Cos’è il decreto milleproroghe

È un decreto legge con cui il governo dispone il rinvio di scadenze che se non fossero rispettate provocherebbero un vuoto normativo. Negli anni la portata di tale strumento è diventata sempre più ampia, portando anche a degli abusi.

Definizione

Con il termine “milleproroghe” si fa riferimento ad un decreto legge che il governo emana, solitamente una volta all’anno. Il contenuto di tale norma prevede appunto la proroga di disposizioni o il rinvio di scadenze che se non fossero rispettate provocherebbero gravi problemi per cittadini, imprese ed istituzioni. La funzione del decreto è quindi quella di affrontare con un unico atto una serie di termini che altrimenti dovrebbero essere trattati e risolti separatamente.

Ad esempio il decreto per il 2021 prevede, tra le altre cose, la proroga del blocco degli sfratti, il rinvio dei termini per la richiesta di accesso alla cassa integrazione e la proroga di alcuni termini per adempimenti di natura tributaria.

Non esiste una regolamentazione specifica di questo strumento.

Come illustrato dal dossier della camera relativo al decreto milleproroghe del 2018, tale atto è stato introdotto per la prima volta nel 2001 e da allora è divenuto una consuetudine. Secondo una parte della letteratura tuttavia, norme assimilabili al milleproroghe erano già state introdotte negli anni novanta.

Trattandosi di un decreto legge a tutti gli effetti, come gli altri atti di questo tipo deve essere convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. In caso contrario le norme in esso contenute decadono come se non fossero mai entrate in vigore.

Col passare del tempo il numero di norme su cui questo decreto andava ad intervenire è stato crescente. Ciò però ha portato anche a degli effetti collaterali. Nel corso del passaggio parlamentare infatti spesso il decreto milleproroghe è stato riempito di un ulteriore carico di norme che rispecchiavano le sensibilità e gli interessi dei partiti. Con la conseguenza di avere un testo finale molto eterogeneo.

Dati

Come detto, l’utilizzo abituale di questo strumento può essere fatto risalire al 2001. Da allora infatti ne è stato pubblicato almeno uno tutti gli anni. Fanno eccezione il 2003, il 2004 ed il 2006 dove ne sono stati emanati due. Mentre nel 2017 e nel 2019 non ne è stato pubblicato nessuno. C’è da dire però che nel 2018 il decreto mille proroghe uscì a luglio.

FONTE: elaborazione openpolis su dati camera dei deputati e gazzetta ufficiale
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Marzo 2021)

Un altro elemento degno di nota riguarda il fatto che, dalla sua introduzione, il decreto milleproroghe è stato utilizzato per intervenire su un numero di norme crescente. Una parziale conferma di questa tendenza la possiamo trovare analizzando il numero di articoli contenuto in ogni decreto di questo tipo.

Osservando l'andamento delle ultime due legislature infatti, notiamo che il numero di articoli (salvo alcune eccezioni) è stato via via crescente, fino a raggiungere il picco di 82 nel 2020. L'ultimo decreto milleproroghe invece ne contiene 37, dopo il passaggio parlamentare. Un numero comunque molto consistente se si considera che il primo decreto di questo tipo ne conteneva appena 9.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Marzo 2021)

37 articoli contenuti nel decreto milleproroghe per l'anno 2021.

Analisi

La portata del decreto milleproroghe dalla sua introduzione è stata via via crescente. Tuttavia la natura di questo strumento e la mancanza di una regolamentazione organica sul suo utilizzo (parliamo infatti di un decreto legge sui generis) ha portato nel tempo anche a degli abusi. Con problemi sia di natura tecnica che politica.

Nel corso del tempo si è "abusato" del decreto milleproroghe.

I problemi di natura tecnica riguardano i limiti che vincolano l'utilizzo del decreto legge. Tale strumento infatti, dovrebbe essere utilizzato solo in caso di necessità e urgenza e avere un contenuto omogeneo. Con il milleproroghe invece si interviene in settori anche molto diversi tra loro il cui unico elemento comune è la necessità di intervenire per rinviare le scadenze. Per questo si è parlato del decreto milleproroghe come di un atto omnibus, una norma cioè dal contenuto estremamente eterogeneo. Tale elemento critico è stato sottolineato anche dal presidente della repubblica in più occasioni.

Toni molti critici sono stati utilizzati anche dal Comitato per la legislazione della camera che, in più occasioni, ha rilevato come "tale modalità di produzione legislativa non appare pienamente conforme alle esigenze di stabilità, certezza e semplificazione della legislazione".

Di questi aspetti si è occupata anche la corte costituzionale con la sentenza 22 del 2012. Con questo dispositivo la corte ha riconosciuto la legittimità dello strumento ma ha posto alcuni importanti paletti.

[Il decreto milleproroghe deve] obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal governo e dal parlamento.

Spesso il decreto milleproroghe è stato sfruttato per far approvare le norme più controverse.

A questo aspetto in particolare si legano anche i problemi di natura politica. Spesso infatti il decreto milleproroghe è stato utilizzato per affrontare questioni spinose che non necessariamente prevedevano una scadenza temporale ma che, a causa delle pressioni da parte dell'opinione pubblica e dei gruppi di interesse, sarebbe stato più difficile affrontare singolarmente.

Per citare un esempio di questo tipo, nel decreto per l'anno 2020 è stata inserita una norma che prevedeva la cancellazione delle penali da versare ai concessionari delle tratte autostradali in caso di revoca per inadempimento. Una conseguenza evidente della battaglia intrapresa in particolare dal Movimento 5 stelle contro Autostrade per l'Italia dopo il crollo del ponte Morandi di Genova.

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.