Il verde nelle città come servizio ecologico fondamentale Ambiente

Le aree verdi mitigano molti dei fenomeni inquinanti che colpiscono i territori altamente urbanizzati, migliorando la qualità della vita di chi li abita. Per questo è fondamentale tutelare la presenza di questi spazi nelle città e monitorarne la disponibilità per la popolazione.

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La presenza di aree verdi nelle città è cruciale per la qualità della vita. Non solo perché parchi e giardini offrono occasioni di socialità, di pratica di sport all’aperto, di gioco per i più piccoli, ma anche perché garantiscono un importante servizio ecologico.

Il verde nelle città è fondamentale per la tutela di clima e ambiente.

Come sottolineato nel report 2020 del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa), le città infatti sperimentano alcune problematiche ambientali, tipiche di territori altamente urbanizzati. Dalla congestione del traffico alla bassa qualità dell’aria, dall’inquinamento acustico alle isole di calore, dal dissesto idrogeologico all’assenza di biodiversità.

In questo senso il verde urbano contrasta e mitiga tali fenomeni. Abbassa la presenza di polveri sottili nell’aria, attenua il rumore, contrasta l’innalzamento delle temperature, aumenta la permeabilità del suolo e garantisce alla città la connessione con i ritmi naturali e la presenza di varie specie animali e vegetali.

Ma cosa intendiamo per verde urbano? La classificazione stabilita da Istat, Ispra, Mattm e altri soggetti istituzionali, comprende diverse tipologie di verde. Dai parchi alle aiuole nelle rotonde, dagli orti botanici ai cimiteri, dal verde incolto ai giardini scolastici. In questa analisi abbiamo considerato le seguenti categorie di verde urbano, cioè quelle principali e fruibili da tutti all’interno delle città:

  • il verde storico. Si tratta di ville, giardini e parchi di interesse artistico, storico, paesaggistico (vincolato ai sensi del D.Lgs 42/2004 e successive modifiche e integrazioni);
  • i grandi parchi urbani, cioè parchi, ville e giardini di grandi dimensioni (più di 8.000 m²) non considerati di valore storico;
  • il verde attrezzato. Si intendono piccoli parchi (meno di 8.000 m²), giardini di quartiere con giochi per bambini, aree per i cani, panchine e altre infrastrutture.

La diffusione di verde urbano, da nord a sud

I dati più recenti sulla presenza di aree verdi sono al 2018, di fonte Istat e relativi ai comuni capoluogo di provincia. Centri che sono mediamente più urbanizzati rispetto ai piccoli comuni e quindi più soggetti ai fenomeni ambientali di cui abbiamo parlato in precedenza.

La percentuale di verde pubblico sulla superficie comunale resta scarsa: nei 2/3 dei comuni capoluogo si registra un valore inferiore alla media del 3%.

Oltre alla percentuale di verde sul territorio, l’indicatore più utile per comprendere la disponibilità di questi spazi per i cittadini è il numero di metri quadrati di verde per abitante.

Per verde urbano è stato considerato il verde storico (vincolato ai sensi del Dlgs 42/2004 e smi), i grandi parchi urbani e il verde attrezzato.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

984,6 m² di verde urbano per abitante nel comune di Matera.

Un dato del tutto sproporzionato rispetto agli altri territori e che si spiega principalmente con l'ampia presenza di aree classificate come verde storico nella città, pari a un totale di oltre 59 milioni di m². Si tratta della superficie più estesa in valore assoluto tra quelle dei capoluoghi, che supera anche grandi comuni come Roma, dove il verde storico è pari a soli 8 milioni di m².

Ampi divari tra i capoluoghi sul verde disponibile per abitante.

A Matera seguono, con dati nettamente inferiori, città del nord come Gorizia (124 m² per abitante), Pordenone (86,8), Monza (63,4) e Sondrio (30,3). Mentre tra i territori con meno verde urbano pro capite, spiccano negativamente Crotone (1,5), Isernia (1,2), Carbonia (1,2) e Trapani, con meno di 1 m² per abitante (0,6).

Sembrerebbe dunque esserci una disparità tra città del nord, che hanno in media maggiore disponibilità di verde urbano e quelle del sud che, ad eccezione di Matera, ne hanno meno. Al fine di indagare in modo più approfondito tale ricorrenza geografica, abbiamo calcolato per ogni regione la media tra l'offerta di spazi verdi dei rispettivi capoluoghi di provincia.

I dati regionali corrispondono alla media tra i capoluoghi di provincia di ciascuna regione. Per verde urbano è stato considerato il verde storico (vincolato ai sensi del Dlgs 42/2004 e smi), i grandi parchi urbani e il verde attrezzato.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

I dati aggregati a livello regionale confermano la netta sproporzione tra la Basilicata e le altre regioni, con 473 m² di verde urbano per abitante.

Per il resto si conferma in un certo senso la maggiore offerta dei capoluoghi delle regioni del nord, ma con qualche eccezione. Sia in positivo, come nel caso di Umbria e Abruzzo, territori del centro-sud che però spiccano tra i primi posti in classifica. Sia in negativo, come per Liguria e Valle d'Aosta, le uniche regioni del nord a trovarsi nella metà inferiore della classifica.

Il verde nelle grandi città

Come abbiamo visto fin qui, le aree verdi accessibili sono un fattore particolarmente cruciale per le città. E più queste sono popolose e urbanizzate, più la presenza di parchi e giardini è necessaria per la qualità della vita di chi le abita.

Per questo motivo, abbiamo approfondito la disponibilità di spazi verdi nei 15 comuni italiani con più abitanti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Le grandi città del nord offrono più verde.

Tra i territori considerati, Venezia e Verona sono ai primi posti, con oltre 20 metri quadri per abitante, tra verde storico, quello attrezzato e grandi parchi urbani.

Seguono Trieste (18,3), Torino (14,7) e Roma (13,9), mentre al lato opposto della classifica troviamo, fatta eccezione per Genova (4,4), i grandi comuni del sud. In particolare quelli siciliani, con Palermo, Messina e Catania agli ultimi posti, con meno di 4 m² pro capite.

A questo punto è interessante osservare quali delle categorie di verde urbano considerate ha la maggiore prevalenza nelle grandi città. Per farlo, ci siamo concentrati sulle prime cinque per numero di residenti e le abbiamo messe in classifica da quella con la più alta a quella con la più bassa offerta di aree verdi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Anche a Roma circa la metà delle aree verdi è rappresentata dai grandi parchi, mentre a Torino e a Palermo la maggior parte degli spazi sono classificati come verde storico.

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I dati utilizzati per i contenuti della rubrica sull'ambiente possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. La fonte utilizzata per questo articolo è Istat.

Foto credits: Flickr Nicolò Villa - Licenza

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