Le zone d’ombra su indennità e rimborsi ricevuti dai parlamentari

Passato il referendum costituzionale, si apre la partita della riforma dei regolamenti parlamentari. Una riforma ampia in cui è onecessario che rientri anche una maggiore trasparenza sulle indennità percepite dagli eletti.

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Il Fatto Quotidiano 29 Settembre 2020

Il Fatto Quotidiano ha ripreso dati e analisi del nostro approfondimento “Non conosciamo l’indennità esatta di ciascun parlamentare“.

Superato il referendum costituzionale, è necessario tornare a parlare della riforma dei regolamenti parlamentari. Una partita complessa che riguarderà la modifica di almeno 47 articoli tra i regolamenti di camera e senato.

Uno dei principali argomenti portati nella discussione sulla riduzione del numero dei parlamentari era la riduzione dei costi della politica. Oggi però non esistono dati certi sugli emolumenti di ciascun parlamentare.

Quello che viene comunemente definito come lo “stipendio” del parlamentare è in realtà la somma di importi di natura ed entità diverse. A grandi linee abbiamo: l’indennità vera e propria, l’indennità di funzione, la diaria per le spese di soggiorno a Roma, i rimborsi per l’attività politica sul territorio e altre spese (trasporti, telefono ecc.). Su tutti questi importi, gli elettori hanno diritto di avere la massima trasparenza.

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