Com’è organizzato il ministero dell’economia e delle finanze

Il ministero dell’economia e delle finanze è la struttura che svolge le funzioni di indirizzo e di regia della politica economica e finanziaria. Per questo la sua azione riguarda tutti i ministeri e più in generale le articolazioni dello stato.

Definizione

Il ministero dell’economia e delle finanze (Mef) è una struttura che negli anni ha visto crescere il proprio ruolo sia in termini politici che di competenze burocratico-amministrative. È solo nel 1999 infatti che il ministero ha assunto la forma attuale, almeno a grandi linee, assorbendo le competenze di più dicasteri.

Al ministero sono trasferite con le inerenti risorse, le funzioni dei ministeri del tesoro, bilancio e programmazione economica e delle finanze.

Ad oggi quindi il Mef riveste responsabilità in 5 principali settori. La programmazione economica e finanziaria, la politica economica e finanziaria, la gestione del bilancio dello stato, le politiche fiscali e gli affari generali e del personale del ministero stesso.

Tali competenze sono esercitate tramite i 4 dipartimenti di cui si compone il ministero. Il Mef infatti è uno dei 7 dicasteri previsti dalla legge che hanno adottato una organizzazione articolata per strutture dipartimentali.

Ciascun ministero può essere organizzato o in direzioni generali o in dipartimenti. In questo secondo caso non è prevista la figura del segretario generale e a ciascun dipartimento fanno capo delle direzioni o degli uffici come strutture amministrative di secondo livello. Vai a "Come sono organizzati i ministeri"

Tra questi il dipartimento del tesoro svolge attività di supporto alle scelte di politica economica del governo, elabora le strategie macroeconomiche e i documenti programmatici. Al suo interno è organizzato attraverso 7 direzioni e due servizi.

La ragioneria generale dello stato invece ha funzioni di coordinamento delle politiche di bilancio e di verifica degli andamenti di finanza pubblica. È articolata in 9 ispettorati generali, negli uffici centrali del bilancio istituiti presso ciascun ministero e nelle ragionerie territoriali dello stato presenti in ciascuna regione.

Il dipartimento delle finanze è articolato in 6 direzioni e svolge le funzioni relative al sistema fiscale e tributario, incluso il coordinamento con la guardia di finanza. Il dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi infine è organizzato attraverso 5 direzioni e si occupa delle risorse umane del ministero, della sua organizzazione e del suo sistema informativo.

Il Mef inoltre detiene quote delle principali società partecipate e sempre al ministero spetta il compito di vigilare su alcuni enti, agenzie e autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge. Tra questi si trovano ad esempio le agenzie fiscali.

Le agenzie fiscali sono quattro agenzie strumentali del Mef create per svolgere compiti di carattere tecnico operativo di interesse nazionale. Vai a "Che cosa sono le agenzie fiscali e chi le guida"

La guardia di finanza infine dipende direttamente dal ministro per le finanze, cui spetta il compito di proporre al consiglio dei ministri la persona che andrà a ricoprire il ruolo di comandante generale del corpo (legge 59/1959).

Quanto agli uffici di diretta collaborazione del ministro, sono organizzati in modo del tutto simile agli altri ministeri. Con un capo di gabinetto, nominato anche tra personale esterno alla pubblica amministrazione purché disponga delle qualifiche necessarie, che coordina l’attività di tutti gli uffici. Del personale è previsto inoltre anche per gli uffici dei sottosegretari e, in caso di nomina, del viceministro.

Gli uffici di diretta collaborazione sono strutture preposte ad aiutare ciascun ministro a svolgere l’attività di indirizzo politico-amministrativo del dicastero che dirige. Vai a "Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri"

Dati

A capo dei 4 dipartimenti siedono altrettanti capi dipartimento, nominati direttamente dal ministro seguendo il principio dello spoils system.

Il ministro dell’economia Franco, in virtù del meccanismo dello spoils system, ha nominato i 4 capi dipartimento del ministero dell’economia e delle finanze (Mef). Tutti e 4 i capi dipartimento tuttavia ricoprivano quello stesso incarico anche in precedenza, in alcuni casi anche da molti anni. Lo stesso Franco prima di diventare direttore generale di Banca d’Italia è stato ragioniere generale dello stato sotto 4 diversi governi. Il presidente del consiglio Mario Draghi invece, prima di diventare governato della banca d’Italia e della banca centrale europea ha ricoperto l’incarico di capo del dipartimento del tesoro.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Ottobre 2021)

Oltre a questi sono altri 61 i dirigenti di prima fascia del ministero, distribuiti tra i dipartimenti e gli uffici di diretta collaborazione.

65 i dirigenti di prima fascia del ministero dell'economia e delle finanze.

In particolare è presso la ragioneria che si trovano più della metà di questi dirigenti. D'altronde, come abbiamo visto, questo dipartimento è articolato in diverse strutture sia centrali che periferiche.

FONTE: regolamento organizzativo del ministero dell'economia e delle finanze
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Ottobre 2021)

Com'è logico inoltre è proprio dal Mef che passano la maggior parte dei fondi stanziati in legge di bilancio. In alcuni casi però è in un secondo momento che il Mef ridistribuisce questi fondi ai diversi ministeri, o ad altri organi, per la realizzazione di compiti specifici.

€ 730 mld gli importi attribuiti al ministero delle finanze nella legge di bilancio per il 2021.

FONTE: elaborazione openpolis su dati dipartimento della ragioneria generale dello stato.
(ultimo aggiornamento: giovedì 22 Luglio 2021)

Analisi

Da alcuni anni il ruolo del ministro dell'economia è diventato sempre più importante. Non a caso gli ultimi due presidenti del consiglio comunemente indicati come "tecnici" hanno mantenuto un controllo più o meno diretto su questo dicastero. Monti infatti mantenne per sé questa delega per quasi un anno, per poi assegnarla a Vittorio Grilli che fino a quel momento aveva assunto l'incarico di viceministro. In precedenza aveva ricoperto più volte il ruolo di capo del dipartimento del tesoro e prima ancora anche di ragioniere generale dello stato.

Mario Draghi invece non ha mai assunto l'interim all'economia, ma a questo ministero ha assegnato fin da subito un tecnico di alto profilo e di sua fiducia, ovvero Daniele Franco.

Franco è stato a lungo ragioniere generale dello stato. Prima di ricevere la nomina a ministro però ricopriva il ruolo di direttore generale di Banca d'Italia, istituzione guidata da Mario Draghi tra il 2005 e il 2011 e all'interno della quale in quegli anni Franco ha assunto varie posizioni di rilievo.

È bene ricordare inoltre che lo stesso Draghi prima di diventare presidente della banca d'Italia ha ricoperto per diversi anni un ruolo di vertice al Mef, come capo del dipartimento del tesoro (1991-2001).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Ottobre 2021)

Se durante il governo Monti la centralità di questo dicastero era strettamente legata alla fase di crisi economica che stava attraversando il nostro paese, oggi questa struttura ha assunto un ruolo fondamentale nella gestione e nel controllo delle risorse destinate al piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Con il decreto 77/2021 infatti sono stati istituiti presso la ragioneria generale dello stato sia il servizio centrale per il Pnrr, che è responsabile della gestione del fondo di rotazione del Next generation Eu e dei flussi finanziari che ne derivano, sia l'ufficio di audit del Pnrr. Quest'ultimo è un organo che opera in una posizione di indipendenza funzionale rispetto alle strutture coinvolte nella gestione del Pnrr con lo scopo di verificare la qualità e la completezza dei dati di monitoraggio, oltre a valorizzare e sviluppare iniziative di trasparenza e partecipazione.

Per garantire il corretto andamento del Pnrr il governo ha messo in piedi una complessa struttura di governance per monitorare i progetti e risolvere eventuali criticità. Vai a "Come funziona la governance del Pnrr"

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