Asili nido, un problema di offerta non di domanda #conibambini

Quando si parla di carenze di nidi e servizi prima infanzia in alcune aree del paese, è frequente l’argomentazione per cui alcuni territori ne avrebbero meno bisogno, per ragioni sociali o culturali. Sono i dati a dimostrare che non è così.

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L’offerta di asili nido e servizi prima infanzia non è omogenea nel paese. Come abbiamo avuto modo di ricostruire, sono soprattutto il mezzogiorno e le aree interne a soffrire di una carenza generalizzata di questo servizio. Due fratture che pesano molto nella condizione di un territorio.

In base ai dati relativi al 2018, oltre 18 punti separano il centro-nord, dove sono 32 i posti ogni 100 bambini, dall’Italia meridionale, dove sono appena 13,5. Quasi 14 punti dividono i comuni polo (31,6%), baricentrici in termini di servizi, da quelli periferici e ultraperiferici (17,8%), collocati a oltre 40 minuti dai centri maggiori.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 27 Ottobre 2020)

La carenza di asili nido viene troppo spesso giustificata.

Un dato che nessuno può mettere in discussione, ma la cui portata viene troppo spesso ridimensionata, nel dibattito pubblico, con considerazioni di varia natura. L'argomentazione più frequente è che l'offerta di servizi prima infanzia manca perché a mancare è soprattutto la domanda che ne è (o ne dovrebbe essere) alla base.

In sintesi si afferma che per motivi culturali, sociali, familiari, in alcuni territori non ci sarebbe richiesta di asili nido. O che comunque quella presente sarebbe troppo debole. Date queste premesse, promuovere la presenza di asili nido dove mancano si tradurrebbe in uno spreco. O, ancora peggio, significherebbe distogliere risorse dove davvero servono.

1 su 4 le province dove vengono offerti almeno 33 posti nido ogni 100 bambini nel 2018. Nessuna di queste si trova nel mezzogiorno.

Si tratta di argomentazioni tanto frequenti quanto fallaci. Sono i dati a renderlo evidente. Nelle regioni del mezzogiorno, dove gli asili nido sono molto meno diffusi, è infatti più alta la quota di anticipatari alla scuola dell'infanzia.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 27 Ottobre 2020)

La relazione emerge in modo ancora più evidente mettendo a confronto l'offerta di nidi con la quota di anticipatari alla scuola d'infanzia. Nelle regioni con meno asili nido gli anticipi sono molto più frequenti. Ciò segnala come oggi sia la scuola dell'infanzia a farsi carico di una domanda che esiste, ma che non è intercettata da un'offerta di nidi non ancora adeguata in molte aree del paese.

Nelle 3 regioni dove l'offerta di asili nido si attesta attorno al 10% (Campania, Sicilia e Calabria), gli anticipatari alla scuola dell'infanzia superano il 20%. Viceversa, gli anticipi sono più contenuti in molte delle regioni con maggiore offerta, ad esempio in Valle d'Aosta (45,7 posti nido ogni 100 bambini, e solo 5,4% di anticipatari).

Ogni punto è una regione: in basso a destra quelle con più nidi e meno anticipi alla scuola d’infanzia; in alto a sinistra quelle con meno nidi e più anticipi. I dati degli anticipatari e dell’offerta di nidi si riferiscono all’anno educativo 2018/19.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 27 Aprile 2021)

29,1% dei bambini calabresi anticipano la frequenza alla scuola dell'infanzia. È la prima regione per quota di anticipatari e la terzultima per offerta di nidi.

Questi dati ci indicano che esiste una richiesta di servizi per la prima infanzia che, in assenza di strutture dedicate, oggi si riversa sulle scuole dell'infanzia. Un dato che, nelle regioni economicamente più fragili, si somma all'esigenza di contenere i costi del servizio. Inferiori nelle scuole d'infanzia, soprattutto in quei territori dove non esiste un'offerta pubblica di asili nido.

Costi elevati e scarsità di offerta creano una criticità aggiuntiva: molte famiglie scelgono di anticipare, rispetto al compimento dei 3 anni, l’accesso dei figli alle scuole d’infanzia – meno costose e non razionate sul territorio – che però non sono attrezzate per gestire questa fascia di età.

A corollario delle argomentazioni che sminuiscono l'importanza di estendere gli asili nido, la più discriminatoria è che in alcuni territori non servirebbero perché sarebbe già la rete familiare a supplire a questo tipo di necessità. Peccato che rete familiare significhi, nella stragrande maggioranza dei casi, che sono le donne a doversi fare carico di compiti di cura che le escludono completamente dal mondo del lavoro.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 27 Ottobre 2020)

Il problema quindi non è di domanda, ma di offerta. E la carenza di asili nido non può essere trattata come un aspetto su cui non è utile, o rilevante, intervenire. È prioritario estendere l'offerta di servizi, pena accettare l'esclusione di ampi settori della nostra società. Delle donne, escluse dal mercato del lavoro. E dei bambini, esclusi da un'offerta educativa che inizia dalla prima infanzia.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat.

Per conoscere quanto è ampia l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 27 Ottobre 2020)

Foto credit: Gautam Arora (Unsplash) - Licenza

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