L’Italia è a buon punto sull’utilizzo di energie rinnovabili Ambiente

In linea con gli obiettivi europei e nazionali, il nostro paese ha fatto passi avanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Un risultato importante, da cui però è necessario continuare a crescere.

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L’energia rinnovabile ha origine da fonti che si rinnovano naturalmente, come ad esempio il sole, l’acqua, il vento.

Produrla ha un impatto ambientale basso, rispetto a quello generato da fonti non rinnovabili. Come i combustibili fossili, i primi responsabili dell’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera e, di conseguenza, del surriscaldamento globale.

Oltre ai vantaggi dal punto di vista ambientale e climatico, ricorrere sempre di più a fonti rinnovabili, che possono essere prodotte sul proprio territorio, aiuta a ridurre la dipendenza energetica dai paesi venditori di gas e petrolio.

È necessario preservare le risorse non rinnovabili.

Per tutti questi motivi, da anni l’Unione Europea promuove l’utilizzo sempre maggiore di energia rinnovabile. Ponendo alcuni obiettivi, che sono stati poi declinati dai paesi membri in obiettivi nazionali.

Nel 2009 viene emanata la direttiva europea 2009/28/CE, secondo la quale entro il 2020 il 20% del consumo energetico dell’Ue deve provenire da fonti rinnovabili. Una quota che per l’Italia viene fissata al 17% dal decreto legislativo 28/2011;

Nel 2018 una nuova direttiva europea (2018/2001/EU) stabilisce un obiettivo più alto da raggiungere entro il 2030, cioè il 32% di energia rinnovabile. Un target che in Italia è del 30%, come stabilito dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030, pubblicato a gennaio 2020.

La centralità delle energie rinnovabili nella tutela dell’ambiente viene ribadita anche nel Green deal europeo, il patto presentato dalla commissione a dicembre 2019. In particolare, il documento sottolinea la necessità di favorire una crescita economica dissociata dall’utilizzo di risorse.

Obiettivi nazionali e regionali in Italia

Nel corso degli ultimi 10 anni, nel nostro paese si è registrato un aumento significativo dell’utilizzo di fonti di energia pulita. Tanto che l’obiettivo del 17% di energia rinnovabile da raggiungere entro il 2020, è stato già conseguito nel 2014.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 24 Settembre 2020)

Un risultato positivo, su cui però è necessario continuare a migliorare. Da notare infatti che, mentre dal 2008 al 2017 la quota di energia pulita è cresciuta ogni anno (o rimasta stabile come tra il 2015 e il 2016), il 2018 ha segnato un calo rispetto all'anno precedente (-0,5 punti percentuali).

Anche le regioni hanno propri obiettivi.

Con il decreto legislativo 15/2012, lo stato italiano ha affidato anche alle regioni e alle province autonome un proprio obiettivo sulla quota di energia pulita da raggiungere entro il 2020, per contribuire al conseguimento del target nazionale.

Abbiamo osservato i dati per ciascuna regione e provincia autonoma relativi al 2018, confrontandoli con i rispettivi obiettivi da conseguire entro il 2020.

FONTE: elaborazione openpolis su dati GSE
(ultimo aggiornamento: mercoledì 5 Agosto 2020)

Secondo le rilevazioni più recenti nel 2018, solo Campania (-0,7), Lazio (-3,3), Sicilia (-3,4) e Liguria (-6,3) non hanno ancora conseguito i rispettivi target. Regioni che occupano anche gli ultimi posti in classifica per quota di energia rinnovabile consumata, insieme a Lombardia (13,5%) e Emilia Romagna (10,8%).

Al lato opposto della classifica la Valle d'Aosta (83%) e la provincia autonoma di Bolzano (63,1%), dove più della metà dell'energia consumata proviene da fonti rinnovabili. Spiccano anche la Basilicata (47,8%), la provincia autonoma di Trento (43,1%), la Calabria (40,6%) e il Molise (39,1%).

L'energia da impianti fotovoltaici: le province e i comuni

A livello provinciale e comunale non sono disponibili gli stessi dati che abbiamo visto fin qui, relativi alla quota di rinnovabili sul totale di energia consumata.

Abbiamo invece analizzato solo la quantità di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, che trasformano la luce solare in energia elettrica.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Gse
(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2020)

Le province pugliesi spiccano per produzione di energia fotovoltaica.

Nella provincia di Lecce viene prodotto il 4,1% di tutta l'energia elettrica derivante da impianti fotovoltaici in Italia. Seguono altre due province pugliesi, Brindisi (3%) e Bari (2,7%); e anche Taranto e Foggia presentano quote superiori al 2%. L'unica eccezione è Barletta-Andria-Trani, dove la percentuale di fotovoltaica prodotta è pari all'1%.

Tra i territori che invece presentano la produzione più bassa troviamo tutte le province liguri: La Spezia, Genova, Imperia e Savona, che producono solo lo 0,1% del totale.

Approfondendo ulteriormente l'analisi, abbiamo considerato i dati relativi alla produzione di energia fotovoltaica, disponibili a livello comunale solo per i capoluoghi di provincia. In questo caso però si tratta della produzione netta di energia elettrica originata da impianti fotovoltaici, misurata in kWh (1 kilowattora è l’energia necessaria a fornire una potenza di 1 kilowatt in un'ora).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat e Gse
(ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Dicembre 2019)

Sia nel 2018 che nel 2015 si riconferma il ruolo centrale della Puglia in questo settore, con Brindisi e Foggia ai primi posti per produzione di energia fotovoltaica. Seguono Roma, Ravenna e Latina.

Tuttavia, questi stessi comuni hanno registrato ampi cali nella produzione dal 2015 al 2018. Un segnale negativo, perché nonostante i buoni risultati è importante continuare ad aumentare la produzione di energia rinnovabile, non retrocedere.

A Milano la maggior crescita nella produzione di energia fotovoltaica.

Oltre al capoluogo lombardo, gli aumenti più significativi si registrano a Modena, Ancona, Reggio Emilia e Palermo. Miglioramenti più limitati hanno riguardato invece i comuni di Como, Siena, Verbania, Sondrio e Savona, che occupano comunque gli ultimi posti per produzione nel 2018.

Infine, è interessante notare che come per il livello provinciale, neanche tra i capoluoghi si delineano particolari divari tra nord, centro e sud, nella produzione di energia fotovoltaica. Un aspetto emerso in precedenza anche dal confronto tra regioni sul consumo di energie rinnovabili.

Naviga, scarica e riutilizza i dati

I dati utilizzati per i contenuti della rubrica sull'ambiente possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Le fonti utilizzate per questo articolo sono Eurostat, Istat e Gse.

 

Foto credits: Unsplah Shawn Bagley - Licenza

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