I comuni commissariati per mafia e la relazione del ministero sul 2021 Mappe del potere

Sono 52 gli enti che nel 2021 sono stati amministrati da una commissione straordinaria, in seguito a uno scioglimento per infiltrazioni criminali. Dalla relazione del ministro dell’interno emerge un quadro delle criticità nel gestire tali situazioni.

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Negli scorsi giorni il ministero dell’interno ha pubblicato la relazione sull’attività delle commissioni negli enti sciolti per mafia. Un testo che annualmente viene presentato alle camere come previsto dal testo unico per gli enti locali (art. 146 comma 2).

Dal 1991, anno di istituzione dei commissariamenti per infiltrazioni criminali, in media sono stati commissariati per questo motivo quasi 12 enti all’anno. Si tratta più che altro di comuni, ma anche di aziende sanitarie e di altre strutture pubbliche.

Un dato che tuttavia è cambiato significativamente a seconda degli anni. Variando da un minimo di 3 nel 1995 a un massimo di 34 nel 1993. Guardando all’andamento dei commissariamenti si possono individuare 3 picchi: 1991-1993, con una media di 25,3 commissariamenti, 2012-2014 (17) e 2017-2019 (21,7).

Al momento, nel corso del 2022, si registrano 6 commissariamenti, un dato un po’ più basso dello scorso anno, quando a luglio se ne contavano 11.

FONTE: openpolis, ministero dell'interno e presidenza della repubblica
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Luglio 2022)

I comuni, come anche altri enti, possono essere commissariati per diversi motivi. Come ad esempio le dimissioni del sindaco o della metà più uno dei consiglieri comunali. Ma i commissariamenti per infiltrazioni della criminalità organizzata hanno una natura diversa sia in termini di obiettivi sia rispetto alle procedure che vengono attivate.

Nei casi ordinari ad esempio viene insediato un singolo commissario che ha l'obiettivo di riportare il comune al voto alla prima data utile. Quando un comune viene commissariato per mafia, invece, viene insediata una commissione straordinaria di 3 membri che ha l'obiettivo di ripristinare la legalità nell'ente. Questo commissariamento ha una durata di 18 mesi ma nella prassi, viene sempre prorogato a 24.

Si tratta quindi di un provvedimento di natura eccezionale, che per questo segue un iter molto più complesso rispetto agli altri scioglimenti.

È una misura di prevenzione straordinaria. Si applica quando esiste il reale pericolo che l’attività di un comune o di un’altra amministrazione locale sia piegata agli interessi dei clan mafiosi. Vai a "Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose"

La relazione del ministero e i comuni commissariati nel 2021

Visto che i commissariamenti durano in genere 24 mesi oltre ai 14 commissariamenti avvenuti nel corso del 2021 se ne aggiungono diversi altri che hanno preso avvio negli anni precedenti.

50 le commissioni straordinarie che hanno amministrato altrettanti comuni nel 2021. A queste si aggiungono 2 commissioni in aziende sanitarie calabresi.

A essere interessati dal fenomeno, nell'anno di riferimento, sono stati ben 893.544 cittadini residenti in particolare in comuni di dimensioni medio piccole, ma non solo. Risultano anche 4 comuni con popolazione superiore ai 50 mila abitanti (Vittoria, Marano di Napoli, Cerignola, Manfredonia) oltre che il comune di Foggia, che oltre ad avere quasi 150mila residenti è anche un capoluogo di provincia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Luglio 2022)

Inizialmente il commissariamento del capoluogo foggiano era dovuto alle dimissioni del sindaco che nei giorni precedenti era stato posto sotto indagine per corruzione. A pochi giorni di distanza tuttavia il comune è stato commissariato per mafia e si è insediata la commissione prefettizia che ancora oggi giuda l'amministrazione comunale.

Ma se per il comune di Foggia si tratta quantomeno del primo commissariamento per infiltrazioni della criminalità in alcuni comuni la situazione si caratterizza come particolarmente grave proprio perché non si configura come un episodio isolato.

16 i comuni commissariati per mafia nel 2021 che erano già stati commissariati per la stessa ragione negli scorsi anni.

In 12 di questi casi si tratta del secondo commissariamento per infiltrazioni mafiose, in 3 del terzo e in un caso, quello di Marano di Napoli, del quarto anche se una di queste annullata nel 2004.

La distribuzione geografica

Quanto alla distribuzione geografica quasi tutti i comuni commissariati per mafia nel 2021 e tutti quelli pluricommissariati si trovavano nel mezzogiorno. In particolare è da notare come ben 11 comuni commissariati insistano nella provincia di Reggio di Calabria. Inoltre 5 dei comuni che hanno subito più di un commissariamento (tra cui uno con 4 commissariamenti e uno con 3) si trovano in un territorio molto ristretto, al confine tra le province di Napoli e Caserta.

FONTE: elaborazione openpolis su dati del ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Luglio 2022)

Tuttavia sarebbe sbagliato considerare questo fenomeno come esclusivamente legato alle regioni del sud.

Intanto perché uno di questi comuni si trova in Valle d'Aosta (Saint-Pierre) e poi perché negli anni precedenti non sono mancati altri casi di comuni commissariati per mafia in regioni del centro e del nord Italia.

Le numerose indagini giudiziarie svolte negli ultimi anni hanno, infatti, accertato una sorta di “delocalizzazione mafiosa” in atto, confermando la presenza della criminalità organizzata nelle regioni del nord e del centro Italia, e i tentativi, talvolta riusciti, della criminalità organizzata di inserimento nell’economia legale di territori che presentano situazione economiche “vantaggiose”.

 

Oltre ai 50 comuni poi nel 2021 erano commissariate per infiltrazioni della criminalità organizzata anche due aziende sanitarie provinciali (Asp) della regione Calabria. Fortunatamente questi commissariamenti, iniziati nel 2019, sono ormai giunti al termine. La gestione delle Asp tuttavia non è tornata propriamente ordinaria. L'intero settore della sanità calabrese infatti risulta commissariato, anche se per ragioni diverse dalle infiltrazioni criminali.

La gestione dei commissariamenti

Come accennato, nel caso dei commissariamenti per mafia, l'attività delle commissioni straordinarie non si limita all'ordinaria amministrazione. Lo scopo invece è quello di ripristinare la legalità nell'ente e per farlo sono necessarie concrete azioni amministrative.

Una di queste è la revisione dei regolamenti comunali, spesso mancanti o non aggiornati.

95,7% delle commissioni straordinarie attive nel 2021 ha approvato nuovi regolamenti comunali.

Diverse attività sono poi poste in essere per migliorare le condizioni finanziarie degli enti sottoposti a commissariamento.

gli squilibri finanziari sono dovuti principalmente ad anomalie e irregolarità in materia di imposizione e riscossione tributaria, fattori che attestano l’assenza di puntuali direttive e controlli da parte degli amministratori, se non addirittura la connivenza degli stessi al fine di aumentare il consenso della popolazione e favorire i malavitosi locali.

Queste attività riguardano sostanzialmente tre linee di azione:

  • incremento delle entrate;
  • riduzione dell’evasione;
  • razionalizzazione della spesa e ottimizzazione dei costi.

In tutti e tre i casi si tratta di azioni poste in essere molto spesso dalle commissioni prefettizie, oscillando a seconda della tipologia d'intervento e dell'anno tra l'80 e il 100% dei casi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: giovedì 14 Luglio 2022)

Infine un'altra attività svolta con grande frequenza dalle commissioni riguarda la riorganizzazione dell'apparato burocratico. Nella maggioranza dei casi infatti le commissioni hanno ritenuto necessario provvedere all'avvicendamento di dirigenti o responsabili dei servizi.

62% la quota di commissioni prefettizie attive nel 2021 che hanno ritenuto necessario l'avvicendamento negli incarichi dei dirigenti e dei responsabili dei servizi.

Un dato molto alto a cui si associa un atteggiamento generale da parte dei dipendenti ritenuto spesso diffidente quando non apertamente ostile.

Foto: comune di Foggia

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