La funzione dei comuni per la promozione dello sport Bilanci dei comuni

Per favorire la pratica sportiva tra i cittadini sono necessari diversi interventi continuativi di natura gestionale. In questo, i comuni possono fare la loro parte.

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L’attività fisica è molto importante per la salute dell’individuo. La pratica dell’attività motoria o di sport organizzati porta infatti a chiari benefici sia dal punto di vista fisico che psicologico, sia per gli adulti che per i bambini. In Italia, ci sono delle tendenze tipiche di alcune fasce demografiche. Istat rileva per esempio che la pratica sportiva continuativa è più diffusa tra i minori di 17 anni, mentre lo svolgimento di una qualche forma di attività fisica è maggiore all’aumentare dell’età. Considerando però il dato totale, nel 2020, il 36,6% degli italiani dichiara di praticare almeno uno sport e il 28,1% di svolgere attività motoria.

35,2% la quota di sedentari (che non praticano né attività motoria né sportiva) nel 2020.

Questi dati riportano sia delle differenze di genere – il 39,4% delle donne dichiara di non svolgere alcuna attività fisica contro il 30,8% degli uomini – che dei divari territoriali.

Il dato mostra quanti svolgono qualche forma di attività fisica ogni 100 persone con più di tre anni. Sono considerate le persone che praticano regolarmente o saltuariamente sport ma anche quelle che fanno movimento senza fare alcun tipo di attività sportiva.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Marzo 2022)

La percentuale di persone che praticano attività fisica o sportiva cambia drasticamente lungo la penisola. Se nel nord il 74,4% degli intervistati dichiara di svolgere una qualche forma di sport o moto, le percentuali scendono al centro (67,4%) e al sud (50,2%). Inoltre, la pratica sportiva organizzata e regolare è più diffusa nelle zone settentrionali, con il 31,6% contro il 19,8% dell'area meridionale.

Questa tendenza è evidente anche se si approfondisce il dato a livello regionale. La provincia autonoma di Bolzano è al primo posto, con 85,5 abitanti ogni 100 che praticano attività sportiva e motoria. Seguono la provincia autonoma di Trento (82,7) e il Veneto (78,4). In fondo troviamo Calabria (49,1 abitanti ogni 100), Campania (44,2) e Sicilia (43). Andando a considerare nel dettaglio il dato sulla pratica continuativa degli sport organizzati, nelle prime tre posizioni si trovano la provincia autonoma di Bolzano (44,7 abitanti ogni 100), la Valle d'Aosta (34,1) e la provincia autonoma di Trento (34) mentre nelle ultime tre si trovano la Basilicata (17,7), la Sicilia (17,4) e la Campania (17,1).

Per la pratica di sport organizzati, è necessaria la gestione continuativa e puntuale delle infrastrutture dedicate, oltre a un'attenzione particolare per le società che coordinano l'aggregazione di atleti a livello dilettantistico. I comuni possono intervenire su questi e numerosi altri aspetti.

Le spese dei comuni per sport e tempo libero

I bilanci delle amministrazioni comunali prevedono una voce di spesa dedicata a “Sport e tempo libero”. Al suo interno, sono considerate tutte le uscite per le società e le associazioni sportive e le relative manifestazioni e iniziative, oltre alla formazione professionale del personale dedicato al funzionamento di queste attività.

Sono comprese inoltre le spese per la gestione delle opere pubbliche legate alla pratica sportiva, le strutture per le attività ricreative e le iniziative di promozione dello sport.

I dati mostrano la spesa per cassa per le attività sportive e del tempo libero. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Napoli, Palermo, Catania e Messina perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2020.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: martedì 15 Marzo 2022)

Trieste è tra le grandi città quella in cui si spende di più per lo sport, con 47,73 euro pro capite. Fanno seguito Padova (40,29) e Firenze (29,3). In fondo invece si trovano Genova (12,63 euro pro capite), Bari (10,41) e Roma (4,56).

Ampliando l'analisi a tutte le amministrazioni italiane, la spesa media per questa voce ammonta a 32,40 euro pro capite. I comuni della Valle d'Aosta sono quelli che riportano l'uscita maggiore con 155,47 euro pro capite. Seguono la provincia autonoma di Bolzano (129,78) di Trento (80,04) e il Friuli-Venezia Giulia (66,11), tutti territori a statuto speciale. Al contrario, le amministrazioni che in media spendono di meno sono quelle calabresi (13,08 euro pro capite), quelle pugliesi (12,05) e quelle campane (10,49).

In media, si tende quindi a spendere di più per lo sport in quelle regioni in cui le attività motorie e sportive sono maggiormente praticate. Un'uscita particolarmente alta viene riportata nella provincia autonoma di Bolzano, che è pure la zona in Italia in cui la popolazione sostiene di fare più attività motoria e sportiva e dove ci sono più persone che praticano sport in modo continuativo. Andiamo quindi ad analizzare questo territorio anche a livello comunale, per capire se questa pratica è distribuita in modo omogeneo o no nella provincia.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce legata alle attività sportive e del tempo libero. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni in grigio.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: martedì 15 Marzo 2022)

Ad eccezione di due comuni per i quali i bilanci non sono disponibili alla data di pubblicazione, tutte le amministrazioni hanno riportato delle uscite per lo sport e il tempo libero. Questo è un dato particolarmente interessante, in quanto è evidente come l'attenzione per le attività sportive risulti capillare nel territorio. Inoltre, due enti locali riportano valori superiori ai mille euro pro capite: sono San Pancrazio (1.237,05) e Fortezza (1.047,55).

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano la spesa per cassa per le attività sportive e del tempo libero. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: martedì 15 Marzo 2022)

Infine, se si considerano tutti gli enti comunali italiani, quello che ha speso di più è Pedesina, il secondo comune più piccolo d'Italia (Sondrio, 4.960,59 euro pro capite). Seguono Macugnaga (Verbano-Cusio-Ossola, 2.070,83) e Madesimo (Sondrio, 1.921,54). Sono in tutto 14 i comuni che riportano uscite superiori ai mille euro pro capite.

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: Marcus NG - licenza

 

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