Il legame tra bassa istruzione e disoccupazione nelle periferie Città metropolitane

Una relazione visibile anche nelle periferie delle maggiori città italiane.

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Il lavoro svolto da Istat per la commissione periferie ha aiutato ad evidenziare – con dati reali – la relazione tra alta disoccupazione e bassa scolarizzazione nelle grandi città italiane. I quartieri con meno diplomati e laureati tendenzialmente sono anche quelli che soffrono di più la mancanza di lavoro. Ciò è vero, indipendentemente dalla collocazione geografica, nelle 3 maggiori città italiane: Roma, Milano, Napoli.

Che ruolo gioca l’istruzione

Questo legame è stato sottolineato spesso dalla letteratura sull’argomento. La bassa scolarizzazione innesca una serie di conseguenze negative per la società, e nel suo rapporto annuale sull’educazione anche l’Oecd lo evidenzia con chiarezza:

Le persone con i titoli di studio più bassi hanno un rischio maggiore di essere disoccupate e i loro guadagni sono più bassi. Tali disparità nei risultati del mercato del lavoro possono aggravare le disuguaglianze nella società.

Una spirale che quindi va nella direzione di inasprire le contraddizioni già presenti su un territorio, rendendo più difficile l’uscita da una condizione di disagio sociale. Infatti i dati Istat indicano anche una relazione tra povertà familiare e titolo di studio della persona di riferimento della famiglia.

Queste contraddizioni possono diventare particolarmente stridenti quando si concentrano in pochi chilometri quadrati. Il lavoro di Istat ha fatto emergere proprio questo: quanto possono essere profonde le differenze tra i quartieri diversi di una stessa città.

Cosa succede nelle città

I dati disponibili purtroppo risalgono al censimento 2011, ma sono indicativi di una tendenza molto chiara. A Roma, in media, il tasso di disoccupazione in quell'anno era al 9,5% e il 72,5% degli adulti residenti aveva un diploma o la laurea. Questo dato a livello comunale varia molto da zona a zona. Le 5 realtà con la disoccupazione più alta erano Torrespaccata (36,8%), Tor Cervara (17%), Tufello (14,4%), Santa Palomba (14,2%) Tor Fiscale (14%). Tre di queste ricorrono anche tra le 5 con il grado di istruzione più basso: Tor Cervara (solo 43% di adulti con diploma o laurea, quasi 30 punti meno della media), Santa Palomba (43,4%), Torrespaccata (49,4%). Le altre due sono comunque molto al di sotto della media comunale: Tufello (55,6%), Tor Fiscale (57,4%).

A Milano, sempre stando ai dati del censimento, il tasso di disoccupazione era il 6,9% e la quota di adulti con diploma o laurea si attestava al 72,1%. Le cinque zone dove la disoccupazione supera il 10% sono sono Cascina Triulza (22,1%), Quarto Oggiaro (11,8%), Barona (11%), Parco Monlué - Ponte Lambro (10,7%), Gratosoglio - Ticinello (10,6%). Quattro di queste sono anche tra le 5 con il più basso grado di istruzione. In tutte comunque la percentuale di adulti con diploma o laurea è inferiore al 60%.

A Napoli il tasso di disoccupazione registrato in occasione del censimento era il 27,8%, mentre la percentuale di adulti con diploma o laurea si trovava al 49,4%. Tra le cinque aree con la disoccupazione più alta troviamo Scampia (46,9%), Piscinola e San Pietro a Patierno (entrambe al 44,3%), Miano (43,2%) e Secondigliano (39,5%). Anche nel caso della città partenopea queste stesse zone ricorrono tra quelle con la minore percentuale di diplomati e laureati.

Quindi l'assunzione per cui il problema della mancanza di lavoro e quello della bassa scolarizzazione sarebbero associati appare tendenzialmente verificabile anche nelle tre grandi città metropolitane italiane. Se istruzione e occupazione vanno di pari passo, i quartieri più fragili su un piano sono generalmente più fragili anche sull'altro.

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