Le elezioni amministrative e le politiche per i giovani e lo sport Bilanci dei comuni

Nel corso della campagna elettorale sentiamo spesso candidati e candidate parlare di giovani e qualità della vita. Anche a livello locale le politiche pubbliche in questo ambito sono fondamentali per la crescita del territorio.

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In queste settimane si è entrati nel vivo della campagna elettorale in numerosi comuni italiani, dove a ottobre avranno luogo le elezioni amministrative.

Come spesso accade, nel corso dei comizi o di fronte alle telecamere l’attenzione dei candidati e delle candidate è rivolta a quella che sarà la città del futuro e alla qualità della vita dei giovani. Sono sempre di più, infatti, quelli che lasciano l’Italia per andare a vivere all’estero.

Basti pensare che nel 2019 l’età media degli emigrati era 33 anni per gli uomini e 30 per le donne.

899mila gli italiani che sono andati a vivere all’estero dal 2010 al 2019, secondo il report “Migrazioni 2019” di Istat.

Diventano dunque cruciali le politiche pubbliche, anche a livello territoriale, a favore dei giovani e della loro qualità della vita. Per questo, all’interno dei bilanci comunali, un’intera missione di spesa (la numero 6) è dedicata a questo ambito.

La spesa per giovani, sport e tempo libero

La missione oggetto del nostro approfondimento si chiama “Politiche giovanili, sport e tempo libero” e si compone di tre voci: “sport e tempo libero“, “giovani” e “politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e il tempo libero”, che tuttavia riguarda solo le regioni e non i comuni.

Nella voce “sport e tempo libero” sono incluse tutte le spese per sovvenzioni o contributi a società o enti sportivi del territorio, per la costruzione, la manutenzione e la gestione delle strutture sportive – piscine, stadi, impianti sportivi, palazzetti, etc. – e per le attività ricreative, come aree gioco o di campeggio e spiagge. Inoltre qui troviamo le spese per iniziative e manifestazioni sportive amatoriali o dilettantistiche, oltre che per la promozione della cultura dello sport in vari ambiti, tra cui le scuole.

L’indagine campionaria Istat “Aspetti della vita quotidiana” fa parte di un sistema integrato di indagini sociali – le Indagini Multiscopo sulle famiglie – e rileva le informazioni fondamentali relative alla vita quotidiana degli individui e delle famiglie. Dal 1993 al 2003 l’indagine è stata condotta ogni anno nel mese di novembre. Nel 2004 l’indagine non è stata effettuata e dal 2005 viene condotta ogni anno nel mese di febbraio. Le percentuali rappresentano la somma delle risposte affermative rispetto alla pratica dello sport “in modo continuativo”, “in modo saltuario” o praticando “solo qualche attività fisica”.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 10 Settembre 2021)

Nel decennio che va dal 2010 al 2019 il numero di giovani in Italia che praticano sport o attività fisica è aumentato.

La fascia d'età che ha visto un aumento maggiore è quella da 20 a 24 anni, passata in 10 anni dal 71,3% al 79,2%. Da 15 a 19 anni, a praticare sport nel 2019 erano 8 persone su 10.

Alla voce "giovani", invece, vengono allocate le risorse destinate alle politiche per i loro diritti e autonomia: informazioni di sportello, iniziative, seminari e campagne. Infine, in questa parte del bilancio comunale si trovano anche le somme necessarie alla gestione dei centri polivalenti per i giovani.

Gli investimenti sul territorio, siano essi impiegati in infrastrutture o attività di sensibilizzazione, possono contribuire alla crescita della pratica sportiva e a un generale maggiore benessere della popolazione giovanile in un paese che conta un'età media tra le più alte al mondo.

Vediamo quanto spendono per questo ambito le città italiane più importanti dove, tra meno di un mese, verranno rinnovati giunte e consigli comunali.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nella voce di bilancio “Politiche giovanili, sport e tempo libero”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Sono state considerate le 5 città più popolose dove si svolgono le elezioni amministrative nel 2021.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: venerdì 10 Settembre 2021)

Tra le grandi città dove si voterà in ottobre, è Torino quella a spendere di più nella voce di bilancio "Politiche giovanili, sport e tempo libero": 28,56 euro pro capite, pari a circa 24,8 milioni di euro nel 2019.

Dietro il capoluogo piemontese figurano Milano, Bologna e Napoli, con spese molto simili tra loro che vanno da 11,37 a 13,14 euro pro capite. Mentre a Roma, nel 2019, sono stati spesi 3,97 euro per politiche giovanili e sport.

Nonostante nella capitale si investa meno rispetto agli altri grandi centri urbani considerati, i livelli di spesa nel 2019 a Roma negli ultimi anni sono cresciuti.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nella voce di bilancio “Politiche giovanili, sport e tempo libero”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Sono state considerate le 5 città più popolose dove si svolgono le elezioni amministrative nel 2021.

FONTE: openbilanci - consuntivi dal 2016 al 2019
(ultimo aggiornamento: venerdì 10 Settembre 2021)

Tranne Torino e Bologna, dal 2016 al 2019 tutte le città considerate hanno aumentato la spesa in bilancio dedicata a politiche giovanili, sport e tempo libero.

Napoli ha più che triplicato gli investimenti, passando in quattro anni da 3,13 a 11,37 euro pro capite, raggiungendo così i livelli di spesa di Milano e Bologna.

Come detto, anche Roma ha visto una crescita (da 1,70 e a 3,97). Mentre il comune di Milano è passato da 11,29 a 13,14 euro pro capite in quattro anni.

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata a “Politiche giovanili, sport e tempo libero”. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

 

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

 

Foto credit: Skate park a Torino, David Salamanca - licenza

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