Cosa sono i fabbisogni standard

I fabbisogni standard sono indicatori che stimano il fabbisogno finanziario necessario ai comuni per svolgere le proprie funzioni fondamentali. Dal trasporto pubblico ai servizi sociali, dagli asili nido alla polizia locale.

Definizione

I fabbisogni standard sono indicatori che stimano il fabbisogno finanziario di cui necessitano i comuni per erogare alcuni fondamentali servizi, quali:

  • funzioni di amministrazione generale,
  • viabilità e il territorio,
  • trasporto pubblico locale,
  • gestione dei rifiuti,
  • servizi sociali
  • asili nido
  • polizia locale
  • istruzione pubblica

A ognuno di questi servizi corrisponde un fabbisogno, mentre il fabbisogno standard totale rappresenta la quota complessiva necessaria a finanziare la totalità dei servizi.

Tale indicatore viene determinato in base alla spesa media per i servizi, di comuni simili a quello considerato per caratteristiche demografiche, socio-economiche e morfologiche. Variabili di questo tipo influenzano il livello di spesa di un ente per i servizi e sono dunque le stesse a influenzare il calcolo dei fabbisogni standard. Sono 70 in tutto e, tra queste, alcune delle più rilevanti comprendono:

  • numero di abitanti,
  • superficie del comune e densità abitativa,
  • quantità dei servizi offerti,
  • indice di deprivazione socio-economica,
  • classi climatiche,
  • quantità di rifiuti prodotti,
  • numero di scuole e loro caratteristiche,
  • costo del lavoro interno ed esterno.

Viene individuato un fabbisogno minimo per ognuno dei servizi considerati, fatta eccezione per quelli a domanda individuale. Gli asili nido, lo scuolabus e altri servizi legati all’istruzione pubblica sono a domanda individuale. Sono quindi considerati non obbligatori e, di conseguenza, viene assegnato un fabbisogno solo ai comuni che erogano tali servizi.

La funzione principale dei fabbisogni standard è quella di guidare i meccanismi di redistribuzione delle risorse economiche ai comuni. In particolare questo indicatore definisce, insieme alla capacità fiscale, la ripartizione della quota perequativa del fondo di solidarietà comunale.

Dati

La determinazione dell’indicatore è affidata a Sose, società partecipata dal ministero economia e finanze e dalla banca d’Italia. Allo stato attuale, i fabbisogni vengono calcolati solo per i comuni delle regioni a statuto ordinario.

Il fabbisogno standard è un indicatore creato da Sose per stabilire, comune per comune, il fabbisogno necessario a finanziare i servizi sul proprio territorio. È basato in larga parte sulla spesa storica di ogni ente per i servizi. Questo indicatore è stato creato solo per le regioni a statuto ordinario.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Sose
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Maggio 2019)

 

I comuni del centro-nord Italia, in particolare quelli di Emilia Romagna, Toscana e Umbria hanno i maggiori livelli di fabbisogno standard. Lo stesso vale per le grandi città come Torino, Milano, Roma e Napoli. È interessante notare che quote elevate si registrano anche in piccoli comuni del nord, che corrispondono perlopiù a territori montani. Al contrario, i comuni del sud risultano i più svantaggiati dal riconoscimento dei fabbisogni.

Analisi

I fabbisogni standard non coincidono con i fabbisogni reali.

Come abbiamo visto prima, i calcoli per definire il fabbisogno standard sono basati sulla spesa degli enti locali. In questo senso, i comuni che hanno spese nulle o limitate per i servizi si vedono riconosciuti fabbisogni bassi. Questo genera un paradosso. Territori che non spendono, per scarsità di risorse o perché del tutto privi di alcuni servizi, avrebbero più bisogno di altri di potenziare questo settore. Invece registrano fabbisogni standard inferiori, o addirittura nulli, rispetto a territori dove l'offerta di servizi è maggiore.

Tale paradosso penalizza i comuni del sud: offrono meno servizi per i quali spendono meno e quindi registrano fabbisogni inferiori. Al contrario, i territori del centro-nord e le grandi città, che hanno un'offerta di servizi ampia e diffusa sul territorio, hanno livelli di spesa più alti e quindi maggiori fabbisogni standard.

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