La crescita della gestione commissariale attraverso i bandi Covid Emergenza Coronavirus

Dall’ultimo aggiornamento di luglio ad oggi aumentano di 3,8 miliardi gli importi banditi per l’emergenza. Quasi il 64% di questo aumento è attribuibile alla struttura guidata dal commissario Arcuri.

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Proseguono gli acquisti di forniture da parte della pubblica amministrazione per il contrasto all’emergenza. Dall’inizio della crisi all’8 ottobre abbiamo censito 7.461 lotti per un totale di quasi 14 miliardi di euro messi a bando. Dall’ultimo aggiornamento aumentano anche le stazioni appaltanti: sono 897 le amministrazioni che hanno emanato bandi per l’emergenza (erano 516 quelle rilevate a luglio scorso). Quella più esposta diventa la struttura del commissario all’emergenza Covid che passa da 2,2 miliardi banditi a luglio scorso ai 4,6 miliardi attuali.

È possibile ricostruirlo attraverso i dati sulla piattaforma bandi Covid, il nostro progetto per consentire a tutti di monitorare la gestione dell’emergenza. Purtroppo, a dispetto di quanto era stato inizialmente promesso dal commissario Arcuri, le nostre richieste di accesso civico generalizzato per la pubblicazione di tutti i dati per adesso non hanno ancora avuto esito positivo.

Le spese per l’emergenza.

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E questo proprio mentre vediamo che la gestione commissariale riguarda sempre più ambiti. Dopo la crisi sanitaria anche il rientro in classe, come disposto dal decreto semplificazioni dello scorso luglio.

Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 (…) fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.

Con l’acquisto dei banchi, gli importi banditi dal commissario più che raddoppiano.

Con questo nuovo aggiornamento, infatti, vediamo incidere per la prima volta anche gli acquisti per le forniture di arredi scolastici, per un totale di 665,9 milioni di euro messi a bando. Solo una piccola parte (56 milioni) risulta bandita dagli enti locali proprietari degli immobili (province e comuni). Mentre oltre il 90% di questo importo riguarda la gestione commissariale, il cui peso aumenta in modo massiccio.

Il ruolo crescente della struttura commissariale

A luglio era emerso come le amministrazioni più coinvolte nell’acquisizione delle forniture per il Covid fossero 2: Consip (2,5 miliardi al netto degli accordi quadro) e la struttura commissariale per l’emergenza (2,2 miliardi). Quasi 2/3 degli importi banditi si concentrava in queste due strutture.

Sono ancora queste 2 le organizzazioni più impegnate sui bandi, ma nel corso di queste settimane i rapporti sono completamente cambiati. Consip, la centrale di acquisti della pubblica amministrazione in periodi ordinari, è rimasta stabile: le spese per l’emergenza aumentano di circa 17 milioni (su 2,5 miliardi). Mentre gli importi banditi dalla struttura del commissario straordinario passano da 2,2 a 4,6 miliardi, un aumento del 109%.

Oltre alle 2 appena citate, attualmente le amministrazioni più esposte nei bandi sono le centrali di acquisto regionali di Veneto e Lombardia e il dipartimento protezione civile.

FONTE: openpolis, osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Ottobre 2020)

Complessivamente, la quota di importi banditi dal commissario straordinario è cresciuta, passando dal 30 al 41,9% di quanto messo a gara dalle diverse pubbliche amministrazioni per l'emergenza.

FONTE: openpolis, osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Ottobre 2020)

Un altro segnale che la fase emergenziale non è ancora terminata lo si ricava dalle procedure seguite dalle diverse amministrazioni per l'assegnazione dei bandi.

Prevalgono le procedure non aperte.

Da questo punto di vista, restano maggioritarie quelle negoziate senza pubblicazione del bando (5,6 miliardi). Seguono gli affidamenti diretti in accordo quadro (3 miliardi) e gli affidamenti diretti "puri" (1 miliardo circa). Le procedure aperte restano uno strumento utilizzato in modo marginale nella gestione dell'emergenza (6,9% degli importi banditi), pur in netta crescita rispetto allo 0,9% rilevato a luglio. Un incremento su cui incide in modo preponderante il fatto che l'acquisto dei banchi da parte della gestione commissariale si sia svolto con procedura aperta, semplificata e di massima urgenza.

FONTE: openpolis, osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Ottobre 2020)

La tendenza così massiccia all'utilizzo di procedure semplificate, naturale soprattutto nelle prime fasi di risposta alla crisi, è stata resa possibile dalla normativa di emergenza. Le procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando sono infatti una delle modalità espressamente indicate nell'ordinanza del capo della protezione civile dello scorso 3 febbraio, che ha stabilito una serie di deroghe alla normativa sugli appalti nella risposta alla crisi:

Per l’espletamento delle attività previste dalla presente ordinanza, il Capo del Dipartimento della protezione civile ed i soggetti attuatori, possono avvalersi, ove ricorrano i presupposti, delle procedure di cui agli articoli 63 e 163 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

I dati mostrano che a distanza di mesi queste procedure restano lo strumento prevalente. Nei prossimi aggiornamenti, uno degli indicatori per capire se il paese è uscito dall'emergenza sarà senza dubbio anche questo.

L'emergere dei bandi sulla scuola nei nuovi dati

I dispositivi di protezione e le mascherine restano (come rilevato anche a luglio) il principale oggetto dei bandi, e rappresentano quasi l'80% degli importi (8,85 miliardi di euro). Seguono i prodotti e servizi di analisi (tra cui test e tamponi), che ormai riguardano oltre 675 milioni di euro banditi (in netta crescita rispetto all'aggiornamento di luglio in cui ne risultavano circa 300 milioni).

FONTE: openpolis, osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Ottobre 2020)

 

Al terzo posto, con i nuovi dati compaiono finalmente anche gli appalti per il comparto scuola, e in particolare arredi, attrezzature e interventi di edilizia scolastica legati all'emergenza.

Si tratta di circa 665,9 milioni di euro, in massima parte compresi nella gara del commissario straordinario per l'acquisto dei nuovi banchi. I due lotti messi a bando dalla struttura commissariale (610 milioni in totale) riguardano banchi monoposto, sedute tradizionali e sedute innovative.

Solo i restanti 56 milioni sono stati messi a bando da altri soggetti. Si tratta di quelli emanati dagli enti locali proprietari delle strutture, come province e comuni.

Va mantenuta alta l'attenzione sulla gestione delle risorse in fase di emergenza.

Con la proroga dello stato di emergenza, il nostro monitoraggio dovrà proseguire nelle prossime settimane. Alla luce del fatto che la situazione di crisi purtroppo prosegue, e con essa ovviamente anche la necessità di acquistare forniture e materiali. Passaggi che sono importanti e che è giusto avvengano nella piena consapevolezza dell'opinione pubblica.

A settembre è stata dedicata grande attenzione pubblica al ritorno in classe, un momento giustamente considerato spartiacque per tutte le criticità che ha posto: dagli arredi scolastici agli spazi in aula, fino al tema dei trasporti. Come spesso succede purtroppo, passata l'ora X l'attenzione è molto calata nel dibattito pubblico.

Ma le questioni, in questo e in altri ambiti, comunque restano aperte. Perciò è essenziale avere gli strumenti per monitorare, con la pubblicazione di tutti i dati disponibili sui bandi, come da noi richiesto a più riprese.

Foto credit: Palazzo Chigi - Licenza

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