Formate la giunta delle elezioni e risolvete le incompatibilità Caricometro

Il parlamento è partito, ma manca ancora l’organo centrale per ufficializzare l’incompatibilità di 5 parlamentari: D’Alfonso, Galli, Magoni, Rossi e Tarantino.

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Sono passati oltre 4 mesi dalle elezioni del 4 marzo.

Più di 120 giorni in cui deputati e senatori, seppur con delle limitazioni vista la prolungata mancanza di un governo, erano nel pieno delle loro funzioni. Come abbiamo avuto modo di raccontare con il nostro report “Caricometro -XVIII legislatura“, alcuni di loro ricoprivano degli incarichi incompatibili con il mandato parlamentare.

Oltre a non poter svolgere l’incarico di presidente della repubblica (art. 84 della costituzione italiana) infatti, deputati e senatori non possono essere né membri del consiglio superiore della magistratura (art. 104), né della corte costituzionale. L’articolo 122 della nostra carta costitutiva stabilisce anche l’impossibilità per i membri del parlamento di essere allo stesso tempo deputati al parlamento europeo e membri di giunte o consigli regionali. In aggiunta la legge 56 del 2014 ha fatto chiarezza sul tema dei sindaci, sancendo l’impossibilità per gli onorevoli di svolgere qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi popolazione superiore a 15.000 abitanti.

5 parlamentari continuano a svolgere un incarico incompatibile con il mandato parlamentare.

I parlamentari incompatibili

Ad oggi i parlamentari che continuano a mantenere un doppio incarico incompatibile sono 5. Tutti con una storia diversa che è giusto raccontare:

  • Luciano D’Alfonso (Pd) è il governatore dell’Abruzzo dal maggio del 2014. Dichiarato compatibile dalla giunta delle elezioni della regione Abruzzo, ha detto di voler proseguire con il doppio incarico finché il regolamento glielo consente. Cioè finché la giunta delle elezioni del senato non lo dichiara incompatibile, costringendolo quindi a scegliere uno dei due incarichi;
  • Dario Galli (Lega), oltre a essere stato recentemente nominato sottosegretario allo sviluppo economico, è anche sindaco di Tradate. Comune di oltre 18.000 abitanti, e quindi incarico incompatibile con il mandato parlamentare;
  • Lara Magoni (Fdi) nei giorni in cui è stata eletta senatrice, è anche stata nominata assessore in Lombardia. Ha più volte dichiarato la sua volontà di lasciare Palazzo Madama per ricoprire solamente l’incarico regionale, sostenendo anche di essersi già dimessa. Situazione particolare perché risulta essere ancora senatrice, mentre la sua collega di giunta Claudia Maria Terzi, che si trovava nella stessa situazione ma alla camera, si è dimessa, ufficialmente, lo scorso 27 giugno;
  • Leonardo Tarantino (Lega) è stato eletto alla camera alle ultime elezioni. Da giugno del 2015 però è sindaco di Samarate, comune lombardo con oltre 17.000 abitanti;
  • Andrea Rossi (Pd) è sottosegretario alla presidenza della giunta regionale dell’Emilia-Romagna. La sua è una situazione al quanto particolare: il ruolo di sottosegretario è presente in poche regioni, ed è creato ad hoc dallo statuto regionale. In Emilia-Romagna la figura è nominata dal presidente di regione, partecipa alle sedute di giunta, ma non ne fa parte. L’onorevole Rossi si è già dimesso da consigliere regionale, ma sostiene che la carica di sottosegretario sia compatibile con il mandato parlamentare. Considerando che tutte le altre cariche regionali (consiglieri e membri di giunta) non lo sono, perché questa dovrebbe esserlo? Domanda a cui la giunta delle elezioni della camera dovrà rispondere.

Cosa aspettano a risolvere l’incompatibilità

L’organo predisposto a dipanare queste questioni è per l’appunto la giunta delle elezioni. Al momento non è ancora stata costituita, né alla camera né al senato, e questo di fatto blocca tutto il processo.

I limiti al cumulo di incarichi politici


"Caricometro, dove non arrivano le leggi"

È la giunta infatti l’organo che deve valutare la compatibilità degli altri incarichi svolti da deputati e senatori. Anche in casi di incompatibilità palese, come quelli prescritti dalla costituzione, finché la giunta non si forma e non si esprime in materia, formalmente i parlamentari in questione possono mantenere il doppio incarico in eterno.

I parlamentari abusano del regolamento per mantenere incarichi costituzionalmente incompatibili.

Eppure basterebbe un gesto di correttezza nei confronti di istituzioni e cittadini, come quello fatto per esempio da Massimiliano Fedriga che, appena eletto governatore del Friuli-Venezia Giulia, si è dimesso dal parlamento, senza abusare del regolamento. L’ironia però vuole che senza la giunta non possono essere nominati i sostituti. Di conseguenza ora alla camera, in seguito alla dimissioni di Fedriga e Terzi, ci sono solo 628 deputati, visto che nessuno ha ancora nominato chi deve subentrare.

Problema che fa anche sollevare qualche sospetto sulla situazione della senatrice Lara Magoni. A Palazzo Madama i numeri del governo non sono dei più solidi, ed eventuali dimissioni di parlamentari 5stelle o della Lega, farebbero perdere alla maggioranza voti, potenzialmente decisivi, in attesa che la giunta delle elezioni nomini i sostituti.

Chiediamo quindi a camera e senato di formare la giunta delle elezioni il prima possibile. Arrivare fino a settembre senza neanche aver costituto quest’organo, vorrebbe dire non aver fatto nulla davanti a situazioni costituzionalmente illegittime.

Aggiornamento del 13 luglio 2018

La senatrice Lara Magoni si è ufficialmente dimessa per incompatibilità l’11 luglio 2018. Al suo posto è entrato in parlamento Gianpietro Maffoni.

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