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Il femminicidio in Italia

Anche se il fenomeno del femminicidio non ha un’unica e unanime definizione, perché dipende dai criteri stabiliti da ciascuna istituzione che si prende a riferimento, tutte quelle proposte sono accomunate da alcuni aspetti. Si considera femminicidio qualsiasi atto di violenza basato su una discriminazione di genere che causa la morte di una donna, compiuto sia in luogo pubblico che privato da qualunque individuo.

Una delle definizioni più utilizzate è che quella proposta dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige), cui fa riferimento anche Istat nella sua attività di raccolta dati. In questa spiegazione, oltre a quanto già citato, si sottolinea anche la caratteristica dell’omicidio intimo, ossia la possibilità che la violenza venga commessa dal partner della vittima, sia che questi condividano la stessa residenza oppure che vivano in abitazioni distinte.

The killing of a woman by an intimate partner and the death of a woman as a result of a practice that is harmful to women. Intimate partner is understood as a former or current spouse or partner, whether or not the perpetrator shares or has shared the same residence with the victim.

Con questa definizione si rimarca la natura del fenomeno come esito drammatico di una relazione con un partner intimo violento,sia nel caso in cui il rapporto sia finito, sia che esso sia ancora in essere. Un aspetto fondamentale da considerare per capire le radici sociali del femminicidio, che si basano su una visione della donna come subordinata all’interno di una relazione e quindi dipendente dal partner. Considerata priva di un pari potere decisionale, specialmente riguardo all’eventuale conclusione del rapporto, ma non solo. Basti pensare che nel 2019 sono state 93 le donne vittime di omicidio in ambito familiare, l’83,8% del totale degli omicidi di donne. Una percentuale che aumenta se si considerano tutti gli omicidi, anche quelli compiuti al di fuori di relazioni familiari.

91% i femminicidi sul totale degli omicidi con una donna come vittima, nel 2019.

Questo dato evidenza due aspetti. Il primo è che i femminicidi non sono tutti gli omicidi che hanno come vittima una donna, dal momento che una parte di questi reati ha origini in motivi diversi da quelli legati a una violenza di genere. Il secondo è che, comunque, il femminicidio è il tipo di omicidio specifico di gran lunga prevalente sul totale degli omicidi in cui la vittima è di genere femminile.

La legge n. 69/2019 inasprisce le sanzioni verso i reati domestici.

Complessivamente, dai dati Istat, relativi al 2019, si ricava che 315 sono stati gli omicidi compiuti in un solo anno e che di questi 204 hanno interessato uomini e i restanti 111 donne. Se in generale il numero di omicidi è in diminuzione da alcuni anni, il trend cambia molto se si confronta l’andamento tra vittime uomini e donne.

Il dato fa riferimento agli omicidi commessi in Italia tra il 2002 e il 2019 per genere ogni 100mila abitanti.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Se da un lato il trend di omicidi con vittime di genere maschile dal 2002 è progressivamente in calo, dall'altro il numero di omicidi di donne, pur nel calo, presenta variazioni meno significative.

Nel 2002, gli omicidi che vedevano vittime donne erano 0,64 ogni 100mila residenti donne. Nei 10 anni successivi il calo complessivo è stato solo di 0,12, con una quota pari a 0,52 nel 2012. Un dato che tra aumenti e cali raggiunge nel 2017 il suo valore più basso (0,40). Tale valore ha poi subito un lieve aumento l'anno successivo (0,43), per poi ritornare nel 2019 a 0,36.

Inoltre, un altro dato da sottolineare è che rispetto al 2017 aumentano in modo netto gli omicidi in ambito familiare e affettivo (+34,9%). Gli omicidi questo tipo sono l'83,8% di quelli che colpiscono le donne, contro una quota del 27,9% tra gli omicidi con vittime uomini.

0,65 omicidi di donne ogni 100mila abitanti nel 2003, il valore più alto registrato nella serie storica.

Al contrario, il trend che riguarda le uccisioni di uomini mostra un netto calo dal 1992. Infatti, si è passati da quasi 2 omicidi ogni 100mila abitanti a 0,69 nel 2019.

Complessivamente, gli omicidi che riguardano gli uomini tendono ad di più di quelli femminili nonostante questo divario, inizialmente molto più ampio, ora si stia sempre di più assottigliando. Basti pensare che tra il 2018 e il 2019 il calo del numero totale di omicidi, passato da 345 a 315, ha interessato gli uomini mentre il numero di omicidi femminili è rimasto stabile.

Gli omicidi di donne nel resto d'Europa

Nel 2018, una donna europea ogni 100mila è stata uccisa. Un dato che supera tale media in 14 dei 24 paesi considerati nell'analisi da Eurostat. I tassi di omicidi femminili più elevati si rilevano in alcuni paesi dell'Europa orientale e meridionale, tra cui due delle repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania. La Lettonia, in particolar modo, risulta avere il tasso più elevato dell’Unione europea pari a 4,12 donne uccise ogni 100mila residenti. Seguono Lituania (3,57), Malta (1,70), Cipro (1,36) e Bulgaria (1,05). Il tasso di omicidi femminili in quell'anno ha segnato 0,4 ogni 100mila in una serie di paesi, tra cui Italia (0,43 donne uccise ogni 100mila residenti), Polonia e Paesi Bassi (0,42), Irlanda (0,41) e Croazia (0,38).

Il dato fa riferimento al numero di omicidi volontari di donne per 100 mila donne in alcuni paesi dell’Unione europea, in cui il dato è stato reso noto nel 2018.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Un confronto da cui si ricava un'immagine profondamente divisa dell'Europa. In particolare emerge come gli omicidi di donna siano più frequenti nei paesi dell'Europa dell'est e nell'area balcanica. Tra questi sono presenti Lituania e Lettonia, che hanno i valori per 100mila donne, più alti dell'Ue. Seguite da Bulgaria e Slovacchia con valori rispettivamente pari a 1,05 e 0,93.

Se isoliamo gli omicidi volontari commessi dal partner intimo, nel 2018 l'incidenza è stata maggiore a Malta (0,85 donne ogni 100mila residenti) e in due paesi scandinavi: Finlandia (0,64) e Svezia (0,44). Seguono Paesi Bassi (0,32), Germania (0,30), Lettonia (0,29), Inghilterra e Galles (0,27) e Lituania (0,26). In Italia e Francia si attestano a 0,24 ogni 100mila residenti, con due tendenze differenti. Mentre in Francia questo dato segna una discesa rispetto all'anno precedente (erano stati 0,29 ogni 100mila residenti gli omicidi di donne da parte del partner), in Italia tra 2017 e 2018 si è registrato un aumento degli omicidi da partner intimo (da 0,18 a 0,24). Seguono Spagna e Croazia, con circa 0,2 omicidi ogni 100mila residenti Slovacchia (0,07) e Slovenia (0). Mentre il dato non è disponibile con questa disaggregazione per gli altri stati Ue.

Gli omicidi all'interno di una relazione sono in aumento

Gli omicidi di donne sono un fenomeno in costante crescita e che, come si è visto dalla definizione fornita dall'Eige, coinvolge spesso la sfera intima della vittima. Se da una parte nel 2019 il numero di omicidi con vittime donne è rimasto pressappoco invariato rispetto all'anno precedente, dall'altra sono aumentati gli omicidi volontari commessi dal partner della vittima.

I dati rappresentano le donne vittime di omicidio sul totale in base alla relazione che avevano con l’omicida dal 2014 al 2019.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Infatti nel 2017 gli omicidi commessi dal partner risultavano essere il 35,8% del totale, mentre nel 2019, in soli due anni, questa quota aumenta fino al 49,5%. Una percentuale che sale ulteriormente se si considerano tutti gli omicidi commessi da una persona conosciuta dalla vittima e con cui questa aveva un rapporto prossimo (partner, ex partner e parente). Infatti, nel 2019 gli omicidi di donne commessi da una persona della cerchia famigliare sono pari all’83,8% del totale contro il 72,4% di due anni prima.

Da notare però che di questa macro categoria, gli omicidi commessi da altri parenti risultano in calo, segnando la fine della precedente fase di crescita. Nel 2014 infatti questa categoria raggiungeva il 22,3%, per poi aumentare di 6,2 punti percentuali nel 2017. Al contrario, due anni dopo questo dato è diminuito di nuovo, riavvicinandosi alla percentuale del 2014 e raggiungendo il 22,5% del totale.

Mentre gli omicidi commessi da parenti hanno segnato un calo, è cresciuta la percentuale di quelli commessi dall'ex partner della vittima. Il 2019 infatti ne segna il record raggiungendo l'11,7%, contro il 7,5% dell'anno precedente e il 6,4% del 2015, anno in cui si registra la percentuale più bassa.

I tassi di omicidi femminili nelle regioni

Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione è l'impatto, a livello regionale, degli omicidi con vittime donne. Considerando i valori in termini assoluti, Lombardia (18), Emilia-Romagna (14), Lazio (12), Sicilia (10), Veneto (8) e Puglia (7) sono le regioni con più omicidi di donne. Questi dati acquisiscono ulteriore peso se vengono rapportati alla popolazione della regione in cui gli omicidi hanno luogo.

Il dato fa riferimento alla quota di donne che sono state uccise ogni 100mila nelle regioni e province autonome italiane che hanno rilasciato il dato nel 2019. Nell’analisi non sono presenti la Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Basilicata in quanto non si sono verificati omicidi.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

In 4 regioni non si sono verificati omicidi di donne nel 2019, si tratta di Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Basilicata. Il tasso di omicidi di donne è stato inferiore alla media nazionale pari a 0,36 anche in altre 8 regioni: Campania (0,20), Marche (0,26), Piemonte (0,27), Calabria (0,31), Toscana (0,31), Veneto (0,32), Puglia (0,34) e Lombardia (0,35).

Considerando, invece, le macroregioni il valore più elevato è nelle isole (Sicilia e Sardegna), con un'incidenza pari a 0,45 ogni 100mila donne. Seguono le regioni del nord-est (0,40), quali per esempio oltre alla già citata Emilia-Romagna, anche il Trentino-Alto Adige (0,37) e il Veneto (0,32).

Gli orfani di femminicidio

Sono diversi ogni anno i casi in cui le vittime di femminicidio sono madri uccise dal partner. All'interno della normativa italiana, i figli vittime di questo tipo di reato sono definiti orfani di crimini domestici, in quanto si ritrovano senza madre perché uccisa e spesso anche senza padre perché in arresto. Bambini e ragazzi che, nel caso in cui non abbiano parenti prossimi disponibili a prendersene cura, vengono affidati ad altre famiglie o a centri per il supporto familiare.

Gli orfani di crimini domestici sono figli, minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti, della vittima di un omicidio commesso dal partner, anche legalmente separato o divorziato.

Con il decreto ministeriale 71/2020 sono state regolamentate ulteriormente le misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie, già stabiliti nella legge 4/2018. Infatti, la legge prevede un fondo per aiutare questa categoria di orfani, che siano minorenni o maggiorenni.

Tra le diverse misure previste, due in particolare riguardano aspetti direttamente connessi all'istruzione del minore. La prima è una borsa di studio volta alla sussistenza del destinatario, il secondo invece è la gratuità (o semi gratuità, in base al caso) della frequenza presso istituzioni educative. All'interno di questo sostegno economico sono inclusi anche degli incentivi per la formazione, per l'inserimento nell'attività lavorativa e per le spese mediche e assistenziali.

2.000 orfani di crimini domestici in Italia nel 2020 aventi diritto al fondo.

Foto credit: Melanie Wasser (Unsplash) - Licenza

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