La cura del verde pubblico nelle grandi città al voto in ottobre Bilanci dei comuni

La pandemia ha posto l’attenzione sull’importanza degli spazi pubblici verdi nelle città. I comuni possono investire risorse per la cura, la manutenzione e la tutela dell’ambiente urbano, un tema al centro anche delle campagne elettorali in vista del voto di ottobre.

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Rispetto al passato, la pandemia ha posto un’attenzione ancora maggiore agli spazi verdi nelle nostre città, ai parchi, alle aree gioco e, in generale, ai luoghi pubblici all’aria aperta, che possono migliorare la qualità della vita individuale e collettiva nei centri urbani.

Soprattutto nei mesi più duri delle chiusure cui siamo stati costretti a causa dell’emergenza sanitaria, sono state sempre di più le persone a riversarsi in questi spazi, alla ricerca di momenti di benessere che potessero garantire al tempo stesso socialità e sicurezza.

Il verde urbano può essere inoltre un elemento fondamentale per la fuga dallo smog, un aiuto sostanziale alla mitigazione dell’inquinamento urbano e per la protezione dell’ambiente, tema sempre più centrale nel dibattito pubblico.

Nonostante sia una materia per definizione globale, la lotta ai cambiamenti climatici rappresenta infatti un argomento di cui si parla anche a livello locale.

Le attività umane e i consumi energetici che si concentrano nelle città sono tra i maggiori responsabili delle emissioni di gas climalteranti; per densità di popolazione – e del costruito – le città sono anche i luoghi dove gli effetti del cambiamento climatico si fanno già sentire mettendo a rischio infrastrutture, benessere e vivibilità degli ambienti urbani.

Ne sono una dimostrazione i numerosi piani, programmi e strategie di politica pubblica approntate in questi anni nelle maggiori città italiane, comprese quelle in cui avranno luogo le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale nel prossimo mese di ottobre.

La cura del verde pubblico nei comuni italiani

Nei bilanci comunali esiste un’intera missione di spesa dedicata al tema ambientale, che prende il nome di “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente“.

Al suo interno troviamo diverse voci: difesa del suolo, rifiuti, servizio idrico integrato, aree protette e parchi naturali, tutela e valorizzazione delle risorse idriche, sviluppo sostenibile del territorio montano nei piccoli comuni, qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento e infine tutela, valorizzazione e recupero ambientale. Proprio all’interno di quest’ultimo capitolo di spesa possono essere rintracciati gli investimenti delle amministrazioni comunali nella cura del verde urbano.

Nella voce “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale“, infatti, sono comprese le spese per la tutela e la manutenzione degli spazi pubblici verdi, oltre che per i contributi alle associazioni che operano a tutela dell’ambiente, per gli interventi a stimolo dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile, per il coordinamento e il monitoraggio delle politiche per il comparto, oltre che uscite per la polizia provinciale in materia ambientale.

Nel verde urbano sono inclusi parchi, ville e giardini urbani di grandi dimensioni, quelli di interesse artistico, storico, paesaggistico, e/o di “non comune bellezza”, aree attrezzate (piccoli parchi e giardini di quartiere), arredo urbano (piste ciclabili, rotonde stradali, …), giardini scolastici, orti urbani, aree sportive all’aperto, aree destinate alla forestazione urbana, aree boschive, verde incolto, orti botanici, giardini zoologici e cimiteri.

Nel comune di Matera ricade il “Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del materano” inserito nei beni paesaggistici ai sensi del d. lgs. 42/2004 e s.m.i.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Febbraio 2021)

Se consideriamo tutti i capoluoghi di provincia italiani, sono 33,8 i metri quadri di verde urbano disponibili, in media, per abitante. Nel 2019 meno di un terzo dei capoluoghi (31 su 109) superavano la media nazionale, di cui 18 a nord, 4 nel centro e 9 a sud.

Nessuna delle cinque maggiori città al voto supera la media nazionale. Tra queste quella a disporre di più metri quadri di verde urbano pro capite è Torino (23,8), seguita da Bologna (21,8), Milano (17,8), Roma (17,1) e Napoli (12).

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nella voce di bilancio “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Sono state considerate le 5 città più popolose dove si svolgono le elezioni amministrative nel 2021.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: giovedì 16 Settembre 2021)

Tra le grandi città dove si voterà tra meno di tre settimane è Milano quella a spendere di più per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente urbano. Il capoluogo lombardo, infatti, investe 37,65 euro per abitante, pari a 52,6 milioni di euro nel 2019.

Anche Bologna supera - di poco - i 30 euro pro capite (30,60), mentre gli altri centri considerati spendono cifre inferiori: 24,6 euro per cittadino a Torino, 23,72 a Roma e 18,31 a Napoli. Se guardiamo alle uscite in termini assoluti, la capitale è la città ad aver speso di più nel 2019: 67,3 milioni di euro.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nella voce di bilancio “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Sono state considerate le 5 città più popolose dove si svolgono le elezioni amministrative nel 2021.

FONTE: openbilanci - consuntivi dal 2016 al 2019
(ultimo aggiornamento: giovedì 16 Settembre 2021)

Se è vero che Milano è tra quelli considerati il comune che investe di più per il verde pubblico, la città meneghina è anche l'unica ad aver diminuito i livelli di investimento negli ultimi quattro anni, seppur di poco.

Dal 2016 al 2019, Milano è passata infatti da 38,23 a 37,65, mentre Roma, Napoli, Torino e Bologna hanno tutte incrementato la spesa per questo settore nei rispettivi bilanci comunali.

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata a “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

 

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

 

Foto credit: Villa Ghigi - comune di Bologna

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