I ritardi del piano nazionale di ripresa e resilienza

Con la caduta dell’esecutivo e il voto il 25 settembre, non è chiaro come procederà l’attuazione del Pnrr. A partire dalle scadenze da conseguire tra luglio e settembre, nel trimestre in corso. Ne parla Il Manifesto citando i dati del nostro osservatorio sul piano.

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Il Manifesto 31 Agosto 2022

Sul Manifesto di oggi viene pubblicato un articolo sull’allarme per i ritardi che potrebbero esserci nella realizzazione di riforme e investimenti nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

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Il Pnrr è oggetto di nostri numerosi approfondimenti e di un monitoraggio costante attraverso la piattaforma OpenPNRR, lanciata lo scorso maggio alla camera dei deputati.

Lo scorso 1 luglio è iniziato il terzo trimestre del 2022. Questo significa che il governo italiano è tenuto a completare, entro la fine di settembre, le nuove scadenze previste dal piano.

Sono 4 le scadenze europee da conseguire in questo trimestre, poi sottoposte alla verifica dell’Ue.

A queste 4 si aggiungono 26 scadenze tra quelle del fondo complementare e quelle del Pnrr di rilevanza italiana, entrambe escluse dai controlli della commissione. Senza dimenticare gli interventi in ritardo, sia europei che italiani, che andavano completati in trimestri precedenti. In ogni caso va sottolineato che l’arco temporale luglio-settembre è il meno carico di impegni di tutto il 2022.

 

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