Il consumo del suolo è un problema, soprattutto per le aree urbane Ambiente

Il suolo ha un ruolo cruciale per la vivibilità del territorio, specialmente nelle città, nelle aree più urbanizzate. Una risorsa che va tutelata e occupata sempre meno fino ad azzerarne il consumo.

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Il suolo è una risorsa fondamentale, oltre che a livello ambientale, anche a quello sociale ed economico. Fornisce materie prime, acqua, cibo e consente lo svolgimento delle attività umane.

Come viene spiegato da Arpa Piemonte e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il consumo del terreno, attraverso l’impermeabilizzazione e la copertura artificiale, limita e compromette le sue funzioni. Da quelle agricole a quelle di habitat per molte specie animali e vegetali. Dalla capacità di assorbimento dell’acqua, fondamentale per mitigare sia alluvioni che periodi di siccità, al patrimonio culturale che rappresenta per ogni paese.

È necessario limitare il consumo del suolo.

A causa dei lunghi tempi di formazione, il suolo è considerato una risorsa limitata. Questo rende ancora più importante tutelarne l’integrità per proteggere l’ambiente, gli animali e l’uomo.

Sia le Nazioni unite che l’Unione Europea invitano gli stati a conseguire diversi obiettivi sulla protezione del suolo. Il principale relativo al consumo propone l’azzeramento in Europa entro il 2050 del consumo di terreno netto. In altre parole, bisogna conseguire un aumento pari a zero del suolo occupato. Un target Ue fissato dalla strategia tematica per la protezione del suolo nel 2006 e riaffermato nel 2013 dal settimo programma di azione ambientale.

Secondo i dati 2019, in Italia il suolo consumato è pari al 7,1% del terreno totale. Una quota che negli anni è aumentata solo in misura molto limitata, avvicinando il nostro paese al raggiungimento dell’obiettivo 2050.

+0,1 l’aumento in punti percentuali del suolo consumato in Italia, dal 2015 al 2019.

La situazione attuale tra regioni e province

Nel nostro paese la misura in cui il terreno risulta occupato varia ampiamente da un territorio all’altro. Con regioni che superano il 10% di suolo consumato e altre che registrano quote inferiori al 5%.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ispra
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

Nel nord è maggiore il consumo del suolo.

Oltre alle grandi regioni del nord, compresa l'Emilia Romagna (8,9%), spiccano ai primi posti la Campania (10,3%) e la Puglia (8,1%), mentre tutte le altre regioni del sud presentano quote inferiori alla media nazionale (7,1%). In fondo alla classifica Trentino-Alto Adige e Basilicata, entrambi con il 3,2% e la Valle d'Aosta, ultima a quota 2,1%.

Analizzando i dati per provincia, emergono alcuni aspetti interessanti. Anche se i territori del nord si confermano quelli con le percentuali più alte, con Monza e Brianza al primo posto (40,6%) e Milano terza (31,5%), spiccano alcune province del centro e del sud. Come Napoli, seconda in Italia con il 33,9%, Lecce e Prato (entrambe a quota 14,2%) e Roma (13%).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ispra
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

Il consumo del suolo nei comuni più urbanizzati

Come abbiamo appena visto, l'occupazione del terreno interessa in modo diverso territori diversi. Una varietà che emerge anche a livello comunale.

Per sapere la percentuale di suolo consumato nel tuo comune, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ispra
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

Nelle aree più urbanizzate il consumo del suolo è maggiore.

Nelle città e nei comuni più urbanizzati, cioè quelli classificati come grado 1, la quota mediana di terreno occupato è pari al 31,9%.

Una percentuale che si abbassa drasticamente al 4,5% nei territori meno urbanizzati, spesso piccoli paesi periferici, classificati come grado 3.

Nelle aree urbane, la maggiore sottrazione di terreno per costruire strade ed edifici ha forti conseguenze a livello di vivibilità. Le aree verdi infatti mitigano le isole di calore che si creano nelle città per via di cementificazione, inquinamento e altre cause. Più il suolo è occupato, più si perde questo effetto, con un conseguente innalzamento delle temperature.

Confrontando le cinque città più popolose d'Italia, tutte classificate come grado di urbanizzazione 1, Torino risulta quella con più suolo occupato, pari al 65% nel 2019. Mentre Roma registra la quota più bassa di consumo del suolo.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ispra
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

Il terreno occupato è aumentato in tutte e cinque le città.

Osservando l'andamento negli anni, Torino e Milano sono i comuni dove la sottrazione di terreno è aumentata maggiormente. Una crescita di +0,3 punti percentuali dal 2015 al 2019, che supera di poco però quella di Napoli, Palermo e Roma, dove la quota è aumentata di +0,2 punti.

Considerando quanto abbiamo visto fin qui, Torino sembra il caso più interessante. Se da una parte infatti il comune spicca per consumo di suolo (65%), dall'altra la città metropolitana ha in media una percentuale di occupazione del terreno pari a 8,6%, poco più della media nazionale (7,1%).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ispra
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

Come emerge in modo evidente dalla mappa, i comuni con le quote più alte sono quelli limitrofi al capoluogo, i più urbanizzati, che presentano percentuali superiori al 20%.

Dall'altro lato, l'area est della città metropolitana è composta in larga parte da comuni montuosi, periferici, poco urbanizzati, dove il suolo consumato in molti casi è meno del 2%. Quote che compensano le alte percentuali delle città e stabilizzano la media provinciale all'8,6%.

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I dati utilizzati per i contenuti della rubrica sull'ambiente possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Le fonti utilizzate per questo articolo sono Ispra e Istat.

Foto credits: Unsplash Dylan de Jonge - Licenza

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