong>. Questo peraltro conferma come all&#8217;interno di una stessa città convivano realtà molto diverse, da analizzare con una lente ulteriore, municipio per municipio, quartiere per quartiere. Questo indicatore infatti in molti casi risulta polarizzato, con zone in cui tutti gli alunni o quasi frequentano anche di pomeriggio e altri in cui questa possibilità è del tutto assente. Una dinamica riscontrata, con diverse intensità, in città come <strong>Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino</strong>. Da notare che generalmente al sud la possibilità di frequentare la scuola anche al pomeriggio è solitamente più limitata.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec20f2d17eff5a411e95f007dd1efb55" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>All&#8217;interno della stessa città coesistono realtà molto diverse.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli indicatori analizzati finora fanno emergere delle ricorrenze piuttosto chiare, con alcune delle maggiori città del mezzogiorno, tra cui Catania, Palermo e Napoli che <strong>necessitano di interventi strutturali e mirati</strong>. Evidentemente, questa informazione è del tutto insufficiente però per programmare delle politiche pubbliche efficaci in materia. Tornando alla domanda iniziale: come vivono e di che opportunità dispongono gli adolescenti nelle periferie italiane?</p>



<p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile un’analisi di dettaglio a livello subcomunale. Le differenze interne ai grandi centri urbani sono infatti notevoli. A titolo di esempio, se Catania presenta la maggiore incidenza di famiglie in potenziale disagio economico tra i capoluoghi metropolitani, il valore più alto in assoluto si registra nel quartiere palermitano di <strong>Brancaccio-Ciaculli</strong> (9,9%). In modo analogo, a Bologna – dove la quota complessiva di abbandoni precoci è tra le più basse – vi sono anche aree della città che superano la soglia 35%. Un altro caso da segnalare, a titolo esemplificativo, è quello del quartiere veneziano di <strong>Marghera</strong>. Qui infatti, pur in un contesto comunale meno critico di altri, si registrano valori significativi di famiglie in potenziale disagio, abbandono scolastico e inattività giovanile.</p>



<p>Nelle prossime sezioni del report entreremo più nel dettaglio delle periferie delle diverse città metropolitane. Solo conoscendo a fondo le caratteristiche di ciascun territorio infatti sarà possibile disegnare politiche efficaci e realmente mirate alla riduzione dei divari educativi e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298674</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia spesso è sulle donne che - per stereotipi di genere consolidati - ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l'occupazione femminile è più bassa. Investire su asili nido e scuole dell’infanzia può contribuire a invertire la tendenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il potenziamento dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia è un obiettivo molto importante per gli <strong>evidenti benefici su bambini e bambine, sia in termini di capacità di apprendimento che di crescita personale e sviluppo sociale</strong>. Ma un altro elemento rilevante è rappresentato dal fatto che <strong>la presenza dei nidi può facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</strong>. Queste strutture infatti sono anche uno strumento importante a supporto delle famiglie per conciliare meglio i ritmi vita-lavoro.</p>



<p>Al contrario, dove questo servizio non è presente, nella maggior parte dei casi sono le donne &#8211; per stereotipi di genere radicati &#8211; a lasciare l&#8217;impiego per farsi carico del lavoro di cura familiare.<strong> </strong></p>


<div id="in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noopener">dossier camera</a>).</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo l&#8217;Italia è uno dei paesi europei in cui questa dinamica è più marcata. In base ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/15ddf0f1-125e-4e6f-8102-3e227841417a?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> infatti il nostro paese si caratterizza per un divario molto ampio tra i genitori che lavorano. Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all’interno del paese, <strong>è quindi essenziale l’estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Purtroppo a questo tema non sempre viene riservata l&#8217;attenzione che meriterebbe. E questo crea un circolo vizioso, soprattutto nei territori dove le donne lavorano di meno. <strong>Il rischio è che proprio in queste aree l&#8217;esigenza di servizi per la prima infanzia venga considerata secondaria</strong>, quando invece rappresenta la premessa per invertire tale tendenza. Per questa ragione un cambio di prospettiva è necessario.</p>



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            <h4 class="my-0">
                <span class="fs-24 fw-400">Ti interessa l'argomento                    <span class="fw-700">Povertà educativa</span>?</span>
            </h4>
            <h4 class="my-0"><span class="fs-28">Iscriviti alle nostre newsletter</span></h4>
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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
            </div>
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				                <p>Covid, leggi, attuazioni, voti rilevanti, cambi di gruppo, assenze e presenze.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Il livello di occupazione delle madri in Europa e in Italia</h3>



<p>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era uno degli obiettivi individuati nel 2002 a Barcellona per quanto riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia. In quel contesto si stabilirono soglie europee per definire il <strong>livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire un servizio educativo ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni (asili nido) e ad almeno il 90% di quelli nell&#8217;età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (scuole dell&#8217;infanzia).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022.<strong> </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un <strong>incremento tendenziale dal 33% al 45%</strong>. L&#8217;incremento è commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L’Italia si trova all’interno di quest&#8217;ultimo gruppo, avendo riportato una percentuale pari al 30% nel 2022.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Nonostante i risultati raggiunti finora, purtroppo la situazione nel nostro paese per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile rimane complessa. Da questo punto di vista un primo elemento da tenere presente è che non esistono in Europa stati in cui la percentuale di donne con figli occupate è superiore a quella degli uomini. Considerando la media Ue possiamo osservare che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 è pari al 67,8% mentre quello dei coetanei uomini è del 91,5%. <strong>L&#8217;Italia riporta una delle percentuali più basse per quanto riguarda il tasso di occupazione delle madri nel confronto con gli altri paesi europei</strong>.</p>


<div id="con-il-553-di-giovani-madri-occupate-litalia-e-uno-dei-paesi-europei-dove-il-divario-tra-donne-e-uomini-con-figli-occupati-e-piu-marcato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">55,3% </span>il tasso di occupazione femminile in Italia nel 2023 considerando le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Solo <strong>Grecia</strong> (54,8%), <strong>Romania</strong> (50,3%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (44,5%) riportano percentuali più basse. Il nostro paese si piazza poi sul podio tra gli stati Ue per divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli. Il dato italiano infatti nel 2023 era di 35,4 punti percentuali di differenza. Solo <strong>Repubblica Ceca</strong> (51,3) e <strong>Grecia</strong> (37,1) riportavano un divario più ampio.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_299352_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_299352_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato &#8211; Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_299352_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_299352_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_299352_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_299352_tab3"><p>Il grafico mostra il tasso di occupazione maschile, femminile e medio delle persone di età compresa tra i 20 e i 49 che hanno almeno un figlio con meno di 6 anni nei diversi paesi dell&#8217;Unione europea. Per Francia e Spagna la definizione del campione è diversa dalle altre. Per maggiori informazioni si vedano i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/lfst_hh_esms.htm">metadati</a>.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-299352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-299352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="strillo-testo-block_e15e538047251e6144493b1616c1f4de" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il divario nel tasso di occupazione maschile e femminile tra chi ha figli è aumentato.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Altro elemento importante da rimarcare è che nella stragrande maggioranza dei paesi europei il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile è diminuito tra il 2014 e il 2023. <strong>Sono solo 7 i paesi in cui invece la differenza si è acuita, tra questi anche l’Italia</strong> per l&#8217;aumento relativamente superiore dei tassi di occupazione dei padri rispetto a quello delle madri. In questo periodo infatti il divario si è ulteriormente allargato di 3,3 punti percentuali. <strong>Romania</strong> (+10,3 punti percentuali), <strong>Grecia</strong> (+4,6) e <strong>Spagna</strong> (+3,4) sono gli unici paesi europei in cui tale tendenza risulta essere ancora più marcata rispetto all’Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Offerta di nidi e occupazione femminile, un legame evidente</h3>



<p>I dati indicano chiaramente come <strong>alla nascita di un figlio sia soprattutto l&#8217;occupazione femminile a calare</strong>. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia.</p>


<div id="nei-comuni-in-cui-ce-maggiore-offerta-di-nidi-si-registra-il-minore-squilibrio-tra-tasso-di-occupazione-maschile-e-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Si può notare che <strong>i comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un&#8217;offerta di asili nido e servizi più capillare</strong>. Al contrario, <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298678_tab3"><p>Tutti i comuni italiani sono stati suddivisi in fasce in base al rapporto tra occupazione maschile e occupazione femminile. Per ciascuna fascia è stata calcolata l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia rispetto ai residenti 0-2 anni in quei territori.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-298678"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298678" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Tendenzialmente quindi l&#8217;occupazione femminile va di pari passo con l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa. <strong>Una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni</strong>. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l&#8217;offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all&#8217;occupazione soprattutto femminile.</p>


<div id="strillo-testo-block_ebe5ae6f41e8a9e613e7462b90799393" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Più donne lavorano e maggiore sarà la richiesta di posti in asilo nido. Più posti ci sono e più donne avranno l&#8217;opportunità di lavorare.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Così <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione di donne e uomini è più paritario, l&#8217;offerta di nidi e servizi prima infanzia raggiunge i 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini. Addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile.</p>



<p>Una relazione da leggere nei due sensi, ma che deve porre l&#8217;attenzione rispetto alla <strong>necessità di potenziare l&#8217;offerta di questi servizi sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>


<div id="sono-tutti-del-centro-nord-i-10-comuni-capoluogo-con-piu-occupazione-femminile-in-queste-citta-lofferta-di-servizi-prima-infanzia-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Occupazione femminile e offerta di nidi, comune per comune</h3>



<p>Scendere a un livello territoriale più fine, comune per comune, aiuta a comprendere meglio la situazione attuale e le potenzialità di intervento su questo tema. In base ai dati del 2022, in entrambi gli ambiti considerati, <strong>i divari tra centro-nord e mezzogiorno appaiono molto netti, anche a livello comunale</strong>.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-298671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298671" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>Prendendo i capoluoghi, ad esempio, emerge come la situazione sia fortemente differenziata. Sono <strong>tutte dell&#8217;Italia centrosettentrionale le 10 città con più occupazione femminile</strong>: Belluno, Siena, Bolzano, Trento, Lodi, Prato, Cuneo, Modena, Lecco e Milano. In questi comuni, l&#8217;occupazione femminile oscilla tra il 75,7% del capoluogo lombardo e l&#8217;81,9% di Belluno. Analogamente, <strong>in tutte queste città l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia supera la media nazionale</strong> (30 posti ogni 100 bambini). Dai quasi 60 posti di Siena ai 35,1 di Cuneo.</p>



<p>Al contrario, <strong>sono tutte nel mezzogiorno le città italiane con l&#8217;occupazione femminile più bassa</strong>: Catania, Napoli, Palermo, Trapani, Andria, Taranto, Messina, Crotone, Siracusa e Trani. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l&#8217;offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Si attesta appena a 8 posti ogni 100 bambini a Catania, e in nessuna di queste &#8211; con l&#8217;eccezione di Siracusa (27,4%) &#8211; raggiunge i 20 posti ogni 100 bambini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/valle_d-aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/Totale_nazionale.xls">totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla disponibilità di posti in asilo nido e sul tasso di occupazione maschile e femminile a livello comunale è Istat.</p>



<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/donna-con-le-sue-due-figlie-carine-guardando-portatile_2610845.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=39&amp;uuid=2eb425ae-1244-4742-9450-7f12070da84a&amp;query=madri+lavoratrici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> –&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come le disuguaglianze economiche affliggono la condizione minorile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-le-disuguaglianze-economiche-affliggono-la-condizione-minorile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298873</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disuguaglianze eccessive nella condizione di partenza delle famiglie portano spesso alla riproduzione di divari educativi, sociali ed economici che ricadono su bambine e bambini. Condizioni di lavoro eque potrebbero contribuire a ridurre tali divari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-le-disuguaglianze-economiche-affliggono-la-condizione-minorile/">Come le disuguaglianze economiche affliggono la condizione minorile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 20 febbraio ricorre la <a href="https://www.un.org/en/observances/social-justice-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata mondiale della giustizia sociale</a>. Evento promosso dall&#8217;<a href="https://www.ilo.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Organizzazione internazionale del lavoro</a> (Ilo) con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare sul tema e incentivare azioni concrete a livello internazionale. La possibilità di un lavoro dignitoso e di avere accesso a livelli adeguati di <em>welfare</em> sono elementi fondamentali per ambire a società più eque.</p>
</p>
<p>Tuttavia le recenti crisi internazionali e la persistenza di forti disparità socio-economiche pongono un&#8217;ipoteca sul raggiungimento di una società più giusta. In questo contesto, l&#8217;Ilo ha sottolineato in passato quanto negli ultimi decenni <strong>l&#8217;incremento dell&#8217;economia informale e del lavoro meno protetto abbia aumentato le disuguaglianze</strong> in molte economie.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>[&#8230;] to place full and productive employment and decent work at the centre of economic and social policies.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.ilo.org/sites/default/files/2024-12/ILO-Declaration-2008_En.pdf" target="_blank">&#8211; 97° Conferenza internazionale del lavoro (28 maggio &#8211; 13 giugno 2008) </a>
									            </div>
</section>
<p><div id="disuguaglianze-eccessive-nella-condizione-di-partenza-delle-famiglie-portano-spesso-alla-riproduzione-di-divari-educativi-a-carico-di-bambine-e-bambini" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-delle-disparita-economiche-sulla-condizione-dei-minori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già evidenziato</a> in passato come <strong>disuguaglianze eccessive nella condizione di partenza delle famiglie portino spesso alla riproduzione di divari educativi, sociali ed economici che ricadono su bambine e bambini</strong>. È tale dinamica che alimenta la cosiddetta trappola della povertà educativa. Per questo adeguati livelli di retribuzione e tutele per i lavoratori rappresentano anche una precondizione per garantire alle nuove generazioni condizioni di vita dignitose.</p>
</p>
<p>Da questo punto di vista purtroppo occorre sottolineare come <strong>l&#8217;Italia sia uno dei paesi europei con minore mobilità sociale</strong>, ovvero in cui risulta più difficile per chi nasce in una famiglia povera migliorare la propria condizione economica e sociale rispetto ai genitori. Un aspetto che emerge nei diversi indicatori presi in considerazione da istituzioni come&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/quante-generazioni-per-raggiungere-il-reddito-medio-nei-paesi-ocse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ocse</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-ue-litalia-e-tra-i-paesi-con-minore-mobilita-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">World economic forum</a>. Tali disuguaglianze hanno un impatto anche sugli esiti educativi,&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-peggiorare-della-condizione-familiare-calano-gli-apprendimenti-in-tutte-le-materie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevabili già prima dell&#8217;emergenza Covid</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/come-vanno-gli-apprendimenti-in-quinta-superiore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermati negli anni successivi</a>. In questo quadro non è da sottovalutare il fatto che, secondo i più recenti dati Istat, <strong>la percentuale di famiglie italiane con figli che si trovano in condizioni di povertà assoluta ha superato il 12%</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">12,4% </span>le famiglie italiane con minori a carico che nel 2023 si sono trovate in povertà assoluta.</p>
</section>
</p>
<p>Tendenze che peraltro coinvolgono anche quei nuclei in cui la persona di riferimento gode di un&#8217;occupazione ma i cui guadagni non sono sufficienti a garantire uno standard di vita adeguato alla propria famiglia, inclusi le necessità educative e sociali dei figli. Si tratta del cosiddetto &#8220;<strong>lavoro povero</strong>&#8220;, un fenomeno consistente anche in Italia. Altro elemento da tenere in considerazione riguarda il fatto che spesso <strong>non tutti i componenti familiari riescono a lavorare tanto quanto potrebbero</strong>. Questo ovviamente comporta una limitazione del reddito disponibile.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le famiglie italiane in povertà assoluta</h3>
</p>
<p>Abbiamo evidenziato in passato come la povertà sia un <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fenomeno multidimensionale</a> che va oltre i soli aspetti monetari. Tuttavia il potere d&#8217;acquisto rappresenta certamente un indicatore da tenere in considerazione per analizzare le opportunità che una famiglia può offrire ai propri figli, sia in termini educativi che di inclusione sociale.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Una famiglia si trova in povertà assoluta quando non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-poverta-assoluta/"><br />
                &#8220;Che cos&#8217;è la povertà assoluta&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><div id="nel-2023-erano-circa-13-milioni-i-bambini-italiani-che-vivevano-in-condizioni-di-poverta-assoluta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Secondo i più recenti dati <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/10/REPORT_POVERTA_2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, nel 2023 erano <strong>oltre 1 milione e 295mila i minori che si trovavano a vivere in una condizione di povertà assoluta</strong> (13,8% a fronte di una media nazionale del 9,7%). Una situazione più frequente al sud (15,5%) rispetto al nord del paese (12,9%). Le famiglie in povertà assoluta con minori a carico erano <strong>quasi 748mila</strong>, con un’incidenza pari al <strong>12,4%</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_1645bd3a240ede957085b9001645879f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La povertà assoluta colpisce sempre di più anche le famiglie in cui la persona di riferimento è operaio o assimilato.</p>
</section></div>
</p>
<p>Confrontando le variazioni statisticamente rilevanti rispetto al 2022 si può notare come ci sia stato un <strong>significativo incremento delle famiglie con minori in povertà assoluta in cui la persona di riferimento ricopre il ruolo di operaio o assimilato. Si passa infatti da una quota del 15,6% a uno del 19,4%</strong> (+3,8 punti percentuali). Viceversa la quota è molto più contenuta, come era ragionevole aspettarsi, in quelle famiglie con bambini in cui la persona di riferimento risulta essere dirigente, quadro o impiegato. Tale dinamica evidenzia in maniera netta come in Italia ci sia un problema molto consistente che riguarda il cosiddetto “<strong>lavoro povero</strong>”. Vale a dire quella condizione per cui una persona, pur avendo un’occupazione, non riesce a raggiungere un livello di reddito sufficiente per soddisfare i bisogni essenziali, rimanendo al di sotto della soglia di povertà.</p>
</p>
<p><div id="le-famiglie-con-minori-in-poverta-assoluta-in-cui-la-persona-di-riferimento-ricopre-il-ruolo-di-operaio-o-assimilato-sono-in-aumento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-sono-aumentate-le-famiglie-con-figli-in-condizione-di-poverta-assoluta/">Nel 2023 sono aumentate le famiglie con figli in condizione di povertà assoluta</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-sono-aumentate-le-famiglie-con-figli-in-condizione-di-poverta-assoluta/">Incidenza della povertà assoluta tra le famiglie italiane con minori per condizione e posizione professionale della persona di riferimento (2022-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298878_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298878_tab3"></p>
<p>Una persona si trova in povertà assoluta quando vive in una famiglia che non può permettersi l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano, sono considerati essenziali per mantenere uno standard di vita minimamente accettabile. I dati presentati fanno riferimento alla nuova <a href="https://www.istat.it/it/archivio/289274" target="_blank" rel="noopener">revisione metodologica sulla misurazione della povertà assoluta</a>, avviata da Istat tra 2021 e 2023. Con &#8220;persona di riferimento&#8221; si intende il membro della famiglia che viene preso come punto di riferimento per classificare e analizzare le condizioni economiche del nucleo familiare. Tra gli &#8220;indipendenti&#8221; non sono conteggiati i liberi professionisti e gli imprenditori a causa della scarsa numerosità del campione. Le definizioni di persona occupata o in cerca di occupazione seguono la <a href="https://www.ilo.org/data-and-statistics" target="_blank" rel="noopener">classificazione dell&#8217;Ilo</a>. Tra le categorie raffigurate nel grafico, Istat considera come <strong>variazioni</strong> <strong>statisticamente rilevanti tra 2022 e 2023</strong> solamente quelle riguardanti le famiglie in cui la persona di riferimento è operaio o assimilato o indipendente. Per maggiori informazioni consultare il prospetto 8 a questo <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/10/Prospetti-2022-2023_def.xlsx" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 17 Ottobre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/nel-2023-sono-aumentate-le-famiglie-con-figli-in-condizione-di-poverta-assoluta.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298878"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298878" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In questo quadro si deve aggiungere anche <strong>l’incremento dell&#8217;incidenza della povertà assoluta nelle famiglie all’aumentare del numero di figli a carico</strong>. Parliamo in questo caso di coppie con figli. Nel 2023 erano il 6,6% in presenza di un minore. Dato che saliva all&#8217;11,6% nel caso di due figli e al 18,8% con 3 o più figli.</p>
</p>
<p><div id="tra-il-2017-e-il-2019-si-e-registrato-un-costante-aumento-delle-famiglie-in-cui-i-componenti-in-eta-lavorativa-sono-sottoccupati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Famiglie e lavoro</h3>
</p>
<p>Abbiamo appena visto come non sempre le famiglie con figli a carico riescano a sfuggire dalla trappola della povertà, anche quando la persona di riferimento ha un&#8217;occupazione. Tuttavia si deve sempre ricordare come in Italia ci sia un tema legato alla difficoltà per molte persone di trovare un impiego. </p>
</p>
<p>I dati raccolti da Istat indicano come molte famiglie risultino sottoccupate rispetto al loro effettivo potenziale. Parliamo di quelle che vengono definite &#8220;<strong>famiglie a bassa intensità lavorativa</strong>&#8220;, ovvero nuclei in cui le persone che sarebbero in grado di lavorare &#8211; al netto dei componenti che studiano &#8211; lo hanno fatto per meno del 20% del loro effettivo potenziale.</p>
</p>
<p>A livello territoriale il fenomeno, <strong>ricostruibile fino a prima dell&#8217;emergenza Covid e solo per i comuni oltre 5000 abitanti</strong> grazie ai dataset di Istat, mostra un aumento dal 44,1% del 2017 al 48,4% del 2019 nei territori considerati. In questi comuni, la quota di famiglie anagrafiche in condizione di bassa intensità lavorativa è cresciuta di oltre 4 punti.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+4,3 </span>l&#8217;incremento, in punti percentuali, delle famiglie a bassa intensità lavorativa dal 2017 al 2019.</p>
</section>
</p>
<p>Con la sola eccezione della <strong>Liguria</strong> (52,4%) sono le regioni meridionali a far registrare la più alta incidenza di famiglie a bassa intensità lavorativa. La quota più alta è quella della <strong>Sicilia</strong> con il 58%. Seguono <strong>Calabria</strong> (57,5%), <strong>Campania</strong> (53,1%) <strong>Puglia</strong> (52,9%), <strong>Molise</strong> (51,4%) e <strong>Sardegna</strong> (50,8%). Da notare però che anche nel centro-nord si registra un&#8217;incidenza superiore al 40% nei comuni con oltre 5.000 abitanti. In <strong>Trentino-Alto Adige</strong> ad esempio, dove troviamo la quota più bassa, parliamo comunque del 41,2%.</p>
</p>
<p>Questi livelli possono essere spiegati da un lato con la&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/grecia-e-italia-prime-per-divario-di-genere-nelloccupazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bassa occupazione femminile che caratterizza il nostro paese in ambito europeo</a>, specialmente per le donne con figli; dall&#8217;altro con la presenza del <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-leconomia-non-osservata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro sommerso</a> che, come noto, è molto alta nel nostro paese</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa/">Catania è la città con più famiglie colpite da bassa intensità lavorativa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa/">Percentuale di famiglie anagrafiche con intensità lavorativa inferiore al 20% del proprio potenziale (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298884_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa/">Catania è la città con più famiglie colpite da bassa intensità lavorativa &#8211; Percentuale di famiglie anagrafiche con intensità lavorativa inferiore al 20% del proprio potenziale (2019)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298884_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298884_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298884_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298884_tab3"></p>
<p>L&#8217;indicatore è calcolato come percentuale delle famiglie anagrafiche in cui si rileva un&#8217;intensità lavorativa inferiore al 20% del proprio potenziale. I dati sono disponibili solo per i comuni con più di 5mila abitanti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat (A misura di comune)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298884"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298884" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/catania-e-la-citta-con-piu-famiglie-colpite-da-bassa-intensita-lavorativa/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A livello di comuni capoluogo, le 3 città in cui si registra la percentuale più alta di famiglie a bassa intensità lavorativa si trovano tutte in Sicilia. Si tratta di <strong>Catania</strong> (60,6%), <strong>Palermo</strong> (58,6%) e <strong>Trapani</strong> (58,5%). Il primo capoluogo non siciliano è la pugliese <strong>Taranto</strong> (58,6%). Le percentuali più basse si trovano invece a <strong>Prato</strong> (40,2%), <strong>Reggio Emilia</strong> (42,3%) e <strong>Trento</strong> (43,9%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_fvg.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_trentino.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d&#8217;Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_lavoro/famiglie_bassa_intensita%CC%80_lavoro_totale.xls" target="_blank" rel="noopener">totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati sulle famiglie a bassa intensità lavorativa sono Istat &#8211; Condizioni socio-economiche delle famiglie &#8211; ARCH.I.M.E.DE (fonti amministrative integrate).</p>
</p>
<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/donna-in-giacca-rosa-e-nera-in-piedi-sul-marciapiede-durante-il-giorno-zJGjaraaFO8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egor Myznik</a> Unsplash &#8211;&nbsp;<a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-le-disuguaglianze-economiche-affliggono-la-condizione-minorile/">Come le disuguaglianze economiche affliggono la condizione minorile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 06:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=292318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia la partecipazione attiva in associazioni di volontariato ha subito un calo. In controtendenza, vi sono segnali di recupero tra i giovani di 14-17 anni tra 2021 e 2023. Restano ampi i divari tra centro-nord e sud nella diffusione di organizzazioni non profit.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/">L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la crisi della partecipazione sociale in fase Covid, alcuni <strong>segnali mostrano un aumento dell&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</strong>. La quota di 14-17enni che ha svolto attività gratuite in questo tipo di associazioni è infatti passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a sfiorare il 7% nel 2023.</p>
<p>Un dato interessante, anche perché appare<strong> in parziale controtendenza</strong> rispetto al resto della popolazione. Anche rispetto a ragazze e ragazzi appena maggiorenni, quindi poco più grandi.</p>
<div id="le-giovani-generazioni-sono-il-patrimonio-piu-prezioso-di-cui-dispone-la-societa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il 12 agosto ricorrerà la <a href="https://www.un.org/en/observances/youth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale della gioventù</a>. Un&#8217;occasione per fare il punto sul ruolo dei giovani nella società come <strong>agenti di cambiamento</strong>. Nei mesi scorsi, anche nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/campagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a>, abbiamo avuto modo di analizzare <strong>come i dati smentiscano molti dei luoghi comuni che abbondano nel dibattito sulle giovani generazioni.</strong> </p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disagio giovanile, un fenomeno che non si può ridurre a pochi numeri<br />
<br /><strong>Vai al report</strong></a>.</p>
</section>
<p>Se è indubbio che vi siano segnali di malessere e disagio, le competenze e la vitalità di <strong>ragazze e ragazzi restano senza dubbio il patrimonio più importante a disposizione del paese</strong> per il suo miglioramento e la sua crescita. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6 su 10  </span>i 14-19enni che esprimono un giudizio positivo sulle proprie prospettive future nei prossimi 5 anni.</p>
</section>
<p>Non solo per le <strong>energie </strong>di cui sono naturalmente portatori, ma anche per il<strong> punto di vista nuovo</strong> che sono in grado di offrire nelle attività di tutti i giorni, nello studio, nel lavoro e nel sociale.</p>
<p>In questo approfondimento, facciamo il punto su un aspetto specifico: la <strong>partecipazione in associazioni di volontariato</strong>, attraverso il contributo gratuito alle loro attività.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia la partecipazione nel volontariato</h3>
<p>Rispetto all&#8217;ultimo anno prima del Covid, il contributo della popolazione in associazioni di volontariato è diminuito in modo diffuso. </p>
<p>Tuttavia, mentre<strong> l&#8217;impegno nell&#8217;ultimo biennio è calato sia tra la popolazione generale</strong> (dall&#8217;8,3% del 2022 al 7,8% del 2023)<strong> che soprattutto tra i neomaggiorenni</strong> (-3 punti nello stesso periodo), gli adolescenti mostrano segnali in controtendenza.</p>
<div id="68-i-14-17enni-che-hanno-prestato-attivita-gratuite-nel-volontariato-nel-2023-erano-il-39-nel-2021-in-controtendenza-con-il-resto-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La quota di 14-17enni che ha svolto attività gratuite in associazioni di volontariato è infatti passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a raggiungere il 6,8% nel 2023. Anche se la situazione pre-Covid non è ancora recuperata e soprattutto si tratta di rilevazioni campionarie, da interpretare quindi con grande cautela, è <strong>interessante osservare un dato in controtendenza per i più giovani</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Il contributo della popolazione nel volontariato, tra prima e dopo il Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Percentuale di persone che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2019-23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 14 Giugno 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292524"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292524" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="la-partecipazione-nel-volontariato-e-minore-nel-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_a8cc8f8360d3fc23d0f218cf01c80c67" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La partecipazione nel volontariato è minore nel mezzogiorno.</p>
</section></div>
<p>Le <strong>differenze peraltro non sono solo generazionali</strong>. Vi sono infatti dei divari anche territoriali nella partecipazione ad attività sociali e di volontariato.</p>
<p>Non è disponibile una disaggregazione per età, ma in media nel 2023 hanno prestato attività gratuite in associazioni di volontariato il 16% dei residenti in <strong>Trentino Alto Adige</strong> e il 10,1% dei friulani. Nonché quasi un abitante su 10 in Valle d&#8217;Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Al contrario, la partecipazione nel volontariato scende al 5,6% in Calabria, al 4,8% in Campania e al 4,6% in <strong>Sicilia</strong>.</p>
<p>Simili differenze dipendono anche dalla diversa diffusione di soggetti attivi in questi ambiti, a partire da organizzazioni e istituzioni non profit. Un aspetto da non sottovalutare, visto che è anche dal <strong>capitale sociale disponibile sul territorio</strong> che derivano le possibilità di crescita per le comunità che vi abitano.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il volontariato sul territorio e la diffusione di istituzioni non profit</h3>
<p><strong>In Italia nel 2020 sono risultate attive, in media, 612 istituzioni non profit ogni 100mila abitanti</strong>. Un rapporto che supera quota mille in regioni come Valle d&#8217;Aosta (1150 per 100mila residenti) e Trentino-Alto Adige (1148) e si avvicina a questa soglia in Friuli-Venezia Giulia (912). Seguono, con oltre 700 organizzazioni non profit ogni 100mila abitanti, 3 regioni del centro Italia, Umbria (832), Marche (765) e Toscana (758), nonché Liguria (732), Sardegna (720) e  Piemonte (704).</p>
<p>La<strong> dotazione di questo tipo di organizzazioni sul territorio risulta molto inferiore in grandi regioni del mezzogiorno</strong> come Calabria (548), Puglia (489), Sicilia (470) e Campania (396).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">396 </span>istituzioni non profit attive ogni 100mila abitanti in Campania nel 2020.</p>
</section>
<div id="sondrio-gorizia-e-pordenone-sono-le-citta-con-piu-istituzioni-non-profit-pro-capite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Questi divari territoriali emergono anche scendendo a livello locale, comune per comune. Nel confronto tra i capoluoghi, <strong>spiccano Sondrio e Gorizia</strong> (con oltre 1.500 istituzioni non profit ogni 100mila residenti), seguite da <strong>Pordenone </strong>(poco sotto tale soglia con 1475,7). </p>
<p>In generale, <strong>nelle prime 20 posizioni, i capoluoghi del centro-nord sono 15</strong>. Altri 4 si trovano nelle isole, specialmente in Sardegna: Oristano (1315,3), Enna (1293,8), Cagliari (1165,1) e Nuoro (1154,2). Una sola città del sud continentale (Potenza, 1273) occupa le prime 20 posizioni.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit/">Nel centro-nord sono più diffuse associazioni e istituzioni non profit</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit/">Numero istituzioni non profit per 100.000 abitanti per comune (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292506"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292506" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="quelle-dove-sono-meno-diffuse-sono-andria-barletta-e-napoli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Al contrario, tra le<strong> 20 città capoluogo con minore presenza </strong>di organizzazioni non profit attive pro capite, figurano <strong>14 capoluoghi del mezzogiorno</strong>, di cui 9 nel sud continentale. In particolare, con meno di 500 istituzioni ogni 100mila abitanti, troviamo Andria (371,6), Barletta (422,4), Napoli (466,4) e Palermo (477,6).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di istituzioni non profit sono di fonte Istat (statistiche sperimentali), quelli sulla classificazione dei comuni per area interna sono di fonte Dip. coesione.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/141202146@N02/53059512872" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dipartimento della Protezione Civile</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/">L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 06:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=290003</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 21mila i minori stranieri non accompagnati in Italia, bambini e giovani che proprio per questa condizione necessitano di tutele specifiche. Un modello di accoglienza e integrazione diffuso dovrebbe rappresentare uno dei cardini di questo approccio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Nel contesto di instabilità geopolitica che stiamo attraversando, è purtroppo destinato a salire il numero di persone che fuggono dal proprio paese, tra cui i minori.</p>
</p>
<p>Nel marzo scorso, nel suo <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contributo ai lavori della commissione di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen</a>, Unhcr ha sottolineato come bambini e adolescenti rappresentino circa il <strong>30% della popolazione mondiale</strong>, ma siano il <strong>40% delle persone costrette a fuggire</strong> a livello globale.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">40% </span>dei profughi nel mondo ha meno di 18 anni.</p>
</section>
</p>
<p>In alcuni casi, si tratta di <strong>minori che arrivano senza i propri genitori</strong>. E che quindi vivono una <strong>condizione di enorme vulnerabilità</strong>, dal momento che tutte le difficoltà connesse all’arrivo in un paese straniero si sommano all’assenza di una figura genitoriale o comunque di riferimento. Condizione che richiede <strong>tutele speciali</strong> affinché si possa realizzare un percorso di accoglienza e integrazione rispettoso dei diritti di questi bambini e ragazzi.</p>
</p>
<p>A partire da quello<strong> di essere accolti con modalità specifiche</strong>, come l&#8217;accoglienza in famiglia. O comunque in soluzioni alternative che non dovrebbero mai essere le strutture straordinarie, ma il sistema ordinario costituito dai centri Sai.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona l’accoglienza dei migranti in Italia<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Abbiamo approfondito <strong>come stia cambiando il numero dei minori stranieri non accompagnati nel nostro paese, anche alla luce di guerre e crisi internazionali in corso</strong>. Anche per capire, attraverso i dati sui centri, come sta procedendo l&#8217;accoglienza nei diversi territori.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanti sono i minori stranieri non accompagnati in Italia</h3>
</p>
<p><div id="21-255-i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-al-30-aprile-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Alla fine di aprile 2024, erano <strong>21.255 i minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro paese</strong>. Un numero che &#8211; sebbene al di sotto dei picchi raggiunti nei mesi scorsi &#8211; resta comunque superiore ai 20mila, soglia raggiunta tra la fine del 2022 e l&#8217;aprile dello scorso anno.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/">I minori stranieri non accompagnati in Italia sono circa 21mila nel 2024</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/">Numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia (2015-aprile 2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_291502_tab1" role="tab" aria-controls="chart_291502_tabpanel1"
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                         aria-labelledby="chart_291502_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/">I minori stranieri non accompagnati in Italia sono circa 21mila nel 2024 &#8211; Numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia (2015-aprile 2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291502"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291502" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="quasi-4-su-10-sono-di-nazionalita-egiziana-e-ucraina-in-crescita-i-msna-da-tunisia-e-gambia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Le nazionalità attualmente più frequenti sono quella egiziana</strong> (4.121 minori, pari al 19,4% dei Msna presenti)<strong> e quella ucraina</strong> (3.920, il 18,4% dei bambini e ragazzi non accompagnati). Entrambe in calo rispetto all&#8217;aprile dello scorso anno, quando erano complessivamente quasi 10mila, quasi equamente distribuiti tra egiziani (5.094 minori) e ucraini (4.706). </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini/">Quasi il 40% dei Msna presenti in Italia sono egiziani e ucraini</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini/">Andamento del numero di minori stanieri non accompagnati in Italia per nazionalità (2022-aprile 2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_291503_tab1" role="tab" aria-controls="chart_291503_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_291503_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_291503_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291503"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291503" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Mentre appare <strong>in crescita la terza nazionalità di origine dei Msna</strong>. I bambini e ragazzi tunisini nell&#8217;ultimo anno sono cresciuti del 24%, passando da 1.852 a 2.292 minori. I<strong>ncremento ancora più sostenuto per la quarta nazionalità</strong>, quella gambiana. I Msna di questo paese sono passati da 967 persone nell&#8217;aprile 2023 alle 2.216 attuali (+129%).</p>
</p>
<p>Alla luce dell&#8217;instabilità geopolitica presente nelle diverse aree del mondo, diventa cruciale <strong>monitorare la condizione di questi minori, a partire dalle tutele che vengono previste</strong>.</p>
</p>
<p><div id="per-la-loro-condizione-di-vulnerabilita-sono-necessarie-tutele-specifiche-nellaccoglienza-dei-msna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le tutele necessarie nell&#8217;accoglienza dei Msna</h3>
</p>
<p>Proprio in ragione della vulnerabilità dei minori stranieri non accompagnati, alcune tutele ulteriori nel sistema di accoglienza si rendono particolarmente importanti.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’accoglienza in strutture residenziali (come i centri di accoglienza) o in istituti dovrebbe rappresentare l’ultima scelta, facendovi ricorso solo quando soluzioni alternative, quali l’accoglienza in famiglia, non siano possibili o non risultino appropriate, e dovrebbe essere limitata al più breve tempo possibile.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank">&#8211; Audizione Unhcr al Comitato Schenger, 12 marzo 2024</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Questo aspetto è stato sollevato nel corso dell&#8217;audizione dell&#8217;<strong>Unhcr</strong>, l&#8217;agenzia delle Nazioni unite che si occupa dei rifugiati, al cosiddetto <a href="https://www.camera.it/leg19/99?shadow_organo_parlamentare=4002">comitato Schengen</a>. È questo il nome informale dell&#8217;organo del parlamento italiano &#8220;di controllo sull&#8217;attuazione dell&#8217;accordo di Schengen, di vigilanza sull&#8217;attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione&#8221;. </p>
</p>
<p><div id="la-soluzione-preferibile-e-laccoglienza-in-famiglia-che-pero-riguarda-il-20-dei-msna-in-mancanza-di-questa-possibilita-e-essenziale-il-funzionamento-del-sai" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Oggi, in base ai <a href="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/3644/Online-il-Rapporto-di-approfondimento-semestrale-sui-Minori-Stranieri-Non-Accompagnati-in-Italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati pubblicati</a> dall&#8217;ultimo rapporto di approfondimento semestrale a cura del ministero del lavoro, solo <strong>un quinto dei Msna è accolto in famiglia</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20% </span>dei Msna è accolto presso un soggetto privato al 31/12/2023.</p>
</section>
</p>
<p>Al contrario, l&#8217;80% degli oltre 23mila minori presenti in Italia al 31 dicembre 2023 sono accolti in strutture di accoglienza. Di questo 80%, il 27% si trova in strutture di prima accoglienza, necessarie nelle prime fasi ma inadeguate per un percorso di integrazione. Mentre il <strong>53% è collocato nella seconda accoglienza</strong>, quella rivolta all&#8217;inclusione del minore.</p>
</p>
<p>Nel corso dell&#8217;audizione, l&#8217;ufficio dell’alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati per l&#8217;Italia ha sottolineato l&#8217;importanza di <strong>estendere il modello Sai</strong>. Uno strumento <strong>fondamentale quando manca la possibilità di accoglienza in famiglia, per garantire le tutele dei minori non accompagnati</strong>. A differenza della prima accoglienza e del sistema straordinario, incardinato sui Cas (centri di accoglienza straordinaria), il Sai (sistema di accoglienza e integrazione) rappresenta un <strong>modello diffuso sul territorio</strong>. Incentrato sul ruolo di comuni ed enti locali e finalizzato innanzitutto all&#8217;integrazione sociale ed economica.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il sistema di accoglienza dovrebbe poi essere finalizzato a garantire il rispetto dei diritti e percorsi di crescita e richiede una capacità congrua ai bisogni reali esistenti, per i circa 22.000 minori stranieri non accompagnati presenti, e ai bisogni futuri per i minori che arriveranno nel Paese, attraverso l’ampliamento e la messa a regime della prima accoglienza e l’incremento dei posti dedicati nel SAI. A tale proposito, apprezziamo l’intenzione recentemente discussa con il Governo di rafforzare la prima accoglienza e garantire una distribuzione regionale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank">&#8211; Audizione Unhcr al Comitato Schenger, 12 marzo 2024</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Da qui l&#8217;<strong>importanza dei posti nel sistema di accoglienza diffuso &#8220;Sai&#8221;</strong>, che dovrebbero rappresentare il modello ordinario di accoglienza per i minori non accompagnati. Un diritto in passato tassativo per legge (attualmente <a href="https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">derogabile per i minori tra 16 e 17 anni</a>), ma che non sempre è stato tutelato.</p>
</p>
<p>Come appena visto, il <strong>27% dei Msna presenti in Italia al 31 dicembre 2023</strong> (oltre seimila minori) <strong>era collocato nella prima accoglienza</strong>, in particolare in strutture ricettive, temporanee o emergenziali. <strong>Circa il doppio (ovvero un Msna su 2) era ospitato nella seconda accoglienza</strong>: dalle comunità socio-educative a quelle familiari, agli alloggi ad alta autonomia.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sul territorio</h3>
</p>
<p>Sono soprattutto&nbsp;<strong>i comuni e le istituzioni locali ad organizzare questa seconda fase</strong>, in particolare con il già citato modello Sai. Si tratta della<strong>&nbsp;rete di enti locali</strong>&nbsp;che – nell’ambito dei progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.</p>
</p>
<p><div id="6-347-i-posti-disponibili-per-msna-nel-sistema-sai-alla-fine-del-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Alla fine del 2022 erano 6.347 i posti disponibili dedicati a minori stranieri non accompagnati nel sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Questo modello &#8211; nonostante le potenzialità nell&#8217;inclusione dei minori &#8211; <strong>resta ancora territorialmente molto concentrato</strong>. Con una minore capillarità nella diffusione dei posti disponibili nel centro-nord rispetto al centro-sud.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022/">La rete dell&#8217;accoglienza Sai per i minori stranieri non accompagnati alla fine del 2022</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022/">I posti per i Msna in progetti Sai attivati al 31 dicembre 2022, comune per comune</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_290028_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_290028_tab3"></p>
<p>Il sistema accoglienza integrazione (Sai) è la rete di enti locali che – nell&#8217;ambito dei progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell&#8217;asilo. Per approfondire, vedi <a href="https://www.retesai.it/la-storia/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-290028"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-290028" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tra i comuni, <strong>spiccano per capienza due città dell&#8217;Italia settentrionale</strong> (Milano, con 410 posti, e Bologna, 350), <strong>seguite da due siciliane</strong>: Catania (267 posti) e Palermo (200). Nessun altro comune raggiunge la soglia dei 200 posti disponibili. In ordine di classifica troviamo infatti Genova (183), Firenze (150), Torino (148), Marsala (145), Bari (117), Padula (nel salernitano, 114 posti) e Cremona (113).</p>
</p>
<p>Negli <strong>altri 196 comuni in cui sono localizzati progetti Sai rivolti specificamente all&#8217;accoglienza dei Msna</strong> i posti disponibili risultavano alla fine del 2022 meno di 100 ciascuno.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati sui posti disponibili nella rete Sai rivolta ai Msna sono di fonte&nbsp;<a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d’Italia</a> (dettagli metodologici e metadati <a href="https://centriditalia.it/pages/open-data" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>).</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/87785618@N00/24630720880/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">jtstewart</a> (Flickr) &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286893</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre ancora scarseggiano le informazioni sul nuovo piano a livello nazionale, siamo andati a vedere cosa pubblicano sui propri siti web i comuni e le città metropolitane. Ne è emerso un quadro molto disomogeneo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La carenza di informazioni chiare e puntuali sul <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è una criticità che denunciamo sin dal 2021. La situazione in questo senso si è aggravata a seguito dell&#8217;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents-publications/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=16051%2F23&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=&amp;DateTo=&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvazione della proposta di revisione del piano italiano</a> da parte delle istituzioni europee lo scorso dicembre. Solo recentemente, con la pubblicazione del decreto <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr quater</a> e della <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/dam/sogei-ng/documenti/iv_relazione_al_parlamento_sezi.pdf">quarta relazione</a> per il parlamento, le nubi si sono un po&#8217; diradate. Nonostante questi aggiornamenti tuttavia il quadro è tutt&#8217;altro che esaustivo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-la-spesa-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>A che punto è la spesa dei fondi del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto piuttosto complicato anche gli <strong>enti territoriali</strong>, che giocano un ruolo importante nell’attuazione del Pnrr, possono fare molto per fornire informazioni ai cittadini. Compensando almeno in parte le lacune delle amministrazioni centrali. In un <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-regionali-nellaccesso-ai-dati-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente approfondimento</a> abbiamo visto quali sono i dati messi a disposizione dalle regioni, adesso invece ci soffermeremo sulle <strong>città metropolitane</strong> e su alcuni dei <strong>comuni</strong> più popolosi del paese.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="il-governo-e-responsabile-della-pubblicazione-di-informazioni-sul-pnrr-ma-anche-gli-enti-territoriali-possono-fare-molto-in-questo-senso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 su 15 </span><span style="font-weight: 400">i comuni che ricevono più fondi Pnrr che hanno allestito un sito o una sezione dedicata ai progetti che realizzeranno.</span></p>
</section>
</p>
<p>Quello che emerge dall’analisi è un <strong>quadro piuttosto disomogeneo tra i territori</strong>. Si passa infatti da situazioni vicine all&#8217;eccellenza ad altre dove invece l’accesso alle informazioni per i cittadini è molto complicato. In generale gli aspetti più critici riguardano i <strong>dati sulla spesa sostenuta</strong>, che non sono quasi mai presenti, e la disponibilità di <strong>file in formato aperto</strong>. Elementi fondamentali per condurre analisi e confronti.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni messe a disposizione, cosa cerchiamo</h3>
</p>
<p>Prima di passare in rassegna i dati condivisi dai comuni e dalle città metropolitane sono importanti alcune premesse. In primo luogo, è bene sottolineare che <strong>il Pnrr stesso individua nel governo il soggetto competente alla pubblicazione di informazioni</strong> riguardanti i progetti finanziati.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6f7ca755f222b88b757104281222dc2d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il governo è responsabile della pubblicazione dai dati sul Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nonostante ciò, in una recente <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza stampa</a> il ministro <strong>Raffaele Fitto</strong> ha scaricato proprio sugli enti territoriali la responsabilità della mancanza di informazioni aggiornate sul Pnrr. <strong>Molte amministrazioni locali infatti, secondo il ministro, non sarebbero particolarmente solerti nel caricare i dati</strong> su Regis, la piattaforma creata ad hoc per la rendicontazione del piano.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Nel decreto legge inseriremo degli elementi che daranno un’accelerazione nell’inserimento dei dati.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank">&#8211; Raffaele Fitto, 22 febbraio 2024.</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Tornando alla condivisione pubblica di informazioni da parte degli enti locali, abbiamo individuato <strong>8 criteri</strong> per la nostra analisi:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>presenza di un sito dedicato al Pnrr o di una sezione apposita all’interno del portale istituzionale dell’ente;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di dati in formato aperto;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di grafici e mappe che aiutino i cittadini a comprendere l’impatto effettivo del Pnrr sul territorio;&nbsp;</li>
</p>
<li>possibilità di recuperare facilmente i bandi Pnrr pubblicati e conoscerne gli esiti;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di un elenco dettagliato dei progetti finanziati;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di informazioni sullo stato di avanzamento degli interventi;&nbsp;</li>
</p>
<li>notizie sulle spese già sostenute;&nbsp;</li>
</p>
<li>localizzazione dei progetti sul territorio.</li>
</ul>
</p>
<p>Un altro fattore trasversale di cui abbiamo tenuto conto è la <strong>facilità con cui queste informazioni sono reperibili anche per i non addetti ai lavori</strong>. Un elemento importante che non deve essere sottovalutato.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-15-comuni-che-ricevono-piu-fondi-del-pnrr-13-hanno-creato-un-sito-ad-hoc-o-una-sezione-dedicata-sul-loro-portale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei comuni</h3>
</p>
<p>Ovviamente è impossibile passare in rassegna i portali istituzionali di tutti gli oltre 8mila comuni italiani. Per cui in questo articolo abbiamo scelto di <strong>approfondire l’analisi di 15 enti</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_8ac236f18a03aa73cecc358b3372d7d4" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I comuni pubblicano dati sui progetti di loro diretta competenza.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il primo dato che emerge è che <strong>in 13 casi dei 15 analizzati sono stati predisposti dei siti ad hoc o comunque delle sezioni dedicate</strong> all’interno dei portali istituzionali. In 11 casi invece è possibile reperire un elenco con informazioni sufficientemente dettagliate sui progetti gestiti dai comuni. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286661_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286661_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286661_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286661_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni &#8211; Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286661"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286661" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le voci più “critiche” tra quelle individuate, sono quelle relative alla <strong>disponibilità di dati in formato aperto</strong>, presenti per alcuni aspetti limitati solo sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong>. L’altro dato che si trova più difficilmente è quello relativo alla spesa sostenuta. Informazione fornita solo da <strong>Cagliari</strong> e <strong>Palermo</strong>.</p>
</p>
<p>Più in generale, i due enti appena citati sono quelli che forniscono più informazioni. Buoni risultati anche per <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Roma</strong> e <strong>Torino</strong>.</p>
</p>
<p><div id="i-comuni-di-palermo-e-cagliari-sono-quelli-che-pubblicano-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni dei comuni nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Come abbiamo appena visto la quantità e la qualità delle informazioni messe a disposizione varia anche di molto da territorio a terriotorio. Scendendo più nel dettaglio, possiamo osservare che per quanto riguarda il <strong>comune di Napoli</strong> la sezione dedicata al Pnrr consiste in una raccolta dei bandi pubblicati. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 15 </span>i comuni che pubblicano anche informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti.</p>
</section>
</p>
<p>Nel caso del <strong>comune di</strong> <strong>Bari</strong>, sul sito è possibile rinvenire una descrizione generale del Pnrr e indicazioni su 2 specifici progetti, di cui uno finanziato dal <strong>fondo complementare</strong>. Attraverso il motore di ricerca inoltre si riescono a reperire diversi contenuti, principalmente comunicati stampa. Situazione simile anche per quanto riguarda <strong>Venezia</strong> anche se in questo caso si trovano alcuni comunicati molto dettagliati. </p>
</p>
<p>Nel caso di <strong>Genova</strong>, c’è una parte dedicata al Pnrr all’interno della sezione “amministrazione trasparente” del sito comunale che rimanda al portale appalti. A <strong>Taranto</strong> invece è disponibile un elenco dei progetti finanziati.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286646_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286646_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286646_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286646_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<div>
<p><label for="embed-chart-286646"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286646" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche nelle realtà più virtuose dal punto di vista delle informazioni fornite si trovano alcuni elementi che potrebbero essere migliorati. Sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong> ad esempio non esiste una tabella riassuntiva con i dettagli di tutti i progetti finanziati. È necessario navigare le varie sezioni del sito, misura per misura. Per quanto riguarda <strong>Bologna</strong> non è semplicissimo rintracciare i bandi né le ditte vincitrici degli appalti. C’è da dire però che molti progetti ancora devono partire.</p>
</p>
<p>Ovviamente, per questo specifico aspetto, molti enti rimandano alle sezioni avvisi e amministrazione trasparente dei propri siti. Tuttavia in questo modo non è immediato riuscire a reperire le informazioni sui bandi riguardanti i progetti finanziati dal Pnrr. </p>
</p>
<p><div id="in-generale-le-citta-metropolitane-mettono-a-disposizione-meno-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle città metropolitane</h3>
</p>
<p>Dopo aver analizzato le informazioni pubblicate dai comuni, passiamo a osservare un altro soggetto coinvolto nella realizzazione dei progetti del piano: le <strong>città metropolitane</strong>. Qui la situazione è un po&#8217; diversa. Parliamo infatti di amministrazioni particolari, composte dall’unione di più comuni e senza organi elettivi diretti. Sono inoltre coinvolte nell’attuazione del Pnrr in misura più contenuta rispetto ad altri enti territoriali. <strong>In generale, la disponibilità e la qualità delle informazioni sono più limitate di quelle dei comuni.</strong></p>
</p>
<p>Sono <strong>11 su 14 le città metropolitane che hanno realizzato un sito ad hoc o una sezione all’interno del portale istituzionale</strong> per informare i cittadini sui progetti finanziati con i fondi del Pnrr. La città metropolitana di <strong>Genova</strong> è quella che mette a disposizione la maggior quantità di informazioni anche se manca una sezione facilmente consultabile relativa alle gare Pnrr e una riguardante le risorse già spese.&nbsp;In generale,<strong> 8 città metropolitane mettono a disposizione un elenco dettagliato dei progetti finanziati</strong> e in 4 casi sono fornite indicazioni sul loro stato di avanzamento (Bologna, Firenze, Genova e Torino).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286685"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286685" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Troviamo poi 6 siti istituzionali che forniscono una <strong>localizzazione degli interventi</strong> facilmente individuabile per i cittadini (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino e Bari). Le voci per cui è più difficile trovare materiale sono, anche in questo caso, la disponibilità di <strong>open data</strong> dedicati al Pnrr che sono pubblicati solo dalle città metropolitane di <strong>Genova</strong> e <strong>Napoli</strong>. Solo <strong>Reggio Calabria</strong> invece mette a disposizione indicazioni sui <strong>fondi già impegnati</strong>.</p>
</p>
<p><div id="a-livello-di-citta-metropolitane-genova-e-la-realta-che-fornisce-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni delle città metropolitane nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Andando più nel dettaglio, è interessante notare che <strong>il sito dedicato al Pnrr della città metropolitana di Bologna è condiviso con il comune</strong>. Si tratta dell’unico caso di questo tipo. Altro elemento degno di nota riguarda il fatto che le città metropolitane di <strong>Genova</strong> e di <strong>Torino</strong> riportano non solo i progetti di cui sono soggetti attuatori ma anche quelli per cui svolgono un ruolo di coordinamento.&nbsp;</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_41592ad434c8183f2eaaec853a4ec4b7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In molti casi non esiste un elenco completo di tutti i progetti finanziati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Anche nei territori che forniscono più informazioni comunque si rilevano delle situazioni che potrebbero essere migliorate. Ad esempio, nel caso della <strong>città metropolitana di Milano</strong> i dati su progetti e importi non sono semplicissimi da reperire nonostante la presenza di una mappa che dovrebbe aiutare ad individuare la localizzazione degli interventi sul territorio. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_286698_tab1"><br />
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286698"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286698" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Spostandoci su altri territori, possiamo osservare che per quanto riguarda la <strong>città metropolitana di Catania</strong> la sezione dedicata al Pnrr è sostanzialmente un raccoglitore degli avvisi pubblici. Mentre nel caso della <strong>città metropolitana di</strong> <strong>Roma</strong> sono indicate le misure e i progetti finanziati, in alcuni casi ci sono anche delle mappe ma non è possibile consultare un elenco completo di tutte le opere con l’esatta localizzazione. Situazione simile anche per la <strong>città metropolitana di Venezia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.anci.it/gualtieri-sala-e-brugnaro-tagli-sbagliati-servono-riforme-e-piu-peso-ai-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno necessario per l&#8217;inclusione dei minori con disabilità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpegno-necessario-per-linclusione-dei-minori-con-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=264087</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il diritto allo studio non può essere compromesso dalla disabilità. Servono servizi per garantire che questa prerogativa non resti sulla carta, come insegnanti di sostegno e trasporto scolastico. Approfondiamo l'investimento dello stato su quest'ultimo aspetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-necessario-per-linclusione-dei-minori-con-disabilita/">L&#8217;impegno necessario per l&#8217;inclusione dei minori con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>diritto dei minori con disabilità</strong> di accedere all&#8217;istruzione nelle stesse condizioni di tutti i bambini e ragazzi rappresenta un cardine per il nostro sistema educativo. </p>
<p>In Italia <strong>questa prerogativa è riconosciuta dalle leggi dello stato</strong> e affermata a più riprese dalle sentenze. Su tutte, il <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=1987&amp;numero=215" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pronunciamento della corte costituzionale</a> che nel 1987 ha ribadito il <strong>diritto incondizionato per tutti gli studenti portatori di disabilità di poter frequentare le scuole di ogni ordine e grado</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>Dal 1992 questo diritto è tutelato dalla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;104~art12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 104</a>, la legge quadro sull&#8217;assistenza, l&#8217;integrazione e i diritti delle persone con disabilità.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L&#8217;esercizio del diritto all&#8217;educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né di  altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all&#8217;handicap.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;104~art12" target="_blank">&#8211; Legge 104/1992, art. 12</a>
									            </div>
</section>
<div id="il-diritto-allo-studio-dei-minori-con-disabilita-deve-essere-garantito-attraverso-i-servizi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Diritti incondizionati, che non devono restare solo sulla carta</h3>
<p><strong>Rendere concreti questi diritti </strong>comporta un investimento, da parte dello stato e degli enti locali e territoriali, per l&#8217;inclusione dei minori con disabilità.</p>
<div id="strillo-testo-block_e5ee9f03cbbf77ad93d75ccbf4f60abe" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;approccio alla condizione dei minori con disabilità è cambiato negli ultimi anni.</p>
</section></div>
<p>A maggior ragione dopo il <strong>cambio di paradigma</strong> stabilito dalla <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Convenzione-ONU/Documents/Convenzione%20ONU.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità</a>, ratificata dall&#8217;Italia con la legge 18/2009. Si tratta di un cambio di approccio per cui il minore con disabilità non deve essere considerato solo l&#8217;utente di un servizio dedicato. Ma come&nbsp;<strong>persona che ha diritto di veder rimossi gli ostacoli alla partecipazione alla vita pubblica, sociale e culturale</strong>.</p>
<p>Ciò significa offrire un&#8217;<strong>ampia rete di servizi socio-educativi, all&#8217;interno della scuola e non solo</strong>, come gli insegnanti di sostegno e gli assistenti all&#8217;autonomia. Vuol dire disporre di <strong>scuole inclusive, anche nella progettazione, ed effettivamente accessibili</strong>. A partire dalla necessità di un trasporto scolastico garantito a tutte e tutti.</p>
<div id="481-edifici-scolastici-con-trasporto-dedicato-agli-alunni-con-disabilita-a-s-2021-22" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">48,1% </span>gli edifici scolastici statali che dispongono di un servizio di trasporto dedicato agli alunni con disabilità.</p>
</section>
<p>Quando vengono stabiliti dei principi, il rischio sempre dietro l&#8217;angolo è che restino solo sulla carta, o comunque parzialmente inattuati. Per scongiurare questa possibilità e <strong>mettere in pratica le previsioni delle convenzioni internazionali e delle leggi dello stato</strong> serve un investimento sull&#8217;inclusività del sistema educativo.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accessibilità della scuola per i minori con disabilità</h3>
<p>Va proprio in questa direzione il percorso intrapreso negli ultimi anni per <strong>garantire il trasporto scolastico agli studenti disabili</strong>. </p>
<p>Nell&#8217;anno scolastico 2021/22, in base ai dati raccolti dal ministero dell&#8217;istruzione, <strong>circa la metà degli edifici scolastici (48,1%) è risultato raggiungibile con il trasporto dedicato agli alunni con disabilità</strong>. Una percentuale che &#8211; <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/il-trasporto-per-gli-alunni-con-disabilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di ricostruire in passato</a> &#8211; è fortemente variabile sul territorio nazionale.</p>
<p>Anche per questa ragione diventa strategica la prospettiva verso l’inserimento di questo servizio, come di altri, tra i “livelli essenziali delle prestazioni” (Lep). Parliamo delle <strong>funzioni che – essendo connesse con un diritto civile o sociale – devono essere garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		I Lep sono i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, perché riguardano diritti civili e sociali da tutelare per tutti i cittadini.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-lep-livelli-essenziali-delle-prestazioni/"><br />
                &#8220;Che cosa sono i Lep, livelli essenziali delle prestazioni&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Per garantire un&#8217;attuazione omogenea dei diritti, lo stato deve farsi carico &#8211; se necessario &#8211; delle risorse aggiuntive che mancano agli enti sul territorio.</p>
<div id="dal-2022-sono-previsti-dei-fondi-appositi-per-potenziarlo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In questa direzione, la <strong>legge di bilancio 2022 ha introdotto un obiettivo di servizio sul trasporto per gli alunni con disabilità</strong>. Ciò significa che lo stato ogni anno deve destinare ai comuni &#8211; in base al fabbisogno &#8211; le risorse affinché possano garantire il servizio sul territorio.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita/">Dal 2027 120 milioni di euro annui per il trasporto degli studenti con disabilità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita/">Fondi per finanziare l&#8217;obiettivo di servizio sul trasporto degli studenti con disabilità</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_266265_tab1" role="tab" aria-controls="chart_266265_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_266265_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_266265_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/11/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita/">Dal 2027 120 milioni di euro annui per il trasporto degli studenti con disabilità &#8211; Fondi per finanziare l&#8217;obiettivo di servizio sul trasporto degli studenti con disabilità</a></div>
</p></div>
<div id="chart_266265_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_266265_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_266265_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_266265_tab3"></p>
<p>I dati presentati fanno riferimento alle risorse del fondo di solidarietà comunale (Fsc) destinate all&#8217;obiettivo di servizio sul trasporto scolastico per gli studenti con disabilità. Le risorse sono destinate ai comuni delle regioni ordinarie, a quelli della Sicilia e della Sardegna.</p>
<p>Tale stanziamento è stato previsto attraverso una modifica della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016-12-11;232~art1-com449" target="_blank" rel="noopener">legge 232/2016</a>, introdotta con l&#8217;articolo 1, comma 174, della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:LEGGE:2021-12-30;234!vig=" target="_blank" rel="noopener">legge di bilancio per il 2022</a>. Finora queste risorse sono state attribuite dal fondo di solidarietà comunale, anche se è in discussione &#8211; con la prossima legge di bilancio per il 2024 &#8211; l&#8217;assegnazione a un fondo speciale, in coerenza con quanto previsto dalla <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:71" target="_blank" rel="noopener">sentenza 71/2023</a> della corte costituzionale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Normattiva                                                                <br />(consultati: martedì 18 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/11/dal-2027-120-milioni-di-euro-annui-per-il-trasporto-degli-studenti-con-disabilita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-266265"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-266265" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Questo obiettivo è stato finanziato con 30 milioni nel 2022, mentre 50 sono quelli previsti per l&#8217;anno in corso. Gli importi sono destinati a crescere fino a <strong>120 milioni di euro dal 2027</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le risorse 2023 per il trasporto dei minori con disabilità</h3>
<p>Attraverso i dati sullo stanziamento dei <strong>50 milioni previsti per il 2023</strong>, possiamo ricostruire dove saranno destinati questi fondi. Attualmente tali risorse sono attribuite dal fondo di solidarietà comunale, anche se è in discussione &#8211; con la prossima legge di bilancio per il 2024 &#8211; l&#8217;assegnazione a un fondo speciale, in coerenza con quanto stabilito in primavera da una <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:71" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza</a> della corte costituzionale. Si tratta di finanziamenti destinati al <strong>potenziamento del trasporto scolastico per i minori con disabilità</strong>, rivolti ai comuni di Sicilia, Sardegna e delle regioni a statuto ordinario.</p>
<div id="5-098-i-comuni-finanziati-dal-fondo-nel-2023" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2023 sono stati <strong>oltre cinquemila i comuni finanziati</strong> con questo scopo, per un importo totale, come già anticipato, di circa 50 milioni di euro. Si tratta di risorse legate a un target di aumento del numero di utenti che usufruiscono del servizio. Perciò, in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, &#8220;dovranno essere restituite in tutto o in parte a seconda dei risultati raggiunti&#8221; (cfr. con <a href="https://www.opencivitas.it/it/elenco-news/obiettivi-di-servizio-2023-asili-nido-e-trasporto-studenti-con-disabilit%C3%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sose</a>).&nbsp;</p>
<p>Anche su questo aspetto, nel disegno di legge di bilancio per il 2024 è previsto un rafforzamento dei meccanismi sanzionatori in caso di mancato utilizzo per le finalità indicate, in coerenza con la <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:71" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza 71/2023</a> della corte costituzionale.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5.098 </span>i comuni finanziati per incrementare il trasporto per studenti disabili.</p>
</section>
<div id="14-373-gli-utenti-aggiuntivi-del-servizio-attraverso-queste-risorse-vai-alla-mappa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Lo stanziamento previsto dal fondo serve a garantire l&#8217;accesso al servizio a <strong>14.373 utenti aggiuntivi</strong>, dagli alunni delle scuole d&#8217;infanzia a quelli delle secondarie di primo grado, distribuiti nei diversi comuni italiani.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-napoli-e-palermo-oltre-1-milione-di-euro-per-il-potenziamento-del-trasporto-scolastico-dei-minori-con-disabilita/">A Napoli e Palermo oltre 1 milione di euro per il potenziamento del trasporto scolastico dei minori con disabilità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-napoli-e-palermo-oltre-1-milione-di-euro-per-il-potenziamento-del-trasporto-scolastico-dei-minori-con-disabilita/">Utenti e risorse aggiuntive per gli obiettivi di servizio sul trasporto studenti con disabilità nei comuni italiani (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_266324_tab1" role="tab" aria-controls="chart_266324_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_266324_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_266324_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-napoli-e-palermo-oltre-1-milione-di-euro-per-il-potenziamento-del-trasporto-scolastico-dei-minori-con-disabilita/">A Napoli e Palermo oltre 1 milione di euro per il potenziamento del trasporto scolastico dei minori con disabilità &#8211; Utenti e risorse aggiuntive per gli obiettivi di servizio sul trasporto studenti con disabilità nei comuni italiani (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_266324_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_266324_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_266324_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_266324_tab3"></p>
<p>I dati sono tratti dagli allegati al protocollo 33713/2023, relativo agli &#8220;<a href="https://www.mef.gov.it/ministero/commissioni/ctfs/documenti/Trasporto-studenti-con-disabilit_-Nota-metodologica-obiettivi-di-servizio-2023.pdf" target="_blank" rel="noopener">obiettivi di servizio trasporto scolastico di studenti disabili e modalità di monitoraggio per la definizione del livello dei servizi offerto per il 2023</a>&#8220;.</p>
<p>Fanno riferimento alle risorse del fondo di solidarietà comunale (Fsc) destinate all’obiettivo di servizio sul trasporto scolastico per gli studenti con disabilità. Le risorse sono destinate ai comuni delle regioni ordinarie, a quelli della Sicilia e della Sardegna. Finora queste risorse sono state attribuite dal fondo di solidarietà comunale, anche se è in discussione &#8211; con la prossima legge di bilancio per il 2024 &#8211; l&#8217;assegnazione a un fondo speciale, in coerenza con quanto previsto dalla <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:71" target="_blank" rel="noopener">sentenza 71/2023</a> della corte costituzionale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Sose                                                                <br />(pubblicati: lunedì 6 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-266324"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-266324" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tali risorse garantiranno il servizio per <strong>410 utenti aggiuntivi a Napoli</strong>. Si tratta del comune che riceve più risorse dal fondo di solidarietà comunale per questo scopo &#8211; 1,4 milioni di euro su 50 totali &#8211; e che pertanto vedrà il maggior incremento in termini assoluti. Seguono <strong>Palermo</strong> (+312 utenti con risorse aggiuntive per quasi 1,1 milioni) e <strong>Catania</strong> (+243 alunni con disabilità serviti, con una spesa di 845.335 euro).</p>
<p>Al quarto e quinto posto, rispettivamente, <strong>Milano</strong> (612mila euro, +176 utenti) e <strong>Roma</strong> (circa 609mila euro e 175 alunni in più).</p>
<p>Nei prossimi anni è prevista una crescita dello stanziamento per il <strong>trasporto scolastico dei minori con disabilità</strong>. Risorse destinate a una funzione chiave, come quella di attuare il<strong> diritto costituzionale all&#8217;istruzione</strong>. Valorizzare al meglio queste risorse, mettendole al servizio di quanto previsto dalle norme nazionali e dalle convenzioni internazionali, rappresenta una priorità per il paese e per le amministrazioni destinatarie dei fondi.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilita_2023/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sulle risorse e gli utenti aggiuntivi  del trasporto per studenti con disabilità sono tratti dall&#8217;<a href="https://www.opencivitas.it/it/elenco-news/obiettivi-di-servizio-2023-asili-nido-e-trasporto-studenti-con-disabilit%C3%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allegato alla nota metodologica</a> della commissione tecnica per i fabbisogni standard, pubblicati da Sose.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/4K2lIP0zc_k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ben White (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-necessario-per-linclusione-dei-minori-con-disabilita/">L&#8217;impegno necessario per l&#8217;inclusione dei minori con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=259486</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'ultima rilevazione internazionale sulle competenze in lettura nelle scuole primarie mostra un quadro di luci e ombre. L'Italia è sopra la media, ma il peggioramento rispetto al pre-Covid è significativo e rimangono ampi i divari territoriali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/">La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra pochi giorni, l&#8217;8 settembre, ricorre la <a href="https://www.unesco.org/en/days/literacy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale dell&#8217;alfabetizzazione</a>. Una giornata istituita dall&#8217;Unesco nel 1967, per ricordare quanto un livello di competenze alfabetiche adeguato sia un<strong> elemento essenziale per l&#8217;effettiva tutela dei diritti umani</strong>.</p>
</p>
<p><div id="chi-ha-carenze-nelle-competenze-alfabetiche-e-piu-vulnerabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Come sottolineato dall&#8217;<a href="https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000382649" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenzia delle Nazioni unite</a>, <strong>chi ha carenze nella lettura</strong>, nella comprensione di un testo e nella scrittura è<strong> più vulnerabile nella gestione di aspetti basici della vita quotidiana</strong>, dal lavoro alla salute. La mancanza di questi strumenti di base espone a situazioni di precarietà e ne amplifica i rischi. Al contrario, un livello di competenze alfabetiche adeguato &#8211; oltre a costituire la base del diritto all&#8217;istruzione &#8211; è anche il <strong>primo presupposto per migliorare la condizione di partenza e <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sradicare la povertà</a></strong>.</p>
</p>
<p>Per questo motivo, <strong>potenziare i risultati nelle competenze alfabetiche è cruciale fin dai primi livelli di istruzione</strong>. Una delle ultime rilevazioni internazionali su questi aspetti ha mostrato una <strong>situazione più favorevole del nostro paese</strong> rispetto ad altri in Ue. Allo stesso tempo, i <strong>divari educativi interni al territorio nazionale sono ancora molto ampi</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia nell&#8217;ultima rilevazione Iea-Pirls</h3>
</p>
<p>Dal 2001, ogni 5 anni, viene condotta un&#8217;indagine che ha come obiettivo <strong>monitorare nel tempo i livelli di apprendimento nei paesi partecipanti</strong>. È promossa da <a href="https://www.iea.nl/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iea</a>, consorzio internazionale che associa istituti di ricerca, agenzie governative e studiosi attivi sui temi dell&#8217;istruzione.</p>
</p>
<p><div id="9-anni-leta-in-cui-gli-studenti-dovrebbero-passare-da-imparare-a-leggere-a-leggere-per-imparare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In particolare di quelli alfabetici, con i <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/index.php?page=pirls2021_it_00" target="_blank" rel="noreferrer noopener">test Pirls</a> (<em>Progress in international reading literacy study</em>). Questa indagine serve a verificare la<strong> capacità degli studenti al quarto anno di scuola</strong> &#8211; da noi la quarta primaria, quindi bambini di 9-10 anni &#8211; <strong>di saper leggere</strong> e <strong>comprendere un testo scritto</strong>. La scelta dell&#8217;età non è casuale. Si tratta di alunni che &#8211; in base al programma di studi &#8211; dovrebbero aver già imparato a leggere negli anni precedenti. E che quindi, a condizioni ordinarie, dovrebbero essere anche in grado di <strong>utilizzare la lettura come strumento per apprendere</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>È tipicamente in questa fase, infatti, che gli studenti passano dall’«imparare a leggere» al «leggere per imparare».</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/index.php?page=pirls2021_it_00" target="_blank">&#8211; Invalsi, L&#8217;indagine Iea-Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>A maggio di quest&#8217;anno sono stati rilasciati i risultati dell&#8217;<a href="https://www.iea.nl/news-events/news/release-pirls-2021-international-report-postponed-2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">edizione 2021 del test</a>. Nonostante il ritardo nella pubblicazione, si tratta dell&#8217;unica indagine internazionale di questo tipo somministrata durante l&#8217;emergenza Covid. Perciò offre una <strong>chiave interpretativa utile per comprendere la condizione educativa degli studenti nella pandemia</strong>.&nbsp;</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7.419 </span>gli alunni di quarta primaria che hanno partecipato ai test Iea-Pirls 2021 In Italia.</p>
</section>
<p><div id="nellultima-rilevazione-internazionale-per-litalia-un-quadro-di-luci-e-ombre" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In questa rilevazione per l&#8217;Italia emerge un <strong>quadro di luci e ombre.</strong> Vi sono una serie di aspetti positivi che meritano di essere sottolineati. Uno di quelli che è <a href="https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2023/05/16/bambini-scuola-primaria-italia-indagine-iea-pirls-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emerso di più anche nel dibattito pubblico </a>è che il punteggio medio italiano (537 punti) è risultato superiore a quello di altri maggiori paesi dell&#8217;Ue. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-lettura-in-quarta-elementare-italia-meglio-di-altri-paesi-ue/">Nella lettura in quarta elementare, Italia meglio di altri paesi Ue</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-lettura-in-quarta-elementare-italia-meglio-di-altri-paesi-ue/">Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iea-Pirls                                                                <br />(pubblicati: martedì 16 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/nella-lettura-in-quarta-elementare-italia-meglio-di-altri-paesi-ue.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259745"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259745" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tuttavia l&#8217;aspetto più interessante è che il nostro sistema educativo, almeno alle elementari, <strong>appare relativamente più equo nei rendimenti</strong>, sempre nel confronto internazionale. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">537 </span>il punteggio medio italiano nel 2021.</p>
</section>
</p>
<p>Il punteggio medio degli alunni del nostro paese (537 punti) è frutto di una media tra i risultati delle oltre settemila bambine e bambini partecipanti. Per il nostro paese la <strong>distanza tra gli estremi della distribuzione </strong>(i migliori e i peggiori, per intendersi) è risultata <strong>più contenuta rispetto ad altri paesi.</strong> </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) i nostri studenti sono infatti caratterizzati da una differenza di punteggio tra gli estremi della distribuzione (219 punti) relativamente contenuta rispetto alla differenza che si rileva in altri Paesi la cui media non si differenzia in modo significativo da quella italiana, come Norvegia, Danimarca, Repubblica Ceca (Paesi nei quali questa differenza è superiore ai 240 punti) e Bulgaria (292 punti)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/documenti/RappNaz/PIRLS2021_RapportoNazionale.pdf" target="_blank">&#8211; Invalsi, Rapporto nazionale Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Una tendenza positiva, che però &#8211; anche come conseguenza della pandemia &#8211; si scontra con un <strong>peggioramento dei risultati</strong> e con <strong>divari territoriali in crescita </strong>rispetto agli anni scorsi.</p>
</p>
<p><div id="537-il-punteggio-dellitalia-nel-2021-meglio-della-media-ma-in-calo-rispetto-al-2016" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli effetti della pandemia sulle competenze alfabetiche</h3>
</p>
<p>La rilevazione ha fatto emergere anche <strong>diverse criticità</strong>. Il punteggio di 537 conseguito in media dall&#8217;Italia consente al nostro paese di posizionarsi al di sopra di altri maggiori paesi Ue, come Francia e Germania, nel 2021. </p>
</p>
<p>Ma la tendenza alimentata dalla pandemia, nel nostro e in altri paesi, indica un<strong> peggioramento delle competenze alfabetiche tra i bambini delle elementari</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">21 su 32 </span>i paesi in calo tra 2016 e 2021. Solo in 3 c&#8217;è stato un miglioramento, in altri 8 la variazione non è stata significativa.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tra 2016 e 2021 l&#8217;Italia ha conseguito un risultato medio di 11 punti inferiore</strong>: da 548 a 537. Tra i maggiori paesi europei <strong>anche la Germania mostra un netto peggioramento</strong> (-13 punti), <strong>mentre per la Francia la variazione non è statisticamente significativa</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Lettura, rendimenti in calo nella prima rilevazione internazionale post-Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione nei maggiori paesi Ue (2001-21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_259747_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Lettura, rendimenti in calo nella prima rilevazione internazionale post-Covid &#8211; Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione nei maggiori paesi Ue (2001-21)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iea-Pirls                                                                <br />(pubblicati: martedì 16 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259747"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259747" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per l&#8217;Italia<strong> il calo nelle competenze alfabetiche ha anche una matrice territoriale</strong>. Sono soprattutto gli studenti dell&#8217;Italia settentrionale ad aver visto un peggioramento tra prima e dopo la pandemia. Nelle scuole del nord-ovest e del nord-est il punteggio medio è calato rispettivamente di -11 e -15 punti tra 2016 e 2021.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e6350061a770d4dc5397fe1a2623d4f6" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Si allargano i divari territoriali nella capacità di lettura e comprensione dei testi.</p>
</section></div>
</p>
<p>Allo stesso tempo, mentre<strong> i punteggi dell&#8217;Italia centro-settentrionale tengono comunque il passo con gli standard internazionali</strong>, quelli del mezzogiorno rimangono molto indietro. Nelle rilevazioni Iea-Pirls 2021, superano i 540 punti le aree del nord-ovest (punteggio medio 550), nord-est (542) e centro (543). <strong>Molto lontani sud </strong>(527) &#8211; la ripartizione territoriale che nella classificazione Invalsi comprende Abruzzo, Campania, Molise e Puglia &#8211; <strong>e sud e isole </strong>(513). Quest&#8217;ultima include Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.</p>
</p>
<p>La<strong> tendenza all&#8217;allargamento di questi divari</strong> appare piuttosto evidente sul lungo periodo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) il gap tra le due aree geografiche che conseguono rispettivamente il risultato migliore (Nord Ovest) e quello più basso (Sud Isole) è oggi triplicato: 36 punti nel 2021 rispetto a 12 punti nel 2006.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/documenti/RappNaz/PIRLS2021_RapportoNazionale.pdf" target="_blank">&#8211; Invalsi, Rapporto nazionale Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="il-problema-principale-restano-i-divari-interni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari interni che restano sulle competenze alfabetiche</h3>
</p>
<p>I dati Iea-Pirls, essendo ricavati da un campione limitato di alunni e scuole, possono ricostruire solo fino a un certo punto l&#8217;ampiezza delle distanze territoriali esistenti nel paese.</p>
</p>
<p>Per questo le <strong>rilevazioni dei test Invalsi</strong>, condotte ogni anno, sono particolarmente preziose, consentendo una maggiore profondità locale. Sebbene il dato comunale abbia comunque dei limiti (viene rilasciato normalmente solo in presenza di almeno 2 plessi oppure 2 istituti per comune) si tratta dell&#8217;informazione con maggiore granularità oggi disponibile in formato aperto.</p>
</p>
<p>Nell&#8217;anno scolastico 2021/22, nelle prove di quinta elementare, è emerso che<strong> i 10 capoluoghi con i punteggi più bassi in italiano erano tutti <strong>situati</strong> nel mezzogiorno</strong>. Si tratta di <strong>Crotone</strong> (181,36), Trapani (187,45), Foggia (187,76), Palermo (188,34), Catania (189,58), Agrigento (190,08), Messina (190,84), Enna (191,40), Napoli (191,88) e Caltanissetta (193,13). <strong>Poco sopra questi valori anche due capoluoghi del centro-nord</strong>: (Prato, 193,17) e Bolzano (193,64).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/">I 10 capoluoghi con i punteggi più bassi in italiano alle elementari sono tutti nel mezzogiorno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/">Punteggio medio nei test Invalsi di italiano (V elementare, a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_259772_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 28 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259772"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259772" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Ai <strong>primi 10 posti per rendimenti nelle competenze alfabetiche</strong> rilevate nei test Invalsi in quinta elementare troviamo invece &#8211; nell&#8217;ordine &#8211; Siena, Teramo, Pavia, Ascoli Piceno, Grosseto, Lucca, Como, Monza, Varese e Avellino. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Friuli+Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d&#8217;Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle competenze in italiano in V primaria è Invalsi.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/photos/ragazzo-libro-lettura-letteratura-5731001/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sabrina Eickhoff</a> (Pixabay)  &#8211; <a href="https://pixabay.com/it/service/terms/">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/">La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 06:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=240471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche dopo la pandemia, l'Italia resta uno dei paesi Ue con più giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione. Un fenomeno che spesso trova origine in basse competenze e apprendimenti da parte di ragazze e ragazzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/">Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ogni paese <strong>le competenze e la vitalità dei giovani</strong> sono con tutta probabilità la risorsa più importante. Non solo per le energie di cui ragazze e ragazzi sono naturalmente portatori, ma anche per il <strong>punto di vista nuovo che sono in grado di offrire</strong> nelle attività di tutti i giorni, nello studio e nel lavoro.</p>
<div id="strillo-testo-block_8215482b50022d70c71c8dd248ea97b5" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I neet sono un vero e proprio spreco di potenziale.</p>
</section></div>
<p>Perciò il fenomeno dei <strong>neet</strong>, giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione &#8211; oltre ad essere una condizione spesso vissuta con disagio da chi la attraversa &#8211; rappresenta anche un<strong> enorme spreco di potenziale</strong>. Ciò è particolarmente vero per un paese come l&#8217;Italia, dove la popolazione invecchia e i giovani diminuiscono. Una tendenza che purtroppo si prevede destinata a consolidarsi nei prossimi anni. Se oggi i residenti con meno di 18 anni sono più di 9 milioni, nel 2050 è possibile che scendano a 7,6 milioni.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-18% </span>i residenti con meno di 18 anni tra 2021 e 2050, in uno scenario di previsione mediano.</p>
</section>
<p>Il <strong>contrasto al fenomeno dei neet assume quindi un <strong>duplice</strong> valore</strong>. In primo luogo, permette di ridurre la marginalità e l&#8217;esclusione sociale, attraverso l&#8217;investimento sulla crescita educativa e personale di chi vi è coinvolto. Come conseguenza, consente di <strong>valorizzare il contributo e le competenze delle nuove generazioni </strong>nello sviluppo del paese.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le politiche di contrasto al fenomeno dei neet dopo il Covid</h3>
<p>Tali necessità non sono più rinviabili nel periodo post-pandemico: il ruolo crescente delle tecnologie rende l&#8217;<strong>investimento sulle competenze improrogabile</strong>. I dati aggiornati al 2022 inoltre mostrano che l&#8217;Italia rimane, anche dopo la pandemia, tra i paesi con più giovani in condizione di neet.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/">In Italia circa un giovane su 5 è neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/">Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_251608_tab1" role="tab" aria-controls="chart_251608_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_251608_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_251608_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 26 Aprile 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251608"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251608" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>A livello europeo e nazionale si possono citare diverse <strong>misure per aumentare le competenze</strong>, così da <strong>contrastare il fenomeno dei neet</strong>. Tra queste, la risoluzione del consiglio dell&#8217;Ue su un <a href="https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/b004d247-77d4-11eb-9ac9-01aa75ed71a1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadro strategico di cooperazione nell&#8217;istruzione e nella formazione</a> per gli anni 2021-30, che ha <strong>aggiornato gli obiettivi di accesso all&#8217;educazione e all&#8217;apprendimento</strong>. </p>
<p>Vi sono inoltre le risorse stanziate per lo sviluppo delle competenze e la riqualificazione, nell&#8217;ambito del Fondo sociale europeo plus (99 miliardi tra 2021 e 2027), quelle per i dispositivi di ripresa e resilienza destinate agli stati membri, nonché i programmi <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Europa digitale</a>, <a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orizzonte Europa</a> ed <a href="https://erasmus-plus.ec.europa.eu/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Erasmus+</a>.</p>
<p>Nel nostro paese, come approfondiremo, le politiche di contrasto al fenomeno dei neet sono state individuate all&#8217;interno di uno specifico <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano nazionale</a>. Questo è finalizzato all&#8217;individuazione, al coinvolgimento e all&#8217;attivazione dei giovani in questa condizione. </p>
<div id="questa-condizione-ha-spesso-origine-in-ritardi-negli-apprendimenti-e-nelle-competenze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_643e4599b078f6c9a535358211b2fdb6" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il 2023 è l&#8217;anno europeo delle competenze.</p>
</section></div>
<p>Oltre agli obiettivi europei e alle misure nazionali va citata la scelta di individuare l&#8217;anno in corso, il 2023, come<strong> <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-year-skills-2023_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anno europeo delle competenze</a></strong>. Un modo per enfatizzare l&#8217;<strong>importanza delle conoscenze e delle competenze nel mondo che cambia</strong>: bassi livelli di apprendimento e abbandono scolastico sono infatti correlati con il rischio di finire nella condizione di neet.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide il fenomeno dei neet in Italia</h3>
<p>Da questo punto di vista emerge come vi siano <strong>due Italie</strong>: una allineata alla media Ue, l&#8217;altra molto distante. Un divario che spesso è riconducibile alla faglia tra centro-nord e mezzogiorno.</p>
<p>Nel 2021 si è trovato <strong>nella condizione di neet il 13,1% dei giovani europei tra 15 e 29 anni</strong>. Una percentuale che nel nostro paese in quell&#8217;anno era superiore di circa 10 punti (23,1%). A fronte di queste medie, alcuni territori si segnalano per la bassa incidenza di giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. Mentre altri, specialmente nel sud continentale e delle isole, hanno superato ampiamente queste medie.</p>
<div id="9-le-province-dove-oltre-il-35-dei-giovani-e-neet-si-trovano-tutte-nel-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9 </span>le province dove oltre il 35% dei giovani è neet. Si trovano tutte nel mezzogiorno.</p>
</section>
<p>In provincia di Caltanissetta è <strong>neet il 46,3% dei giovani di età compresa tra 15 e 29 anni</strong>. Seguono i territori di Taranto, Catania, Napoli, Messina, Palermo, Siracusa, Foggia e Catanzaro, con quote che superano il 35%.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">In provincia di Caltanissetta oltre il 40% dei giovani sono neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_251703_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">In provincia di Caltanissetta oltre il 40% dei giovani sono neet &#8211; Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes dei territori)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251703"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251703" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Dietro questi divari territoriali vi è anche la <strong>diversa incidenza di disuguaglianze sociali</strong>, messa a fuoco anche dal piano nazionale sui neet. </p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Pur essendo molteplici i fattori che possono determinare la permanenza dei giovani nella condizione di Neet, quelli che, generalmente, vengono indicati come i principali fattori di rischio sono: − avere un livello basso di rendimento scolastico; − vivere in una famiglia con basso reddito; − provenire da una famiglia in cui un genitore ha sperimentato periodi di disoccupazione; − crescere con un solo genitore; − essere nato in un Paese fuori dell’UE; − vivere in una zona rurale; − avere una disabilità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf#page=11" target="_blank">&#8211; Piano nazionale Neet 2022</a>
									            </div>
</section>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">24% </span>il tasso di abbandono tra i figli dei non diplomati. La quota si riduce al<br />
5,5% tra i figli di genitori con il diploma e all’1,9% tra i figli dei laureati.</p>
</section>
<div id="le-province-con-piu-neet-tendono-a-coincidere-con-quelle-con-basse-competenze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Un aspetto da non sottovalutare è l&#8217;<strong>impatto delle competenze inadeguate</strong> sulla condizione di ragazze e ragazzi. Le province con più neet tendono a coincidere con quelle dove gli apprendimenti sono più bassi, come testimoniato dalle prove Invalsi di competenza in italiano. I 15 territori con più studenti che in terza media hanno conseguito competenze inadeguate nel 2021, in 10 casi sono anche ai primi posti per quota di neet.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze/">I territori con più neet sono spesso quelli con basse competenze</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze/">Confronto tra la percentuale di neet e la quota di studenti con competenze inadeguate, per provincia (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_251740_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat e Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251740"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251740" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Per approfondire anche a livello locale questa relazione, è interessante <strong>focalizzarsi sulle 10 province con più giovani neet nel 2021</strong>. Si tratta, nell&#8217;ordine, di Caltanissetta (46,3% nel 2021), Taranto (38,3%), Catania (38,1%), Napoli (37,4%), Messina (37,3%), Palermo (36,8%), Siracusa (36,5%), Foggia (35,8%), Catanzaro (35,6%) e Agrigento (34,7%).</p>
<div id="questa-tendenza-si-riscontra-anche-a-livello-comunale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel territorio nisseno, ad esempio, sono 4 i comuni per cui è disponibile il risultato Invalsi.  In tutti la quota di ragazzi di III media che si attestavano nei livelli 1 e 2 in italiano è stata superiore al 40%. Tuttavia, mentre 2 si sono collocati poco sopra tale soglia (40,6% a Mussomeli, 43,4% nel capoluogo), negli altri 2 comuni la percentuale è risultata molto più elevata: Gela (58%) e Niscemi (64,1%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Gli apprendimenti in terza media, comune per comune, nelle 10 province con più neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Percentuale di studenti aI livello 1 e 2 (i più bassi) nei test Invalsi di italiano (III media, a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_251796_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Gli apprendimenti in terza media, comune per comune, nelle 10 province con più neet &#8211; Percentuale di studenti aI livello 1 e 2 (i più bassi) nei test Invalsi di italiano (III media, a.s. 2021/22)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 28 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251796"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251796" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Esempi analoghi possono essere fatti anche per le altre realtà locali individuate, e non solo. Come si osserva dalla mappa, <strong>anche in territori del centro-nord dove il fenomeno dei neet è mediamente meno diffuso, vi sono comuni dove la quota di studenti con bassi livelli di apprendimento appare molto elevata</strong>. Un esempio di come l&#8217;intervento sugli apprendimenti vada considerato strategico per prevenire il fenomeno.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di attuare il piano nazionale sui neet</h3>
<p>Investire sulla qualità degli apprendimenti e sulle competenze è la principale strategia per ridurre l&#8217;incidenza dei neet sul medio e lungo termine. Nell&#8217;immediato è comunque cruciale anche intervenire a supporto di chi si trova in questa condizione. </p>
<p>Da questo punto di vista, il piano nazionale sui neet identifica <strong>due criticità</strong> principali. La prima consiste proprio nell&#8217;<strong>emersione del fenomeno</strong>. Non è semplice infatti intercettare i molti giovani disposti a lavorare ma che non sono attivamente alla ricerca di un&#8217;occupazione, e che quindi restano al di fuori dei tradizionali circuiti formativi e di avviamento al lavoro. Specialmente se provengono da situazioni di svantaggio.</p>
<p>L&#8217;altra, specifica del nostro paese, è la frammentazione dei servizi e l&#8217;incapacità di offrire una risposta unitaria.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) l’eccesso di segmentazione e differenziazione di servizi rivolti ai giovani (sportelli, servizi informativi, formativi, di orientamento, di consulenza, di collocamento etc.) unita alla frammentazione su diversi livelli di governo (comunale, provinciale, regionale, nazionale, europeo), produce un effetto di disorientamento, oltre che una dispersione di energie e risorse pubbliche.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf#page=11" target="_blank">&#8211; Piano nazionale Neet 2022</a>
									            </div>
</section>
<p>La<strong> sfida del piano è proprio coordinare l&#8217;insieme di soggetti e servizi che si occupano a vario titolo della questione</strong>, attraverso percorsi di co-progettazione tra il dipartimento per le politiche giovanili, i comuni (attraverso Anci), le organizzazioni attive e i loro partner istituzionali (comuni e altri enti pubblici).</p>
<p>Dare attuazione a questo approccio, senza ridurre l&#8217;attenzione rivolta dal piano alla mappatura dei neet e delle migliori pratiche, è la premessa per intervenire in modo efficace su un fenomeno che troppo spesso resta sommerso.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli apprendimenti sono di fonte Invalsi.</p>
<p>Foto: <a href="https://images.all4ed.org/female-student-in-high-school-math-class" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Allison Shelley per EDUimages</a> &#8211; <a href="https://images.all4ed.org/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/">Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lento ritorno al museo nel post-pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-lento-ritorno-al-museo-nel-post-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=232211</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2021 sono tornate ad aumentare le visite ai musei ma siamo ancora lontani dai livelli pre-pandemici, soprattutto per i minori. Solo il 41% delle strutture ha svolto laboratori e percorsi tematici dedicati a bambini, ragazzi e scolaresche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-lento-ritorno-al-museo-nel-post-pandemia/">Il lento ritorno al museo nel post-pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La pandemia ha comportato un vero e proprio<strong> crollo negli accessi ai musei</strong>, così come sulle altre attività culturali che richiedono la presenza fisica. </p>
</p>
<p>Prima dell&#8217;emergenza Covid, nel 2019, si era raggiunto il picco di visitatori. Le strutture censite dall&#8217;indagine Istat, sia pubbliche che private, in quell&#8217;anno avevano sfiorato i <strong>130 milioni di ingressi</strong>. I soli musei statali nel biennio 2018-19 avevano totalizzato 55 milioni di visite.</p>
</p>
<p><div id="con-la-pandemia-sono-crollate-le-visite-al-museo-nel-2021-la-prima-inversione-di-tendenza-anche-se-siamo-lontani-dai-livelli-pre-covid" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Numeri crollati in conseguenza delle restrizioni seguite all&#8217;emergenza: nel 2020 visitatori sono stati circa <strong>36 milioni</strong> (13 considerando solo le strutture statali). <strong>Nel 2021 si registra una prima inversione di tendenza</strong>. </p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>Le riaperture parziali, unite al progressivo allentamento delle misure e al ritorno del turismo, hanno riportato il numero di visite sopra la soglia dei <strong>48 milioni nel 2021</strong>. Oltre un terzo in più dell&#8217;anno precedente, anche se per adesso siamo molto <strong>lontani dai livelli pre-pandemici</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-i-visitatori-dei-musei-aumentano-del-35-rispetto-al-2020/">Nel 2021 i visitatori dei musei aumentano del 35% rispetto al 2020</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-i-visitatori-dei-musei-aumentano-del-35-rispetto-al-2020/">Numero di visitatori di musei e istituti similari (2011-2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_232304_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_232304_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-i-visitatori-dei-musei-aumentano-del-35-rispetto-al-2020/">Nel 2021 i visitatori dei musei aumentano del 35% rispetto al 2020 &#8211; Numero di visitatori di musei e istituti similari (2011-2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 21 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/nel-2021-i-visitatori-dei-musei-aumentano-del-35-rispetto-al-2020.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-232304"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-232304" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Queste cifre testimoniano <strong>l&#8217;impatto dell&#8217;emergenza sulla vita culturale </strong>delle persone. Un tema particolarmente delicato soprattutto per bambine e bambini, ragazzi e ragazze che attraversano l&#8217;età della formazione. A maggior ragione perché è proprio tra i minori che la fruizione effettiva dei musei è diminuita di più.</p>
</p>
<p><div id="oltre-il-50-degli-adolescenti-visitava-musei-prima-della-pandemia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanti sono i minori che visitano musei e mostre</h3>
</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno prima della pandemia, <strong>bambini e ragazzi erano i maggiori fruitori di musei e mostre</strong>. </p>
</p>
<p>Nel <strong>2019 oltre la metà dei residenti tra 11 e 17 anni aveva dichiarato di averli visitati</strong>. Tra quelli compresi tra 6 e 10 anni la quota era poco inferiore (46,8%), facendo dei minori la fascia demografica che di gran lunga visitava di più musei, monumenti, mostre, aree archeologiche. Verosimilmente anche grazie ad esperienze organizzate in ambito scolastico.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">53,4% </span>i minori tra 11 e 14 anni che avevano visitato musei nel 2019. Molto più della media della popolazione (31,8%).</p>
</section>
<p><div id="il-calo-di-accessi-seguito-al-covid-ha-colpito-molto-di-piu-i-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Con la pandemia, è proprio tra i minori che la fruizione è diminuita di più</strong>. Tra 11 e 14 anni è passata dal 53,4% all&#8217;8,8%, tra i 15-17enni da 50,8% a 8,4%. Un calo quindi di <strong>oltre 40 punti percentuali nell&#8217;arco di un biennio</strong>. La terza fascia d&#8217;età con la diminuzione più importante è quella dei bambini tra 6 e 10 anni (-38,9 punti).</p>
</p>
<p>Nel progressivo ritorno alla normalità, affrontare la questione è quanto mai urgente per la <strong>formazione educativa e culturale delle giovani generazioni</strong>. Diventa quindi rilevante capire quanti musei siano oggi maggiormente attrezzati per tale sfida.</p>
</p>
<p><div id="411-i-musei-che-hanno-svolto-laboratori-didattici-nel-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta di laboratori e percorsi didattici nei musei italiani</h3>
</p>
<p>In media, circa <strong>4 musei su 10</strong> in Italia svolgono attività specificamente dedicate ai minori. Nel 2021 il 41,1% delle strutture ha proposto <strong>laboratori didattici</strong> rivolti a bambini, ragazzi e scolaresche. Più o meno la stessa quota (41,4%) di quelli che dispongono di <strong>percorsi tematici o didattici</strong> destinati ai più piccoli. </p>
</p>
<p>Nella provincia autonoma di <strong>Trento</strong> e in <strong>Lombardia</strong> oltre la metà dei musei ha svolto laboratori (59,8% nella prima, 53,9% nella) e dispone di percorsi per la fruizione dei minori (rispettivamente il 58,5% e 50,7%). </p>
</p>
<p>Oltre a quelle citate, le altre<strong> regioni con più musei adeguati alle esigenze educative dei minori </strong>sono <strong>Emilia Romagna</strong>, <strong>Umbria</strong> e <strong>Toscana</strong>, dove oltre il 45% delle strutture ha laboratori e percorsi didattici specifici. Percentuali da cui sono molto lontani altri territori, nel mezzogiorno e non solo. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 5 </span>i musei siciliani che offrono laboratori didattici per minori e scolaresche.</p>
</section>
</p>
<p>La <strong>Sicilia</strong> è la regione in cui meno strutture dichiarano l&#8217;offerta di laboratori (21,8%) e percorsi didattici (23,2%). I laboratori sono presenti in meno di un terzo dei musei di <strong>Campania</strong> (31,7%), <strong>Basilicata</strong> (31,0%), <strong>Molise</strong> (29,4%), provincia autonoma di <strong>Bolzano</strong> (28,7%) e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> (28,3%). Così come meno di una struttura su 3 dispone di percorsi didattici in Molise (32,4%), Abruzzo (31%), Basilicata (28,6%), Valle d&#8217;Aosta (26,1%), oltre che nella già citata Sicilia.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Divari territoriali nella fruibilità dei musei per bambini e ragazzi</h3>
</p>
<p>Sul territorio, le differenze si riscontrano anche in base alla <strong>centralità del comune</strong>. I musei dei comuni polo, le città baricentriche in termini di servizi, sono più dotati di laboratori (50%) e percorsi tematici per i minori (49,8%). </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi approfondire cosa sono poli e comuni periferici<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="in-5-capoluoghi-meno-del-15-dei-musei-hanno-svolto-laboratori-didattici-nel-2021-caserta-enna-imperia-salerno-e-ragusa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Man mano che ci si<strong> allontana dai centri principali l&#8217;offerta didattica</strong> rivolta a bambini, ragazzi e scuole <strong>diminuisce</strong> drasticamente. Nei <strong>comuni periferici</strong>, territori da cui servono 40 minuti per raggiungere il polo più vicino, solo il 34,1% dei musei è adeguato alle esigenze educative dei minori. In quelli <strong>ultraperiferici</strong> la quota scende al 31,5%. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-la-meta-dei-musei-svolge-attivita-per-i-minori-in-quelli-periferici-sono-1-su-3/">Nelle città polo la metà dei musei svolge attività per i minori, in quelli periferici sono 1 su 3</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-la-meta-dei-musei-svolge-attivita-per-i-minori-in-quelli-periferici-sono-1-su-3/">Numero di musei ogni 10.000 abitanti 0-17 anni e percentuale che ha svolto laboratori didattici (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_233295_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-la-meta-dei-musei-svolge-attivita-per-i-minori-in-quelli-periferici-sono-1-su-3/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/nelle-citta-polo-la-meta-dei-musei-svolge-attivita-per-i-minori-in-quelli-periferici-sono-1-su-3.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 9 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/nelle-citta-polo-la-meta-dei-musei-svolge-attivita-per-i-minori-in-quelli-periferici-sono-1-su-3.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-233295"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-233295" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Allo stesso tempo, nonostante in media circa la metà dei musei nei poli disponga di un&#8217;offerta didattica rivolta ai minori, il<strong> dato non è omogeneo tra tutte le città</strong>.</p>
</p>
<p>Tra i capoluoghi vi sono infatti 10 città in cui tutti i musei dichiarano di aver svolto nel 2021 <strong>laboratori didattici in presenza, rivolti specificamente a bambini, ragazzi e scolaresche</strong>. Si tratta di Chieti, Cremona, Foggia, Frosinone, Isernia, Vibo Valentia, Rovigo, Sondrio, Verbania e Vercelli. Anche la toscana Prato è sopra il 90%, mentre<strong> in 5 capoluoghi meno del 15% dei musei hanno svolto laboratori</strong>: Caserta, Enna, Imperia, Salerno e Ragusa.</p>
</p>
<p>Anche tra le città più popolose vi sono forti differenze. Se consideriamo le 10 dove vivono più bambini e ragazzi, <strong>a Torino e Bologna oltre il 70% dei musei svolge laboratori</strong> didattici, mentre in 2 capoluoghi siciliani &#8211; Palermo e Catania &#8211; la percentuale è molto inferiore. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici/">Torino e Bologna sono le grandi città con più musei che svolgono laboratori didattici</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici/">Percentuale di musei che hanno svolto laboratori didattici per bambini, ragazzi e scolaresche nelle 10 città dove vivono più minori (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_233334_tab1" role="tab" aria-controls="chart_233334_tabpanel1"
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<div id="chart_233334_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_233334_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici.png" placeholder ></amp-img></p>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici/">Torino e Bologna sono le grandi città con più musei che svolgono laboratori didattici &#8211; Percentuale di musei che hanno svolto laboratori didattici per bambini, ragazzi e scolaresche nelle 10 città dove vivono più minori (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 9 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/torino-e-bologna-sono-le-grandi-citta-con-piu-musei-che-svolgono-laboratori-didattici.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-233334"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-233334" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel capoluogo regionale siciliano si attesta al 25%, mentre a Catania al 18,2%. In diverse grandi città la quota di musei che hanno svolto laboratori didattici nel 2021 sono circa la metà del totale. Tra queste Bari (55,6%), Genova (53,3%), Milano (47,9%) e Firenze (45,3). La percentuale si colloca attorno al 40% a Napoli e Roma.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2021_lab_didattici/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sui musei sono stati elaborati a partire dai microdati dall&#8217;indagine Istat relativa al 2021.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/nqj3ncOPS0g" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aaina Sharma (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-lento-ritorno-al-museo-nel-post-pandemia/">Il lento ritorno al museo nel post-pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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