Aumentano i fondi per la cooperazione ma l’obiettivo dello 0,70 è ancora lontano Cooperazione

Negli scorsi giorni sono stati annunciati degli aumenti per le risorse destinate alla cooperazione. Un primo segnale con cui si registra un cambio di rotta rispetto agli anni passati ma non è ancora abbastanza per raggiungere l’obiettivo dello 0,7% Aps/Rnl.

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Nelle scorse settimane sia il ministro degli esteri Luigi di Maio che la vice ministra con delega alla cooperazione hanno annunciato una crescita delle risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo. Se questi annunci si tradurranno in fatti si dovrebbe invertire il trend negativo seguito dall’Italia in questo settore da alcuni anni.

A metà ottobre infatti il ministro Di Maio ha dichiarato di aver chiesto al parlamento un aumento del 30% dei fondi dedicati all’aiuto pubblico allo sviluppo per il 2022 e un aumento del 50% per gli anni successivi.

Più di recente invece la viceministra Sereni ha annunciato la decisione del consiglio dei ministri di aumentare le risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) tra il 2022 e il 2026.

Certo nel comunicato stampa del consiglio dei ministri del 28 ottobre non si parla di questa decisione. Tuttavia si può supporre che il tweet della viceministra si riferisca a un accordo politico preliminare che poi dovrà ovviamente trovare conferma nella legge di bilancio.

La crescita nominale dell’Aps italiano

Dunque se la prossima legge di bilancio e le successive confermeranno queste cifre ci troveremmo di fronte a un effettivo aumento degli importi destinati alla cooperazione di oltre un miliardo di euro tra il 2022 e il 2026.

€ 1,2 miliardi l’aumento delle risorse per l’Aps tra il 2022 e il 2026 stando alle dichiarazioni della viceministra Sereni.

Si tratta certo di una buona notizia visto che negli ultimi anni si è assistito a un calo costante degli importi complessivi destinati a questo settore.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(ultimo aggiornamento: martedì 9 Novembre 2021)

Tuttavia bisogna considerare che nel 2020 a ridursi è stato anche il reddito nazionale lordo e dunque le risorse complessivamente disponibili nelle casse dello stato, per il 2021 e 2022 il Fondo monetario internazionale (Fmi) stima un considerevole aumento del Pil (un indicatore molto simile se pur non identico all'Rnl).

Questo dato è importante perché maggiori sono le risorse a disposizione maggiori sono gli importi che possono essere destinati a ciascun settore e tra questi quello della cooperazione attraverso l'Aps.

Inoltre proprio per questa ragione l'impegno che l'Italia, come gli altri paesi donatori, si è assunta in sede internazionale si riferisce proprio al rapporto tra fondi erogati in aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (Aps/Rnl).

0,70% il rapporto Aps/Rnl che l'Italia si è impegnata a raggiungere entro il 2030.

Un obiettivo affermato in sede Ocse Dac (ovvero il comitato aiuto allo sviluppo dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e ribadito nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (Sdg 17).

La cooperazione nella legge di bilancio

Sulla base di questa considerazione conviene quindi misurare quale impatto avrebbe la crescita annunciata sul rapporto Aps/Rnl.

Gli importi in assoluti reali sono le risorse che effettivamente vanno alla cooperazione. Ma è con il rapporto Aps/Rnl che si misura il rispetto degli gli impegni presi.

Per farlo però occorrerebbe prima di tutto conoscere l'importo dell'Aps italiano nel 2021. Ma a oggi le informazioni ufficiali dell'Ocse forniscono solo i dati preliminari rispetto al 2020, un anno particolarmente negativo per la cooperazione italiana. Certo per il 2021 abbiamo le previsioni incluse nelle tabelle della legge di bilancio. La legge 125/2014 infatti impone al governo di preparare in sede di legge di bilancio, una tabella in cui sono incluse tutte le spese per la cooperazione previste da ciascun ministero.

Bilancio finanziario e cooperazione

€ 5,35 miliardi l'importo previsto in legge di bilancio per il settore della cooperazione per il 2021.

Tuttavia come abbiamo più volte sottolineato questi importi risultano non affidabili e questo a causa delle cifre fuori misura indicate ogni anno dal ministero dell'interno. Questo dicastero infatti inserisce nelle tabelle della cooperazione l'importo complessivo previsto per l'accoglienza migranti per gli anni successivi. Tuttavia è bene ricordare che le regole Ocse Dac prevedono che solo una parte di queste spese possano essere considerata come aiuto pubblico allo sviluppo. La conseguenza è una forte inaffidabilità delle cifre indicate in legge di bilancio.

-19,97% la variazione percentuale tra le cifre indicate il legge di bilancio e quelle rendicontate da Ocse nei dati preliminari per il 2020.

La crescita dell'Aps in rapporto al reddito nazionale lordo

Per stabilire quale sia l'importo dell'Aps nel 2021 su cui calcolare gli aumenti annunciati bisogna quindi ricorrere a una stima. Per fare previsione, abbiamo considerato l'Aps in legge di bilancio al netto degli importi previsti dal ministero dell'interno aggiungendoci poi gli importi effettivamente rendicontati da Ocse nel capitolo di spesa "rifugiati nel paese donatore" e un ulteriore aggiustamento dovuto a importi destinati alla cooperazione ma non previsti in legge di bilancio. Entrambi questi valori sono stati considerati costanti rispetto al 2020.

Se la stima risultasse corretta quindi il valore complessivo dell'Aps italiano nel 2021 dovrebbe aggirarsi intorno ai 4,29 miliardi di euro, ovvero oltre un miliardo in meno di quanto previsto dalla legge di bilancio.

0,24% il rapporto Aps/Pil che risulta dalla stima dell'Aps nel 2021 e il Pil previsto per questo stesso anno nella nota di aggiornamento al Def.

Nel 2021 quindi possiamo aspettarci un aumento del rapporto Aps/Rnl che nel 2020 si era fermato allo 0,22%. Fortunatamente, come abbiamo accennato, anche le stime sul Pil dei prossimi anni prevedono una crescita considerevole che parte dal +4,2% tra 2020 e 2021 e poi si riduce per gli anni successivi assestandosi attorno all'1% (sempre secondo le stime del Fmi).

Di conseguenza gli aumenti previsti produrrebbero un miglioramento del rapporto Aps/Rnl però decisamente contenuto.

FONTE: stime openpolis su dati Mef, Ocse e Fondo monetario internazionale
(ultimo aggiornamento: martedì 9 Novembre 2021)

Un aumento importante ma insufficiente per l’obiettivo dello 0,70% nel 2030

A ben vedere in effetti l'aumento del Pil produrrebbe una paradossale riduzione del rapporto Aps/Pil dallo 0,24% allo 0,23 tra 2021 e 2022. Il dato poi riprenderebbe in vece a crescere a partire dal 2024.

0,27% il rapporto tra Aps/Pil che l'Italia raggiungerebbe nel 2026 secondo le stime.

Dunque se da un lato è importante riconoscere che gli aumenti annunciati seguono una fase in cui le cifre destinate alla cooperazione si sono solo ridotte, dall'altro bisogna però constatare che si tratta di importi insufficienti a raggiungere gli obiettivi previsti.

Se tra il 2021 e il 2026 si riuscirà davvero a far crescere l'Aps solo fino allo 0,27% dell'Rnl allora sarà davvero improbabile che nei 4 anni successivi il nostro paese riseca ad avvicinarsi all'obiettivo dello 0,70%.

Si tenga presente infine che se invece che considerare le stime sul Pil fatte dal Fondo monetario internazionale avessimo usato quelle più ottimistiche della nota di aggiornamento del documento di economia e finanza la crescita del rapporto Aps/Pil per i prossimi anni sarebbe stata ancora più contenuta.

 

Foto Credit: Ministero degli affari esteri - Facebook

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