Le città al voto e le spese per ordine pubblico e sicurezza Bilanci dei comuni

Tra poco più di un mese si rinnoveranno i consigli di quasi mille comuni italiani. I bilanci comunali sono uno strumento importante per valutare le politiche pubbliche delle amministrazioni.

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Quasi mille comuni italiani andranno al voto il prossimo giugno. Si tratta di un appuntamento da sempre molto sentito tra la popolazione, dal momento che gli enti di prossimità incidono molto sulla vita delle comunità. Per questo, l’analisi dei bilanci comunali può essere utile a valutare le politiche pubbliche delle amministrazioni.

979 i comuni al voto a giugno 2022

La popolazione complessiva interessata è pari circa a 10,27 milioni, il 17,4% degli italiani. Tra i comuni al voto, 757 appartengono a regioni a statuto ordinario mentre 222 a regioni a statuto speciale. Le amministrative si terranno in 26 capoluoghi di provincia di cui 4 di regione: Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo. I comuni superiori a 15mila abitanti, per i quali è previsto un eventuale ballottaggio, sono 143.

La mappa mostra tutti i comuni dove avranno luogo le elezioni per il rinnovo di giunta e consigli comunali il 12 giugno 2022 (regioni a statuto ordinario), e il 15 maggio (in Valle d’Aosta). Cliccando sulla lente in alto a sinistra nella mappa si può digitare il nome del comune interessato. Il dato sulla popolazione residente è relativo all’ultimo censimento ufficiale (2011), come da D.lgs. 267/2000 (art. 37).

FONTE: elaborazione openpolis su dati del ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: venerdì 6 Maggio 2022)

La Lombardia è la regione che vede più comuni interessati al voto (128). A seguire Sicilia (120), Piemonte (93) e Campania (90). Il processo decisionale coinvolgerà quasi 9 milioni di elettori. Le regioni in cui si concentrano maggiormente sono Sicilia (circa 1,5 milioni), Lombardia (1 milione) e Veneto (996mila).

Attraverso la piattaforma openbilanci, da anni raccogliamo e diffondiamo tutti i dati relativi ai bilanci dei comuni italiani. La gestione di questi importanti documenti contabili, infatti, è uno degli strumenti più importanti per prendere parte consapevolmente ai processi politici del territorio. Per questo, da oggi e fino al voto, affronteremo alcune delle voci di bilancio più significative delle città dove si terranno le elezioni, e non solo. Oggetto di questo approfondimento è la spesa dei comuni per la sicurezza urbana e l’ordine pubblico.

Le spese per ordine pubblico e sicurezza

Sul piano normativo, le amministrazioni hanno il compito di gestire gli aspetti operativi dei corpi di polizia municipale sotto le norme generali istituite dagli enti regionali.

A questo ambito è dedicata un'intera missione di spesa del bilancio, composta da due voci: polizia locale e amministrativa e sistema integrato di sicurezza urbana. La prima comprende tutte le uscite dedicate all'attività della polizia municipale, che riguardano il controllo stradale, alle verifiche legate al settore commerciale e ulteriori funzioni relative alla sicurezza pubblica.

La seconda include tutte le attività di supporto alla polizia municipale, composte di piani e programmi. Inoltre, sono comprese le spese legate alla promozione della legalità e all'assunzione di soggetti privati per migliorare il controllo sul territorio.

I dati mostrano la spesa per cassa per ordine pubblico e sicurezza nei capoluoghi di provincia al voto nel giugno 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 9 Maggio 2022)

 

I comuni italiani mediamente hanno una spesa 35,53 euro pro capite per vigili urbani e sicurezza. Tra i capoluoghi al voto, Padova è quello che registra le uscite più ampie, pari a 104,55 euro pro capite. Più di tre volte della media nazionale. Seguono Genova (99,91), Verona (73,45) e Lucca (67,92). Al contrario, spendono di meno Belluno (32,86 euro pro capite), Catanzaro (32) e Barletta (29,60).

I dati mostrano la variazione di spesa per cassa per ordine pubblico e sicurezza tra 2016 e 2020 nei capoluoghi al voto nel giugno 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non è disponibile il dato di Lodi perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i bilanci consuntivi 2016.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 9 Maggio 2022)

Frosinone è tra le città considerate quella che riporta l'aumento maggiore di spesa tra il 2016 e il 2020. Si parla del 62,03%. Un valore molto ampio anche rispetto alle altre località che registrano i principali aumenti: Verona (23,66%) e Genova (23,55%). Le città che invece registrano i cali più evidenti sono Oristano (-9,42%), Parma (-10,52%) e Monza (-22,16%).

I dati mostrano la spesa per cassa per ordine pubblico e sicurezza per i comuni al voto nel 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 9 Maggio 2022)

Tra i comuni al voto, quello che spende di più per la sicurezza locale è Lignano Sabbiadoro (Udine, 330,92 euro pro capite). Le altre amministrazioni che riportano le spese maggiori sono Forte dei Marmi (Lucca, 295,81), Calvignano (Pavia, 294,42) e Fraine (Chieti, 231,53). Considerando invece tutti i comuni italiani, quello che registra le uscite più alte sono Roseto Capo Spulico (Cosenza, 1.242,47), Montegiordano (Cosenza, 1.126,01) e Portofino (Genova, 1.024,97).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: comune di Bra

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