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	<title>Campania Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 13 Jan 2026 11:09:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Circa 1.800 studenti coinvolti nei primi due mesi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/circa-1-800-studenti-coinvolti-nei-primi-due-mesi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il percorso educativo, volto ad avvicinare la popolazione studentesca alle materie STEM, presenta i primi dati delle attività nelle classi. Sono centinaia gli incontri e i laboratori nei tredici istituti coinvolti in Abruzzo, Basilicata e Campania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/circa-1-800-studenti-coinvolti-nei-primi-due-mesi-di-cosmic-school/">Circa 1.800 studenti coinvolti nei primi due mesi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È molto positivo il bilancio dei primi mesi di Cosmic School, <strong>progetto che vede protagonisti enti di ricerca e formazione in 13 scuole di Abruzzo, Campania e Basilicata</strong>. Il percorso, selezionato e sostenuto dal <a href="https://www.fondorepubblicadigitale.it/scheda_progetto/cosmic-school/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale</a>, è stato lanciato al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila lo scorso 10 ottobre e ha visto già l’avvicendarsi nelle classi di alcuni dei laboratori previsti.</p>



<p>I primi numeri di Cosmic School vedono la partecipazione di più di 1.800 studenti e studentesse delle 13 scuole superiori coinvolte, in <strong>centinaia di incontri e laboratori tematici.</strong> </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.817 </span>studenti e studentesse coinvolti nei primi due mesi di Cosmic School.</p>
			        </section>
		


<p>In particolare, sono partite le attività legate alla “<strong>introduzione alla fisica</strong>”, tenute da ricercatori e ricercatrici di <strong>Gran Sasso Science Institute</strong>, <strong>Gran Sasso Tech</strong> e <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso</strong>. </p>



<p>Esponenti delle stesse tre organizzazioni hanno tenuto anche incontri di orientamento legati alle carriere STEM, mentre i laboratori di <strong>citizen science,</strong> condotti dalla Fondazione Openpolis con il supporto dei docenti delle scuole coinvolte, hanno visto già <strong>164 incontri con le classi.</strong> A partire da ottobre sono poi stati realizzati 59 incontri del laboratorio <strong>“orientamento e competenze” </strong>e 120 dedicati alla sensibilizzazione sulle <strong>discriminazioni di genere nell’ambito STEM</strong>, compresi diversi interessanti confronti sul tema con docenti e genitori di ragazzi e ragazze che partecipano alle attività del progetto.</p>



<p><strong>In tutto sono 87 le classi interessate da Cosmic School,</strong> all’interno delle quali si è lavorato collettivamente sull’elaborazione di contenuti sul tema delle STEM, attraverso raccolte di dati sul campo, sondaggi nelle scuole e altre attività pratiche.</p>



<p>Cosmic School è un <strong>percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM</strong> (acronimo di Science, Technology, Engineering e Mathematics). È fondato su due tipologie di attività: da un lato formazione e orientamento, dall’altro quelle volte alla costruzione di comunità di apprendimento e pratica. Partecipano per tutto l’anno scolastico in corso <strong>scuole abruzzesi</strong> (a L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), <strong>campane</strong> (Pompei) e in Basilicata (Potenza), supportate dall’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>cosmicschool.it</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>“Il riscontro da parte di ragazzi, ragazze, docenti e genitori è stato positivo. C’è molto interesse rispetto alle attività e ai temi che affrontiamo, sia dal punto di vista della curiosità nell’apprendimento e nella conoscenza, che nella voglia di fare pratica”, afferma <strong>Vincenzo Smaldore</strong>, direttore dell’area istituzionale della Fondazione Openpolis e responsabile del progetto.</p>



<p>Nel corso del mese di gennaio riprenderanno gli incontri e aumenterà anche il livello pratico delle attività. L’obiettivo, infatti, è che studenti e studentesse di ogni scuola costruiscano il <strong>Cosmic Rays Cube</strong> (CRC), un rivelatore di raggi cosmici, sotto la direzione di scienziati e scienziate degli enti di ricerca partner. Una sfida ambiziosa che vedrà protagonisti studenti e docenti delle scuole coinvolte dal progetto.</p>



<p>Un prototipo del CRC è stato esposto anche nel corso dell&#8217;evento di lancio del progetto, lo scorso 10 ottobre all&#8217;Aquila.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube.jpeg" alt="" class="wp-image-305436" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube.jpeg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-768x512.jpeg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-129x86.jpeg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-96x64.jpeg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-264x176.jpeg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-414x276.jpeg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-635x423.jpeg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1026x684.jpeg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1368x912.jpeg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-350x233.jpeg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-272x182.jpeg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La qualità dell&#8217;ambiente scolastico e il riscaldamento a scuola</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=296499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa il 90% degli edifici scolastici dispone di un impianto di riscaldamento, con ampie differenze sul territorio nazionale. Un aspetto da monitorare con attenzione, perché può incidere fortemente anche sulla qualità dell'esperienza scolastica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In inverno, il funzionamento degli impianti di riscaldamento è una delle questioni più rilevanti per monitorare la <strong>qualità dell&#8217;esperienza scolastica</strong> di studenti, insegnanti e personale della scuola.</p>



<p>Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di approfondire come alcuni <strong>fattori strutturali influiscano in modo determinante sull&#8217;offerta didattica</strong>. A partire dalla disponibilità di servizi e strutture, come la <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/#maggiore-diffusione-di-aule-informatiche-nelle-scuole-del-nord-ovest-minore-nel-centro-sud" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presenza di aule informatiche</a>, per consentire l&#8217;apprendimento delle competenze digitali, oltre alla disponibilità di <a href="https://www.openpolis.it/lo-sport-a-scuola-per-riavvicinare-i-giovani-alla-pratica-sportiva/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palestre</a> e di <a href="https://www.openpolis.it/le-mense-nel-contrasto-della-poverta-educativa-e-alimentare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mense</a>. Queste possono facilitare i rientri, il tempo pieno, attività di doposcuola o altri progetti extra-scolastici.</p>


<div id="un-ambiente-scolastico-confortevole-e-il-presupposto-per-unofferta-didattica-di-qualita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Accanto a quelli citati, il presupposto per garantire un&#8217;<strong>offerta didattica adeguata</strong> è che la scuola rappresenti prima di tutto un <strong>ambiente confortevole e sicuro</strong>. Non parliamo solo della <a href="https://www.openpolis.it/a-quando-risale-ledilizia-scolastica-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disponibilità di scuole moderne</a>, <a href="https://www.openpolis.it/il-problema-dellinquinamento-per-scuole-e-studenti-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lontane da fonti di inquinamento</a>, facilmente <a href="https://www.openpolis.it/le-opportunita-educative-dipendono-anche-dallaccessibilita-delle-scuole/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raggiungibili con il trasporto pubblico</a>. Ma anche della<strong> possibilità di fare lezioni in un ambiente con temperature adeguate</strong>, anche grazie alla presenza di impianti di riscaldamento. </p>



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                <span class="fs-24 fw-400">Ti interessa l'argomento                    <span class="fw-700">Povertà educativa</span>?</span>
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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
            </div>
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				                    <i class="fs-15"> - Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
            </div>
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</div>



<h3 class="wp-block-heading">Gli impianti di riscaldamento nelle scuole italiane</h3>



<p>La presenza di impianti, informazione ricostruibile grazie ai dati aperti pubblicati dal ministero dell&#8217;istruzione,<strong> ovviamente non è sufficiente per valutare l&#8217;effettiva esperienza scolastica di ragazze e ragazzi</strong>. Questo perché vi sono anche altri aspetti da tenere in considerazione: dal funzionamento in concreto degli impianti, all&#8217;isolamento termico nelle singole aule. Allo stesso tempo, si tratta di un <strong>primo elemento rilevante da considerare per valutare la condizione delle scuole</strong>.</p>



<p>In Italia, su oltre 40mila edifici scolastici statali presenti, sono circa 35mila quelli per cui gli enti proprietari hanno dichiarato la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento. Perciò in media <strong>poco meno del 90% degli edifici è dotato di impianto di riscaldamento</strong>. In 526 questo non è sicuramente presente, mentre per circa il 10% degli edifici (oltre quattromila) tale informazione non è disponibile.</p>


<div id="884-gli-edifici-scolastici-per-cui-e-dichiarata-la-presenza-di-impianti-di-riscaldamento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">88,4% </span>gli edifici scolastici per cui è dichiarata la presenza di impianti di riscaldamento.</p>
			        </section>
		


<p>Questi dati variano ampiamente sul territorio nazionale. Il <strong>Piemonte</strong> è la regione con più scuole che dispongono di impianti di riscaldamento, essendone dichiarata la presenza nel<strong> 98,5% degli edifici scolastici statali della regione</strong>. Seguono, con oltre il 95%, Veneto, Liguria, Marche, Lombardia, Valle d&#8217;Aosta. </p>


<div id="la-quota-scende-sotto-il-70-in-campania-e-calabria-tuttavia-per-molte-scuole-linformazione-non-e-disponibile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-70-degli-edifici-scolastici-ha-limpianto-di-riscaldamento-in-calabria-e-campania/">Meno del 70% degli edifici scolastici ha l&#8217;impianto di riscaldamento in Calabria e Campania</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-70-degli-edifici-scolastici-ha-limpianto-di-riscaldamento-in-calabria-e-campania/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di impianti di riscaldamento (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_296508_tab3"><p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/12/meno-del-70-degli-edifici-scolastici-ha-limpianto-di-riscaldamento-in-calabria-e-campania.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-296508"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-296508" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="strillo-testo-block_e2aa81ca632aabe8b5e8fb5832f882b8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Per molte scuole l&#8217;informazione non è disponibile per l&#8217;anno scolastico 2022/23.</p>
			        </section>
		</div>



<p>In <strong>Calabria</strong> e in <strong>Campania</strong> la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento è stata dichiarata nell&#8217;anno scolastico 2022/23 per meno del 70% degli edifici scolastici. Rispettivamente il 69,8% e il 66,1% del totale.</p>



<p>Va comunque considerato che, <strong>in entrambe regioni, risulta molto elevata la quota di edifici per cui tale informazione non è stata dichiarata dagli enti proprietari, province e comuni</strong>. Il dato non è infatti disponibile per circa un terzo delle scuole campane (32,8% degli edifici scolastici statali) e per il 28,1% di quelle calabresi.</p>



<p>Tra le <strong>province</strong>, quella di <strong>Imperia è l&#8217;unica dove la presenza è dichiarata per tutte le scuole</strong>. Seguono, con oltre il 99% di edifici scolastici dotati di impianti di riscaldamento, i territori di Rovigo, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola, Lodi, Cremona e Novara. Mentre <strong>non raggiungono i due terzi delle scuole in alcune province del mezzogiorno</strong>. Come quella di Catanzaro, dove la presenza è dichiarata per il 65,8% degli edifici scolastici, e quelle di Vibo Valentia (65,6%), Reggio Calabria (62,7%), Trapani (60,4%), Salerno (58,5%) e Napoli (55,4%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le scuole dotate di impianti di riscaldamento, comune per comune</h3>



<p>Divari molto ampi si registrano anche a livello locale, approfondendo il dato comune per comune. I <strong>comuni di cintura</strong>, hinterland delle città maggiori, sono quelli dove la presenza di impianti di riscaldamento è dichiarata con maggiore frequenza (90,4% dei casi). <strong>Nelle aree interne, così come nelle città principali, la loro disponibilità è sensibilmente inferiore</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Nei <strong>comuni periferici e ultraperiferici</strong>, i più distanti dai servizi essenziali, la presenza di impianti di riscaldamento è dichiarata per l&#8217;<strong>86,6% degli edifici scolastici</strong>. Quasi 2 punti in meno della media nazionale, pari all&#8217;88,4%. <strong>Quota poco superiore per le città polo, baricentriche in termini di servizi</strong>. In questi centri, in media l&#8217;<strong>86,7%</strong> degli edifici scolastici risulta dotato di impianti di riscaldamento.</p>



<p>Peraltro <strong>anche tra i capoluoghi i dati possono variare fortemente</strong>. In 24 città capoluogo su 109 tutti gli edifici scolastici censiti dispongono dell&#8217;impianto di riscaldamento, mentre in altri 50 la quota supera il 90%. <strong>Di questi 74 comuni con maggiore dotazione, 57 si trovano nell&#8217;Italia centro-settentrionale</strong>, mentre sono 17 quelli di sud e isole.</p>


<div id="tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-dichiarati-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/">Tra le città, meno impianti di riscaldamento nelle scuole di Catanzaro e Reggio Calabria</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di impianti di riscaldamento (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_296514_tab3"><p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Sono <strong>6 le città capoluogo per cui la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento è stata dichiarata per meno della metà degli edifici scolastici statali censiti.</strong> Si tratta di Salerno (48,8%), Cosenza (47,5%), Napoli (46,3%), Parma (46%), Catanzaro (28%) e Reggio Calabria (20,6%).</p>


<div id="938-gli-edifici-dotati-di-impianto-nelle-2-zone-climatiche-piu-fredde-e-e-f" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è il confronto con le <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-italiani-per-zona-climatica-di-appartenenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">zona climatica</a> di appartenenza del comune. Si tratta di una classificazione contenuta nel&nbsp;<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1993-08-26;412!vig=2022-10-12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dpr 412/1993</a>, che consente di categorizzare i comuni secondo una scala da A a F. <strong>Nei comuni delle due zone climatiche &#8220;più fredde&#8221; (zone E e F), in media oltre il 93% degli edifici scolastici è dotato di impianto, a fronte di una media dell&#8217;88,4%</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli impianti di riscaldamento negli edifici scolastici statali per l&#8217;anno scolastico 2022/23 sono di fonte Mim.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/la-bambina-nel-parco-di-autunno-sta-al-consiglio-scolastico_7408551.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=0&amp;uuid=8349cc19-82e9-4a34-a698-40ed39c679c9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">teksomolika (Freepik)</a><span style="font-size: revert; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, &quot;Segoe UI&quot;, Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif;"> &#8211; </span><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/">La qualità dell&#8217;ambiente scolastico e il riscaldamento a scuola</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293749</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia è diventato argomento comune nel dibattito pubblico il crescente disagio tra i giovani. Non mancano segnali in questa direzione, anche se una ricostruzione territoriale del fenomeno resta difficile con gli strumenti di analisi attuali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il 10 ottobre sarà la <a href="https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioNotizieSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=6019" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della salute mentale</a>, una ricorrenza promossa dalle istituzioni nazionali e internazionali per accrescere la consapevolezza su questo aspetto.</p>
</p>
<p>Dopo la pandemia, è diventata parte del dibattito pubblico la<strong> questione della condizione di giovani e minori</strong>, sotto tanti punti di vista: dai <strong>divari educativi </strong>emersi durante il Covid a forme di <strong>disagio ed esclusione</strong> sociale che hanno colpito i più giovani in questo periodo. Con le testimonianze, <a href="https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche tra gli operatori sanitari</a>, di un&#8217;<strong>accresciuta percezione di peggioramento nella condizione di benessere mentale</strong> di bambini e ragazzi.</p>
</p>
<p>Ricostruire questi aspetti è sempre molto complesso. Inoltre, come abbiamo avuto modo di approfondire nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a>, vi è una <strong>diffusa retorica emergenziale tesa a descrivere i giovani come ripiegati su sé stessi</strong>, che spesso prescinde dalla loro condizione effettiva.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla campagna di Con i Bambini<br />
<br /><strong>Non sono emergenza</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Allo stesso tempo, i <strong>segnali di malessere psicologico tra bambini e ragazzi non devono essere sottovalutati</strong>, arrivando anche da fonti autorevoli. Come le indagini svolte negli ultimi anni dal ministero della salute sui <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_6029_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani</a> e quella sulle dipendenze comportamentali nella generazione Z (i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012) a cura dell&#8217;<a href="https://www.iss.it/dipendenze/-/asset_publisher/zwfXwoiZC6zu/content/dipendenze-comportamentali-nella-generazione-z-online-tutti-i-materiali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituto superiore di sanità</a>.</p>
</p>
<p><div id="per-evitare-un-racconto-aneddotico-sulla-condizione-degli-adolescenti-serve-partire-dai-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Di fronte al rischio di una narrazione aneddotica sulla condizione giovanile, <strong>partire dai dati &#8211; adottando anche diversi punti di vista &#8211; è l’unico modo per orientarsi e capire meglio la situazione in corso.</strong> Con tutti i limiti del caso, visto che generalmente le informazioni disponibili non permettono un’effettiva profondità territoriale di analisi. Attraverso l&#8217;uso di fonti diverse, proviamo a ricostruire un quadro delle tendenze rispetto al benessere psicologico tra gli studenti.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La condizione dei giovani attraverso l&#8217;indice di salute mentale</h3>
</p>
<p>Un primo&nbsp;strumento a disposizione per ricostruire la condizione di salute mentale nelle nuove generazioni è l&#8217;indice specifico, utilizzato da Istat nell’ambito degli indicatori sul benessere equo e sostenibile (Bes).</p>
</p>
<p>Si tratta di una modalità per misurare il disagio psicologico (<em>psychological distress</em>), elaborata dall&#8217;istituto di statistica attraverso la sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di almeno 14 anni in 5 quesiti estratti da uno specifico questionario (il <a href="https://www.istat.it/it/files/2011/02/metadati.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sf36: 36-item short form survey</a>). I quesiti selezionati si riferiscono alle<strong> quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. A partire dalle risposte, viene elaborato un indice che varia tra 0 e 100: <strong>più è elevato l’indice, migliori sono le condizioni di benessere psicologico della persona</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Dopo l&#8217;inizio della pandemia, è proprio tra i più giovani </strong>(fascia 14-19 anni) che si era riscontrato il <strong>peggioramento più consistente dell&#8217;indice di salute mentale</strong>. Stando ai nuovi dati &#8211; relativi al 2023 &#8211; questa tendenza non appare del tutto recuperata rispetto al periodo pre-Covid.</p>
</p>
<p><div id="71-lindice-di-salute-mentale-tra-14-19enni-nel-2023-in-calo-rispetto-al-2022-i-livelli-pre-covid-non-sono-ancora-recuperati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Nel 2023 torna a peggiorare l&#8217;indice di salute mentale tra i giovani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293757_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 12 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293757"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293757" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno di rilevazione<strong> l&#8217;indice di salute mentale tra gli adolescenti è sceso a 71</strong>, rispetto al 72,6 registrato l&#8217;anno precedente. I giovani restano la fascia d&#8217;età con l&#8217;indice più alto, ma in confronto alla media della popolazione è<strong> nitido il contrasto tra prima e dopo la pandemia</strong>. Un gap che peraltro non sembra essere ancora del tutto recuperato.</p>
</p>
<p>L&#8217;altro aspetto significativo è lo spiccato <strong>divario di genere</strong>. Tra le adolescenti l&#8217;indice di salute mentale è stato pari a 67,4 nel 2023, circa 7 punti in meno dei coetanei maschi (74,3). Sebbene uno svantaggio femminile sia comune a tutte le fasce d&#8217;età, <strong>lo scarto registrato tra i 14 e i 19 anni è particolarmente ampio</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La differenza di genere a svantaggio delle donne si osserva a tutte le età, ma è particolarmente accentuata tra i più giovani e tra i più anziani. Nel 2023, in questi gruppi il divario di genere raggiunge i 7 punti: il punteggio è pari a 74,3 per i ragazzi di 14-19 anni (67,4 tra le coetanee)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/04/1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><strong>Quello sulla salute mentale non è l&#8217;unico indicatore che segnala una difficoltà</strong> nella condizione di bambini e ragazzi. Dai dati sull&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=15" target="_blank" rel="noreferrer noopener">isolamento sociale</a> a quelli sulle <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendenze</a>, fino ai <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare</a>, i segnali in questa direzione sono numerosi. Tuttavia, se è abbastanza chiaro il quadro complessivo, non è altrettanto semplice ricostruire il fenomeno con una <strong>disaggregazione territoriale fine</strong>, premessa obbligata per qualsiasi tipo di intervento.</p>
</p>
<p><div id="del-fenomeno-si-conoscono-i-fattori-chiave-ma-e-urgente-approfondirlo-anche-in-chiave-territoriale-per-intervenire-adeguatamente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno difficile da ricostruire in chiave locale</h3>
</p>
<p>Negli ultimi anni vi è stato un grande sforzo della comunità scientifica per indagare le cause del peggioramento del <strong>benessere psicologico in alcune ragazze e ragazzi</strong>, specialmente dopo la pandemia.</p>
</p>
<p>Va in questa direzione la <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a> promossa dall&#8217;autorità garante per l&#8217;infanzia (Agia) insieme all&#8217;istituto superiore di sanità (Iss), da cui emergono una serie di <strong>fattori di rischio</strong>, sia endogeno (relativo al minore e alla sua famiglia) che esogeno (riferiti al contesto in cui vive).</p>
</p>
<p><p>&nbsp;</p>
<p><h2 id="tablepress-4436-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-4436">Fattori di rischio per il benessere psico-fisico dei minori nel Covid</h2>

<table id="tablepress-4436" class="tablepress tablepress-id-4436 w-100" aria-labelledby="tablepress-4436-name" aria-describedby="tablepress-4436-description">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><center><b>Fattori endogeni</b></center></th><th class="column-2"><center><b>Fattori esogeni</b></center></th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Esperienze di isolamento, malattia grave e/o decesso di uno o più familiari </td><td class="column-2">Assenza di un approccio di sistema (mancato coordinamento delle reti sociali, sanitarie ed educative)</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Situazioni familiari complesse (es. separazione dei genitori, assenza o iperprotezione di figure adulte di riferimento, sovraccarico lavorativo dei genitori o lavori ad alto rischio COVID) </td><td class="column-2">Mancanza di una rete di servizi sociosanitari ed educativi sufficientemente efficace (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e sociale) </td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Problematiche psicologiche e neuropsichiatriche preesistenti</td><td class="column-2">Inadeguatezza dei sistemi di accoglienza e cura</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Stress correlato alla richiesta di prestazioni scolastiche elevate</td><td class="column-2">Prolungati periodi di chiusura della scuola </td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Difficoltà nella gestione temporale della routine quotidiana </td><td class="column-2">Percezione costante di incertezza e sfiducia nelle istituzioni</td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Utilizzo inadeguato e/o eccessivo dei dispositivi tecnologici per le attività didattiche e le relazioni sociali (es. eccesso di social network)</td><td class="column-2">Mancanza di zone verdi e chiusura prolungata di luoghi di aggregazione e/o socializzazione </td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Mancata conoscenza della lingua italiana da parte dei migranti e delle loro famiglie</td><td class="column-2">Confusione generata dalla comunicazione da parte dei mass media </td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td><td class="column-2">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Episodi di violenza sui minorenni e violenza assistita</td><td class="column-2">Fragilità socio-culturali ed economiche (es. posizioni lavorative precarie o perdita del lavoro dei genitori) </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<span id="tablepress-4436-description" class="tablepress-table-description tablepress-table-description-id-4436">Fonte: Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022) </span>
<!-- #tablepress-4436 from cache --></p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
</p>
<p>Purtroppo, mentre vi è un certo consenso sui fattori connessi al benessere psico-fisico dei minori, <strong>non è altrettanto semplice ricostruire tale condizione in chiave territoriale</strong>.</p>
</p>
<p>Uno sforzo in questo senso è quello effettuato dall&#8217;Iss nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine internazionale promossa dall&#8217;Oms sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare (in inglese <em>health behaviour in school-aged children</em>, <a href="https://hbsc.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hbsc</a>).</p>
</p>
<p>Questa indagine internazionale, svolta <strong>ogni 4 anni</strong> attraverso un campione di <strong>alunni delle scuole secondarie</strong> di primo e secondo grado, dal 2010 prevede una rappresentatività sia nazionale che regionale. Con la raccolta quindi di <strong>dati per tutte le regioni </strong>e province autonome del paese. Nel 2022 &#8211; l&#8217;ultima edizione svolta &#8211; sono state oltre seimila le classi campionate, da tutte le regioni italiane.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6.388 </span>le classi campionate per l&#8217;indagine Hbsc nel 2022 in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Questa indagine, la prima del genere svolta nel post-Covid, offre alcuni indirizzi sul fenomeno, con una maggiore disaggregazione territoriale rispetto ad altre ricerche sul tema.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del contesto familiare sulla condizione dei giovani</h3>
</p>
<p>Un primo elemento che questi dati consentono di analizzare è il <strong>contesto familiare</strong>. In presenza di un disagio psicologico o di un disturbo, <strong>poter contare sul sostegno dei genitori</strong> e in generale della famiglia è fondamentale. Tanto è vero che lo studio effettuato durante la pandemia dal garante dell&#8217;infanzia e dall&#8217;Iss ha fatto emergere questo aspetto come<strong> fattore protettivo per la salute mentale dei minori</strong> nell&#8217;emergenza Covid-19.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Tra i più frequenti [fattori di resilienza endogeni, ndr] sono citati il vivere in una famiglia caratterizzata da un contesto reticolare solido, con la possibilità di affidarsi e chiedere aiuto basandosi su relazioni solide preesistenti; la capacità di resilienza familiare e genitoriale di far fronte all’emergenza in un contesto affettuoso ed equilibrato;</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>I dati mostrano che <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf#page=30">al crescere dell&#8217;età, diminuisce la facilità con cui ragazze e ragazzi riescono ad aprirsi con i genitori</a>, con una maggiore facilità nel parlare con la madre. La questione riguarda soprattutto le ragazze. <strong>Poco più della metà delle quindicenni dichiara di ricevere un elevato supporto familiare (51,8%)</strong>, a fronte del 60,7% registrato tra i coetanei maschi. Una quota che varia anche rispetto al territorio di appartenenza.</p>
</p>
<p><div id="42-le-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-che-dichiarano-un-elevato-supporto-familiare-meno-della-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Solo il 42% delle ragazze di Veneto ed Emilia-Romagna dichiara un elevato supporto familiare</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Percentuale di 15enni che dichiarano un elevato supporto familiare (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294697"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294697" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Oltre due terzi degli studenti maschi della provincia autonoma di Bolzano (71,7%), della Valle d&#8217;Aosta (66,5%) e della Puglia (66,2%) dichiarano un elevato supporto della famiglia. <strong>Tra le giovani la quota è sistematicamente più bassa, anche se supera il 60% in 3 territori</strong>. Oltre all&#8217;area di Bolzano, due regioni del mezzogiorno come Sicilia e <strong>Campania</strong>. Quest&#8217;ultima è anche la <strong>regione con il minor divario di genere</strong>: la quota di giovani che si sentono supportati dalla famiglia è analoga tra maschi e femmine e sfiora il 61%.</p>
</p>
<p>Al contrario,<strong> meno del 45% delle ragazze di Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna e Veneto dichiara un elevato supporto familiare</strong>. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La scuola per gli adolescenti</h3>
</p>
<p>Insieme alla famiglia, la <strong>scuola</strong> è l&#8217;altra istituzione con un ruolo centrale. È qui infatti che bambini e ragazzi<strong> trascorrono buona parte del proprio tempo</strong>, vivendo esperienze che possono influenzarne il benessere e lo sviluppo.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso, <strong>l&#8217;apprezzamento verso la scuola è inversamente correlato all&#8217;età</strong>. I rispondenti 11enni a cui &#8220;piace molto la scuola&#8221; sono il 21% tra le ragazze e il 15% tra i maschi. La quota si dimezza a 13 anni (7% maschi, 10,7% femmine), per poi calare ulteriormente tra i 15enni (5,6% maschi, 7% femmine). In questa fascia d&#8217;età, <strong>il 61,8% si sente accettato dagli insegnanti, ma solo poco più di uno su 3 (35,4%) percepisce un interesse da parte dei docenti</strong>. Due su 3 (66,6%) si sentono accettati per come sono dai compagni di classe.</p>
</p>
<p>Fortemente correlata con i rapporti con insegnanti e compagni è la<strong> percezione di stress rispetto all&#8217;esperienza scolastica</strong>. La difficoltà di gestire lo stress è uno dei fattori più spesso chiamati in causa per l&#8217;impatto sulla dimensione psicologica e sociale. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Troppo stress si può accompagnare alla comparsa di comportamenti a rischio (ad esempio il consumo di alcolici, il fumo o l’uso di sostanze psicoattive), oppure essere associato a una maggiore frequenza di sintomi psico-somatici, tra i più comuni mal di testa, dolori muscolari e/o disturbi del sonno.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf" target="_blank">&#8211; Iss, Hbsc 2022, Principali risultati</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Circa il <strong>60% degli studenti intervistati dichiara di sentirsi molto o abbastanza stressato dalla scuola</strong>, una quota cresciuta rispetto alla precedente rilevazione del 2017/18. La percentuale varia rispetto ai territori, all&#8217;età e al genere degli studenti. Non raggiunge il 50% in provincia di Bolzano (40,6%) e in Calabria (49%), mentre supera il 62% in Veneto e Valle d&#8217;Aosta. Il <strong>picco massimo tra le ragazze 15enni</strong>: quasi l&#8217;80% dichiara di sentirsi abbastanza o molto stressata dall&#8217;impegno scolastico (60,2% tra i coetanei maschi).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani tra amici e uso del tempo libero</h3>
</p>
<p>Un altro aspetto frequentemente discusso, e che le indagini più autorevoli consentono di approfondire, è l&#8217;uso del tempo libero. Abbiamo avuto modo di approfondire come già prima del Covid fosse emersa la<a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tendenza degli adolescenti di vedere meno spesso i propri amici nel tempo libero</a>. Un fenomeno spiegabile anche con l&#8217;incremento nell&#8217;uso degli strumenti digitali e dei media sociali.</p>
</p>
<p>Su questo aspetto il dibattito si è molto concentrato, purtroppo non di rado con <strong>approcci allarmisti e paternalisti che non aiutano a comprendere meglio il fenomeno</strong>. Sarebbe opportuna infatti una distinzione tra la fisiologica evoluzione dei mezzi di comunicazione (su cui è necessaria un opera di alfabetizzazione digitale per poterli padroneggiare) e i casi in cui l&#8217;abuso di tali strumenti diventa il sintomo di un malessere di altro tipo. Esattamente come in altri tipi di dipendenze.</p>
</p>
<p>L&#8217;indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare consente di ricostruire l&#8217;entità di questo fenomeno.</p>
</p>
<p><div id="135-degli-adolescenti-mostra-un-uso-problematico-dei-social-media-la-quota-sale-al-16-in-campania" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13,5% </span>degli adolescenti mostra un uso problematico dei social media.</p>
</section>
</p>
<p>Parliamo di ragazze e ragazzi che presentano almeno 6 dei 9 criteri definiti dalla metodologia di rilevazione. Tra questi rientrano l&#8217;<strong>ansia di accedere ai social</strong>, la volontà di passare sempre più tempo online, sintomi di astinenza quando offline,<strong> fallimento nel controllo del tempo</strong>, <strong>trascurare altre attività</strong>, liti con genitori a causa dell’uso, problemi con gli altri, mentire ai genitori,<strong> usare i social per scappare da sentimenti negativi</strong>.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso è ampio il divario rispetto all&#8217;età, al genere e alla condizione sociale del minore. <strong>Raggiunge il picco tra le ragazze di 13 e 15 anni </strong>(rispettivamente al 20,5% e al 18,5%). Da notare come <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/8-2-2023/L%E2%80%99uso%20problematico%20dei%20social%20media%20e%20dei%20videogiochi.pdf#p" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre due terzi delle adolescenti di questa età dichiari di aver utilizzato spesso i social media per scappare da sentimenti negativi</a>.</p>
</p>
<p>L&#8217;uso problematico dei social è più frequente tra chi viene da una famiglia a<strong> basso status socio-economico</strong>: tra questi ragazzi raggiunge il 15%, contro il 12,7% di quelli con status medio-altro. Le variazioni sono ampie anche rispetto al <strong>territorio di appartenenza</strong>. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Nelle regioni del mezzogiorno si registra un uso più problematico dei social tra i minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Perc. adolescenti che fanno uso problematico dei social media, 6+ criteri (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294711"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294711" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La <strong>Campania</strong> è la regione italiana dove si registra la maggiore frequenza di un uso problematico dei social media tra gli adolescenti (16%). Seguono, con quote poco inferiori al 15%, <strong>Calabria</strong> e <strong>Puglia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di una rete sociale e di servizi su cui fare affidamento</h3>
</p>
<p>Alla luce di queste tendenze, va sottolineato come il <strong>ruolo di una forte rete sociale </strong>sia stata cruciale durante la pandemia per contenere i fenomeni di disagio tra i più giovani.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I professionisti hanno individuato anche meccanismi di resilienza esogeni che hanno agito o potrebbero aver agito quali fattori protettivi per il benessere, il neurosviluppo e la salute mentale delle persone di minore età. Tra i più frequenti (&#8230;) la presenza o creazione di reti sociali, sanitarie ed educative capaci di mettere in atto un meccanismo di collaborazione sinergico a supporto dei ragazzi e dei genitori (&#8230;)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>A partire dalle <strong>tante comunità educanti presenti sul territorio</strong>, aspetto messo in evidenza dall&#8217;indagine dell&#8217;istituto superiore di sanità e del garante dell&#8217;infanzia.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Per quanto riguarda il mondo educativo, hanno agito quali fattori protettivi esogeni, la presenza nelle scuole di attività particolarmente stimolanti (ad esempio, laboratori per i bambini con bisogni educativi speciali); la formazione di insegnanti e alunni; l’attivazione di servizi extrascolastici volti a offrire occasioni di socialità anche attraverso lo sport</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Si comprende quindi quanto mettere in rete queste esperienze, <strong>costruire un coordinamento tra la scuola, le organizzazioni sociali, i servizi sanitari e sociali</strong> rappresenti l&#8217;unico modo per governare questi processi. Nell&#8217;emergenza pandemica, quando questo coordinamento è mancato, ciò ha avuto riflessi sulla vulnerabilità di bambini e ragazzi. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Vivere in un’area caratterizzata da scarso coordinamento della rete di servizi (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e servizi sociali) ha portato a difficoltà nell’ approccio di sistema e a un mancato coordinamento della rete sociale, amplificando le vulnerabilità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>In parallelo con la <strong>costruzione di queste reti</strong>, il <strong>rafforzamento di servizi specifici per tutelare la salute mentale dei minori </strong>appare fondamentale. Per fare un esempio, in base all&#8217;ultimo annuario statistico del ministero della salute, i centri di assistenza di neuropsichiatria infantile e adolescenziale sono articolati nel 2022 in 58 strutture residenziali e in 53 semiresidenziali, ma queste <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3425_allegato.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non risultano presenti in tutte le regioni</a>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">413 </span>posti letto in degenza ordinaria nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</section>
</p>
<p>Inoltre, a fronte di un fabbisogno stimabile in <a href="https://www.quotidianosanita.it/veneto/articolo.php?articolo_id=115907">700 posti secondo i professionisti del settore</a>, sono attualmente circa 400 i posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciò porta a una <strong>commistione tra i servizi rivolti agli adulti e quelli per i minori</strong>, un aspetto ribadito come critico dal garante dell&#8217;infanzia nell&#8217;ultima relazione al parlamento.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) ha assunto una posizione pubblica a proposito dei casi di ricovero di minorenni con problemi di salute mentale negli stessi reparti degli adulti. Nell’occasione ha ricordato che è dal 2017 che l’Autorità garante richiede particolare attenzione affinché si eviti la compresenza di minori di età e di maggiorenni in ragione della mancanza di posti letto dedicati all’età evolutiva. In tale circostanza Garlatti ha rinnovato la richiesta, contenuta nello studio condotto in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (vedi supra), di garantire su tutto il territorio nazionale un numero congruo di posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2024-06/relazione-parlamento-2023-web.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Relazione al parlamento 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><p>Poter<strong> monitorare in chiave territoriale fabbisogni e servizi è l&#8217;unica premessa per impostare politiche efficaci per la salute mentale dei minori</strong>. A partire dall&#8217;istituzione di un sistema informativo univoco, come auspicato dal gruppo di lavoro per il rispetto della convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La perdurante mancanza di un sistema informativo nazionale per la salute mentale delle persone di minore età rende difficile poter analizzare in modo accurato e appropriato le attività territoriali e gli andamenti regionali.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/01/13%C2%B0-Rapporto-CRC-VERSIONE-DEFINITIVA-3.pdf" target="_blank">&#8211; Gruppo Crc, 13esimo rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione (2023)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><p>Solo così sarà possibile <strong>alimentare attraverso i dati un dibattito pubblico</strong> che già sta avvenendo nel paese, spesso senza gli strumenti adeguati. E soprattutto <strong>tradurre in azioni concrete i bisogni emersi</strong>, individuandoli alla luce di un patrimonio informativo solido, trasparente e condiviso.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_salute_mentale_2024/salute_mentale_2024.ods" target="_blank" rel="noopener">Indicatori benessere adolescenti, per regione</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sono tratti dall’indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare, effettuata dall’Iss nell’ambito dello studio internazionale Hbsc promosso dall’Oms (in inglese health behaviour in school-aged children).</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/quattro-donne-che-guardano-in-basso-rTwhmFSoXC8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rosie Sun (unsplash)</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il patrimonio culturale nel contrasto della povertà educativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-patrimonio-culturale-nel-contrasto-della-poverta-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=292829</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia dispone di uno dei patrimoni culturali più ampi del mondo. Restano però ancora divari nella sua fruizione da parte dei minori, anche legati al reddito. Attraverso i musei, è possibile realizzare progetti di inclusione rivolti anche al contrasto della povertà educativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-patrimonio-culturale-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">Il patrimonio culturale nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Con la <a href="https://www.unesco.it/it/news/la-via-appia-e-stata-iscritta-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-dellunesco-per-litalia-e-il-60-riconoscimento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente iscrizione della via Appia</a>, l&#8217;Italia si è confermata il paese che può vantare la <strong>maggiore offerta di patrimonio culturale</strong> a livello mondiale, con gli inserimenti avvenuti a fine luglio nella 44esima sessione di Unesco.</p>
</p>
<p><div id="60-i-beni-unesco-in-italia-il-paese-con-piu-siti-culturali-iscritti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Salgono a <strong>60 i beni italiani iscritti nelle liste Unesco</strong>, di cui 54 culturali e 6 naturali. Una cifra che supera la <strong>Cina</strong> (al secondo posto con 59 beni Unesco, di cui 44 culturali o misti), la <strong>Germania</strong> (54 beni totali, di cui 51 culturali) e la <strong>Francia</strong> (53 beni totali, di cui 46 culturali o misti).</p>
</p>
<p>Evidentemente, queste cifre rappresentano solo la punta dell&#8217;iceberg del patrimonio culturale esistente nel paese. Un capitale diffuso, prezioso e insostituibile anche per impostare le <strong>politiche di contrasto alla povertà educativa</strong>.</p>
</p>
<p>A fronte di questo primato, tuttavia, restano ancora divari nella fruizione da parte di bambini e ragazzi del patrimonio culturale, anche in ragione della <strong>condizione economica e sociale della famiglia</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">36,9% </span>le persone in famiglie con figli ad alto reddito che hanno visitato siti culturali nel 2022. Tra quelle a basso reddito la quota scende al 11,3%.</p>
</section>
</p>
<p>Nel 2022, l&#8217;<strong>11,8</strong>% dei musei ha attuato dei <strong>partenariati o delle collaborazioni formali con la comunità educante</strong>, per realizzare progetti di inclusione rivolti a soggetti che vivono in<strong> povertà economica, educativa o culturale</strong>. Con ampie <strong>differenze territoriali</strong>, che possiamo ricostruire attraverso l&#8217;analisi dei microdati provenienti dall&#8217;indagine sui musei di Istat.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli ostacoli socio-economici nell&#8217;accesso al patrimonio culturale</h3>
</p>
<p>Quella che viene definita fruizione della cultura, tra cui l&#8217;accesso a siti culturali, musei, gallerie d&#8217;arte, monumenti storici e parchi archeologici, varia molto in funzione della condizione socio-economica della famiglia in cui si vive.</p>
</p>
<p>Una tendenza che vale per tutti i paesi europei. Nei <strong>nuclei con figli a carico</strong>, al crescere del reddito familiare, cresce anche la percentuale di quelle che hanno avuto accesso al patrimonio culturale negli ultimi mesi.</p>
</p>
<p><div id="solo-una-persona-su-10-in-famiglie-a-basso-reddito-con-figli-visita-siti-culturali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In Italia <strong>chi vive in una famiglia <strong> a basso reddito </strong>con figli nel corso del 2022 ha visitato un sito culturale solo nell&#8217;11,3% dei casi</strong>. Una quota che è metà di quella media (22,6%) e <strong>meno di un terzo rispetto a chi vive in famiglie ad alto reddito con figli a carico</strong> (36,9%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/">In Italia solo una persona su 10 in famiglie con figli a basso reddito visita siti culturali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/">Percentuale di persone in famiglie con figli che hanno visitato siti culturali negli ultimi 12 mesi per livello di reddito familiare (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_292958_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_292958_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/">In Italia solo una persona su 10 in famiglie con figli a basso reddito visita siti culturali &#8211; Percentuale di persone in famiglie con figli che hanno visitato siti culturali negli ultimi 12 mesi per livello di reddito familiare (2022)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_292958_tab3"></p>
<p>Tra i siti culturali sono compresi monumenti storici, musei, gallerie d’arte e siti archeologici. La partecipazione delle famiglie a questo tipo di attività è stata disaggregata in base al quintile di reddito della famiglia: dal primo quintile (redditi più bassi) al quinto (redditi più alti).</p>
<p>Per semplicità, nell&#8217;elaborazione sono presentati i valori relativi al primo quintile, al quinto e alla media di ciascun paese. Dati non disponibili per la Germania.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 24 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/09/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292958"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292958" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Quote che sono generalmente inferiori a quelle degli altri paesi Ue</strong>. Non è disponibile il dato tedesco, ma l&#8217;accesso al patrimonio culturale per le famiglie a basso reddito con figli è più elevato sia in Francia (16,6%) che in Spagna (24,8%).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_48bc059f192318af6e3046d05ffd7104" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le famiglie a basso reddito con figli sono le più penalizzate nell&#8217;accesso a siti culturali.</p>
</section></div>
</p>
<p>In altri casi la distanza risulta persino più ampia. <strong>In Danimarca, ad esempio, nelle famiglie a basso reddito con figli l&#8217;incidenza di chi ha visitato siti culturali nell&#8217;ultimo anno è del 52,1%</strong>. Anche in questo paese si conferma la relazione tra condizione economica e partecipazione culturale: la quota raggiunge infatti il 72,6% in famiglie ad alto reddito con figli. Tuttavia, la partecipazione culturale delle famiglie danesi a basso reddito è superiore rispetto a quella delle famiglie italiane a medio e alto reddito.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo attivo dei musei nella fruizione di cultura</h3>
</p>
<p>I dati appena visti inducono una riflessione più generale sulla necessità di sensibilizzare e <strong>promuovere un accesso largo alla cultura per bambini e ragazzi</strong>. Un percorso che deve vedere l&#8217;inclusione in primis di chi si trova in condizione di povertà economica.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10,2% </span>i giovani che in Italia indicano motivi finanziari per il mancato accesso a siti culturali.</p>
</section>
</p>
<p>Attualmente, tra i giovani di 16-29 anni che non frequentano siti culturali come musei, gallerie e siti archeologici,<strong> uno su 10 indica motivi economici tra le cause del mancato accesso</strong>.</p>
</p>
<p>Come sempre in questi casi, <strong>la povertà economica e quella educativa si rafforzano a vicenda, in un circolo vizioso difficile da rompere</strong>. La mancanza di mezzi economici è un limite alla fruizione culturale in senso lato. A sua volta, il mancato accesso alla cultura è un limite nel percorso di crescita del bambino. In questo contesto, musei e istituzioni culturali possono rivestire un ruolo importante per <strong>favorire l&#8217;accesso al patrimonio culturale dei minori in povertà o in condizione di esclusione sociale</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia l&#8217;offerta didattica dei musei, da nord a sud</h3>
</p>
<p>In base all&#8217;indagine Istat sui musei, in Italia sono 4.416 le strutture risultate attive nel 2022. Parliamo di <strong>4,8 musei ogni 10mila residenti con meno di 18 anni</strong>. Una disponibilità che <strong>cambia molto tra le diverse aree del paese</strong>. Dai 7 musei ogni 10mila minori del centro Italia ai 2,9 del sud continentale.</p>
</p>
<p>Del resto, <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-nellofferta-di-musei-in-italia/#in-italia-sono-48-i-musei-ogni-10mila-residenti-tra-0-e-17-anni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di approfondire</a>, a variare è anche il tipo di attività che tali strutture mettono in campo, specialmente rispetto all&#8217;<strong>offerta educativa dedicata a bambini e ragazzi</strong>. Quasi 3 strutture su 4 (74%) hanno organizzato visite scolastiche nel 2022, quota che oscilla tra il 75,8% nel nord-ovest e il 71,1% nelle isole. Nello stesso anno, in media il 45% ha svolto laboratori didattici, ma la percentuale scende al 35% nelle isole. </p>
</p>
<p>Infine, il 30% dei musei ha attivato collaborazioni con scuole e altri soggetti del territorio, con <strong>divari anche interni allo stesso mezzogiorno</strong>. Arriva al 33,7% nel sud continentale (un valore anche più elevato del centro-nord), mentre riguarda solo un museo su 4 nelle isole (25,3%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Musei e istituti nel contrasto della povertà educativa</h3>
</p>
<p>Ne deriva un quadro piuttosto eterogeneo, anche rispetto alla scelta delle istituzioni museali di attivare <strong>progetti di contrasto alla povertà educativa.</strong> In modo da rendere il patrimonio culturale un vero e proprio strumento delle politiche socio-educative.</p>
</p>
<p><div id="118-i-musei-che-hanno-attivato-progetti-di-inclusione-per-persone-in-poverta-economica-educativa-o-sociale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>L&#8217;analisi dei dati raccolti per l&#8217;indagine Istat consente infatti di mappare in quanti casi la struttura abbia attuato progetti formali di collaborazione o partenariato, specificamente rivolti all<strong>&#8216;inclusione verso le persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>.</p>
</p>
<p>Tra le oltre quattromila strutture censite come attive nel 2022, 519 &#8211; l&#8217;<strong>11,8% del totale &#8211; hanno attivato iniziative in questa direzione</strong>. Sono i musei del sud continentale a segnalare una maggiore proattività in questo senso. Oltre uno su 5 (21,7%) ha infatti attuato progetti rivolti all<strong>&#8216;inclusione di persone &#8211; non solo di minore età &#8211; che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>. La quota scende al 12,3% nel nord-ovest e al 10,1%, mentre sotto la doppia cifra si attestano sia le isole che il nord-est (entrambe le aree sono all&#8217;8,6%).</p>
</p>
<p><div id="i-piu-attivi-su-questo-fronte-sono-i-musei-del-sud-continentale-30-in-campania-22-in-calabria-198-in-puglia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tra le regioni, ne spiccano diverse del mezzogiorno: <strong>Campania</strong> (30% dei musei), <strong>Calabria</strong> (22%), <strong>Puglia</strong> (19,8%), seguite da Lombardia (14,5%), Abruzzo (14,3%) e Basilicata (13,2%). </p>
</p>
<p>Mentre <strong>non raggiungono la doppia cifra 8 regioni</strong>. In alcuni casi, perché la questione è probabilmente percepita come meno rilevante rispetto ai territori appena citati. In Trentino-Alto Adige ad esempio solo l&#8217;1% dei musei ha attivato progetti di contrasto alla povertà economica, educativa e culturale. Le altre regioni al di sotto del 10% sono Marche (9,7%), Veneto (9,3%), Friuli-Venezia Giulia (7,4%), Sardegna (7,2%), Umbria (7,1%), Valle d&#8217;Aosta (6,3%) e Molise (5,7).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La valorizzazione del patrimonio culturale, tra città e aree interne</h3>
</p>
<p>A livello locale, <strong>è però nei comuni polo</strong> &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211;<strong> che vengono attivati più spesso partenariati con la finalità di contrastare la povertà educativa</strong>. </p>
</p>
<p><div id="piu-indietro-quelli-nelle-aree-interne-77-a-fronte-di-un-patrimonio-culturale-ampio-da-valorizzare-contro-la-poverta-educativa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In queste città li ha attuati nel corso del 2022 il 19,3% dei musei, a fronte dell&#8217;8,8% nei comuni cintura, hinterland delle città maggiori, del 7,5% in quelli periferici e del 3,1% in quelli ultraperiferici. Comuni, spesso di piccole dimensioni, che distano anche più di un&#8217;ora dalle città polo. In media <strong>nelle aree interne</strong> &#8211; i comuni a oltre 28 minuti dai poli &#8211;<strong> il 7,7% dei musei ha attivato progetti per l&#8217;inclusione di persone in povertà</strong> economica o educativa. In quelle periferiche e ultraperiferiche &#8211; a oltre 40 minuti dai poli &#8211; la quota scende al 6,5%.</p>
</p>
<p>Questo dato non è irrilevante, se si considera la ricchezza di <strong>patrimonio culturale insita anche nelle aree interne del paese</strong>. Prendendo ad esempio i beni Unesco &#8211; che come detto rappresentano solo la punta dell&#8217;iceberg dell&#8217;intera offerta culturale nazionale &#8211; si osserva come essi siano diffusi sul territorio nazionale, anche nelle zone meno centrali del paese.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-meno-del-10-dei-musei-ha-attivato-progetti-nel-contrasto-delle-poverta/">Nelle aree interne meno del 10% dei musei ha attivato progetti nel contrasto delle povertà</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-meno-del-10-dei-musei-ha-attivato-progetti-nel-contrasto-delle-poverta/">Percentuale di musei che hanno attuato collaborazioni/partenariati per realizzare progetti di inclusione rivolti a soggetti che vivono in povertà educativa, economica e culturale (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat, Unesco e Mic                                                                <br />(pubblicati: lunedì 26 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/09/nelle-aree-interne-meno-del-10-dei-musei-ha-attivato-progetti-nel-contrasto-delle-poverta.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292931"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292931" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche tra le città capoluogo comunque vi sono profonde differenze rispetto alla <strong>valorizzazione del patrimonio culturale nel contrasto alla povertà educativa</strong>.</p>
</p>
<p>In due capoluoghi piemontesi, <strong>Vercelli</strong> e <strong>Verbania</strong>, tutti i musei censiti hanno attuato progetti per l&#8217;inclusione di persone in povertà economica, culturale ed educativa. Seguono Pescara e Brindisi (75% delle strutture ne ha attivati) e i comuni di Foggia,<br />Cuneo, Cosenza, Caserta e Avellino, dove sono il 67% del totale. </p>
</p>
<p>In <strong>42 capoluoghi su 109 nessun museo dichiara di aver attuato progetti di inclusione contro le povertà</strong>, tra cui quella educativa. Di questi, 19 si trovano nella parte settentrionale, 14 nel mezzogiorno, mentre 9 nel centro Italia.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_pov_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati utilizzate sono Istat, censimento permanente e microdati sui musei.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-giacca-nera-che-si-siede-sulla-panca-di-legno-marrone-kkOHS0uIR0Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">David Ramírez (Unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-patrimonio-culturale-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">Il patrimonio culturale nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le regioni dove andrebbe la popolazione dei Campi Flegrei in caso di evacuazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-regioni-dove-andrebbe-la-popolazione-dei-campi-flegrei-in-caso-di-evacuazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=291736</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'area campana, da sempre a rischio eruzioni e terremoti, vive più di un milione di persone. Secondo i piani di prevenzione ogni comunità è "gemellata" a una regione diversa, in modo da garantire un'eventuale evacuazione volontaria e assistita dalle autorità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-regioni-dove-andrebbe-la-popolazione-dei-campi-flegrei-in-caso-di-evacuazione/">Le regioni dove andrebbe la popolazione dei Campi Flegrei in caso di evacuazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Le scosse sismiche verificatesi alcuni giorni fa in Campania hanno allarmato la popolazione e le autorità. Lo scorso 20 maggio, infatti, è stato registrato <strong>il terremoto più forte (magnitudo 4.4) degli ultimi 40 anni</strong> nell&#8217;area dei Campi Flegrei.</p>
</p>
<p>Per questo si è tornato a parlare di evacuazione degli abitanti, da predisporre con una <strong>certa gradualità di azione</strong>, fino al trasferimento temporaneo della popolazione in tutte le regioni italiane. </p>
</p>
<p>Va doverosamente premesso ed evidenziato che<strong> si tratta solo di un&#8217;eventualità</strong> che si verificherebbe solo in caso di gravi emergenze che, in base alla sua natura, <strong>possono portare a scenari</strong> che implicano una diversa gradualità d&#8217;azione.</p>
</p>
<p><div id="nel-bacino-dei-campi-flegrei-vivono-circa-15-milioni-di-persone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;area attenzionata da sempre</h3>
</p>
<p>I Campi Flegrei sono una <strong>grande area vulcanica attiva</strong> che si trova a ovest della città metropolitana di Napoli. Oltre a diverse zone del comune capoluogo, include anche i territori dei comuni di Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli, Quarto e, in parte, Marano di Napoli e Giugliano in Campania. Parliamo di un bacino all&#8217;interno del quale vivono <strong>circa un milione e mezzo di persone</strong>.</p>
</p>
</p>
<p>Nei Campi Flegrei c&#8217;è una cosiddetta &#8220;<strong>caldera</strong>&#8220;, ossia una sorta di conca ribassata, che si estende per circa 200 km quadrati, anche sotto il fondale del golfo di Pozzuoli e che si è formata nei millenni per effetto di grandi eruzioni esplosive. È all&#8217;interno di questa zona che si formano i <strong>bradisismi,</strong> deformazioni del terreno che comportano fasi di lento abbassamento del suolo, alternate a fasi di sollevamento più rapido, queste ultime accompagnate generalmente da terremoti superficiali e di bassa magnitudo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.regione.campania.it/regione/it/campi-flegrei/rischio-bradisismico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai agli approfondimenti<br />
<br /><strong>della protezione civile</strong></a>.</p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_18b2ebf65a88680a03edf5f2d392b8c8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La crisi bradisismica del 2023 ha spinto il governo a elaborare un decreto legge ad hoc.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Nel 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento della caldera</strong>, con una maggiore frequenza dei terremoti registrati a partire dal 2023. Nell&#8217;autunno scorso, infatti, già si erano registrati sismi di magnitudo 4.2 e 4.0 Richter, che avevano<strong> preoccupato la popolazione e le istituzioni,</strong> tanto da spingere il governo a emanare il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-10-12;140" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 140/2023</a>, intitolato &#8220;Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell&#8217;area dei Campi Flegrei&#8221;.</p>
</p>
<p>Ma già negli anni scorsi il dipartimento nazionale di protezione civile aveva provveduto ad aggiornare la <strong>pianificazione nazionale per il rischio bradisismico e vulcanico ai Campi Flegrei.</strong></p>
</p>
<p><div id="nelle-zone-rossa-e-gialla-sorgono-12-comuni-piu-o-meno-interessati-dai-bradisismi-flegrei" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La popolazione da evacuare e le regioni gemellate</h3>
</p>
<p>Nell’estate 2016 il governo allora presieduto da Matteo Renzi emanò un <strong>decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm)</strong>, attraverso il quale&nbsp;veniva&nbsp;ridefinito lo scenario eruttivo,&nbsp;individuando&nbsp;<strong>due zone di pericolosità (rossa e gialla)</strong> e&nbsp;indicando&nbsp;le eventuali destinazioni extra-regionali per la popolazione da evacuare, o almeno la parte di essa che dovesse decidere di essere assistita dalle istituzioni.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboards-rischi/piano-nazionale-campi-flegrei/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="780" height="520" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei.jpg" alt="Mappa della zona rossa e gialla dei Campi Flegrei" class="wp-image-291744" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei.jpg 780w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/anteprimamappa-flegrei-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboards-rischi/piano-nazionale-campi-flegrei/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonte Protezione Civile</a></figcaption></figure>
</p>
<p>Nella zona rossa, quella più interessata dalle eruzioni e quindi dai bradisismi potenzialmente più pericolosi, <strong>vivono circa 500mila persone</strong>. Essa comprende per intero i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, e in parte i territori di Marano, Giugliano e della stessa Napoli. Per quanto riguarda quest&#8217;ultima, parliamo delle intere municipalità all&#8217;interno delle quali sorgono Soccavo, Pianura, Bagnoli e Fuorigrotta, e di alcune porzioni dei quartieri di San Ferdinando, Posillipo, Chiaia, Arenella, Vomero e Chiaiano.</p>
</p>
<p>La zona gialla, che potrebbe essere investita dall&#8217;emergenza in misura minore rispetto alla rossa, comprende invece i comuni di Villaricca, Calvizzano, Casavatore, Melito, Mugnano, oltre che parte dei comuni di Napoli e Marano. <strong>Qui vivono circa 800mila persone.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">12 </span>comuni interessati dai piani di evacuazione, di cui 7 nella cosiddetta zona rossa.</p>
</section>
<p><div id="secondo-i-gemellaggi-del-2016-a-ogni-localita-interessata-da-uneventuale-emergenza-corrisponde-una-regione-italiana" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La mappa dei gemellaggi</h3>
</p>
<p>Il Dpcm del 2016 definisce anche i cosiddetti<strong> &#8220;gemellaggi&#8221; tra i territori flegrei e le regioni italiane </strong>(tutte tranne la Campania), nel caso dovesse verificarsi una grave emergenza, tale da evacuare temporaneamente fuori regione la popolazione.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le regioni e le province autonome interessate rendono operativi i predetti gemellaggi mediante specifici protocolli d&#8217;intesa sottoscritti con la Regione Campania ed i comuni gemellati, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile e adottano specifici piani per il trasferimento e l&#8217;accoglienza della popolazione da assistere.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-08-19&#038;atto.codiceRedazionale=16A06080&#038;elenco30giorni=false" target="_blank">&#8211; Dpcm del 24 giugno 2016, </a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>È importante ribadire che si tratta di un <strong>piano di evacuazione che scatterebbe solo in caso di grave emergenza sismica e in forma volontaria </strong>da parte di chi dovesse scegliere la sistemazione assistita dalle istituzioni anziché quella organizzata in modo autonomo.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei/">Le regioni gemellate per l&#8217;eventuale evacuazione assistita dai Campi Flegrei</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei/">L&#8217;abbinamento tra i comuni dell&#8217;area flegrea e le regioni italiane &#8220;gemellate&#8221; in caso di evacuazione per disastro naturale nei Campi Flegrei</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_291739_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_291739_tab3"></p>
<p>A ogni regione o provincia autonoma è stata abbinato la totalità della popolazione di un comune dell&#8217;area flegreo, una parte della popolazione all&#8217;interno del territorio comunale o, nel caso di Napoli, una municipalità del comune capoluogo. Nella mappa viene localizzato per convenzione il capoluogo di regione, ma l&#8217;eventuale trasferimento temporaneo di sfollati sarebbe dislocato sul territorio regionale, in base agli accordi tra regione e comuni. La mappa è stata realizzata sulla base di un decreto del presidente del consiglio dei ministri del 24 giugno 2016.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-08-19&amp;atto.codiceRedazionale=16A06080&amp;elenco30giorni=false" target="_blank" rel="noopener">Gazzetta ufficiale della Repubblica</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 23 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291739"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291739" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-regioni-gemellate-per-leventuale-evacuazione-assistita-dai-campi-flegrei/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Secondo il piano di prevenzione ogni regione &#8220;si gemella&#8221; con un comune o una municipalità (nel caso di Napoli) diversa</strong>. Secondo il programma, dunque, in Lombardia si recherebbero i residenti del comune di Pozzuoli o in Toscana quelli di Quarto, gli abitanti di Fuorigrotta (quartiere del capoluogo) andrebbero nel Lazio, quelli di Posillipo in Sardegna e parte di Chiaiano finirebbe in Friuli Venezia Giulia, solo per fare alcuni esempi.</p>
</p>
<p>Già nella fase di &#8220;preallarme&#8221;, <strong>le persone che vogliono allontanarsi possono farlo ma solo in autonomia</strong>, anche attraverso il proprio mezzo, seguendo percorsi stradali stabiliti dai &#8220;piani di allontanamento&#8221; della regione.</p>
</p>
<p><div id="i-piani-di-prevenzione-prevedono-unevacuazione-in-72-ore-attraverso-tre-diversi-step" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_11c8486f661caa4b156fea281a418c8c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In caso di allarme i piani prevedono un&#8217;evacuazione in 72 ore attraverso tre step.</p>
</section></div>
</p>
<p>Alla dichiarazione di &#8220;allarme&#8221; invece <strong>tutta la popolazione dovrebbe temporaneamente abbandonare i territori ricadenti zona rossa</strong>, scegliendo come detto di farlo in modo autonomo o assistito. La protezione civile ha stimato in 3 giorni (72 ore) il tempo complessivo delle operazioni di evacuazione.</p>
</p>
<p>Nelle <strong>prime 12 ore la popolazione si preparerà all&#8217;evacuazione</strong>, nei successivi due giorni si dovrebbe <strong>procedere ai trasferimenti nelle regioni gemellate</strong>, secondo i cronoprogrammi definiti nei piani comunali. Infine, le ultime 12 ore sono previste come <strong>margine di sicurezza per la gestione di eventuali criticità</strong>.</p>
</p>
<p>È giusto ribadire che questi piani, sia per quanto riguarda i tempi che le destinazioni extra-regione, <strong>riguardano esclusivamente l&#8217;area dei Campi Flegrei e non anche i piani di prevenzione per il sistema vulcanico del Vesuvio</strong>. In questi giorni, infatti, nel dibattito pubblico sono stati a volte confusi questi due distinti contesti.</p>
</p>
<p>Infatti, i piani di prevenzione in caso di eruzione del Vesuvio risalgono al 2001, anche se  sono stati <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-05-12&amp;atto.codiceRedazionale=14A03663&amp;elenco30giorni=false" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aggiornati nel 2014</a>. Anch&#8217;essi prevedono aree di attesa temporanea e gemellaggi tra comuni campani e le altre regioni, ma interessano <strong>un&#8217;altra area geografica</strong> (più ampia dei Campi Flegrei) di competenza di oltre 70 comuni nelle province di Napoli e Salerno.</p>
</p>
<p>Foto: la solfatara di Pozzuoli (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campi_Flegrei#/media/File:Solfatara_-_Pozzuoli_-_Campania_-_Italy_-_July_11th_2013_-_12.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Norbert Nagel</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-regioni-dove-andrebbe-la-popolazione-dei-campi-flegrei-in-caso-di-evacuazione/">Le regioni dove andrebbe la popolazione dei Campi Flegrei in caso di evacuazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché è un problema se le famiglie più povere sono quelle con più figli</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-e-un-problema-se-le-famiglie-piu-povere-sono-quelle-con-piu-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=268005</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da alcuni anni, il numero di nuovi nati segna un record negativo nella serie storica. Di fronte a questa tendenza, non va sottovalutato come oggi siano proprio le famiglie numerose e con figli a trovarsi più spesso in povertà assoluta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-e-un-problema-se-le-famiglie-piu-povere-sono-quelle-con-piu-figli/">Perché è un problema se le famiglie più povere sono quelle con più figli</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo rapporto di Istat sulla povertà offre un quadro della <strong>situazione sociale ed economica affrontata dalle famiglie in Italia</strong>, in una fase di definitiva uscita dalla pandemia. E allo stesso tempo segnata dalle difficoltà ad essa seguite, come l&#8217;inflazione che ha avuto il suo picco proprio nel 2022, anno di riferimento dei dati.</p>
<p>Nel 2022, la <strong>quota di nuclei poveri è salita all&#8217;8,3%</strong>, dal 7,7% dell&#8217;anno precedente. Oltre 2 milioni di famiglie su circa 26 milioni. E la condizione si aggrava tra quelle numerose, specie in presenza di minori. Tra i nuclei con almeno 3 figli, più di uno su 5 si trova in povertà assoluta.</p>
<div id="gli-ultimi-dati-rilasciati-da-istat-confermano-la-tendenza-per-cui-al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-la-poverta-nel-nucleo-familiare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Si tratta di un aspetto molto rilevante, sebbene purtroppo non nuovo. Da alcuni anni <strong>al crescere del numero di figli cresce anche l&#8217;incidenza della povertà nel nucleo familiare</strong>. </p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>Questa tendenza è significativa perché direttamente <strong>connessa alla condizione materiale attuale di bambini e ragazzi</strong>. Come abbiamo avuto modo di raccontare, ormai da oltre un decennio sono la <a href="https://www.openpolis.it/i-minori-restano-la-fascia-piu-colpita-dalla-poverta-assoluta" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fascia d&#8217;età più colpita dalla povertà</a>.</p>
<p>Ma va letta anche, in prospettiva, in termini di impatto sulla condizione sociale e demografica del paese nei prossimi anni. <strong>Se sono le famiglie più numerose e con figli a trovarsi più spesso in povertà assoluta, è difficile aspettarsi un&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-e-proseguito-il-calo-delle-nascite-nel-nostro-paese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inversione di tendenza nella natalità</a></strong>. Il cui declino si è rafforzato in coincidenza con l&#8217;aumento della povertà minorile e delle famiglie con figli.</p>
<p>Attraverso i dati, approfondiamo la condizione economica attuale delle famiglie numerose e con figli minori, ricostruendone l&#8217;incidenza a livello locale.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La povertà tra le famiglie numerose e con figli</h3>
<p>Nel 2022 la condizione generale delle famiglie è peggiorata, con un aumento &#8211; considerato significativo da Istat &#8211; dell&#8217;incidenza della povertà assoluta dal 7,7% dell&#8217;anno precedente al <strong>8,3%</strong>. Si tratta di nuclei che <strong>non possono permettersi il paniere di beni e servizi che si può considerare essenziale</strong> per condurre uno standard di vita minimamente accettabile. </p>
<p>Le situazioni più critiche emergono nei nuclei con figli. <strong>La presenza di almeno un minore nel nucleo innalza l&#8217;incidenza della povertà all&#8217;11,5</strong>%. In generale, come anticipato, si conferma la tendenza per cui maggiore è il numero di figli nel nucleo, più spesso questo si trova in povertà assoluta.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-la-poverta-del-nucleo-familiare/">Al crescere del numero di figli, cresce la povertà del nucleo familiare</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-la-poverta-del-nucleo-familiare/">Incidenza della povertà assoluta familiare per numero di figli minori (2021-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 25 Ottobre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-la-poverta-del-nucleo-familiare.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-275984"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-275984" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="223-le-famiglie-con-almeno-3-minori-in-poverta-assoluta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In presenza di un solo figlio minore l&#8217;incidenza della povertà assoluta è simile a quella media: 8,7% (rispetto all&#8217;8,3% del totale dei nuclei). <strong>Con 2 figli la quota sale al 13,2%</strong>: quasi 5 punti in più della media. <strong>Quando i figli sono almeno 3 l&#8217;incidenza della povertà assoluta supera il 20%</strong>. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">22,3% </span>le famiglie con almeno 3 figli minori in povertà assoluta.</p>
</section>
<p>Sono soprattutto i <strong>nuclei più giovani a risentirne</strong>. Un dato che fa emergere la fragilità di queste famiglie, strette tra le spese per i figli, specie dopo l&#8217;inflazione, e le poche risorse con cui fare fronte agli aumenti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) le famiglie più giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e di minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/10/REPORT-POVERTA-2022.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, La povertà in Italia nel 2022, 25 ottobre 2023</a>
									            </div>
</section>
<p>Tendenze che sicuramente non sono di incentivo nella scelta dei genitori di allargare il nucleo familiare. Anche perché &#8211; in perfetta coerenza con quanto appena visto rispetto al numero di figli &#8211; <strong>le famiglie più numerose sono anche quelle che più spesso si trovano in povertà</strong>.</p>
<div id="tra-i-nuclei-di-almeno-5-componenti-il-225-e-povero" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2022 i nuclei composti da una sola persona sono meno poveri della media (7,5% dei casi a fronte dell&#8217;8,3%). <strong>La situazione migliora per le famiglie di due componenti</strong>, dal momento che il 6% si trova in povertà assoluta. Con tre membri, la famiglia è povera nell&#8217;8,2% dei casi. Questi dati, è importante sottolinearlo, sono riferiti a tutte le tipologie familiari con un certo numero di membri, a prescindere dalla presenza di minori. Con 4 membri, la quota arriva alla doppia cifra (11%), e supera addirittura il 20% con almeno 5 componenti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">22,5% </span>le famiglie con almeno 5 componenti in povertà assoluta.</p>
</section>
<p>Un dato che &#8211; non casualmente &#8211; ricalca quello dei nuclei con 3 o più figli minori.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove vivono le famiglie numerose</h3>
<p>Tra le regioni, la <strong>Campania</strong> è di gran lunga quella con l&#8217;incidenza più elevata di famiglie numerose: 7,6% dei nuclei, a fronte di una media nazionale pari al 4,7%. Seguono il Trentino-Alto Adige (6%) e 3 regioni del mezzogiorno: Sicilia (5,3%), Calabria (5,2%) e Puglia (5,1%). Poco distanti anche Marche e Veneto (entrambe al 5%). </p>
<p>Al contrario la quota non raggiunge il 3% in Liguria (2,7%), ed è poco sopra questa soglia in Valle d&#8217;Aosta (3,2%), Sardegna (3,3%), Friuli-Venezia Giulia (3,4%) e Piemonte (3,4%).</p>
<div id="10-le-province-dove-oltre-il-6-delle-famiglie-ha-almeno-5-componenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10 su 107 </span>le province dove oltre il 6% delle famiglie ha almeno 5 componenti.</p>
</section>
<p>Tra le province, alla quota raggiunta nella città metropolitana di <strong>Napoli</strong> (8,7%) e nel casertano (7,1%) si contrappone quella del territorio triestino (2,4%) e della città metropolitana di Genova (2,5%).</p>
<p>Scendendo <strong>a livello comunale, la situazione appare ancora più disomogenea</strong>. Ai vertici della classifica nazionale, piccoli comuni del reggino &#8211; come San Luca (19,6%) e Platì (18,6%) &#8211; e della provincia autonoma di Bolzano, in particolare Lauregno (19,3%) e Valle di Casies (18,6%).</p>
<div id="napoli-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-numerose-vai-alla-mappa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/napoli-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-numerose/">Napoli è il capoluogo con più famiglie numerose</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/napoli-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-numerose/">Percentuale di famiglie con almeno 5 componenti (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/napoli-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-numerose.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-268806"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-268806" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tuttavia tra le città è Napoli quella con l&#8217;incidenza più alta. <strong>Nel capoluogo campano il 7,5% dei 374mila nuclei residenti ha almeno 5 componenti</strong>. Seguono altri capoluoghi del mezzogiorno, come Barletta (7,2%) e Andria (6,9%), ma anche la toscana <strong>Prato</strong> (6,6% &#8211; quarta per presenza di famiglie numerose). Sopra la soglia del 6% anche Palermo, Vibo Valentia e Crotone (tutte al 6,3%), mentre poco sotto Catania (5,9%).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 43 </span>le famiglie di almeno 5 componenti nei comuni di Carbonia e Trieste.</p>
</section>
<p>In fondo alla classifica,<strong> i comuni capoluogo con meno famiglie numerose sono Carbonia, nel Sud Sardegna, e Trieste</strong>. Qui solo il 2,3% dei nuclei ha almeno 5 componenti. Superano di poco questa cifra anche Ferrara (2,4%), Genova (2,4%) e Pavia (2,5%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_numerose_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle famiglie residenti per numero di componenti sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/7789261@N02/2273645069" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jody Sticca (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-e-un-problema-se-le-famiglie-piu-povere-sono-quelle-con-piu-figli/">Perché è un problema se le famiglie più povere sono quelle con più figli</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come stanno i bambini in un paese in progressivo invecchiamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-stanno-i-bambini-in-un-paese-in-progressivo-invecchiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=260125</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l'allargamento dei divari generazionali nei livelli di povertà assoluta, i bambini in difficoltà economica sono aumentati negli ultimi decenni. Si è così rafforzato il ruolo dei nonni come vero e proprio welfare familiare, anche a causa della carenza di servizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-stanno-i-bambini-in-un-paese-in-progressivo-invecchiamento/">Come stanno i bambini in un paese in progressivo invecchiamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 2 ottobre si celebra la <strong>festa dei nonni</strong>. Si parla spesso dell&#8217;Italia come di un paese in progressivo invecchiamento. E in effetti, anche grazie all&#8217;allungamento delle prospettive di vita, il numero degli anziani nel nostro paese è notevolmente cresciuto rispetto al 2005, quando venne istituita la giornata nazionale con una <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005;159" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge dello stato</a>.</p>
</p>
<p><div id="24-i-residenti-con-almeno-65-anni-tra-2005-e-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+24% </span>i residenti con almeno 65 anni tra 2005 e 2022.</p>
</section>
</p>
<p>A essere cambiato da allora però non è solo il loro numero, ma spesso di fatto anche la loro <strong>posizione all&#8217;interno di nuclei familiari che si sono man mano impoveriti</strong>. Soprattutto quelli con figli, dal momento che bambini e ragazzi sono diventati negli ultimi 15 anni la fascia di popolazione più spesso in povertà assoluta.</p>
</p>
<p>In questo quadro, il <strong>ruolo sociale dei nonni ha supplito a diverse necessità delle famiglie</strong>. Da quelle di conciliazione tra la vita lavorativa e quella domestica, in un paese dove &#8211; come abbiamo avuto modo di raccontare &#8211; l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">offerta di asili nido resta ancora limitata, specialmente in alcune aree del paese</a>. Fino a forme di <strong>vero e proprio welfare familiare</strong>, nel sostegno a figli e nipoti nei casi di difficoltà economica.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>Approfondiamo questo ruolo alla luce delle <strong>differenze generazionali nella povertà </strong>assoluta. E ricostruiamo <strong>come la situazione di bambini e ragazzi sia cambiata nel tempo</strong>. Tanto dal punto di vista della condizione materiale, con l&#8217;aumento della povertà assoluta tra i minori. Quanto da quello della <strong>rilevanza sociale, dal momento che il loro numero rispetto agli anziani è calato drammaticamente</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come gli anziani sono diventati di fatto parte del welfare del paese </h3>
</p>
<p>In attesa di leggere le nuove statistiche sulla povertà, che <a href="https://www.istat.it/it/archivio/283438" target="_blank" rel="noreferrer noopener">saranno pubblicate da Istat nel prossimo mese</a>, sappiamo infatti che negli ultimi vent&#8217;anni sono <strong>aumentati i divari generazionali</strong>. Specialmente dopo la grande recessione seguita alla crisi del 2008, e poi ancora dopo l&#8217;emergenza Covid.</p>
</p>
<p><div id="dal-2005-la-poverta-tra-gli-anziani-e-rimasta-stabile-tra-i-bambini-e-piu-che-triplicata-cosi-i-nonni-sono-di-fatto-diventati-parte-del-welfare-del-paese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Nel 2005 i più in difficoltà erano proprio gli anziani</strong> (4,5% in povertà assoluta). <strong>Gli effetti delle successive crisi economiche <strong>hanno invertito la situazione</strong></strong>, colpendo in primis le famiglie lavoratrici, specialmente se giovani e in condizioni di lavoro precarie.</p>
</p>
<p>L&#8217;incidenza della povertà assoluta è rimasta così più stabile tra chi aveva un reddito fisso, come quello derivante da una pensione. Anche per questo motivo la <strong>quota di over 65 poveri nel 2021 (5,3%), pur in aumento, non è troppo lontana da quella di oltre 15 anni prima (4,5%)</strong>. Non si può dire lo stesso della condizione della popolazione in età minorile.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14,2% </span>i minori in povertà assoluta nel 2021. Un&#8217;incidenza oltre 3 volte superiore al 2005.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tra bambini e ragazzi con meno di 18 anni si è passati da un&#8217;incidenza di povertà assoluta del 3,9% nel 2005 al 14,2%</strong> del 2021. Una quota di oltre 3 volte superiore, che testimonia le<strong> difficoltà vissute dai nuclei familiari giovani e con figli piccoli</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2/">Con la pandemia si sono ulteriormente allargati i divari generazionali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2/">Incidenza della povertà assoluta per fascia d&#8217;età (2005-21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2-1.png" target="_blank" download></a></p>
<div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2"></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-198090"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-198090" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Si sono così progressivamente <strong>allargate le distanze</strong>, in una dinamica che ha penalizzato soprattutto le giovani generazioni. Da alcuni anni in Italia più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_cb312f5ab3329fcd87c98ef518beaa63" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il contributo dei &#8220;nonni&#8221; nella vita familiare ha spesso supplito alle carenze del welfare.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>In un contesto simile, il ruolo dei nonni è stato spesso molto prezioso</strong>. Un contributo &#8220;sommerso&#8221; che i dati difficilmente riescono a cogliere, eppure ben noto nella vita quotidiana delle persone. Dal supporto nell&#8217;accudimento dei bambini, in molti casi essenziale per consentire ai genitori di lavorare, all&#8217;aiuto materiale, anche economico nelle situazioni di maggiore difficoltà.</p>
</p>
<p>Un <strong>ruolo di vero e proprio welfare familiare</strong>, che però ha messo anche in luce le criticità del sistema attuale, dove &#8211; nonostante gli sforzi degli ultimi anni in questa direzione &#8211; gli <a href="https://www.openpolis.it/i-congedi-parentali-a-sostegno-della-genitorialita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strumenti di supporto alla genitorialità</a> e i <a href="https://www.openpolis.it/le-distanze-che-restano-da-colmare-nellofferta-di-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizi per l&#8217;infanzia</a> risultano ancora troppo limitati. Aspetti su cui riflettere, alla luce del <strong>calo demografico</strong> e dell&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione</strong> che caratterizzano il nostro paese da qualche decennio.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto bambini-anziani in un paese in invecchiamento</h3>
</p>
<p>Rispetto al 2005 il <strong>rapporto tra giovani e anziani nel paese non è mutato solo in termini economici</strong>, con i primi sempre più spesso in povertà e gli altri &#8211; pur nelle difficoltà &#8211; stabili sul livello degli anni 2000.</p>
</p>
<p>L&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione ha cambiato nel tempo anche i rapporti numerici tra le generazioni</strong>. Le persone con almeno 65 anni di età erano il 19,5% della popolazione nel 2005. Oggi hanno quasi raggiunto il 24%, e si prevede che nel 2050 potrebbero arrivare al 38% dei residenti in Italia. Quasi il doppio del 2005.</p>
</p>
<p><div id="1876-gli-over-65-ogni-cento-under-15-nel-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>A indicare con ancora più forza questa tendenza è l&#8217;<strong>indice di vecchiaia</strong>. Ovvero il numero anziani di almeno 65 anni ogni 100 giovani di età inferiore a 15 anni. Nel 2022 <strong>ha sfiorato il 188%</strong>. Un <strong>aumento di quasi 50 punti percentuali in meno di 20 anni</strong>: nel 2005 il rapporto era al 138%. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-sempre-piu-anziani-in-rapporto-ai-giovani/">In Italia sempre più anziani in rapporto ai giovani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-sempre-piu-anziani-in-rapporto-ai-giovani/">Indice di vecchiaia (2005-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-sempre-piu-anziani-in-rapporto-ai-giovani/">In Italia sempre più anziani in rapporto ai giovani &#8211; Indice di vecchiaia (2005-2022)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_260175_tab3"></p>
<p>L&#8217;indice di vecchiaia è calcolato come rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni. In altri termini, misura il numero di anziani presenti nella popolazione ogni 100 giovani. Più è alto il valore, più quella popolazione è anziana.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 1 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/in-italia-sempre-piu-anziani-in-rapporto-ai-giovani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-260175"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-260175" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nei prossimi 20 anni, in base alle stime di Istat, si prevede un aumento di oltre 100 punti. Nel 2042 l’indice di vecchiaia potrebbe infatti essere pari al 293%.</p>
</p>
<p>Questi dati mettono in luce un <strong>fronte critico per l&#8217;Italia</strong>. Se non invertita o mitigata, la tendenza va nella direzione dell&#8217;invecchiamento della popolazione, nonché di un progressivo spopolamento. Con serie conseguenze per la tenuta sociale del paese.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Questa misura rappresenta il “debito demografico” nei confronti delle generazioni future, soprattutto in termini di previdenza, spesa sanitaria e assistenza. Gli individui in età 65 anni e oltre sono 14 milioni e 46 mila a inizio 2022, 3 milioni in più rispetto a venti anni or sono, e costituiscono il 23,8 per cento della popolazione totale; nel 2042 saranno quasi 19 milioni e rappresenteranno il 34 per cento della popolazione totale</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2022/Capitolo_3.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto annuale 2022</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><strong>Tendenze asimmetriche, perché colpiscono l&#8217;Italia in modo differenziato sul territorio</strong>. Attraverso i dati a livello locale, possiamo monitorare come questo debito demografico incida nelle diverse parti d&#8217;Italia, comune per comune.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;invecchiamento della popolazione, comune per comune</h3>
</p>
<p>Nell&#8217;anno dell&#8217;esplosione dell&#8217;emergenza Covid, il 2020, l&#8217;indice di vecchiaia era pari a 179,4. Ovvero quasi 180 persone di almeno 65 anni di età ogni 100 con meno di 15.</p>
</p>
<p>Tale rapporto risulta <strong>fortemente variabile sul territorio nazionale</strong>. Tra le regioni, l&#8217;indice di vecchiaia in <strong>Liguria</strong> ha raggiunto la quota di 262,43 e ha comunque superato i 200 in Molise, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Piemonte, Umbria, Toscana, Marche e Basilicata. Ovvero più di 2 ultra-sessantacinquenni per ogni residente fino a 14 anni.</p>
</p>
<p><div id="9-le-regioni-dove-gia-nel-2020-cerano-2-anziani-per-ogni-minore-tra-0-e-14-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9 </span>le regioni dove già nel 2020 c&#8217;erano 2 anziani per ogni minore tra 0 e 14 anni.</p>
</section>
</p>
<p>Mentre il rapporto più contenuto si registra in Campania (135,1), Trentino-Alto Adige (142,4) e Sicilia (159,45).</p>
</p>
<p>Del resto, anche a livello locale spiccano per un <strong>indice di vecchiaia molto inferiore alla media la città metropolitana di Napoli</strong> (121,8), la provincia di Caserta (122), la provincia autonoma di Bolzano (126,9) e la città metropolitana di Catania (140,3). <strong>Mentre i valori più alti</strong>, superiori a 270, <strong>si rilevano nelle province di Biella</strong>, Savona e Oristano.</p>
</p>
<p><div id="carbonia-e-il-capoluogo-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto-3137-nel-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lindice-di-vecchiaia-e-piu-alto-nelle-aree-montane-e-interne/">L&#8217;indice di vecchiaia è più alto nelle aree montane e interne</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lindice-di-vecchiaia-e-piu-alto-nelle-aree-montane-e-interne/">Indice di vecchiaia (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_260273_tab1" role="tab" aria-controls="chart_260273_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_260273_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_260273_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 23 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/lindice-di-vecchiaia-e-piu-alto-nelle-aree-montane-e-interne.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-260273"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-260273" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Approfondendo in chiave comunale, appare evidente dalla mappa come i territori collocati in aree montane e interne risentano di un rapporto tra anziani e giovani molto più elevato della media.</p>
</p>
<p>Tra i capoluoghi, <strong>Carbonia</strong> supera quota 300 (313,7). Poco distante il capoluogo regionale, Cagliari con 295,1, seguita da Ascoli Piceno (275,6) e Oristano (275,2). </p>
</p>
<p>Nel 2020, i <strong>valori più contenuti tra i capoluoghi</strong> si sono registrati nelle città di <strong>Andria</strong> (124,98), <strong>Crotone</strong> (132,04), <strong>Barletta</strong> (140,55), Napoli (144,40), <strong>Reggio Emilia</strong> (149,57), <strong>Trani</strong> (149,59) e <strong>Palermo</strong> (149,98). In questi 7 comuni l&#8217;indice di vecchiaia è risultato in quell&#8217;anno inferiore a quota 150.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi all&#8217;indice di vecchiaia sono di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/y0OAmd_COUM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rod Long (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-stanno-i-bambini-in-un-paese-in-progressivo-invecchiamento/">Come stanno i bambini in un paese in progressivo invecchiamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I presidenti di regione e il limite dei due mandati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=264105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli scorsi giorni si è riacceso il dibattito sul limite dei due mandati per i presidenti di regione. Nei territori interessati le elezioni non dovrebbero tenersi prima del 2025, ma sarebbe opportuno che la questione venisse risolta prima di arrivare all'appuntamento elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/">I presidenti di regione e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>In Italia una legge stabilisce che i presidenti di regione non possano ricoprire il loro incarico per più di due mandati consecutivi.</strong> Nonostante questo però non sono mancati in passato casi di presidenti che si sono candidati per un terzo incarico.</p>
</p>
<p><strong>La questione è tornata di attualità negli scorsi giorni a causa di una polemica interna al Partito democratico (Pd). </strong>La nuova segretaria <a href="https://www.lastampa.it/politica/2023/07/03/news/elly_schlein_pd_de_luca-12890671/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elly Schlein</a> infatti ha sottolineato come la legge escluda la possibilità di un terzo mandato. Una posizione che l&#8217;ha posta in aperto conflitto con il presidente della Campania. <strong>Già da tempo infatti <strong>Vincenzo De Luca</strong></strong> <strong>ha espresso la sua volontà di <a href="https://www.salernotoday.it/attualita/de-luca-ricandidatura-scuola-sanita-governo-campania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricandidarsi</a></strong> nonostante stia attualmente svolgendo il suo secondo incarico.</p>
</p>
<p>Ma la questione non riguarda solo De Luca. Rimanendo in area Pd infatti sembra che anche il presidente della Puglia <a href="https://www.ansa.it/puglia/notizie/2023/02/09/regioni-emiliano-terzo-mandatose-ce-bisogno-sono-disponibile_3dd088a9-2281-47c0-9a4a-15d5a031ec18.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michele Emiliano</a> sia intenzionato a ricandidarsi, nonostante il limite posto dalla legge nazionale.</p>
</p>
<p>Ma un <strong>discorso analogo vale anche per alcuni presidenti di centro destra</strong>, come <a href="http://www.regioni.it/newsletter/n-4446/del-27-01-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luca Zaia </a>(Lega), che in Veneto è già al terzo mandato, e <a href="https://www.genovatoday.it/politica/toti-terzo-mandato-presidente-regione-liguria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Toti</a> (Forza Italia), al secondo incarico in Liguria.</p>
</p>
<p><strong>Più in generale comunque, tutto il fronte dei presidenti di regione sembra contrario a questo limite.</strong> Una posizione discutibile, anche se certamente un intervento per uniformare la materia in tutte le regioni sarebbe più che opportuno.</p>
</p>
<p><div id="il-limite-dei-due-mandati-per-i-presidenti-di-regione-e-imposto-da-una-legge-nazionale-in-passato-tuttavia-e-stato-considerato-non-applicabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il limite dei due mandati e una legge ampiamente disapplicata</h3>
</p>
<p>Come accennato, il divieto di ricoprire per più di due volte consecutive il ruolo di presidente di regione è chiaramente stabilito da una legge nazionale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>le regioni disciplinano con legge i casi di ineleggibilità nei limiti dei seguenti principi fondamentali: [&#8230;]<br />
f) previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto [&#8230;].</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-07-02;165!vig=2023-07-05" target="_blank">&#8211; L. 165/2004, art. 2 c. 1 lett. f</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Questa norma, attuativa dell&#8217;articolo <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-122" target="_blank" rel="noreferrer noopener">122 della costituzione</a>, sembra in effetti piuttosto chiara, almeno a una prima lettura.</p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Il terzo mandato del Presidente di regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Galdi.pdf" target="_blank" rel="noopener"> di fronte al limite dei princìpi fondamentali</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p><strong>Di diverso avviso però si sono mostrati diversi giudici di merito</strong>, quando la questione si è posta prima in Lombardia ed Emilia-Romagna, con gli ex presidenti Formigoni e Errani, e poi in Veneto, con l&#8217;attuale presidente Zaia.</p>
</p>
<p>Queste decisioni, pur riguardando casi parzialmente diversi, si sono basate sull&#8217;orientamento adottato fino a quel momento dalla corte costituzionale e dalla corte di cassazione. La questione centrale riguarda il fatto che <strong>una legge quadro non dovrebbe essere specifica.</strong> I<strong> principi fondamentali che esprime quindi non dovrebbero essere applicati direttamente.</strong></p>
</p>
<p><strong>Secondo questa interpretazione dunque, la legge 165/2004 non inserisce direttamente un limite di due mandati, ma piuttosto l&#8217;obbligo per le regioni di inserire tale limite nella legge elettorale.</strong></p>
</p>
<p>In aggiunta l&#8217;articolo 5 della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:1999-11-22;1!vig=2023-07-06" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge costituzionale 1/1999</a> prevede che nelle more dell&#8217;adozione di nuove leggi elettorali regionali si applicano le regole previste in precedenza. Regole che non includevano alcun limite di mandati.</p>
</p>
<p><strong>Un po&#8217; diverso invece è il caso del Veneto.</strong> Qui infatti nel 2012 la prima giunta guidata da Luca Zaia ha approvato una <a href="https://www.consiglioveneto.it/web/crv/dettaglio-legge?catStruttura=LR&amp;anno=2012&amp;numero=5&amp;tab=vigente" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge elettorale regionale</a> inserendo il limite dei due mandati. Una norma transitoria della legge elettorale tuttavia ha previsto che tale limite si applicasse esclusivamente agli incarichi ricoperti dopo l&#8217;approvazione della legge stessa.</p>
</p>
<p><div id="attualmente-in-7-regioni-il-presidente-in-carica-e-almeno-al-secondo-mandato-in-4-di-queste-anche-la-legislazione-regionale-prevede-il-limite-dei-2-mandati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I presidenti in carica al secondo o terzo mandato</h3>
</p>
<p>Con queste premesse <strong>si potrebbe dunque pensare che il limite dei due mandati sancito con legge nazionale non sia effettivamente applicabile, almeno per quelle regioni che non hanno disciplinato la materia.</strong> La questione però, come vedremo, risulta più complicata di così.</p>
</p>
<p><strong>Attualmente sono 7 le regioni in cui il presidente è al secondo, se non al terzo, mandato consecutivo:</strong> Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia e Veneto.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 </span>le regioni in cui il presidente è almeno al secondo mandato consecutivo.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tra queste però  4 regioni hanno inserito nella propria legge elettorale il limite dei due mandati</strong> e quindi, a legislazione vigente, i presidenti in carica non dovrebbero avere appigli per ricandidarsi.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-presidenti-di-regione-con-due-o-piu-mandati/">I presidenti di regione con due o più mandati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-presidenti-di-regione-con-due-o-piu-mandati/">I presidenti di regione che stanno ricoprendo almeno il secondo mandato consecutivo, le leggi elettorali in vigore nelle rispettive regioni e l&#8217;eventuale inclusione del vincolo di due mandati</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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<div id="chart_264261_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_264261_tab3"></p>
<p>Per ciascuna regione in cui è in carica un presidente eletto a suffragio universale diretto che sta ricoprendo almeno il secondo mandato sono indicati: il partito di riferimento, il numero di mandati in carica, l&#8217;anno in cui è prevista la fine della legislatura e dunque le elezioni successive, la legge elettorale regionale vigente e l&#8217;eventuale previsione di un limite al numero di mandati che possono essere svolti dal presidente. Tale limite è in effetti imposto da una legge quadro nazionale (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-07-02;165!vig=2023-07-05" target="_blank" rel="noopener">L. 165/2004</a>). L&#8217;applicabilità di tale limite senza che questo sia recepito dalle norme regionali tuttavia è messa in discussione.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 6 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/i-presidenti-di-regione-con-due-o-piu-mandati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-264261"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-264261" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="in-campania-puglia-e-liguria-la-legge-regionale-non-lo-prevede-e-non-e-chiaro-se-debba-prevalere-questa-o-la-legge-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le regioni che non prevedono un limite ai mandati</h3>
</p>
<p><strong>Per i presidenti di Puglia, Campania e Liguria invece la situazione è un po&#8217; diversa.</strong> Le leggi elettorali di queste regioni infatti non prevedono alcun limite ai mandati dei presidenti, o almeno non esplicitamente. In ciascuna di queste leggi in effetti è incluso un passaggio in cui si afferma l&#8217;applicabilità di altre norme non incompatibili.</p>
</p>
<p>Questi tre casi comunque presentano una significativa differenza rispetto a quelli sin qui analizzati. <strong>Le leggi elettorali delle 3 regioni citate infatti sono tutte successive all&#8217;approvazione della legge quadro (2004).</strong> </p>
</p>
<p>Ricandidandosi quindi i presidenti si esporrebbero al r<strong>ischio di ricorsi da parte dei propri avversari politici e a un possibile rinvio alla corte costituzionale.</strong> Per quanto complessa resti la materia, la consulta si troverebbe quindi a giudicare delle <strong>leggi elettorali regionali che hanno chiaramente ignorato i principi generali stabiliti con legge della repubblica.</strong> Lo stesso peraltro potrebbe accadere se una o più di queste regioni scegliesse di adottare la strategia usata in Veneto.</p>
</p>
<p><strong>Certo resta aperta la questione dell&#8217;autoapplicazione di quella che dovrebbe essere una legge quadro.</strong> Tuttavia se è vero che i giudici di merito in passato hanno seguito l&#8217;orientamento espresso dalle due massime corti italiane è altrettanto vero che<strong> la corte costituzionale non si è mai occupata direttamente di questa specifica questione.</strong></p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Personalismi regionali all’opera</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.osservatorioaic.it/images/rivista/pdf/2021_6_14_Cafiero.pdf" target="_blank" rel="noopener">Riflessioni sulla prospettata riforma della legge elettorale campana</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Inoltre nel corso degli anni l&#8217;orientamento del giudice delle leggi si è evoluto, interpretando in modo meno rigido il principio secondo cui una legge quadro non può mai essere autoapplicativa.</p>
</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>se venisse confermata la prevalenza della legge regionale, il rischio sarebbe quello di permettere ai presidenti di eludere il divieto posto dalla legge nazionale evitando semplicemente di legiferare.</strong></p>
</p>
<p><div id="la-conferenza-delle-regioni-ha-proposto-al-parlamento-di-modificare-la-legge-aumentando-il-limite-a-3-mandati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La posizione dei presidenti e una possibile riforma</h3>
</p>
<p>Al di là di queste considerazioni però, come accennato, <strong>i presidenti di regione sembrano voler superare in un modo o nell&#8217;altro il limite imposto dalle norme statali in vigore.</strong></p>
</p>
<p>Sia il governatore del Veneto <a href="http://www.regioni.it/newsletter/n-4446/del-27-01-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zaia</a> che quello della Campania <a href="https://video.repubblica.it/edizione/napoli/pd-de-luca-terzo-mandato-schlein-cacicca-ante-litteram-ne-ha-gia-tre/448511/449477" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Luca</a> ad esempio, hanno esplicitamente contestato la ratio di questa norma. Pur esprimendosi in modo differente entrambe le loro argomentazioni <strong>contestano che tale limite sia imposto, a parer loro senza ragioni, solo ai sindaci e ai presidenti di regione.</strong> Mentre al contrario nessun limite si applica ai membri del governo, ai parlamentari (europei e nazionali) ai consiglieri regionali o comunali.</p>
</p>
<p><strong>Tuttavia nell&#8217;ordinamento italiano questi sono gli unici 2 incarichi monocratici al vertice di un organo politico esecutivo cui si accede con elezione diretta sul modello del presidenzialismo americano.</strong> Incarichi che peraltro sono titolari di un potere notevole nell&#8217;ambito del proprio livello di governo. Non a caso anche il modello americano prevede questo limite per il ruolo di presidente, mentre lo stesso non vale per i suoi ministri o per i parlamentari.</p>
</p>
<p>D&#8217;altronde è la stessa legge quadro a esprimere esplicitamente questa distinzione. Il vincolo infatti è imposto solo nel caso in cui sia adottata una legge elettorale che prevede l&#8217;elezione diretta del presidente. Se una regione si dota invece di un modello istituzionale di tipo parlamentare, come ad esempio la Valle d&#8217;Aosta, tale limite non si applica.</p>
</p>
<p><strong>La <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/427/121/Conferenza_Regioni_Province_autonome.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizione ufficiale</a> della conferenza delle regioni risulta più moderata</strong> rimanendo nondimeno piuttosto decisa. Recentemente interpellata rispetto alle proposte di legge di riforma delle province la conferenza ha infatti <strong>sostenuto la necessità di portare a 3 il limite di mandati.</strong> Anche in questo caso però <strong>il limite è inteso dal momento dell&#8217;approvazione delle nuove leggi regionali.</strong> In questo modo dunque si annullerebbero i mandati passati o in corso. <strong>Un previsione che consentirebbe (se eletti) ai presidenti al secondo incarico di arrivare fino a un quinto mandato.</strong></p>
</p>
<p>Certo non è affatto scontato che il governo decida di spendersi su questa questione. Bisogna tenere presente comunque che i presidenti di regione sono figure importanti, tanto nel panorama politico generale quanto nei rispettivi partiti. <strong>Non si può quindi escludere che la maggioranza, a maggior ragione nell&#8217;ambito di una riforma degli enti locali, decida di avallare la loro posizione.</strong></p>
</p>
<p>In ogni caso se questo non dovesse accadere almeno i presidenti di Campania, Puglia e Liguria potrebbero comunque decidere di candidarsi. Un eventuale sentenza che dichiari illegittimo il terzo mandato arriverebbe infatti, con tutta probabilità, dopo le elezioni.</p>
</p>
<p>Foto: Vincenzo De Luca (<a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=816899373127546&amp;set=pb.100044224729669.-2207520000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/">I presidenti di regione e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dove il Pnrr ha finanziato progetti per il turismo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dove-il-pnrr-ha-finanziato-progetti-per-il-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=259771</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra gli ambiti di intervento del Pnrr figura anche il turismo, a cui il piano dedica complessivamente circa 3 miliardi. Abbiamo ricostruito i progetti finanziati finora, i territori e le misure interessate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dove-il-pnrr-ha-finanziato-progetti-per-il-turismo/">Dove il Pnrr ha finanziato progetti per il turismo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.openpolis.it/i-ritardi-del-pnrr-e-le-intenzioni-poco-chiare-del-governo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sappiamo</a> che il piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (Pnrr) sta attraversando una fase di <strong>revisione, ritardi e stallo</strong>. Tuttavia, è interessante considerare anche <strong>cosa è stato conseguito</strong> fin qui, nelle varie materie di intervento del piano. Tra queste il <strong>turismo</strong>, un settore centrale per il nostro paese e a cui il Pnrr ha destinato quasi 3 miliardi di euro e 9 tra misure e sotto misure, in diverse missioni e componenti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38% </span>le risorse Pnrr per il turismo allocate finora. Si tratta di 1,1 miliardi sui 2,9 totali.</p>
</section>
<p>Dei tre investimenti che hanno raggiunto la fase di ripartizione dei fondi, abbiamo ricostruito nel dettaglio la distribuzione territoriale di &#8220;<a href="https://openpnrr.it/misure/63/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attrattività dei borghi</a>&#8220;. Un intervento dedicato al <strong>rilancio turistico di piccoli centri</strong> in Italia. Ciò che emerge complessivamente dai dati è una <strong>destinazione piuttosto eterogenea</strong> dei fondi sul territorio. Questo anche grazie ai progetti pilota, uno per regione, del valore di 20 milioni di euro ciascuno.</p>
<div id="il-pnrr-dedica-al-turismo-1-riforma-normativa-e-8-investimenti-economici-per-un-valore-complessivo-di-292-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Tutte le misure per il turismo</h3>
<p>In modo trasversale tra missioni e componenti, sono <a href="https://openpnrr.it/misure/?tags=27" target="_blank" rel="noreferrer noopener">9 gli interventi</a> che possiamo considerare rivolti al turismo, tutti in corso di realizzazione. Tra questi solo una <a href="https://openpnrr.it/misure/73/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma normativa</a>, che prevede la definizione di uno standard nazionale per la professione di guida turistica. Obiettivo da conseguire entro la fine del 2023.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2,92 miliardi € </span>destinati al turismo dal Pnrr.</p>
</section>
<p>Le altre 8 misure e sotto misure sono investimenti economici tra cui si distribuiscono gli oltre 3 miliardi complessivi, con cifre e scopi diversi. L&#8217;intervento più costoso (1,79 miliardi) è quello dedicato ai <a href="https://openpnrr.it/misure/70/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche</a>, che prevede ben 6 sotto misure, ognuna indirizzata a un aspetto di interesse per le imprese del turismo.</p>
<p>Gli altri 2 investimenti sono dedicati rispettivamente alla creazione di un <a href="https://openpnrr.it/misure/69/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hub del turismo digitale</a> e all&#8217;<a href="https://openpnrr.it/misure/63/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attrattività dei borghi</a>. Quest&#8217;ultima è l&#8217;unica delle 9 misure dedicate al settore che non è di titolarità del <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/ministero-del-turismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero del turismo</a> ma di quello della <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/ministero-della-cultura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura</a>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quali investimenti sono stati &#8220;messi a terra&#8221; finora</h3>
<p>In base ai dati governativi elaborati e disponibili su OpenPNRR, siamo in grado di sapere quante e quali <a href="https://openpnrr.it/tema/turismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opere e interventi concreti per il turismo</a> sono stati approvati al 1 marzo 2023.</p>
<div id="al-1-marzo-2023-risultano-approvati-231-interventi-legati-a-3-misure-finanziati-per-oltre-1-miliardo-dal-pnrr-e-per-piu-di-465mila-euro-da-altre-fonti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">231 </span>i progetti per il turismo al 1 marzo 2023. Per un importo di oltre 1 miliardo di euro del Pnrr più 465mila euro da altre fonti.</p>
</section>
<p><strong>Tali interventi sono finanziati da 3 delle 12 misure per il turismo</strong> che abbiamo descritto (le altre 8 devono ancora essere allocate). Parliamo di:</p>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://openpnrr.it/misure/285/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">valorizzazione, competitività e tutela del patrimonio ricettivo attraverso la partecipazione del ministero del turismo nel Fondo nazionale turismo</a>. È una delle sotto misure previste dai <a href="https://openpnrr.it/misure/70/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondi integrati</a> ed esaurisce il suo intero importo (150 milioni di fondi Pnrr). L&#8217;intervento è volto all&#8217;<a href="https://openpnrr.it/progetti/58205/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acquisto di immobili da ristrutturare</a> per sostenere lo sviluppo turistico nelle zone più svantaggiate del paese ed è implementato unicamente dalla società di gestione del risparmio <a href="https://www.cdprealasset.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cdp <em>Real asset</em></a>.</li>
<li><a href="https://openpnrr.it/misure/69/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hub del turismo digitale</a>, che concentra tutte le risorse previste (114 milioni) in un solo <a href="https://openpnrr.it/progetti/2477/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto a impatto nazionale</a>. Cioè la creazione  di una piattaforma informativa per gli operatori turistici, promossa dalla direzione generale della valorizzazione e della promozione turistica;</li>
<li><a href="https://openpnrr.it/misure/63/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attrattività dei borghi</a>, l&#8217;unica delle 3 misure allocate che non esaurisce il suo intero importo e che ha previsto una distribuzione delle risorse tra numerosi interventi nei territori. In particolare si tratta finora di <a href="https://openpnrr.it/misure/63/#progetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">229 progetti</a> per un totale di 762,5 milioni di euro. L&#8217;investimento prevede 3 linee di intervento: recupero del patrimonio storico e riqualificazione degli spazi aperti, creazione di servizi culturali, sostegno ad attività volte a rilanciare le economie locali.</li>
</ul>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Una premessa sui dati per l&#8217;attrattività dei borghi</h3>
<p>Come abbiamo appena visto, <strong>l&#8217;unico dei 3 investimenti ad avere un riparto territoriale è quello dedicato al rilancio turistico dei piccoli borghi d&#8217;Italia</strong>. Prima però di approfondire gli aspetti più rilevanti di questa distribuzione di progetti e risorse, vanno avanzate alcune premesse.</p>
<div id="strillo-testo-block_b25782d8003a0e90704ea1a19466b969" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>È ancora in corso l&#8217;allocazione delle risorse per i piccoli borghi.</p>
</section></div>
<p>Riguardo le <strong>risorse</strong>, rispetto al totale a disposizione (1 miliardo) sono 762,5 milioni i fondi allocati al 1 marzo 2023. Cioè oltre <strong>257 milioni in meno</strong>. Il riparto è infatti ancora <strong>da completare </strong>e questo è evidente anche nella <a href="https://pnrr.cultura.gov.it/misura-2-rigenerazione-di-piccoli-siti-culturali-patrimonio-culturale-religioso-e-rurale/2-1-attrattivita-dei-borghi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina web dedicata all&#8217;investimento</a> sul sito del ministero della cultura. Basti pensare che lo scorso 9 giugno è stato <a href="https://pnrr.cultura.gov.it/fondo-opere-indifferibili-elenco-degli-enti-locali-potenzialmente-destinatari-della-preassegnazione-del-10-m1c3-investimenti-1-2-1-3-2-1-2-3-ii-semestre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condiviso un elenco</a> dei progetti di attrattività dei borghi che potrebbero accedere a risorse del fondo delle opere indifferibili. Mentre prima ancora, il 18 maggio, è stato pubblicato un decreto di <a href="https://pnrr.cultura.gov.it/modifiche-al-riparto-delle-risorse-d-m-169-17-04-23-m1c32-1-attrattivita-dei-borghi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modifica del riparto delle risorse</a>. </p>
<p>Questo ci conferma che <strong>dati e informazioni sugli interventi del Pnrr sono soggetti ad aggiunte e cambiamenti continui</strong>. È proprio tale ragione a rendere <strong>necessari aggiornamenti frequenti</strong> degli open data a disposizione su Italia domani. Un impegno che il governo si è assunto recentemente &#8211; almeno a parole &#8211; nella terza relazione sullo stato di attuazione del piano.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>si mira a giungere a un aggiornamento dei dati open con periodicità semestrale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/Terza-relazione-sullo-stato-di-attuazione-PNRR.pdf" target="_blank">&#8211; Terza relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr</a>
									            </div>
</section>
<p>A tali limiti inoltre si aggiunge quello che abbiamo già spiegato in un <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-sul-pnrr-del-governo-contengono-errori-e-anomalie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente articolo</a>. E cioè che <strong>i dati pubblicati dal governo su Italia domani hanno alcune lacune</strong>. Nello specifico su attrattività dei borghi le criticità riguardano la mancanza di alcune informazioni per alcuni progetti, su cui siamo intervenuti per quanto possibile.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4 </span>i progetti che avrebbero un importo pari a 0. Si tratta di dati certamente sbagliati.</p>
</section>
<p>Al di là dei limiti, <strong>questi dati sono comunque utili</strong> per avere un quadro di come si sono distribuite le risorse finora, dove e per quali progetti. Anche se non rispecchia il riparto completo e definitivo di questo investimento.</p>
<div id="linvestimento-per-lattrattivita-dei-borghi-e-lunico-finora-a-essere-stato-distribuito-tra-i-territori-con-228-progetti-in-288-comuni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti, dal livello nazionale a quello regionale</h3>
<p>A parte <a href="https://openpnrr.it/progetti/26856/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1 intervento nazionale</a> del valore di 20 milioni di euro, l&#8217;investimento dedicato all&#8217;attrattività dei borghi si distribuisce sul territorio. In particolare tra <strong>288 comuni</strong>, attraverso tutte e 20 le regioni italiane. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">228 </span>progetti nei territori dedicati al rilancio turistico dei borghi d&#8217;Italia, per un ammontare complessivo di 742,5 milioni di euro.</p>
</section>
<p>Da notare che il numero dei territori supera quello degli interventi perché molti di questi (41) riguardano allo stesso tempo più comuni. Sono i cosiddetti <strong>progetti interterritoriali</strong>, riscontrabili in molti investimenti del Pnrr.</p>
<p>Se osserviamo il <strong>riparto delle risorse</strong> per i progetti sul territorio, la situazione appare piuttosto <strong>eterogenea</strong>. Prima è la Campania con 55,4 milioni, seguita da Veneto (50,6), Sicilia (49,8) e Puglia (49,6). Se invece rapportiamo questi valori al numero di abitanti, spiccano le regioni più piccole e periferiche del paese: Valle d&#8217;Aosta (175 euro pro capite), Molise (73,9), Basilicata (47,2) e Trentino-Alto Adige (43,2).</p>
<div id="la-campania-e-prima-con-oltre-55-milioni-il-progetto-pilota-e-il-piu-costoso-della-regione-e-sara-realizzato-a-sanza-in-provincia-di-salerno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi/">Oltre 55 milioni in Campania per progetti turistici nei borghi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi/">Risorse allocate nelle regioni, per progetti Pnrr destinati al rilancio di un turismo sostenibile nei piccoli borghi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_259781_tab1" role="tab" aria-controls="chart_259781_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_259781_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi/">Oltre 55 milioni in Campania per progetti turistici nei borghi &#8211; Risorse allocate nelle regioni, per progetti Pnrr destinati al rilancio di un turismo sostenibile nei piccoli borghi</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_259781_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono a progetti finanziati nell&#8217;ambito dell&#8217;investimento Pnrr &#8220;<a href="https://openpnrr.it/misure/63/" target="_blank" rel="noopener">attrattività dei borghi</a>&#8220;. Le risorse possono provenire anche da altre fonti oltre che dal Pnrr: fondo complementare, fondi europei diversi dal Pnrr, altri finanziamenti pubblici e privati.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/oltre-55-milioni-in-campania-per-progetti-turistici-nei-borghi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259781"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259781" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Considerando i singoli interventi, va sottolineato che i più costosi sono i <strong>20 progetti pilota</strong> &#8211; uno per regione &#8211; previsti dalla prima linea dell&#8217;investimento. Ciascuno del valore di <strong>20 milioni di euro</strong>. Come si legge sempre sulla <a href="https://pnrr.cultura.gov.it/misura-2-rigenerazione-di-piccoli-siti-culturali-patrimonio-culturale-religioso-e-rurale/2-1-attrattivita-dei-borghi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina</a> dedicata alla misura, si tratta di opere di &#8220;rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati&#8221;, per un valore complessivo di 420 milioni. La scelta di affidare almeno un progetto di questa portata a tutte e 20 le regioni è <strong>servita sicuramente a non avere divari troppo ampi</strong> tra le diverse aree del paese.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un focus sulla Campania, comune per comune</h3>
<p>A questo punto è interessante anche approfondire i <strong>dati a livello comunale</strong>. Lo facciamo in particolare con la Campania, visto che è la regione che si è vista riconoscere più risorse (55,43 milioni).</p>
<p>Da notare che <strong>la città metropolitana di Napoli è l&#8217;unica provincia in cui non verrà realizzato nessun progetto</strong>. Il motivo probabilmente è il maggior livello di urbanizzazione di questo territorio rispetto alle altre province campane.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/turismo-nei-borghi-sono-23-i-progetti-pnrr-finanziati-in-campania/">Turismo nei borghi: sono 23 i progetti Pnrr finanziati in Campania</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/turismo-nei-borghi-sono-23-i-progetti-pnrr-finanziati-in-campania/">Gli interventi Pnrr previsti nei comuni campani per rilanciare il turismo nei piccoli borghi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_259800_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_259800_tab3"></p>
<div id="chart_259781_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_259781_tab3">
<p>I dati si riferiscono a progetti finanziati nell&#8217;ambito dell’investimento Pnrr &#8220;<a href="https://openpnrr.it/misure/63/" target="_blank" rel="noopener">attrattività dei borghi</a>&#8220;. Per i progetti che riguardano allo stesso tempo più comuni, è stato riconosciuto l&#8217;intero importo a tutti gli enti coinvolti, poiché non è disponibile l&#8217;informazione su come i fondi verranno suddivisi tra i comuni.</p>
</div>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<div>
<p><label for="embed-chart-259800"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259800" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Osservando poi da vicino gli interventi nei comuni, come potevamo immaginare, <strong>spicca per quantità di fondi il <a href="https://openpnrr.it/progetti/25111/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto pilota</a></strong>, del valore di 20 milioni di euro come quelli delle altre regioni. Si intitola &#8220;<a href="https://www.regione.campania.it/imprese/it/news/regione-informa/pnrr-progetto-pilota-sanza-il-borgo-dell-accoglienza-avviso-pubblico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sanza: il borgo dell&#8217;accoglienza</a>&#8221; e verrà realizzato nell&#8217;omonimo comune, in provincia di Salerno. Prevede tra le varie opere di recupero, la <strong>realizzazione di un albergo sostenibile</strong>, a livello ambientale e sociale, e di residenze di <em>co-working</em>. </p>
<p>Gli altri progetti nella regione seguono con molto distacco a livello di risorse, senza superare mai i 3 milioni. Tra questi anche <strong>6 interventi interterritoriali</strong> (che riguardano più comuni allo stesso tempo) di cui <strong>uno è secondo in regione per importo</strong> assegnato. Si tratta della <a href="https://openpnrr.it/progetti/13621/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rigenerazione culturale, turistica, ambientale e sociale dei borghi di Pioppi, San Mauro e Serramezzana</a>. L&#8217;opera, con un importo di 2,56 milioni, ha come soggetto attuatore il comune di Pollica ma i lavori per la sua realizzazione interessano anche i comuni di San Mauro Cilento e Serramezzana.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/amministrazionedisanza/photos/pb.100069269347090.-2207520000./145585802658478/?type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook</a> del comune di Sanza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dove-il-pnrr-ha-finanziato-progetti-per-il-turismo/">Dove il Pnrr ha finanziato progetti per il turismo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Campania</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 07:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=243181</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ambito sanitario, il Pnrr ha l'obiettivo di ridurre i divari tra i territori. Approfondiamo la situazione in Campania per quanto riguarda case della comunità e ospedali di comunità, i due principali presidi della sanità territoriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-campania/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Campania</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Anche in Campania si assisterà nei prossimi anni al progressivo <strong>invecchiamento della popolazione</strong>, con il conseguente aumento dell’incidenza delle malattie croniche. </p>
</p>
<p><div id="nel-2050-i-campani-con-almeno-65-anni-saranno-il-343-della-popolazione-a-fronte-del-199-attuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si prevede che nel 2050 i campani con almeno 65 anni saranno il <strong>34,3% della popolazione</strong>, a fronte del 19,9% attuale.</p>
</p>
<p>Per questo motivo, la <strong>sanità territoriale</strong> nella regione, così come quella del paese, è destinata ad attraversare una profonda ristrutturazione, mediante i fondi del Pnrr.</p>
</p>
</p>
<p>Dall’istituzione di <strong>case della comunità</strong> &#8211; luoghi di prossimità a cui i cittadini possono accedere per l’assistenza primaria &#8211; a quella di <strong>ospedali di comunità</strong> &#8211; piccole strutture (20 posti letto) per consentire un’accoglienza intermedia tra il ricovero a casa e quello in ospedale.</p>
</p>
<p><div id="in-campania-previsti-3607-milioni-di-euro-su-3-miliardi-complessivi-dal-pnrr-per-ospedali-e-case-della-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Per questi due investimenti alla Campania sono destinati circa 360,7 milioni di euro, su 3 miliardi complessivi. Nello specifico, <strong>249,7 milioni di euro</strong> andranno alla creazione di 172 case della comunità, di cui 87 hub &#8211; quelle principali che erogano servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e di diagnostica di base &#8211; e <strong>85 spoke (49% del totale)</strong>, che offrono unicamente servizi di assistenza primaria.</p>
</p>
<p><div id="172-le-nuove-case-della-comunita-previste-nella-regione-di-cui-87-hub" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-campania-previsti-2497-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">In Campania previsti 249,7 milioni di euro per le nuove case della comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-campania-previsti-2497-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">Interventi per case della comunità nella regione finanziati dal Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/in-campania-previsti-2497-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-243567"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>ospedali di comunità</strong> sono 48 quelli previsti in Campania, per un importo complessivo dal Pnrr di <strong>quasi 111 milioni di euro</strong>. In 26 casi si tratterà di interventi di ristrutturazione, in altri 4 si procederà con l&#8217;abbattimento e la successiva ricostruzione, mentre per 18 progetti è prevista una nuova costruzione o l&#8217;ampliamento di strutture esistenti.</p>
</p>
<p><div id="sono-previsti-111-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-campania-previsti-111-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">In Campania previsti 111 milioni di euro per i nuovi ospedali di comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-campania-previsti-111-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">Interventi per ospedali di comunità nella regione finanziati dal Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243569"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243569" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A seguito di questi interventi nella regione è prevista la realizzazione di <strong>3,06 case della comunità</strong> e <strong>0,85 ospedali della comunità</strong> ogni 100.000 abitanti. Nelle <strong>aree interne</strong> il rapporto salirà rispettivamente a 4,33 e 1,44.</p>
</p>
<p><div id="nei-territori-piu-periferici-della-regione-il-429-delle-case-della-comunita-sara-spoke" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-campania/">La nuova rete di sanità territoriale tra poli e aree interne della Campania</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-campania/">Interventi per case e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr rispetto alla classificazione per aree interne</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_243572_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-campania/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-campania.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-campania.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243572"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243572" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nei <strong>territori più periferici</strong> della regione il <strong>42,9% delle case della comunità sarà spoke</strong>, quella che prevede minori servizi, a fronte di una media nazionale del 52% di case spoke nelle aree interne.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-campania/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Campania</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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