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I dati definitivi Ocse per il 2019 confermano il declino dell’Aps italiano iniziato nel 2018. L’Italia dunque si allontana dagli obiettivi internazionali della cooperazione proprio alla vigilia della pandemia. Un evento di portata globale che impone di rivedere la propria impostazione cominciando ad esempio a considerare la salute come un vero e proprio bene pubblico globale.

In un quadro di scarsità di risorse, diventa ancor più importante il tema della qualità e dell’efficacia degli interventi di cooperazione. A questo fine va quindi rafforzata la programmazione e la prevedibilità delle risorse, condizione imprescindibile se si vuole che la politica di cooperazione abbia una visione. In tema di trasparenza delle risorse della cooperazione, in particolare in sede previsionale, è urgente quindi che l’Italia migliori la sua performance. Ed è altresì fondamentale che gli stanziamenti previsti in legge di bilancio risultino poi coerenti con quanto riportato da Ocse in fase di rendicontazione.

In tema di quantità dell’Aps italiano

Un aumento di risorse ed un riallineamento verso gli impegni assunti a livello internazionale. Nonostante l’esito deludente dell’ultima legge di bilancio e le difficoltà in prospettiva triennale ci auguriamo che si produca una prima inversione di tendenza, che riporti l’Aps intorno ai 4,5 miliardi di euro, contro gli attuali 3,9. Un aumento considerevole date le attuali previsioni sullo stato della finanza pubblica, ma che ci riporterebbe solo allo 0,25% Aps/Rnl. Quindi ancora ben distanti dai nostri impegni internazionali. Almeno però si produrrebbe una inversione di tendenza positiva.

Un rafforzamento della componente bilaterale dell’Aps italiano a beneficio dei paesi a più basso tasso di sviluppo. I fondi aggiuntivi andrebbero destinati in larga parte alla componente bilaterale dell’Aps italiano, senza per questo rinunciare alla tradizionale vocazione multilaterale del nostro paese. L’aumento delle risorse del canale bilaterale aiuterebbe peraltro a mantenere una reale coerenza tra le priorità indicate nel Documento di programmazione triennale e le effettive allocazioni per temi e settori. Ponendo particolare attenzione all’aumento delle risorse verso i paesi a più basso tasso di sviluppo (Ldcs): risorse che al momento sono bloccate a livelli lontanissimi da quanto raccomandato dalle Nazioni unite.

Alla luce della crisi pandemica

Un rinnovato impegno nel sostenere le iniziative multilaterali volte ad aiutare i paesi più fragili a fronteggiare la pandemia, in particolare sostenendo e promuovendo l’accesso equo a vaccini, test diagnostici e terapie contro il Covid-19 attraverso il meccanismo dell’Act-A.

La promozione a livello globale di iniziative di riflessione sull’attuale sistema di gestione della proprietà intellettuale nell’ambito delle tecnologie mediche, al fine di garantire la produzione e l’accesso a tutti coloro che ne abbiano bisogno, soprattutto in situazione di emergenza sanitaria. In questo quadro, l’Italia dovrebbe promuovere il rafforzamento dell’iniziativa C-Tap e sostenere in sede europea e G20 le proposte di sospensione dei brevetti presentate da India e Sudafrica all’Organizzazione mondiale del commercio.

In tema di qualità ed efficacia dell’Aps italiano

La realizzazione di un presidio di monitoraggio e valutazione della coerenza delle politiche di cooperazione allo sviluppo. Sul piano del monitoraggio dell’applicazione della Coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile (Cpss), chiediamo di ottemperare ad alcune delle indicazioni scaturite dalla valutazione dell’Ocse Dac del 2019 sulla cooperazione italiana.

Una chiara e trasparente rendicontazione nella programmazione delle risorse da parte del ministero dell’interno, in coerenza con le regole stabilite da parte del comitato sviluppo dell’Ocse.

In tema di governance

Un effettivo ed efficace ruolo di indirizzo e controllo da parte del parlamento e delle commissioni esteri. Ritenendo fondamentale che questi organi possano esercitare pienamente la funzione di indirizzo e di monitoraggio in termini di coerenza delle politiche della cooperazione italiana.

Il pieno e regolare funzionamento degli organi previsti dalla legge, Cncs (Consiglio nazionale cooperazione allo sviluppo) e Cics (Consiglio interministeriale per la cooperazione allo sviluppo) che in questi ultimi anni è stato molto carente.

 

Foto Credit: Oxfam

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