La complessità organizzativa del M5s e la prospettiva del 2×1000 Finanziamento della politica

La richiesta di accesso del M5s al 2×1000 ha aperto un forte dibattito sulla natura del movimento. Una forza politica oggi strutturata attraverso una pluralità di organizzazioni, associazioni e soggetti non sempre semplici da tracciare.

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Dopo il via libera dell’assemblea dei parlamentari, oggi e domani gli aderenti al M5s saranno chiamati a esprimersi sull’iscrizione del movimento al registro nazionale dei partiti politici.

Una richiesta finalizzata a ottenere i benefici previsti per le forze politiche registrate, in particolare le agevolazioni fiscali sulle donazioni e il 2×1000.

Con la dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono decidere di destinare una quota della loro Irpef (lo 0,2%, cioè il cosiddetto 2×1000) a un partito registrato anziché allo stato. Vai a "Che cos’è il 2×1000 ai partiti"

Tale possibilità ha aperto un forte dibattito interno. Da un lato l’attuale presidente Giuseppe Conte, promotore dell’iniziativa, lo ha indicato come approdo naturale del percorso di istituzionalizzazione di questa forza politica.

Un passaggio significativo, che segna uno scarto rispetto al passato

La prospettiva vede invece la contrarietà totale di altri personaggi di spicco del M5s, come Danilo Toninelli e l’ex Alessandro Di Battista, che lo indicano come uno snaturamento delle origini.

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Comunque lo si giudichi, si tratta di un passaggio indubbiamente di rottura rispetto al passato. Sotto vari punti di vista. Sia per la questione del finanziamento pubblico, la cui abolizione è uno storico cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle.

Per accedere al 2×1000 è necessario rispettare alcuni requisiti di trasparenza e democrazia interna.

Ma anche perché la richiesta del 2×1000 comporta l’iscrizione preliminare nel registro nazionale dei partiti politici riconosciuti.

Ciò significa avere degli obblighi ulteriori rispetto a una qualsiasi associazione, ad esempio quello di uno statuto conforme a principi di democrazia interna. Obblighi che se non rispettati possono portare all’esclusione dai benefici dell’iscrizione, deliberata da una apposita commissione di garanzia.

30 le forze politiche ammesse al riparto del 2×1000 nel 2021.

Il M5s organizza la sua attività politica attraverso una pluralità di soggetti.

Non si tratta quindi di un passaggio scontato. E soprattutto impone un forte cambiamento a una forza politica che, come abbiamo avuto modo di raccontare in passato, si è storicamente segnalata per diverse caratteristiche peculiari.

Su tutte, quella di essere strutturata attorno a una serie di soggetti paralleli. Il Movimento 5 stelle è in realtà costituito oggi da una galassia di comitati, associazioni, gruppi.

Un insieme vasto in cui l’associazione omonima – che ci si aspetterebbe essere il soggetto più rilevante – ha in realtà bilanci privi di risorse.

La proliferazione degli attori politici nel sistema politico italiano

Il Movimento 5 stelle fin dalla sua fondazione si è articolato attraverso una pluralità di strutture diverse.

La proliferazione di soggetti politici oltre al partito è una tendenza degli ultimi anni.

È la stessa nuova sezione trasparenza del sito di questa forza politica a darne conto, pubblicando i bilanci di 14 organizzazioni differenti. Testimoniando una tendenza che abbiamo già riscontrato in passato per tutto il sistema politico: la proliferazione di soggetti oltre al singolo partito.

A fronte di formazioni che perdono progressivamente rilevanza politica e risorse, si affacciano nel sistema politico una pluralità di organizzazioni diverse: fondazioni, associazioni, comitati, non sempre facili da tracciare.

Inoltre, aumenta la rilevanza dei gruppi parlamentari, ancora titolari di un finanziamento pubblico cospicuo rispetto a quello ricevuto dai partiti attraverso il 2×1000.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mef, Rgs, bilanci camera deputati e senato della repubblica
(ultimo aggiornamento: venerdì 26 Novembre 2021)

Mentre il finanziamento pubblico ai partiti è calato con l'abolizione dei rimborsi (anche se mostra segnali di crescita negli ultimi anni con il 2x1000), quello ai gruppi è rimasto pressoché invariato. Modificando anche i rapporti di forza tra gli attori politici.

Come è organizzata la galassia M5s

È in questo quadro generale che va inserito il caso particolare del M5s. I bilanci dell'associazione omonima, fondata per partecipare alle politiche del 2018, hanno entrate e uscite pari a 0 in tutti i rendiconti finora pubblicati.

 

Il più recente, firmato da Vito Crimi in qualità di capo politico, è del 2020. Quindi precedente alla riforma statutaria varata nell'agosto di quest'anno, che ha creato la carica di presidente del movimento attualmente ricoperta da Conte.

Di fianco all'associazione M5s fondata per le politiche del 2018, continua a esistere - sempre nell'esercizio 2020 - un'altra associazione M5s, presieduta da Grillo. Anch'essa con bilanci vicini allo 0 ma che, stando anche a quanto indicato nella relazione al rendiconto dell'ultimo anno disponibile, è stata storicamente funzionale alla detenzione del simbolo.

In parallelo alle 2 associazioni omonime, vi sono altri soggetti nell'alveo del movimento che svolgono attività politiche. Per il biennio 2019-20 (quando ancora il divorzio dall'associazione Rousseau non era stato compiuto) disponiamo dei bilanci di almeno 10 strutture.

Le entrate da gestione caratteristica sono quelle che riguardano le attività tipiche di una organizzazione. Ad esempio, nel caso di soggetti politici, quote associative, donazioni private, contributi pubblici e altri incassi, come quelli connessi all’organizzazione di manifestazioni.

FONTE: elaborazione openpolis sui bilanci presentati dalle strutture
(ultimo aggiornamento: venerdì 26 Novembre 2021)

Colpiscono 3 cose. Primo, le due associazioni politiche sono allo stato attuale economicamente ininfluenti. Questo significa che l'organizzazione oggi guidata da Giuseppe Conte l'anno scorso non aveva un vero bilancio su cui contare. Secondo, sono i gruppi parlamentari a disporre delle risorse più rilevanti. Terzo, di fianco ai gruppi e alle associazioni politiche esistono una serie di soggetti ulteriori, anch'essi con una propria ragione sociale (di solito legata alla raccolta fondi per le elezioni o all'organizzazione di manifestazioni).

Escludendo il comitato rendicontazioni, struttura che organizza l'allocazione dei versamenti dalle indennità dei parlamentari 5s, se ne contano altri 8 (attualmente esistenti o esistiti in passato) paralleli alle associazioni.

8 i comitati fondati nell'ultimo decennio con lo scopo di partecipare alle elezioni o organizzare eventi e manifestazioni.

Principalmente si dividono in due categorie: quelli per la raccolta fondi in occasione degli appuntamenti elettorali e quelli per organizzare gli eventi e le manifestazioni del movimento.

I comitati promotori delle elezioni

Sono 4 i comitati costituiti in occasione delle elezioni nazionali cui ha partecipato il M5s.

Per ciascuna elezione nazionale è stato costituito un comitato.

Nello specifico, parliamo delle politiche del 2013 e del 2018 e delle europee del 2014 e del 2019. Questi sembrano essere i canali attraverso cui vengono raccolte le donazioni private per la campagna e perciò dispongono di entrate e spese rilevanti solo nell'anno elettorale.

FONTE: elaborazione openpolis su dati rendiconti dei comitati
(ultimo aggiornamento: venerdì 26 Novembre 2021)

Costituire organizzazioni ad hoc, invece di utilizzare l'associazione per questa attività, è una scelta consentita dalle regole esistenti, ma che chiaramente non rende semplice il monitoraggio.

Solo per fare due esempi: il bilancio 2013 del "comitato politiche '13" non è risultato disponibile nella sezione trasparenza del sito (i dati del grafico sono tratti dal rendiconto dell'anno successivo).

€ 737.511 i proventi della gestione caratteristica del comitato promotore per le elezioni del 2013 nell'anno elettorale. Oltre il 90% di queste sono contributi da persone fisiche.

Inoltre, mentre il comitato delle politiche 2013 è stato sciolto nel 2015 avendo esaurito la sua funzione, quello delle europee 2014 sembra continuare a esistere ancora nel 2020 (sul sito sono pubblicati i rendiconti 2014, 2015, 2019 e 2020). Con proventi pari a 0, sopravvive in parallelo a quello delle europee '19 (che ha invece entrate caratteristiche per circa 534mila euro nel 2019).

I comitati per l'organizzazione di eventi

Negli anni si sono anche stratificate una serie di strutture per l'organizzazione di manifestazioni e eventi, che in alcuni casi hanno cambiato denominazione nel tempo.

4 i comitati fondati nell'ultimo decennio per l'organizzazione di manifestazioni.

C'è un primo comitato "Italia 5 stelle", fondato per l'organizzazione degli eventi a Imola nel 2015 e a Palermo nel 2016. Tale associazione ha cambiato nome e ragione sociale il 19 ottobre 2020, diventando l'organizzatore degli stati generali 2020.

Il Comitato ha lo scopo, senza il perseguimento di alcuna finalità di lucro, di: curare attivamente l'organizzazione, la promozione, il coordinamento e la gestione delle manifestazioni, eventi ed iniziative del Movimento 5 stelle e del Team del futuro (...) ivi compresa la raccolta fondi per il sostentamento delle spese che tali attività comportano.

Un secondo ente (Italia 5 stelle - 2), fondato da Massimo Bugani, Davide Casaleggio e David Borrelli ha organizzato la kermesse di Rimini del 2017. Da notare che mentre il precedente comitato pubblicava bilanci compilati secondo lo schema previsto dagli allegati della legge 2/1997 per le forze politiche, per quest'ultimo viene pubblicato un prospetto semplificato, per entrambe le annualità disponibili (2017 e 2018).

Una pluralità di soggetti con bilanci non sempre compilati con lo stesso modello.

Gli altri 2 comitati invece hanno i bilanci compilati secondo il modello previsto per i partiti. In particolare il terzo (Italia 5 stelle - 3), presieduto da Sergio Battelli (deputato M5s), ha organizzato l'evento di Roma del 2018. In base all'ultimo rendiconto risulta in fase di scioglimento (e del resto non aveva proventi nel 2020).

La quarta organizzazione fu fondata come "Italia 5 stelle 2019" per la gestione della manifestazione di Napoli di quell'anno. Un'organizzazione successivamente rinominata "comitato iniziative 5 stelle" e che nell'aprile scorso risulta presieduta da Francesco Dettori. Nel 2020 le sue entrate ammontano a 95mila euro, quasi tutte da persone fisiche, in particolare eletti del movimento.

Il ruolo crescente dei gruppi parlamentari

Sebbene il M5s come associazione finora non abbia ricevuto finanziamenti pubblici attraverso rimborsi elettorali e 2x1000, ha invece ricevuto quelli destinati ai gruppi parlamentari.

€ 14,4 mln i contributi di camera e senato ai gruppi parlamentari del M5s nel 2020.

Già solo questa cifra, se paragonata ai bilanci dell'associazione, consente di valutare i rapporti di forza interni. Una tendenza che riguarda, in misura diversa, sia il Movimento 5 stelle che le altre forze politiche presenti in parlamento.

Il controllo dei gruppi è una questione chiave per qualsiasi leadership politica.

Ovviamente, va specificato che le risorse erogate ai gruppi sono finalizzate alle attività istituzionali. Un confine tuttavia storicamente labile: solo per fare un esempio è difficile porre una separazione netta tra la comunicazione istituzionale delle iniziative del gruppo in parlamento e quella più propriamente politica.

Anche per questo motivo il controllo dei gruppi parlamentari assume un valore così rilevante per i leader politici. È forse anche in quest'ottica che può essere letta la scelta di richiedere il 2x1000 da parte dell'associazione presieduta da Giuseppe Conte.

Al netto di tale questione interna, resta il tema che la proliferazione di soggetti politici (di cui il M5s costituisce un caso peculiare) rende molto più difficile il monitoraggio su come si finanzia e su come si svolge oggi la politica in Italia.

In questo senso, è da capire se questa possibile iscrizione al registro dei partiti potrà incentivare una semplificazione e una regolamentazione del quadro complessivo. Anche sul piano normativo: avvicinandoci a modelli già sperimentati in altre democrazie europee e soprattutto dando sostanza all'articolo 49 della carta costituzionale.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Foto credit: Facebook Giuseppe Conte

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