Quanto spendono i comuni per le politiche giovanili Bilanci dei comuni

Dal volontariato ai centri polivalenti, le politiche giovanili sono spesso oggetto di dibattito. Ma quante risorse vengono destinate ai giovani sui territori? Attraverso l’analisi dei bilanci è possibile scoprire dove si spende di più e verificare la spesa che le amministrazioni dedicano alle politiche giovanili, comune per comune.

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Nei programmi di mandato elaborati in occasione delle elezioni amministrative spesso viene data ampia centralità alle politiche per i giovani.

Secondo i dati Istat, in Italia nel 2019 l’11% dei giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni ha partecipato ad attività in associazioni di volontariato, mentre il 3,5% ha partecipato ad attività in associazioni non di volontariato. Il trend è simile se guardiamo ai giovani di età compresa tra 25 e 34 anni: nel 2019 il 9,8% di loro ha partecipato ad attività in associazioni di volontariato, il 3,8% ad attività in associazioni non di volontariato.

Il dato mostra il numero delle persone su 100 che hanno le stesse caratteristiche anagrafiche. L’indagine campionaria “Aspetti della vita quotidiana” fa parte di un sistema integrato di indagini sociali (le “Indagini multiscopo sulle famiglie” dell’Istat) e rileva le informazioni fondamentali relative alla vita quotidiana degli individui e delle famiglie.

FONTE: Elaborazione Openpolis su dati Giovani.stat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Incrementare la spesa per le politiche giovanili significa incentivare i giovani all'attività associativa e di volontariato all'interno delle loro comunità. Come ha evidenziato anche il Rapporto annuale 2018 di Istat, il rapporto tra benessere personale e volontariato è fondamentale: uno dei fattori a determinare la presenza delle persone nei sistemi delle relazioni di aiuto reciproco, solidarietà e collaborazione, infatti, è l'aver svolto un'attività gratuita di volontariato nei 12 mesi precedenti. Al contrario, chi non si occupa della comunità può essere più propenso a fenomeni negativi come l'abbandono scolastico.

 

Le spese dei comuni per le politiche giovanili

Nei bilanci dei comuni, per “politiche giovanili” si intendono quelle spese destinate all'amministrazione e al funzionamento delle attività per l'autonomia e i diritti dei giovani, come le spese per i centri polivalenti, per l'informazione di sportello ad essi dedicata, seminari e iniziative, anche appunto finalizzate allo sviluppo e alla conoscenza dell'associazionismo del volontariato.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200.000 abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2018.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Con 9,43 euro pro capite, Messina è al primo posto per livello di spesa finalizzata alle politiche giovanili, seguita da Firenze (5,32) e Bologna (3,78). Fatta eccezione per la città siciliana, la prima metà della classifica è occupata esclusivamente da comuni del nord. All'ultimo posto figura Venezia, con una spesa di soli 0,05 euro pro capite.

 

A Messina nel 2018 è quasi raddoppiata la spesa per i giovani

Sia nel 2017 che nel 2018 Messina e Firenze sono le due città italiane ad aver speso di più per le politiche giovanili, tra quelle con popolazione superiore a 200.000 abitanti. La spesa pro capite per giovani a Messina nel 2018 ha subito un netto aumento rispetto all'anno precedente, passando da 5,43 euro a 9,43 euro. Nel triennio 2016-2018 l'andamento della spesa negli anni è in linea a Firenze e Padova. La spesa è invece cresciuta a Bologna (da 2,96 a 3,78 euro pro capite in tre anni) e diminuita a Torino (da 4,02 a 3,04 euro nel triennio). Nell'analisi dell'andamento del triennio sono state considerate le cinque città che hanno avuto la maggiore spesa pro capite nel 2018.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, come nel caso della voce del comune di Messina nel 2016, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200.000 abitanti, sono state considerate le 5 città che hanno speso di più per le politiche giovanili nel 2018.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

La spesa per i giovani, comune per comune

Lastebasse (Vicenza) è il comune in Italia che sostiene la spesa pro capite maggiore per le politiche giovanili, seguito da Gallo Matese (Caserta) e Folgaria (Trento). I primi 10 comuni per spesa pro capite hanno meno di 5.000 abitanti. Per sapere quanto spendono i comuni per le politiche giovanili nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca... e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l'ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata alle politiche giovanili.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

 

Tra le maggiori città Venezia è in fondo alla classifica

Con 0,05 euro pro capite, il comune di Venezia è in fondo alla classifica nella spesa per i giovani tra le città italiane con popolazione superiore a 200.000 abitanti. Aumenta la spesa in alcuni comuni della città metropolitana, con Jesolo che nel 2018 ha speso 5,91 euro pro capite, Martellago 3,25 euro e Chioggia 1,77 euro. In tutti i casi si tratta di comuni confinanti con il capoluogo.

In diversi comuni della città metropolitana di Venezia la spesa pro capite risulta pari a 0. Può accadere non per l'effettiva mancanza di spesa in quell'ambito, ma perché il comune ha inserito il capitolo di spesa nel bilancio in un ambito diverso dalla voce dedicata alle politiche giovanili. Questo pone un limite all'analisi completa dei dati.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni che non compaiono nella mappa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Naviga, scarica e riutilizza i dati

I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credits: Tord Sollie - Licenza

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