L’importanza di un sistema idrico efficiente Ambiente

L’acqua potabile è una risorsa fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma esauribile. L’Italia è il secondo paese Ue che ne estrae di più per uso pubblico quotidiano, ma nei centri abitati oltre un terzo va perso a causa di problemi tecnici del sistema idrico.

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Essenziale per la nostra sopravvivenza, l’acqua potabile non è una risorsa inesauribile né equamente distribuita tra la popolazione globale.

Per questo è cruciale in paesi come il nostro, che hanno meno problemi di approvvigionamento rispetto ad altri, evitarne il più possibile gli sprechi. Uno dei passi fondamentali in questo senso è rendere più efficienti i servizi idrici, ancora oggi caratterizzati da notevoli perdite di acqua – con danni sia ambientali che economici.

Un bene essenziale

L’acqua potabile è necessaria per la vita sulla Terra, e la possibilità di accedervi è considerato un diritto fondamentale di ogni essere umano.

L’acqua dovrebbe essere sicura, economica e accessibile per tutti.

Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua è uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. Il traguardo da raggiungere è che l’acqua sia sicura (non contaminata), economica e accessibile. Ma è importante anche il livello infrastrutturale, che deve garantire una gestione del sistema idrico efficiente, sostenibile e di qualità. Un obiettivo quest’ultimo che risulta particolarmente rilevante nel nostro paese che, a differenza di molte aree del sud globale, non ha gravi problemi di approvvigionamento idrico o di scarsa salubrità dell’acqua.

Va inoltre sottolineato che negli ultimi decenni la disponibilità di acqua potabile è diminuita drasticamente anche a causa dell’aumento delle temperatura e della siccità, correlati al processo di cambiamento climatico in corso. Per questo è ancora più cruciale evitare gli sprechi.

152,4 metri cubi (m3) pro capite di acqua sono estratti ogni giorno per uso pubblico in Italia (2018).

Secondo i dati Eurostat, l’Italia è uno dei paesi Ue che fa il maggior uso di acqua potabile in rapporto alla popolazione residente.

I dati considerano il quantitativo di acqua potabile estratto per uso pubblico. I dati irlandesi, portoghesi, francesi, rumeni e estoni sono riferiti al 2017. Quelli di Lussemburgo, Spagna, Austria e Germania sono invece riferiti al 2016, mentre quelli svedesi e belgi risalgono al 2015.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: lunedì 23 Maggio 2022)

Da questo punto di vista il nostro paese è secondo soltanto alla Grecia, che nel 2018 estraeva circa 157 metri cubi di acqua per persona ogni giorno. Mentre all'ultimo posto troviamo Malta, con meno di 30 m3 per abitante, seguita dai paesi baltici, che riportavano cifre comprese tra i 49 e 44 metri cubi giornalieri.

Il dato italiano è molto elevato anche se paragonato a quello degli altri grandi paesi dell'Unione. Risulta infatti significativamente più alto rispetto a quello spagnolo (105,3 m3 pro capite), quasi doppio rispetto a quello francese (80,7) e più che doppio rispetto al dato tedesco (63,3).

Se poi approfondiamo il dato a livello locale, la situazione interna alla penisola risulta piuttosto eterogenea.

Con acqua fatturata si intende l’acqua per uso privato. I dati di Agrigento sono stimati, mentre quelli Benevento, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Trapani, Ragusa, Catania e Oristano lo sono parzialmente. Quelli di Foggia, Andria, Barletta, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce invece considerano anche i volumi fatturati a utenze servite fuori dalla rete comunale di distribuzione. L’unità di misura è litri al giorno pro capite.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 24 Maggio 2022)

Tra i comuni monitorati da Istat, sono 5 quelli in cui ogni giorno vengono fatturati più di 200 litri di acqua per persona per uso domestico. Tra questi il primo in assoluto è Milano, con 265 litri pro capite. Seguono Catanzaro, con 236 litri giornalieri, e Monza e Cosenza, entrambe con 225.

Mentre l'ultima città sotto questo aspetto è Siena, la sola a registrare un dato inferiore ai 100 litri pro capite (77).

Il ruolo cruciale del sistema idrico

I dati relativi all'estrazione e alla fatturazione di acqua nel nostro paese sono elevati, e l’obiettivo di ridurli va perseguito sicuramente adottando anche una serie di strategie a livello domestico. Tuttavia, ancora più urgente è assicurarsi che lo spreco non sia strutturale, ovvero causato da malfunzionamenti dello stesso sistema idrico.

Le perdite idriche sono causate da malfunzionamenti strutturali.

Con perdita idrica si intende la differenza in percentuale tra l'acqua immessa e l'acqua erogata, ovvero tutta quella parte di risorse che va persa per problemi tecnici nella gestione del sistema. Le perdite idriche non costituiscono soltanto un problema a livello ambientale, in quanto comportano lo spreco di una risorsa fondamentale ed esauribile, ma anche economico.

36,2% dell'acqua potabile immessa in rete va persa nei capoluoghi di provincia e città metropolitane del nostro paese, secondo i dati Istat (2020).

Già dal 2006, con il decreto legislativo 152, sono state introdotte in Italia misure per il risparmio idrico che prevedevano un miglioramento delle strutture. Un ruolo cruciale in questo senso è rivestito dai comuni, come abbiamo raccontato in un recente approfondimento, i quali sono responsabili delle spese legate alla fornitura di acqua potabile, ai controlli sulla qualità del servizio idrico e alla manutenzione.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha previsto degli investimenti in questo settore, per rendere più efficiente il sistema e ridurre gli sprechi. Da una parte tramite la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti idriche, dall'altra con riducendo le perdite, che nel nostro paese ancora costituiscono un problema di grande portata.

900 milioni di euro, i fondi del Pnrr stanziati per il servizio idrico integrato.

Le perdite idriche sono misurate come rapporto tra acqua erogata e acqua immessa. I dati sono riferiti alle città con più di 200mila abitanti secondo l’ultimo aggiornamento Istat (risalente al 2022). Nel caso di Catania, i dati sono parzialmente stimati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 24 Maggio 2022)

Tra i comuni italiani più popolosi (con una popolazione residente superiore ai 200mila abitanti), Messina è il primo per perdite idriche, con una quota pari a oltre il 52%. E anche a Prato e Catania si perde oltre la metà dell’acqua immessa.

 

Foto: Il Gelo - licenza

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