Centri d’Italia e la mappatura dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati Una nuova piattaforma

È online la prima piattaforma in Italia che monitora tutti i centri di accoglienza nel paese. Un’altra tappa del nostro percorso di trasparenza sul sistema, necessaria alla valutazione e alla pianificazione delle politiche pubbliche nei confronti dei migranti.

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Si chiama Centri d’Italia, mappe dell’accoglienza, una nuova piattaforma web realizzata da openpolis e ActionAid. Si tratta di una mappatura dettagliata – attraverso un sito web facilmente utilizzabile e liberamente accessibile – di tutti i centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo del paese.

Centri d’Italia rappresenta una tappa fondamentale nel percorso che abbiamo avviato insieme ad ActionAid anni fa, e che si pone l’obiettivo di fornire elementi necessari alla valutazione delle politiche pubbliche sull’accoglienza, e di conseguenza al miglioramento delle condizioni di vita delle persone ospitate. Un cammino fatto di dati, analisi e riflessioni che, in ultima istanza, vuole porre l’attenzione sul tema dell’inclusione sociale, a vantaggio dell’intera comunità.

Con la nuova piattaforma vengono messi a disposizione, per la prima volta in Italia, tutti i dati relativi alle strutture di accoglienza, alle presenze di richiedenti asilo e rifugiati, ai posti disponibili nei centri, ai costi per la loro gestione. Fino ai dettagli geolocalizzati del singolo centro di accoglienza, per ogni provincia e comune del paese.

9.138 strutture di accoglienza oggetto del monitoraggio su centriditalia.it. Si tratta di tutti i centri attivi in Italia alla fine del 2020.

Il progetto è stato portato a compimento dopo anni di richieste di accesso agli atti delle amministrazioni pubbliche responsabili del sistema di accoglienza. Documenti di cui siamo venuti in possesso non senza fatica, e che abbiamo ottenuto anche grazie a vittorie in tribunale.

Dati fondamentali, che ci permettono oggi di fornire letture originali sul fenomeno dell’accoglienza in Italia, sia tramite il neonato sito web che attraverso i rapporti annuali diffusi già a partire dal 2017. Insieme alla piattaforma, infatti, presentiamo oggi anche “Centri d’Italia, l’emergenza che non c’è“, un’analisi dettagliata dei centri di accoglienza attivi nel 2020 e il confronto del sistema di accoglienza nel biennio 2018-2020, il periodo in cui è stato in vigore il decreto sicurezza voluto dall’ex ministro dell’interno Matteo Salvini.

Le mappe mostrano il numero di presenze nei comuni all’interno dei quali sorgono centri di accoglienza, dal 2018 al 2020. Per “posti disponibili” si intende la capienza di ciascun centro, indipendentemente dal fatto che in quel momento i posti siano occupati o meno. Per “capienza media per centro” si intende la capienza in media nei centri presenti all’interno dello stesso comune. Per “presenze giornaliere” si intendono le presenze rilevate al 31 dicembre di ogni anno, per ogni tipo di centro considerato, ma con un’eccezione. Per quanto riguarda le strutture Sprar/Siproimi del 2020, infatti, sono state considerate le presenze al 30 ottobre. Sono stati considerati i centri di accoglienza straordinaria (Cas), i centri del sistema Sprar/Siproimi e i centri di prima accoglienza attivi nei rispettivi anni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Centri d'Italia
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Febbraio 2022)

 

L'analisi del sistema e la trasparenza sui dati

Oltre a tener conto dei cambiamenti normativi nel sistema dell'accoglienza, per analizzare com'è mutato il fenomeno negli ultimi anni è doverosa una premessa imprescindibile: negli ultimi 4 anni abbiamo assistito a un crollo degli sbarchi sulle coste italiane, che nel periodo 2014-2017 avevano portato nel nostro paese un numero di persone di molto maggiore.

66.770 persone sbarcate sulle coste italiane nel 2021. Nel 2016 furono più di 181mila.

Questo, naturalmente, ha avuto conseguenze anche sulla quantità di persone accolte nel sistema, che dal 2018 al 2020 è scesa del 42%.

Nonostante un netto calo degli sbarchi, 7 persone su 10 sono ospitate nei centri straordinari.

Con il dimezzamento di sbarchi e ospiti si sarebbe potuto andare verso un sistema ordinario e pubblico, ma ciò non è avvenuto. Ancora oggi, infatti, quasi 7 persone su 10 sono accolte nei centri di accoglienza straordinari (Cas), nonostante non ci sia alcuna emergenza.

Questo fattore determina conseguenze negative anche per i diritti delle persone accolte e per i servizi nelle strutture. È quanto evidenziamo nel dettaglio in "Centri d'Italia, l'emergenza che non c'è", analizzando i costi giornalieri per persona nei centri, le dimensioni quantitative e qualitative del fenomeno, le tendenze in termini di distribuzione geografica e di concentrazione di richiedenti asilo e rifugiati nelle strutture.

Centri d'Italia può insomma fornire elementi utili anche a contrastare le strumentalizzazioni politiche sulla questione migratoria, che in questi anni purtroppo non sono mancate.

Siamo in grado di entrare nel dettaglio del sistema, ma ci vengono ancora negati i dati sulla gestione economica dei centri.

Certo, nonostante gli sforzi per l'accesso, l'elaborazione e la condivisione dei dati, rimangono ancora da sciogliere alcuni aspetti essenziali, necessari alla realizzazione di una piena trasparenza del sistema dell'accoglienza in Italia. I dati di gestione economico-finanziaria delle singole strutture, infatti, ci sono stati finora negati. Collegarli agli enti gestori dei centri permetterebbe di avere un quadro economico del fenomeno, con tutte le valutazioni conseguenti. Continueremo a dare battaglia affinché vengano rese pubbliche questo tipo di informazioni.

Capire il dato per comprendere la realtà

Nelle prossime settimane, attraverso dati, mappe e visualizzazioni grafiche, analizzeremo progressivamente gli aspetti più importanti di "Centri d'Italia, l'emergenza che non c'è", in modo da entrare nel dettaglio delle caratteristiche dei centri. È interessante, infatti, analizzare cosa è cambiato nel sistema tra il 2018 e il 2020, cosa è rimasto immutato e cosa si sarebbe potuto cambiare per migliorare la vita e l'inclusione sociale delle persone che vengono ospitate.

Come abbiamo già fatto nelle precedenti edizioni del rapporto, anche in questo rendiamo accessibili tutti i dati sui quali abbiamo ragionato. Open data scaricabili da centriditalia.it, che permettono di rielaborare e riutilizzare i dati per scopi giornalistici, di ricerca e di analisi.

Affinché il dato sia un bene comune utile alla maggiore comprensione delle realtà di migranti, rifugiati e richiedenti asilo che vivono in Italia.

Foto: Francesco Bellina

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