Il fenomeno dei comuni e delle amministrazioni locali sciolte anticipatamente è un tema che resta costantemente sottotraccia nel dibattito politico, a dispetto della sua rilevanza.

Nel corso del triennio 2017-2019 sono stati sciolti, al 25 novembre, 463 comuni – di cui 58 per infiltrazioni della criminalità organizzata. A questi si aggiungono 2 aziende sanitarie, anch’esse sciolte per infiltrazioni mafiose.

1,7 commissariamenti per mafia al mese negli ultimi tre anni. Dato che sale a oltre 13 al mese contando anche gli scioglimenti per altri motivi.

Parliamo quindi di un fenomeno consistente in termini numerici. E fondamentale per la qualità della democrazia, a livello locale e non. Perché è generalmente un evento traumatico che porta a nuove elezioni, oppure alla sostituzione del sindaco e del consiglio comunale elettivi con un commissario prefettizio.

Le cause degli scioglimenti possono essere diverse: a parte i casi di decesso, decadenza o grave impedimento del sindaco, la ragione è spesso di natura politica, come le dimissioni del sindaco o della maggioranza dei consiglieri. Oppure è dovuta a problemi di cattiva gestione, come l’incapacità di approvare il bilancio nei tempi dovuti. O ancora, nell’ipotesi peggiore, all’infiltrazione della criminalità organizzata nei gangli dell’amministrazione.

Il mandato del sindaco e del consiglio comunale dura di norma 5 anni. In alcuni casi però si arriva allo scioglimento anticipato. Particolare attenzione va dedicata agli scioglimenti per infiltrazioni criminali nell’amministrazione o a quelle derivanti da contrasti politici nella maggioranza. Vai a "Come e perché si arriva allo scioglimento di un comune in Italia"

Nasce l’osservatorio sui comuni e gli enti commissariati

Un tema di cui abbiamo già avuto modo di occuparci, e che richiede un monitoraggio costante per capire le tendenze del fenomeno. Questa attività, allo stato attuale, è molto difficile, essendo rimessa alle pubblicazioni annuali (o pluriennali) del ministero dell’interno.

Per questo, in collaborazione con Giulio Marotta, abbiamo deciso di realizzare una nuova banca dati, per approfondire il tema avendo a disposizione i dati più recenti. Informazioni costantemente aggiornate che raccogliamo direttamente dalle diverse fonti istituzionali: la gazzetta ufficiale della repubblica italiana, le relazioni del governo, gli atti parlamentari, le pubblicazioni del ministero dell’interno sulle elezioni locali, il sito della giustizia amministrativa con le sentenze di Tar e consiglio di stato, i bollettini regionali.

Una nuova banca dati per monitorare il fenomeno con aggiornamento costante.

Nella banca dati sono ora disponibili i dati di tutti i decreti del governo per infiltrazioni della criminalità organizzata dal 1991 ad oggi mentre per tutti gli altri scioglimenti si copre l’intero decennio 2010-2019. E per la prima volta abbiamo censito – attraverso i bollettini regionali – tutti gli scioglimenti dal 2010 anche per le regioni a statuto speciale (esclusa la Sicilia, di cui per adesso tracciamo solo i commissariamenti per mafia).

Una attività che comincia oggi, ma non si esaurisce qui. Proseguiremo nei prossimi mesi con aggiornamenti periodici, per assicurare un monitoraggio costante e un’analisi puntuale dello stato di salute delle nostre istituzioni locali.

La fotografia attuale del fenomeno

Le amministrazioni attualmente sciolte in Italia sono 109. In massima parte si tratta di comuni (107 scioglimenti su 109); nei restanti 2 casi si tratta di aziende sanitarie. Circa il 37% degli scioglimenti attualmente in corso ha come motivo l’infiltrazione della criminalità organizzata (in base all’articolo 143 del testo unico degli enti locali).

Il grafico fa riferimento a tutti gli scioglimenti già deliberati dal governo (inclusi quelli per i quali non è stato ancora pubblicato il decreto in gazzetta ufficiale) o dai competenti organi delle regioni a statuto speciale, esclusa la Sicilia. Per quest’ultima sono tracciati solo i commissariamenti per infiltrazioni.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Novembre 2019)

109 gli scioglimenti in corso già deliberati dal governo o dagli organi competenti delle regioni a statuto speciale.

Dove sono gli scioglimenti in corso

Analizzando i 109 commissariamenti in corso, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di comuni (107 casi su 109). A questi si aggiungono due aziende sanitarie calabresi: la Asl 5 di Reggio Calabria e la Asp di Catanzaro.

La Calabria è la regione con più commissariamenti attualmente in corso (26), seguita da Campania (14) e da Sicilia, Puglia e Lombardia (11 amministrazioni commissariate ciascuna). Quasi il 70% delle amministrazioni attualmente sciolte (per tutti i motivi) si trova nel mezzogiorno.

Il grafico fa riferimento ai soli decreti di scioglimento già pubblicati in gazzetta ufficiale o nei bollettini delle regioni a statuto speciale, esclusa la Sicilia. Per quest’ultima sono tracciati solo i commissariamenti per infiltrazioni.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Novembre 2019)

La tendenza è ancora più forte se si isolano i soli commissariamenti per infiltrazioni criminali. Su 40 casi ben 18 sono localizzati in Calabria. E gli altri si concentrano nelle altre maggiori regioni del mezzogiorno: 11 in Sicilia, 6 in Puglia, 5 in Campania.

I motivi dei commissariamenti in corso

Più in generale, quali sono i motivi che hanno portato ai 109 decreti di scioglimento? In media, nel 37% dei casi si tratta di commissariamenti per infiltrazioni criminali. È il caso prevalente tra i commissariamenti in corso, superiore ai motivi politici (35%) e ai casi di decesso, decadenza o impedimento del sindaco (17% dei casi). Ma il dato come abbiamo avuto modo di vedere varia molto a seconda delle aree del paese.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Novembre 2019)

Nel mezzogiorno oltre la metà degli scioglimenti in corso (53%) ha come causa delle infiltrazioni criminali. Nel centro-nord la metà dei commissariamenti ha come causa un motivo politico. In questo momento nell'Italia settentrionale non si registrano commissariamenti per mafia, anche se negli ultimi mesi sono state costituite 3 commissioni di accesso in altrettante amministrazioni del Veneto e della Valle d’Aosta.

Un chiaro indice, al di là dei casi specifici, che il fenomeno degli scioglimenti deve essere valutato nella sua evoluzione nel tempo. Consapevoli che questo tema attraversa molti aspetti fondamentali: dalla stabilità dei governi locali alla loro efficacia, dalla legalità nella pubblica amministrazione alla qualità della democrazia nel nostro paese.

 

 

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