Centrodestra in lizza in 8 ballottaggi su 10 nelle grandi città Amministrative 2018

La coalizione di centrodestra, nei suoi diversi formati, è quella che piazza più candidati nei ballottaggi nei comuni maggiori. Da capire se questo primato si concretizzerà in un maggior numero di sindaci eletti.

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Questa domenica si tornerà al voto in 75 comuni, per i ballottaggi tra i due candidati sindaco più votati il 10 giugno scorso. Tra questi 75, sono 23 le città con più di 50mila abitanti. Si va dal comune di Messina (oltre 240mila abitanti al censimento) al comune di Velletri (Roma) con poco più di 50mila residenti.

Com’era andata la volta scorsa

Nella maggioranza delle grandi città che andranno al ballottaggio, le elezioni più recenti avevano visto prevalere la coalizione di centrosinistra (ben 14 casi su 23). Tra queste la più grande Siracusa, più altri capoluoghi soprattutto del centro Italia come Terni, Ancona, Pisa, Massa e Siena. Le restanti 9 città erano andate in modo equilibrato tra lo schieramento di centrodestra (3), i cinque stelle (2), delle alleanze tra liste centriste (2) o civiche (2, di cui una – a Messina – di ispirazione di sinistra).

Per centrosinistra si intendono le coalizioni costruite intorno al Partito democratico, per centrodestra quelle formate da Forza Italia, Lega o Fratelli d’Italia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno

Queste le coalizioni che avevano vinto nelle elezioni più recenti, in molti casi ovviamente svolte in tornate diverse. Non tutte però sono riuscite a completare il mandato: in 9 casi è intervenuto un commissariamento che ha interrotto la consiliatura. Tra queste Terni, amministrata dal centrosinistra e sciolta a febbraio per dimissioni del sindaco. Pomezia, governata dal Movimento 5 stelle e commissariata lo scorso aprile per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri. Torre del Greco, guidata dal centrodestra e sciolta a settembre 2017, anche in questo caso per le dimissioni del primo cittadino.

9 le città maggiori al ballottaggio che al momento risultano commissariate

I commissariamenti hanno ridefinito il profilo politico delle amministrazioni che si presentano al ballottaggio del 24 giugno. Nove comuni, come dicevamo, sono attualmente amministrati da un commissario prefettizio in forza dello scioglimento. Il centrosinistra resta comunque la coalizione prevalente, con 11 città. Il centrodestra, a causa dei commissariamenti, si presenta con 0 sindaci in carica nei comuni con oltre 50mila abitanti. I 5 stelle, perso il sindaco di Pomezia (ricandidato con una lista alternativa), vanno al voto con una sola amministrazione uscente, quella di Ragusa.

Le sfide ai ballottaggi

Il centrodestra è la coalizione che piazza più candidati ai ballottaggi. In ben 19 sfide su 23 (83%) infatti uno dei due candidati contrapposti sarà un esponente del centrodestra. Se la vedrà nella maggior parte dei casi con un candidato di centrosinistra (9 ballottaggi su 23, quasi il 40%). In 6 città si scontrerà con un candidato civico (26%) e in 4 con un esponente dei 5 stelle (17%).

Solo in 4 grandi città non ci sarà un esponente del centrodestra ufficiale.

Ad Avellino e Imola sfida a due tra una coalizione a guida Pd e i 5 stelle. Si tratta di sfide interessanti perché si terranno in città governate dal centrosinistra fin da quando è stata introdotta l'elezione diretta del sindaco. In entrambi i casi il candidato del centrosinistra ha superato il 40% al primo turno, e sarà interessante capire se parte del voto per la coalizione di centrodestra si trasferirà sui candidati pentastellati nella logica del "candidato forte da battere". Si tratta di una dinamica già riscontrata in passato, ad esempio nelle ultime elezioni a Torino e Livorno.

Ad Altamura si scontreranno un candidato sostenuto da una coalizione di liste civiche e uno di centrosinistra. Scontro tutto tra civici in un'altra città pugliese, Bisceglie.

Chi parte in pole position?

In quasi la metà dei ballottaggi che si terranno nelle città maggiori (11 su 23) è la coalizione di centrodestra ad aver ottenuto più voti al primo turno. Un vantaggio solo teorico, dal momento che nel ballottaggio tutto riparte da capo: le preferenze di chi nel primo turno ha votato per uno schieramento ormai escluso potrebbero dirigersi verso il secondo classificato.

In queste elaborazioni abbiamo classificato come coalizione di centrodestra ogni alleanza che comprenda al suo interno almeno uno dei tre contraenti: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia. Ma se andiamo più nel dettaglio il centrodestra non si presenta in tutte le realtà con la stessa formula politica.

Centrodestra a formato variabile

Su 19 ballottaggi dove c'è un candidato del centrodestra, 13 vedono la coalizione in lizza con un candidato unitario già dal primo turno. È il caso di Messina, città dove peraltro il candidato del centrodestra ufficiale (sostenuto da Fi, Noi con Salvini e Fratelli d'Italia) si scontrerà con una coalizione formalmente civica (non sono presenti contrassegni di partito) ma di fatto anch'essa di area centrodestra, in quanto guidata da Cateno De Luca (Udc). Oppure a Terni (dove l'alleanza a tre è allargata a una lista civica e al Popolo della famiglia), Pisa (dove corrono da soli), Cinisello Balsamo.

Accanto alla formula prevalente della coalizione unitaria delle tre anime storiche (Fi, Lega, Fdi), ai ballottaggi del 24 giugno si presentano anche centrodestra in formati differenti da quello classico. In 2 casi in versione “moderata” (Forza Italia e alleati senza Lega e Fdi), in un caso “sovranista” (Lega e Fratelli d’Italia con alleati ma senza Forza Italia).

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell'interno
(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 giugno 2018)

Nei restanti 6 casi il centrodestra si era presentato al primo turno in ordine sparso. In due città (Fiumicino e Brindisi) abbiamo un centrodestra ristretto a Forza Italia e alleati, senza l'apporto (almeno nel primo turno) di Fratelli d'Italia e Lega. Da notare che in entrambe queste realtà la quota di voto raccolta dall'altro candidato di centrodestra, quello "sovranista", è decisiva. Per quanto non sia bastata a raggiungere il ballottaggio, oscilla attorno al 18-20% e può decidere l'elezione.

In due città siciliane abbiamo un'alleanza di centrodestra senza la Lega, che nel primo turno si era presentata in una coalizione contrapposta. Si tratta di Siracusa (dove è in corso un riconteggio dei voti) e Acireale. In entrambi i casi il consenso per la lista singola Noi con Salvini-Lega è stato residuale (1-2%).

A Velletri va al ballottaggio una coalizione di centrodestra senza Forza Italia, il cui candidato al primo turno era alternativo a quello di Lega, Fdi e alleati. Anche a Ragusa si presentavano contrapposte al primo turno almeno due coalizioni legate ai partiti del centrodestra ufficiale: una guidata da Forza Italia e una da Fratelli d'Italia. In questo caso, andrà al ballottaggio il candidato della coalizione di destra tra Fdi e liste civiche.

La corsa in salita di Pd e alleati

Il centrosinistra nelle scorse elezioni aveva prevalso in 14 delle 23 città maggiori al voto. In questa occasione ha raggiunto 12 ballottaggi, quindi il saldo (almeno per le grandi città al voto domenica prossima) parte già con il segno meno. Va specificato che i nostri criteri di classificazione, analogamente a quanto già visto per il centrodestra, conteggiano come "centrosinistra" solo le coalizioni in cui sia presente uno dei partiti principali di quell'area, in questo caso in particolare il Pd. Per fare un esempio, seguendo la classificazione adottata, il ballottaggio che si terrà a Siracusa vedrà contrapposte una coalizione civica (guidata da Francesco Italia) e il centrodestra, con il centrosinistra fuori dai giochi. Perché anche se la coalizione civica in lizza per l'incarico di sindaco è considerata di area centrosinistra, la lista con il contrassegno del Pd non ha portato il suo candidato al secondo turno.

Fatta questa premessa metodologica, una delle chiavi di lettura dei prossimi ballottaggi sarà la tenuta della coalizione di centrosinistra, in particolare in quelli che sono i suoi capisaldi storici. Quei comuni dove ha sempre vinto un candidato di sinistra o centrosinistra, almeno da quando il sindaco si elegge direttamente. Non si tratta solo di capoluoghi toscani come Pisa e Siena, ma anche di realtà del nord come Cinisello Balsamo.

Le roccaforti del centrosinistra

Abbiamo contato 7 città maggiori al ballottaggio domenica dove il centrosinistra ha vinto tutte le elezioni dal 1993: Ancona, Pisa, Cinisello Balsamo, Imola, Avellino (qui però nelle prime elezioni con il nuovo sistema elettorale la convergenza tra Pds e Ppi si era realizzata solo con un apparentamento ai ballottaggi e non al primo turno), Siena, Massa. A queste possiamo aggiungere Terni, che fino al 1999 aveva un sindaco di centrodestra ma da allora ha sempre eletto esponenti Ds-Pd.

8 le grandi città al ballottaggio in cui il centrosinistra governa da almeno 20 anni

Il candidato del centrosinistra ha raggiunto il secondo turno in 7 di questi 8 comuni con più di 50mila abitanti. Terni è l'unica in cui il centrosinistra è già sicuramente fuori dai giochi per l'elezione del sindaco. Qui la competizione sarà tra 5 stelle e centrodestra unito a forte trazione leghista. Negli altri 7, in cinque casi la sfida del candidato Pd sarà con il centrodestra, in due casi (i già citati Imola e Avellino) con i 5 stelle.

In queste due città, come anche ad Ancona, Siena e Massa, il candidato del centrosinistra è quello che ha raccolto più voti nel primo turno. Nei due capoluoghi toscani la sfida appare più difficile per il candidato Pd (in entrambi casi il sindaco uscente), rispetto agli altri in cui al primo turno ha già raccolto più del 40%. Stesso ragionamento nell'altra grande città toscana al voto, Pisa, e a Cinisello Balsamo, dove il candidato di centrodestra al primo turno ha raccolto un consenso leggermente superiore a quello di centrosinistra.

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