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Le scuole sono i luoghi dove bambini e ragazzi trascorrono la maggior parte del tempo fuori casa. Per tutelare la salute dei minori, è quindi fondamentale che gli edifici scolastici siano costruiti in aree sicure.

Una zona viene definita “non sicura” dal Miur in base a diversi criteri. Dalla vicinanza a fonti di inquinamento o percorsi di traffico, alla collocazione delle scuole in aree urbane degradate.

28% gli edifici scolastici in aree non sicure in Italia, nel 2017.

Sono quindi oltre la metà (72%) le scuole nel nostro paese collocate in zone sicure, in base ai criteri stabiliti dal Miur. Un dato che però varia sul territorio, dai comuni periferici a quelli più centrali.

Un’area non è considerata sicura quando non è recintata, è tangente a percorsi di grande traffico o a transiti ferroviari, è collocata in una zona urbana degradata, è vicina a strutture industriali a rischio, a preesistenze industriali abbandonate, non ha un accesso dotato di piazzola adeguata. Non sono disponibili dati sul Trentino Alto Adige.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

I fattori di rischio per la sicurezza delle scuole sono più frequenti nei poli.

Nei comuni polo, il 64,2% delle scuole è collocato in zone sicure. Un dato ampiamente inferiore a quello dei territori di cintura (78,1%) e delle aree interne (73,9% nei comuni intermedi, 71,7% in quelli periferici e ultraperiferici).

Possiamo pensare che questo sia dovuto anche alla maggior urbanizzazione dei poli, rispetto ai comuni meno centrali del territorio. Elemento che implica, tra gli altri, più traffico e più inquinamento.

Nelle aree interne invece, sono in media il 72% circa delle scuole ad essere situate in zone sicure. Una media che viene ampiamente superata in alcune province.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

Tra le 20 province con più scuole in zone sicure nelle aree interne, c'è ampia disparità. Da un lato le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, con quote inferiori al 50%. Territori dove, quindi, le scuole nei comuni delle aree interne sono perlopiù in aree non sicure.

77,8% le scuole in zone non sicure nelle aree interne della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Dall'altro lato le province di Campobasso e Alessandria, dove la quasi totalità degli edifici scolastici in comuni intermedi o periferici è in aree sicure.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

Non tutte le scuole del capoluogo sono in aree sicure.

Sono 55 su 69 i comuni in provincia di Campobasso che hanno il 100% degli edifici scolastici situati in zone considerate sicure. Tra questi, i territori di cintura e le aree interne, che costituiscono la maggior parte dei comuni della provincia.

L'unico polo, Campobasso, costituisce una delle poche eccezioni ma registra comunque il 94% delle scuole in aree sicure.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati sugli edifici scolastici sono fonte Miur. Non sono disponibili i dati comunali per il Trentino Alto Adige.

 

Foto credit: Flickr Daniele Marzocchi - Licenza

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