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Il servizio di asili nido rappresenta un esempio concreto di come il divario nord-sud si sia consolidato nel corso degli anni, anziché ridursi. E di come il fabbisogno standard sia inadeguato nel definire economicamente ciò di cui un comune ha bisogno per offrire e mantenere un servizio.

In Italia, la copertura di asili nido e servizi per la prima infanzia è gradualmente cresciuta nel corso degli anni. Da un’offerta di 22,5 posti per 100 bambini nel 2013, al 24% nel 2016. Tuttavia, l’ampliamento complessivo del servizio non ha ridotto le disparità interne.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2016)

Le regioni del sud registrano in media, per ogni anno di osservazione, la percentuale più bassa di copertura del servizio. Nonostante l'offerta sia aumentata nel corso dei tre anni anche in meridione, tale crescita è limitata rispetto a quella registrata nelle aree del centro e del nord in generale. Inoltre, se si considera anno per anno la differenza tra la copertura maggiore e la copertura minore, il divario tra il sud e il resto del paese risulta consolidato e lievemente in crescita. Nel 2013 infatti, la differenza tra l'offerta del centro e del sud è pari a 19 punti percentuali, mentre nel 2016 sale a 20.

20 i punti percentuali di differenza nell'offerta di asili nido tra il centro e il sud Italia, nel 2016.

Fabbisogni standard di asili nido nei comuni italiani

L'offerta di asili nido è compresa nella più ampia funzione dei comuni di garantire ai propri cittadini i servizi sociali. Oltre al fabbisogno definito per la funzione nel suo complesso, viene calcolato un fabbisogno standard specifico per gli asili nido.

Tenendo presente il divario visto prima nella copertura di questo servizio, è interessante verificare il fabbisogno standard per gli asili nido riconosciuto nei vari territori nel 2016.

55% i comuni italiani con fabbisogno 0 di asili nido nel 2016

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Ciò che emerge dalla mappa è in linea con quanto abbiamo visto in precedenza sul funzionamento dei fabbisogni standard. I comuni del sud, che hanno un'offerta di asili nido bassa o inesistente, spesso non si vedono riconosciuto alcun fabbisogno standard per tale servizio. Al contrario, l'area del centro-nord Italia, dove la copertura è ampia e i comuni spendono soldi nel servizio, registra livelli di fabbisogno perlopiù superiori a 0.

Al servizio di asilo nido non è stato assegnato un fabbisogno minimo per tutti i comuni ma solo agli enti che erogano il servizio in quanto si tratta di un servizio ancora catalogato dalle normative vigenti tra i servizi a domanda individuale e, conseguentemente, non obbligatorio.

Secondo questo principio, tutti i comuni italiani che hanno asili nido sul proprio territorio dovrebbero vedersi riconosciuto un fabbisogno per questo servizio. Tuttavia, incrociando i dati tra offerta e fabbisogno di asili nido, ciò non accade.

24% dei comuni con fabbisogno 0 di asili nido ha almeno un asilo o un servizio per l'infanzia, sia pubblici che privati.

Da notare che le strutture private sono state incluse in questo calcolo, perché spesso destinano una parte dei propri posti all'offerta pubblica, attraverso convenzioni con gli enti locali.

Per quanto riguarda i comuni privi di asili nido, la decisione di attribuirgli un fabbisogno pari a 0 è chiaramente fuorviante rispetto alla reale necessità del servizio in quel territorio. In questo senso, a livello legislativo si assiste negli ultimi tempi a una prima correzione di rotta.

A luglio la Commissione tecnica fabbisogni standard ha cambiato i fabbisogni sugli asili nido con effetto dal 2020, introducendo un diritto minimo per almeno il 7% dei bambini sotto i tre anni. A fine ottobre nel decreto fiscale si è introdotto il progressivo innalzamento del target perequativo, che passa dal 50% fisso (mentre per la Costituzione deve essere integrale) a un aumento di cinque punti percentuali all'anno, raggiungendo quindi il 100% nel 2029. Credo sia il risultato di una maggiore attenzione al tema e in particolare dei ricorsi presentati da settanta Comuni del Mezzogiorno. Per questo è utile qualsiasi azione in favore della trasparenza.

Il fabbisogno standard di asili nido dei comuni, per regione e numero di abitanti

Raggruppando i dati comunali per regione, vediamo la media dei fabbisogni pro capite di asili nido. Da notare che in questo caso, abbiamo considerato come popolazione di riferimento non la totalità dei residenti, ma solo il numero di bambini tra 0 e 2 anni di età, cioè il potenziale bacino di utenza di asili nido e servizi per l'infanzia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Il divario che emerge tra il sud e il resto del paese è molto più ampio di quello rilevato in precedenza sui fabbisogni standard totali e sui fabbisogni di servizi sociali.

1.776,67 euro pro capite di divario tra il fabbisogno di asili nido dell'Emilia Romagna e quello della Calabria.

Anche in questo caso, le regioni del sud fanno da fanalino di coda nella classifica dei fabbisogni di asili nido, con la Calabria all'ultimo posto, a quota 167 euro per residente 0-2. Al contrario, tutte le regioni del centro e del nord Italia, tranne il Veneto, registrano fabbisogni pro capite superiori a 1.000 euro per bambino.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

I comuni più popolosi hanno i livelli più alti di fabbisogno di asili nido per residente 0-2.

I territori con più abitanti sono gli stessi ad avere un maggior numero di bambini e quindi un'offerta più ampia di asili nido. La maggiore spesa di queste amministrazioni nel settore fa sì che il fabbisogno che viene loro riconosciuto sia più alto, rispetto a quello di comuni più piccoli. Questo dimostra ancora una volta che lo strumento del fabbisogno standard non è efficace per individuare la reale necessità dei territori, rispetto a determinati servizi.

Come abbiamo visto in precedenza, i divari esistono anche tra i comuni appartenenti alla stessa fascia di popolazione. Osservando la distribuzione dei fabbisogni di asili nido tra i territori con più di 250.000 residenti, emerge nuovamente un'ampia discrepanza tra le grandi città del Mezzogiorno e quelle di nord e centro Italia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Offerta e fabbisogno di asili nido nelle città metropolitane di Milano e Napoli

Per approfondire l'analisi a livello locale dell'offerta di asili nido e dei fabbisogni riconosciuti per questo servizio, abbiamo preso come esempio i comuni delle città metropolitane di Milano e di Napoli.

Innanzitutto vediamo quanti sono, nei due territori, i minori di età compresa tra 0-2 anni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

 

Complessivamente, i due territori hanno circa lo stesso numero di bambini residenti: 86.000 nella città metropolitana di Napoli e 83.000 in quella di Milano. Qui la popolazione 0-2 si concentra nel capoluogo e in pochi comuni limitrofi: solo il 7% dei territori supera i 1.000 residenti 0-2. Al contrario, nella città metropolitana di Napoli è il 23% dei comuni ad avere più di 1.000 bambini.

L'asilo nido è importante per la crescita sociale e educativa dei bambini.

È fondamentale che amministrazioni locali con un alto numero di residenti 0-2 siano in grado di garantire un'ampia offerta di asili nido e che laddove il servizio sia carente o assente, lo stato riconosca la presenza di un alto fabbisogno. Verifichiamo nei comuni delle città metropolitane di Napoli e Milano la copertura del servizio di asili nido, sia pubblico che privato, e il livello di fabbisogno attribuito a questi territori.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat e Sose
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat e Sose
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2016)

I due territori presentano situazioni completamente diverse. L'offerta del servizio è complessivamente molto inferiore nella città metropolitana di Napoli rispetto a quella di Milano, nonostante il numero di residenti 0-2 sia circa lo stesso.

26,7 punti percentuali di differenza tra l'offerta di asili nido nella città metropolitana di Milano e in quella di Napoli

Per quanto riguarda i fabbisogni standard, la città metropolitana di Milano ha un fabbisogno pro capite di asili nido pari a € 1.679,58 per residente 0-2 e solo il 7% dei comuni a fabbisogno 0. Situazione opposta nella città metropolitana di Napoli, dove il fabbisogno medio è di € 277,35 per bambino e al 70% dei comuni non viene riconosciuto alcun fabbisogno per questo servizio.

Naviga, scarica e riutilizza i dati

I dati relativi ai fabbisogni standard di asili nido sono disponibili su Opencivitas, un portale online promosso dal ministero economia e finanze e da Sose, che permette l'accesso a una grande quantità di informazioni sugli enti locali. Dati che sono sì disponibili, ma che non si prestano a una immediata comprensione o riutilizzo. Per facilitare la lettura di queste informazioni, abbiamo estratto e collegato tra loro dataset diversi, rielaborandoli in un formato più semplice. Questi dataset possono essere consultati online o scaricati e riutilizzati per altre analisi o iniziative di data journalism. Lo scopo è aumentare la conoscenza sul funzionamento dell'attuale modello di federalismo fiscale sui comuni italiani.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Scarica i dati comunali sui fabbisogni standard di asili nido, regione per regione

I dati mostrano, per tutti i comuni delle regioni a statuto ordinario i dati relativi al fabbisogno standard totale. Nell'ultima colonna: la differenza percentuale tra il fabbisogno standard pro capite del comune considerato e il fabbisogno pro capite medio dei comuni con popolazione simile.

Per conoscere il fabbisogno standard del territorio in cui vivi, clicca sulla casella Search... e digita il nome del tuo comune. I dati sono ordinati per numero di abitanti ma è possibile cambiare l'ordine cliccando sulle intestazioni della colonne.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

Foto credit: Unsplash Eric TompkinsLicenza

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