Il Pnrr e l’attività del ministero della transizione ecologica nel 2022 #openPnrr

Tra i ministeri maggiormente coinvolti nell’attuazione delle misure contenute nel piano nazionale di ripresa e resilienza vi è quello dalla transizione ecologica. Il dicastero guidato da Roberto Cingolani ha recentemente rilasciato dei dati relativi all’attività prevista nel 2022.

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Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 l’attenzione di politica e media è stata in gran parte concentrata su 3 appuntamenti e scadenze. Dapprima l’approvazione della legge di bilancio per il 2022. In secondo luogo le nuove misure per contrastare l’emergenza Covid. Infine l’elezione per il presidente della repubblica.

Questa serie di eventi ha però distolto l’attenzione generale dalla necessità di rispettare il cronoprogramma legato all’attuazione dei progetti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Proprio per questo motivo il presidente del consiglio Mario Draghi, una volta superata la delicata fase dell’elezione del capo dello stato, ha voluto richiamare l’attenzione proprio su questo elemento.

A seguito di questa sollecitazione, il ministero della transizione ecologica (indicato da alcuni organi di stampa come uno dei dicasteri maggiormente in difficoltà nel rispetto delle scadenze) ha rilasciato una serie di informazioni relative all’attività svolta finora e ai prossimi impegni che lo attendono.

€ 12,5 mld le risorse del Pnrr messe a bando dal Mite entro giugno 2022.

Il prossimo appuntamento di grande rilievo per quanto riguarda il Pnrr sarà a giugno, quando l’Italia dovrà inviare a Bruxelles una nuova domanda per ottenere l’erogazione di un’ulteriore tranche di fondi. Entro la fine del secondo trimestre il ministero guidato da Roberto Cingolani dovrà conseguire 11 obiettivi. È stato inoltre reso noto che entro giugno saranno pubblicati nuovi bandi per un valore vicino a 10 miliardi di euro.

Il ruolo del Mite nell’attuazione del Pnrr

Come abbiamo già visto in un precedente approfondimento, la transizione ecologica rappresenta uno degli elementi fondanti del Pnrr italiano. E in questo contesto logicamente il Mite sarà uno dei soggetti maggiormente sollecitati. A conferma di ciò possiamo osservare come il dicastero sia il secondo per quantità di risorse assegnate dopo quello delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Come noto però, l’erogazione delle risorse europee non può essere data per scontata e sarà subordinata al rispetto delle tempistiche indicate nel piano. Per questo un attento monitoraggio sullo stato di avanzamento dei vari progetti è fondamentale per evitare l’accumulo di ritardi incolmabili.

€ 34,9 mld le risorse (all’incirca) del Pnrr gestiti dal Mite.

In base ai dati rilasciati saranno 39 le misure contenute nel Pnrr per cui sono richiesti interventi da parte del Mite nel corso del 2022. Tali misure si suddividono fra 26 investimenti e 13 riforme. Logicamente, la missione del Pnrr maggiormente interessata dall’attività del Mite è la numero 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica). All’interno di questa missione la componente maggiormente interessata è la 2 (Energia rinnovabile, idrogeno, reti e mobilità sostenibile) che prevede 11 investimenti e 4 riforme di competenza del Mite. Seguono le componenti 4 (Tutela del territorio e della risorsa idrica, 8 investimenti e 3 riforme) e 1 (Economia circolare e agricoltura sostenibile 4 investimenti e 3 riforme).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mite
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Febbraio 2022)

Oltre alla missione 2 il Mite ha infine competenza anche per altre due misure. Un investimento legato alla missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile) e una riforma inserita nella missione 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo).

Le scadenze di competenza del Mite da completare entro giugno

Anche perché sollecitata dalla stampa, la struttura ministeriale ha voluto ribadire i risultati sin qui conseguiti. Innanzitutto, secondo quanto riportato, tutte le scadenze da completare nel 2021 sono state raggiunte rispettando i tempi. Anche, se in generale, abbiamo visto come non siano mancate le forzature e le difficoltà.

È fondamentale conseguire tutte le scadenze previste per giugno 2022.

Il prossimo appuntamento importante per quanto riguarda il nostro paese sarà a giugno prossimo. Entro la fine del secondo trimestre infatti l’Italia dovrà inviare a Bruxelles tutta la documentazione necessaria per richiedere la prossima tranche di fondi europei. Da notare, a questo proposito, che il governo ha inviato tutta la documentazione legata all'attività svolta nel 2021 e la relativa richiesta di finanziamento. Tuttavia attualmente la commissione europea non si è ancora pronunciata.

Complessivamente le scadenze di rilevanza europea (cioè quelle previste nel Pnrr così come approvato dalle istituzioni Ue e su cui queste esprimeranno le loro valutazioni) da conseguire entro giugno sono 45, di cui 11 (circa un quarto) sono di competenza del Mite.

Sette scadenze fanno riferimento a riforme mentre 4 a investimenti. Tra gli adempimenti più significativi da completare entro giugno vi sono l’adozione della strategia nazionale per l’economia circolare. Dovranno poi essere assegnati fondi relativi alla cultura e alla consapevolezza sui temi e le sfide ambientali e quelli per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell’idrogeno. È inoltre prevista l’introduzione di incentivi fiscali finalizzata proprio alla produzione e al consumo dell’idrogeno verde nei trasporti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mite
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Febbraio 2022)

Per quanto allo stato attuale nessuna di queste scadenze sia ancora stata raggiunta, il ministero dichiara di essere “perfettamente nei tempi” e di non rilevare criticità particolari che possano in qualche modo rallentare gli iter burocratici in corso. Solo in due casi sono segnalati alcuni elementi di attenzione “non critici”. Il primo riguarda l’avvio della piattaforma web relativa all’attività su cultura e consapevolezza sui temi e le sfide ambientali e la sottoscrizione degli accordi con gli autori (un investimento del valore di circa 30 milioni di euro). In questo caso la criticità risiede nel fatto che si renderà necessario un supporto specialistico per finalizzare la procedura.

Un altro elemento di difficoltà è legato al settore dell’idrogeno e in particolare all’aggiudicazione dell’appalto per costruire uno stabilimento industriale per la produzione di elettrolizzatori. In questo caso la difficoltà è dovuta al fatto che esisterebbe un rischio di sovrapposizione con un’altra misura finanziata dal Pnrr. Quella degli Ipcei (Important projects of common european interest). Tale sovrapposizione potrebbe portare una minore attrattività del bando, con il rischio che non pervengano proposte adeguate.

I bandi

Un ultimo elemento interessante da analizzare riguarda l’assegnazione delle risorse. Una parte significativa dei fondi affidati alla gestione del Mite infatti sarà poi ricollocata, attraverso bandi pubblici, presso altri soggetti che dovranno poi "mettere a terra" concretamente le misure previste. I bandi già pubblicati dal Mite sono 4 per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro. Risultano in fase di aggiudicazione fondi per:

  • realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti (1,5 miliardi);
  • progetti “faro” di economia circolare (600 milioni);
  • Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (270 milioni);
  • isole verdi (200 milioni).

Oltre a queste risorse è attesa la pubblicazione da parte del Mite di altri 7 bandi per un valore complessivo di circa 10 miliardi. La voce di spesa più consistente sarà legata al bando per il rafforzamento delle smart grid (3,6 miliardi). Si tratta di un sistema di reti "intelligenti" in grado di ottimizzare la distribuzione dell’energia elettrica, decentralizzare le centrali di produzione dell’energia e minimizzare sovraccarichi e variazioni della tensione elettrica.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mite
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Febbraio 2022)

Seguono la promozione delle energie rinnovabili per le comunità energetiche (2,2 miliardi), lo sviluppo del biometano (1,9 miliardi) e lo sviluppo del settore agrovoltaico (1,1 miliardi).

Il nostro osservatorio sul Pnrr

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Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico "OpenPnrr" realizzato nell'ambito delle attività di analisi sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo approfondimento sugli interventi previsti dal piano e sullo stato di avanzamento delle misure (vedi tutti gli articoli). Nei prossimi mesi pubblicheremo anche un’apposita piattaforma in cui sarà possibile consultare tutte le informazioni disponibili. I dati dei nostri open data possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: Facebook - Mite

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