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Una delle funzioni fondamentali dei comuni consiste nell’offerta di servizi sociali. Dagli asili nido all’assegnazione di alloggi popolari, dagli inserimenti lavorativi ai sussidi per le famiglie in difficoltà, gli enti locali sono chiamati a svolgere diverse attività di contrasto all’esclusione sociale.

Essendo una delle funzioni fondamentali affidate ai comuni, ai servizi sociali viene riconosciuto uno specifico fabbisogno standard.

La definizione dei fabbisogni standard si basa in larga misura sulla spesa per determinati servizi di comuni simili a quello considerato, per caratteristiche demografiche, socio-economiche e morfologiche. Vai a "Cosa sono i fabbisogni standard"

Come abbiamo visto in precedenza, questo metodo di calcolo dei fabbisogni può rivelarsi inefficace nell’individuazione dei reali fabbisogni dei territori. Abbiamo cercato di verificare l’attinenza dei fabbisogni standard per i servizi sociali, sia rispetto alla spesa, sia rispetto alle reali condizioni di necessità dei comuni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

I livelli di spesa registrati sono più alti nel centro e nel nord Italia rispetto al sud. Questo perché i territori che offrono più servizi continuano a finanziarli nel corso del tempo per mantenerli attivi. Al contrario, comuni che non hanno risorse per offrire più servizi, spesso non hanno la possibilità di finanziare adeguatamente quelli già esistenti sul territorio. In questo contesto, i comuni piemontesi e pugliesi costituiscono due eccezioni: i primi per spese più basse rispetto al resto del nord, i secondi per quote invece più elevate rispetto agli altri enti locali del Mezzogiorno.

Complessivamente, la carenza di risorse per i servizi sociali riguarda le aree più svantaggiate del paese, quelle dove c'è un'alta incidenza di famiglie in disagio economico.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat, censimento 2011
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2011)

I comuni del Mezzogiorno si distinguono in modo molto evidente, per percentuali maggiori di famiglie in disagio rispetto ai comuni del nord Italia. Tuttavia, prima abbiamo visto che sono anche quelli che spendono meno nell'ambito dei servizi sociali, perché privi delle risorse necessarie.

 

Fabbisogno standard di servizi sociali, nei comuni italiani

Considerando quanto emerso dalle analisi precedenti, i comuni del sud hanno chiaramente un fabbisogno reale di servizi sociali, maggiore di quelli del nord. Considerando queste premesse, vediamo se la distribuzione dei fabbisogni standard di servizi sociali sul territorio riesce a individuare la necessità di risorse del Mezzogiorno.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Ai comuni del sud vengono riconosciuti livelli più bassi di fabbisogno sociale, nonostante abbiano maggior disagio economico. Fabbisogni più alti si registrano invece nei comuni del centro-nord e nelle grandi città. È interessante notare come da questa mappa emergano le stesse eccezioni individuate nella mappa precedente sulla spesa: i comuni piemontesi registrano quote inferiori rispetto al resto del nord Italia, mentre nel Mezzogiorno sono le amministrazioni pugliesi a distinguersi per livelli di fabbisogni superiori rispetto agli altri.

Ai comuni con spesa sociale 0 viene comunque riconosciuto un fabbisogno.

Da notare che la mappa sulla spesa e quella sul fabbisogno non coincidono completamente l'una con l'altra. Questo perché il calcolo dei fabbisogni standard, come abbiamo visto all'inizio del report, non riflette del tutto la spesa degli enti, ma è basato sul rapporto tra questa e la spesa media di comuni simili a quello considerato. Inoltre, è da sottolineare che per i servizi sociali viene calcolato un fabbisogno minimo per tutti i comuni, indipendentemente dal livello di spesa in questo ambito.

Gli asili nido, lo scuolabus e altri servizi legati all'istruzione pubblica possono avere fabbisogno 0. Vai a "Cosa sono i fabbisogni standard"

Il fabbisogno standard di servizi sociali nei comuni, per regione e numero di abitanti

Il modo in cui il fabbisogno sociale si distribuisce tra i comuni italiani evidenzia nuovamente il divario tra il sud e il resto del paese, con i comuni piemontesi e pugliesi che costituiscono invece un'eccezione a tale tendenza. Per verificare questi ed eventuali altri divari regionali, vediamo i livelli medi di fabbisogno di servizi sociali dei comuni, regione per regione.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

I comuni pugliesi hanno fabbisogni sociali più alti di quelli di Umbria e Piemonte.

I comuni appartenenti alle regioni del centro e nord Italia registrano in media un livello di fabbisogno di servizi sociali superiore a quello delle regioni del sud. Al primo posto il Lazio, a quota 124 euro pro capite, seguito da Emilia Romagna e Liguria. Chiudono invece la classifica Basilicata, Calabria e Molise a soli 57 euro per abitante.

In linea con quanto visto in precedenza, i comuni pugliesi si distinguono dal resto del Mezzogiorno, con dei livelli medi di fabbisogno per i servizi sociali, superiori a quelli di tutte le altre regioni del sud. Il Piemonte si conferma invece ultimo in classifica tra le regioni del nord.

Oltre alla disparità tra nord e sud del paese, è interessante vedere se esistono correlazioni tra il fabbisogno medio pro capite di servizi sociali e la maggiore o minore popolosità di un territorio.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Il fabbisogno sociale pro capite è in media più alto nei comuni con un maggior numero di abitanti. L'indicatore, infatti, aumenta in modo costante all'aumentare della fascia di popolazione considerata. Questo perché più cresce la popolazione, più un territorio tende a urbanizzarsi e a offrire un maggior numero di servizi, per i quali spende di più. Un livello di spesa che risulta superiore a quello di territori più piccoli, anche se calcolato pro capite su una popolazione più numerosa.

Al fine di approfondire l'analisi a livello comunale, abbiamo confrontato tra loro i fabbisogni sociali pro capite delle grandi città italiane.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Il capoluogo lombardo è al primo posto a quota 186,6 euro pro capite, seguito da Bologna e Genova. Per quanto riguarda le grandi città del sud, Bari chiude la classifica a quota 139,6 euro pro capite, mentre Napoli supera il fabbisogno sociale di Venezia e Verona.

Naviga, scarica e riutilizza i dati

I dati relativi ai fabbisogni standard sono disponibili su Opencivitas, un portale online promosso dal ministero economia e finanze e da Sose, che permette l'accesso a una grande quantità di informazioni sugli enti locali. Dati che sono sì disponibili, ma che non si prestano a una immediata comprensione o riutilizzo. Per facilitare la lettura di queste informazioni, abbiamo estratto e collegato tra loro dataset diversi, rielaborandoli in un formato più semplice. Questi dataset possono essere consultati online o scaricati e riutilizzati per altre analisi o iniziative di data journalism. Lo scopo è aumentare la conoscenza sul funzionamento dell'attuale modello di federalismo fiscale sui comuni italiani.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Scarica i dati comunali sui fabbisogni standard, regione per regione

I dati mostrano, per tutti i comuni delle regioni a statuto ordinario i dati relativi al fabbisogno standard totale. Nell'ultima colonna: la differenza percentuale tra il fabbisogno standard pro capite del comune considerato e il fabbisogno pro capite medio dei comuni con popolazione simile.

Per conoscere il fabbisogno standard del territorio in cui vivi, clicca sulla casella Search... e digita il nome del tuo comune. I dati sono ordinati per numero di abitanti ma è possibile cambiare l'ordine cliccando sulle intestazioni della colonne.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Foto credit: Unsplash Rémi Walle - Licenza

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