Le sezioni primavera e la carenza di asili nido al sud #conibambini

Dove mancano i nidi, la domanda di anticipi nelle scuole dell’infanzia è molto più forte. Le sezioni primavera permettono l’iscrizione dei bambini di 2-3 anni alla scuola dell’infanzia in un contesto idoneo alla loro età.

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Nonostante una domanda che esiste, in tante aree del paese l’offerta di asili nido è ancora carente, oppure manca del tutto. Anche per far fronte alla necessità di asili in questi territori, oltre 10 anni fa furono introdotte le sezioni primavera. Sono classi delle scuole dell’infanzia destinate ai bambini tra 2 e 3 anni. Possono eventualmente anche essere aggregate ai nidi.

Danno la possibilità ai bambini più piccoli di iscriversi evitando l’inserimento in un contesto – quello della scuola pre-primaria – che per un bimbo con meno di 3 anni non sarebbe idoneo.

Un servizio fondamentale, specie dove mancano i nidi

Si tratta quindi di un’offerta di servizi per la prima infanzia da monitorare attentamente. Primo, perché la presenza di posti nelle sezioni primavera concorre al raggiungimento dell’obiettivo di Barcellona, su cui il nostro paese resta ancora indietro.

24,7 posti nei servizi prima infanzia ogni 100 bimbi 0-2 anni, rispetto al target del 33%.

Secondo, perché anche si tratta di un servizio nato come sperimentale, nell’esigenza di supplire alle carenze di asili nido nel paese, è stato successivamente integrato a pieno titolo nel sistema dei servizi educativi prima infanzia dal decreto legislativo 65/2017 :

I servizi educativi per l’infanzia sono articolati in:
a) nidi e micronidi che accolgono le bambine e i bambini tra tre e trentasei mesi di età (…);
b) sezioni primavera (…) che accolgono bambine e bambini tra ventiquattro e trentasei mesi di eta’ e favoriscono la continuit del percorso educativo. Esse rispondono a specifiche funzioni di cura, educazione e istruzione con modalità adeguate ai tempi e agli stili di sviluppo e di apprendimento delle bambine e dei bambini nella fascia di eta’ considerata. Esse sono aggregate, di norma, alle scuole per l’infanzia statali o paritarie o inserite nei poli per l’infanzia;
c) servizi integrativi (…)

Tenere conto delle esigenze dei più piccoli

Proprio per questa ragione, il rapporto di monitoraggio sui servizi socio-educativi ha indicato tra le priorità nello sviluppo del sistema quella di potenziare le sezioni primavera. Un’offerta che può essere complementare a quella dei nidi, ma solo a condizione di rispettare le specifiche esigenze dei bambini più piccoli

(…) i quali devono aver garanzie di essere accolti in un contesto pensato e progettato in modo adeguato alla loro età.

Ovviamente con un presupposto: potenziare parallelamente anche i servizi nido per i bambini tra 3 mesi e 3 anni. Specie nei territori dove oggi mancano, a partire dal mezzogiorno.

Gli obiettivi europei e nazionali fissano come target il raggiungimento della quota di 33 posti in asili nido e servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, tra cui nidi in contesto domiciliare (come nidi di famiglia o tagesmutter).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Il ruolo delle sezioni primavera dove mancano i nidi

Dove i servizi prima infanzia sono meno presenti, sono generalmente le scuole dell'infanzia, destinate ai bambini tra 3 e 5 anni, a supplire alla domanda di questi servizi.

Un aspetto messo chiaramente in luce dai rapporti di monitoraggio è l'elevata quota di anticipi nel mezzogiorno, l'area del paese dove i servizi prima infanzia sono più carenti.

Il dato presentato è stato raccolto da Istituto degli Innocenti, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia, ed è parte del monitoraggio del piano di sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Monitoraggio Piano Nidi
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2016)

 

Ciò produce una spaccatura in termini di welfare nel paese. Con il nido che

(...) costituisce la parte prevalente del sistema delle opportunità nell’Italia del nord e del centro

Mentre nel mezzogiorno il modello di offerta è invertito. Sono in molti casi le scuole dell'infanzia, perlopiù statali, a supplire alla domanda presente sul territorio, e il motivo è strettamente legato alla carenza di asili nido.

9,6% dei posti nei servizi prima infanzia in Italia è offerto dalle sezioni primavera delle scuole d'infanzia.

Un dato che cambia da regione a regione, confermando la diversità tra l'offerta del sud Italia, da una parte, e quella del centro e nord dall'altra.

Le sezioni primavera delle scuole dell’infanzia offrono un servizio educativo ai bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni. I dati mostrano, in percentuale, quanti dei posti di tutti i servizi educativi per l’infanzia sono offerti dalle sezioni primavera.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

In Campania e in Puglia, oltre 1 posto su 4 nei servizi prima infanzia è offerto dalle sezioni primavera, entrambe con una quota di circa 27%. Percentuali ancora più alte sono quelle di Basilicata (35,7%) e Molise (72,9%). Al contrario, nelle regioni del centro e del nord le sezioni primavera hanno un ruolo meno incisivo.

Le sezioni primavera sul territorio

Considerando la centralità dei servizi prima infanzia nella vita quotidiana delle famiglie, è importante che essi siano diffusi in modo capillare sul territorio. Per verificarlo, i dati regionali non bastano, è necessaria un'analisi a livello comunale.

Questo vale anche per le sezioni primavera, per capire il ruolo che ricoprono nei vari territori, all'interno dell'offerta complessiva.

I comuni nella tonalità più chiara di verde sono quelli che non hanno le sezioni primavera. Le sezioni primavera delle scuole dell’infanzia offrono un servizio educativo ai bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni. I dati mostrano quanti, dei posti di tutti i servizi educativi per l’infanzia, sono offerti dalle sezioni primavera. Non sono disponibili i dati comunali sulla Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

I comuni dove le sezioni primavera contribuiscono di più all'offerta dei servizi per la prima infanzia si concentrano nel mezzogiorno. In particolare in Puglia e Molise, dove è il 30% degli enti locali ad avere questo servizio. Tra i territori del nord invece, dove le sezioni primavera sono in media meno diffuse, spiccano i comuni del Veneto e dell'Emilia Romagna.

Complessivamente, tale servizio riguarda comunque solo una parte dei comuni italiani.

1 su 7 circa, i comuni dove sono presenti le sezioni primavera.

Al fine di un confronto comunale tra nord, centro e sud del paese, abbiamo considerato i dati relativi ad asili nido e sezioni primavera delle città più popolose del paese.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

La maggiore diffusione nel mezzogiorno del servizio delle sezioni primavera si conferma anche nel confronto tra le grandi città. A Bari, Messina, Palermo e Napoli oltre il 15% dei posti in asili nido è coperto dalle sezioni primavera. L'unica eccezione è rappresentata da Catania, dove tale servizio risulta assente.

Sviluppi futuri delle sezioni primavera

In un paese dove gli asili nido sono ancora carenti, specialmente nel mezzogiorno, le sezioni primavera possono avere un ruolo importante come servizio per la prima infanzia. Per questo motivo monitorarne la presenza sul territorio è fondamentale. Così come sottolineare che tale servizio ha dei requisti a cui corrispondere, indicati dall'accordo quadro del 2013 tra il governo e le amministrazioni locali. Dalla presenza di spazi idonei al rapporto numerico educatori-bambini, dall'orario flessibile alla dimensione contenuta del gruppo.

Importante è anche la specificità di tali progetti, cioè la funzione di raccordo che svolgono tra asilo nido e scuola dell'infanzia. Un ruolo essenziale nella prospettiva di integrare i servizi educativi in un percorso di continuità per la fascia di bambini dagli 0 ai 6 anni, come indicato dal decreto legislativo 65/2017.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sugli asili nido e servizi prima infanzia è Istat.

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