Fedriga si dimette, cosa aspettano Magoni e Terzi? Caricometro

Fedriga ha rispettato l’impegno preso con openpolis. Cadono gli alibi invece per Lara Magoni e Claudia Maria Terzi: hanno deciso di rimanere in regione Lombardia, ma ancora non lasciano il parlamento.

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Con l’elezione a governatore della regione Friuli-Venezia Giulia Massimilano Fedriga aveva assunto una carica incompatibile con il mandato parlamentare.

Dopo la nostra denuncia, l’esponente della Lega aveva promesso di dimettersi da membro della camera, e proprio nella giornata ieri le sue dimissioni si sono concretizzate. Fedriga ha così risolto l’incompatibilità che lo riguardava, optando per la carica di presidente di giunta regionale.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo

Sono ora 10 i parlamentari che ancora svolgono un incarico incompatibile con il mandato di deputato e senatore. Mentre per la maggior parte la scelta è quella di rimanere a Montecitorio o a Palazzo Madama, 2 parlamentari hanno dichiarato di voler fare come Fedriga, lasciando quindi il parlamento per proseguire l’incarico a livello regionale.

Stiamo parlando di Lara Magoni e Claudia Maria Terzi, rispettivamente assessore alle infrastrutture e allo sport nella neonata giunta Fontana in Lombardia. La prima ha dichiarato di aver già comunicato a Palazzo Madama la sua opzione, mentre la seconda vuole aspettare che la giunta per le elezioni della camera, organo che si deve ancora formare, la dichiari incompatibile.

Magoni e Terzi hanno dichiarato di voler mantenere l’incarico in regione, perché non si dimettono dal parlamento e risolvono l’incompatibilità?

Insomma, se l’intenzione fosse realmente quella di lasciare il parlamento, perché non fare come Fedriga e dimettersi realmente? Continuare a prorogare questa situazione di transizione approfittando dello stallo politico che sta vivendo il nostro parlamento, non è sicuramente una scelta rispettosa nei confronti delle istituzioni che si rappresentano.

A questo punto chiediamo, ancora una volta, che Lara Magoni e Claudia Maria Terzi presentino realmente le loro dimissioni dal parlamento, risolvendo le rispettive incompatibilità.

Ovviamente l’appello a risolvere quanto prima le incompatibilità è rivolto anche a coloro che invece hanno deciso di proseguire con il mandato parlamentare, ma che ancora mantengono un incarico che per legge non possono avere.

Per dovere di cronaca è giusto specificare la posizione di ognuno di loro:

  • Acquaroli Francesco (Fdi) Sindaco Comune di Potenza Picena. Intervistato da Agi, il suo staff ha dichiarato: “Acquaroli opterà nel rispetto dei tempi e termini previsti dalla legge. Al momento sta espletando delle questioni importanti rimaste in essere al Comune. In ogni caso, Potenza Picena andrà al voto il prossimo anno”;
  • Cannizzaro Francesco (Fi) Consigliere Regione Calabria. Intervistato da Agi, il suo staff ha dichiarato: “Non ha ancora espresso l’opzione”;
  • D’Alfonso Luciano (Pd) Governatore Abruzzo. Dichiarato compatibile dalla giunta delle elezioni della regione Abruzzo, ha dichiarato di voler proseguire con il doppio incarico finché il regolamento glielo consente. Cioè finché la giunta delle elezioni del senato non lo dichiara incompatibile, costringendolo quindi a scegliere uno dei due incarichi;
  • Ferro Wanda (Fdi) Consigliere Regione Calabria. Intervistato da Agi, il suo staff ha dichiarato “rimarrà fino all’ultimo giorno consentito dalla legge in consiglio regionale. La consigliere regionale non riceve nessun tipo di indennità, e aspetterà che le giunte delle elezioni si pronuncino in materia”;
  • Galli Dario (Lega) Sindaco Comune di Tradate. Intervistato da Agi ha dichiarato che la situazione di incompatibilità dei sindaci con meno di 15.000 non è così lineare. Aspetterà il verdetto della giunta delle elezioni;
  • Rossi Andrea (Pd) Sottosegretario giunta Regione Emilia Romagna. Intervistato da Agi ha dichiarato “L’unica incompatibilità che avevo l’ho risolta con le dimissioni da consigliere regionale dell’Emilia Romagna a fine marzo. Ora ho ancora in corso la carica di Sottosegretario in Regione Emilia Romagna, ma è una funzione non contemplata in tutte le regioni e che non rientra tra le incompatibilità previste”;
  • Tarantino Leonardo (Lega) Sindaco Comune di Samarate. Intervistato da Agi ha dichiarato che la situazione di incompatibilità dei sindaci con meno di 15.000 non è così lineare. Aspetterà il verdetto della giunta delle elezioni;
  • Topo Raffaele (Pd) Consigliere regionale Campania. Intervistato da Agi: “Ho comunicato regolarmente l’incompatibilità, non aspetterò la giunta per esercitare l’opzione. Non l’ho ancora fatto solo perché devo espletare ancora alcune attività rimaste in sospeso, alcuni dossier da chiudere”.

Foto credit: Wikimedia Amstead23Licenza

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