Nelle città sono urgenti politiche per i giovani, lo sport e il tempo libero Bilanci dei comuni

Il perdurare della pandemia impone nuove visioni nei territori del paese. Politiche che abbiano al centro anche l’attività fisica e lo sport, collante sociale fondamentale per la formazione dei giovani.

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Nell’ultimo anno, le restrizioni dovute alla pandemia in corso hanno portato molti italiani a scoprire o riscoprire i benefici dell’attività sportiva all’aperto.

Una dinamica incentivata anche dalle chiusure totali o parziali di altre attività normalmente protagoniste del tempo libero come bar, ristoranti o centri commerciali.

Fino al 2019, tuttavia, la maggioranza dei giovani già praticava sport o, in generale, attività fisica.

L’indagine di Istat “Aspetti della vita quotidiana” rileva le informazioni fondamentali relative alla vita quotidiana degli individui e delle famiglie.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

 

Nel 2019 più della metà (51,1%) dei giovani tra 15 e 17 anni praticava sport in modo continuativo. Una percentuale che, tuttavia, scendeva fino al 33,2% per la fascia d'età 25-34.

Parallelamente, tra gli stessi due gruppi le persone che non praticano sport passano dal 18,8% (nella fascia 15-17) al 28,1% (25-34).

Si tratta di dati rilevanti. L'attività sportiva è infatti un fattore chiave per la salute di tutti, compresi i giovani.

Lo sport è un aggregatore sociale fondamentale per la formazione dei giovani.

Molti sport (come quelli di squadra) rappresentano un collante sociale fondamentale, uno spazio di gioco ma anche di confronto egualitario tra giovani che divertendosi si formano.

Una volta superata la crisi sanitaria in corso sarà fondamentale che, sia a livello centrale che locale, le politiche pubbliche si occupino anche di promuovere lo sport. Con lo scopo di favorire lo sviluppo e il benessere psicofisico delle fasce più giovani della popolazione.

Ma già oggi è necessario che le amministrazioni territoriali sostengano questi ambiti. Vediamo quali sono gli investimenti dei comuni italiani in questo senso.

Le spese dei comuni per politiche giovanili, sport e tempo libero

A questi ambiti è dedicata un'intera missione dei bilanci comunali. All'interno di questa sono due le voci di bilancio: "Sport e tempo libero" e "Giovani".

Nella prima sono comprese sovvenzioni e contributi a enti e società sportive e le spese per la realizzazione e la manutenzione di strutture come parchi, aree giochi, spiagge o aree di campeggio. Sono inoltre inclusi i finanziamenti a iniziative e manifestazioni e ad attività di promozione delle discipline sportive montane.

In generale, in questa parte del bilancio viene compresa tutta l'attività di formazione, specializzazione e aggiornamento degli operatori dello sport, oltre che le spese per collaborazioni con gli istituti in ambito extra-scolastico. Infine, in "sport e tempo libero" sono incluse anche le risorse destinate alla costruzione e al mantenimento di strutture sportive come stadi, palazzetti e piscine.

Nella voce dedicata ai giovani, invece, vengono indicate le spese per la promozione delle politiche giovanili, per l'autonomia e i diritti dei giovani, compresa la creazione di sportelli informativi e di altre iniziative. È qui che vengono inserite le spese di bilancio dedicate ai centri polivalenti per giovani, ma non le risorse investite nella formazione e nel diritto allo studio tout court, a cui è dedicata un'altra voce.

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata a “Politiche giovanili, sport e tempo libero”. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Il piccolo borgo di Rhemes-Notre-Dame, in Valle d'Aosta, è il comune che spende di più per i giovani: 3.322,37 euro pro capite per i suoi 82 abitanti. Seguono altri due piccoli comuni in Piemonte e Lombardia e tre località del Trentino Alto Adige (due della provincia autonoma di Bolzano e una di Trento).

Se analizziamo le tendenze nelle regioni e province autonome, sono tutte del nord le aree dove, in media, le amministrazioni comunali spendono di più: Valle d'Aosta (172,69 euro in media per comune), provincia autonoma di Bolzano (145,25), provincia autonoma di Trento (94,37) e Friuli Venezia Giulia (61,88).

A quest'ultima appartiene Trieste, che tra i comuni con più di 200mila abitanti è quello a sostenere di più il settore.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Tra i comuni più popolosi del paese, il capoluogo friulano è quello a investire più risorse per le politiche giovanili e lo sport: 51,07 euro pro capite. Seguono Padova (39,6), Firenze (36,63), Torino (28,56) e Verona (26,98).

A spendere meno è Roma (3,97 euro pro capite), che fa peggio di Bari (9,19) e Genova (9,21). Esaminiamo nel dettaglio la situazione della capitale e della sua area metropolitana.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce di bilancio “politiche giovanili, sport e tempo libero”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni segnati in grigio.

FONTE: openbilanci - consuntivo 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

È Agosta, comune di poco meno di 2mila abitanti a est della capitale, l'amministrazione che investe di più per politiche giovanili, sport e tempo libero nella città metropolitana di Roma (133,68 euro pro capite). Seguono San Vito Romano (119,02) e Artena (49,52). In tutti e tre i casi si tratta di comuni classificati come intermedi, all'interno della macro-categoria delle aree interne, ossia distanti circa 20 minuti dal comune più vicino dotato di servizi essenziali.

Le aree interne sono i comuni italiani più periferici, in termini di accesso ai servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità). Vai a "Che cosa sono le aree interne"

La media della città metropolitana è 9,4 euro pro capite, a fronte di una media nazionale di 33,05 euro. Mentre l'amministrazione comunale di Roma, come detto, investe solo 3,97 euro pro capite per giovani e sport.

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: Jan Vašek - licenza

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