La nuova composizione del Copasir e l’autorità delegata Mappe del potere

Negli scorsi giorni è entrato in funzione il Copasir, ovvero l’organo parlamentare di controllo dell’intelligence. Con questo passaggio sono ora in funzione tutti gli organi politici che si occupano della materia.

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A quasi 2 mesi dall’inizio della diciannovesima legislatura, lo scorso 6 dicembre si è riunito per la prima volta il Copasir, ovvero il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica.

Il Copasir ha il compito di verificare che le attività dell’apparato di intelligence si svolgano nel pieno rispetto della costituzione e delle leggi, oltre che nell’esclusivo interesse nazionale. Vai a “Cos’è il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica”

Con questo passaggio dunque sono state riempite tutte le caselle politiche che compongono il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica. Se al Copasir compete il controllo parlamentare, l’intelligence è però responsabilità del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, la quale ha nominato il sottosegretatrio Alfredo Mantovano autorità delegata, attribuendogli dunque la gestione operativa del settore.

La composizione del Copasir

Il comitato è un organo bicamerale e in quanto tale è composto in egual misura da membri della camera e del senato.

5 su 10 i componenti del Copasir indicati da ciascuna camera.

Come previsto dalla legge che disciplina il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica (L.124/2007) i suoi componenti sono nominati dai presidenti di camera e senato rispettando le proporzioni dei gruppi parlamentari.

Tuttavia, diversamente da quanto accade nelle commissioni permanenti, il Copasir è composto in egual misura da parlamentari di maggioranza e di opposizione. Una previsione che vede la sua ragion d’essere nei delicati compiti che spettano a quest’organo e alla funzione di controllo che compete all’opposizione.

FONTE: openpolis

Per la stessa ragione, la legge stabilisce anche che il presidente sia scelto tra i parlamentari di opposizione. L’elezione avviene a scrutino segreto e in caso di parità si procede a un ballottaggio. Negli scorsi giorni il Copasir si è riunito proprio a questo scopo deliberando quasi all’unanimità l’elezione di Lorenzo Guerini alla presidenza.

9 su 10 i voti ottenuti da Guerini per l’elezione a presidente del Copasir. Una scheda invece è risultata bianca.

La presidenza dunque è andata a un esponente del Partito democratico (Pd), mentre in una successiva votazione il comitato ha eletto all’unanimità Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia come vicepresidente. Più contesa invece la terza e ultima carica dell’ufficio di presidenza, ovvero quella di segretario. Ettore Rosato (Azione-Italia Viva) infatti è risultato eletto con 7 voti, mentre gli altri 3 sono andati a un esponente del Movimento 5 stelle (M5s), Marco Pellegrini.

In termini generali Fratelli d’Italia è il gruppo che esprime più componenti, ovvero 3 di cui 1 con il ruolo di vicepresidente. Il Pd e il M5s invece contano 2 componenti ciascuno ma, come abbiamo visto, il Partito democratico esprime anche il presidente. Un componente a testa infine per Forza Italia, Lega e Azione-Italia viva (che però esprime il segretario).

Da segnalare infine che la capogruppo al senato di Forza Italia, Licia Ronzulli, è l’unica donna a far parte di quest’organo.

Gli incarichi precedenti

Solitamente per incarichi così delicati i partiti scelgono figure esperte, spesso con molte legislature alle spalle.

Non a caso la maggior parte dei componenti del comitato non è alla sua prima esperienza parlamentare.

8 su 10 i componenti del Copasir che hanno già ricoperto il ruolo di deputato o senatore in altre legislature.

Il componente con più legislature alle spalle è il segretario Ettore Rosato, eletto 4 volte alla camera. Segue Andrea Augello (FdI) con 3 mandati al senato. Due legislature alle spalle hanno invece Lorenzo Guerini ed Enrico Borghi, entrambi del Pd. Licia Ronzulli invece ha un solo mandato da parlamentare italiana ma uno anche come parlamentare europea.

I due componenti del Copasir alla prima esperienza parlamentare invece sono Angelo Rossi di FdI e Roberto Scarpinato, noto ex magistrato eletto nelle fila del Movimento 5 stelle.

L’esperienza insomma è molto importante. Il fatto che questa sia maturata in commissioni parlamentari che si occupano di temi affini poi è un elemento aggiuntivo. Il vicepresidente Giovanni Donzelli (FdI) e il segretario Ettore Rosato (Azione-Italia viva) ad esempio nella scorsa legislatura hanno fatto parte della commissione affari costituzionali della camera. Sempre Rosato ha fatto anche parte della commissione difesa, come anche Enrico Borghi (Pd). Il presidente Guerini (Pd) invece è l’unico che nello scorso parlamento è stato membro della commissione esteri (sempre a Montecitorio).

Questi ultimi inoltre sono anche gli unici due componenti attuali del Copasir che già avevano fatto parte dell’organo nella scorsa legislatura.

2 i componenti del Copasir che hanno fatto parte di quest’organo anche nella scorsa legislatura.

In quell’occasione tuttavia i due esponenti del Partito democratico si sono alternati. Nel 2018 infatti Lorenzo Guerini era già stato eletto presidente dell’organo. Tuttavia con la nascita del secondo governo Conte ha dovuto rassegnare le dimissioni sia dall’incarico che dalla commissione stessa, facendo quindi posto al compagno di partito Enrico Borghi.

Le dimissioni dal ruolo di presidente infatti erano dovute anche solo per l’ingresso in maggioranza del Partito democratico. Quelle dall’organo invece sono state la conseguenza della sua nomina a ministro della difesa. Incarico quest’ultimo che Guerini ha ricoperto anche nel successivo esecutivo, ovvero il governo Draghi.

Oltre al presidente, altri 2 componenti del Copasir hanno fatto parte di un esecutivo in passato. Si tratta di Andrea Augello (Fdi), sottosegretario alla funzione pubblica del quarto governo Berlusconi, e di Ettore Rosato, sottosegretario al ministero dell’interno nel secondo governo Prodi.

L’autorità delegata

Come accennato, se al Copasir compete il controllo delle attività di intelligence (art. 30 L.124/2007), è al presidente del consiglio che è attribuita l’alta direzione e la responsabilità di questo settore (art. 1).

Ferma restando questa responsabilità e le altre funzioni che gli competono in via esclusiva, la legge prevede la possibilità di nominare un’autorità delegata che si occupi di questa materia.

Tale opzione è stata esercitata dalla presidente Meloni, la quale ha conferito la delega al sottosegretario Alfredo Mantovano. Una nomina questa che rappresenta una novità assoluta visto che Mantovano ricopre già il fondamentale incarico di sottosegretario verbalizzante.

D’altronde questa non poteva che essere una prima volta visto che la legge prevede, o meglio prevedeva, che l’autorità delegata svolga esclusivamente questo incarico di governo.

L’autorità delegata non può esercitare funzioni di governo ulteriori […] ad eccezione delle funzioni attribuite al sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri, con funzioni di segretario del consiglio medesimo.

Nel decreto sul riordino dei ministeri approvato lo scorso 11 novembre tuttavia è stata inserita una modifica alla legge sull’intelligence, con la quale è stata prevista un’apposita deroga per quanto riguarda il sottosegretario verbalizzante. Ovvero, nel governo attuale, proprio Alfredo Mantovano.

Foto: Lorenzo Guerini – Facebook

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