Aumenta la diffusione delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche Innovazione

Per favorire la diffusione delle auto a basse emissioni è importante che siano disponibili infrastrutture di ricarica pubbliche. L’Italia sta facendo passi avanti su questo e il Pnrr ha previsto un investimento di oltre 700 milioni, ma è importante anche incrementare la flotta veicolare.

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In Italia, il trasporto su strada è responsabile di circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra, contribuendo attivamente ai cambiamenti climatici. Per ridurne l’impatto è fondamentale promuovere l’utilizzo del trasporto pubblico e facilitare la transizione ad altri tipi di combustibili meno inquinanti di quelli fossili.

Le auto a basse emissioni, tra cui le elettriche e le ibride, costituiscono una soluzione particolarmente indicata per il trasporto urbano. Negli ultimi anni, anche grazie a una maggiore consapevolezza della crisi climatica, al calo dei prezzi e al miglioramento delle infrastrutture, la diffusione di questo tipo di veicolo è gradualmente aumentata. Tuttavia è importante che parallelamente diventino più capillari anche le infrastrutture per la ricarica. E proprio per questo scopo, una misura del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede risorse pari a oltre 700 milioni di euro.

Aumenta la diffusione dei veicoli a basse emissioni

Le auto a basse emissioni derivano questo nome dalla loro capacità di emettere, durante il loro funzionamento, quantitativi inferiori (nel caso delle ibride) di gas serra, o di non produrre alcuna emissione (nel caso delle elettriche).

Certo, la produzione di batterie richiede l’utilizzo di terre rare, materiali la cui estrazione è a sua volta un processo inquinante, come anche lo smaltimento delle batterie una volta esauste. Inoltre, l’impatto ambientale dipende anche da come viene prodotta l’energia elettrica necessaria per alimentarle. Nonostante ciò, le auto elettriche restano una delle opzioni più efficienti in vista del contenimento delle emissioni nel settore dei trasporti. Difatti negli anni la loro diffusione è progressivamente aumentata.

13,5% delle auto immatricolate nei comuni capoluogo italiani sono a basse emissioni (2021).

I dati si riferiscono alle autovetture circolanti nei comuni capoluogo di provincia/città metropolitana per tipo di alimentazione, presentati in composizioni percentuali. Tra le auto “a basse emissioni” rientrano le autovetture alimentate a gas (Gpl o metano), alimentate alternatamente a benzina e Gpl o benzina e metano (Bi-fuel) o a trazione elettrica (integrale o ibrida).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(pubblicati: mercoledì 22 Febbraio 2023)

Tra 2016 e 2021 è gradualmente aumentata la quota di auto a basse emissioni, nel parco veicolare circolante. Nel 2016 esse costituivano meno del 9% del totale, mentre nel 2021 si attestavano al 13,5%. Al contrario, la quota di auto alimentate a benzina è diminuita di oltre 3 punti percentuali (dal 52,5% al 49,1%) e quelle a gasolio hanno visto una riduzione appena superiore al punto percentuale (dal 38,6% al 37,4%).

Le infrastrutture di ricarica

Per rendere effettivamente utilizzabili le auto elettriche è necessario che siano disponibili le infrastrutture di ricarica per le batterie.

Nonostante esistano le colonnine ad uso privato (più idonee in paesi e zone in cui le case sono indipendenti, piuttosto che dove prevalgono gli appartamenti in condominio), l’aspetto cruciale riguarda le infrastrutture pubbliche, che possono fungere da equivalente delle stazioni di servizio. La percezione di un limite nella ricarica è infatti uno dei principali ostacoli all’adozione dell’elettrico, come evidenzia l’agenzia internazionale dell’energia (Iea).

I dati si riferiscono alla capacità di energia resa disponibile dalle infrastrutture di ricarica pubbliche, in kilowatt (Kw) ogni veicolo. I dati sono disponibili soltanto per 12 paesi membri dell’Ue.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Iea
(pubblicati: mercoledì 26 Aprile 2023)

Mediamente in Ue la capacità è pari a 1,18 Kw per ogni veicolo elettrico circolante. A registrare il dato maggiore a livello continentale sono i Paesi Bassi (2,76 Kw per veicolo), dove il rapporto tra auto elettriche e punti di ricarica è di appena 4. L’Italia è al quarto posto dopo Polonia e Grecia, con 1,81 Kw disponibili e 10 auto elettriche per ogni colonnina. Molto inferiori i valori riportati da Danimarca, Germania, Svezia e Spagna, con capacità inferiori a 1 Kw per auto e oltre 20 auto per punto di ricarica.

La capacità di ricarica è un indicatore importante, secondo l’Iea più rilevante rispetto al semplice numero di infrastrutture, perché i punti di ricarica variano per potenza. Ovviamente è importante anche che la potenza sia commisurata alla flotta disponibile: come evidenzia l’Iea spesso valori alti sono legati a una fase ancora acerba dell’adozione dei veicoli elettrici, segnata da una scarsa corrispondenza tra infrastrutture di ricarica e numero di veicoli. Inoltre, non vengono qui considerati i punti di ricarica privati.

L’Italia investe nelle infrastrutture di ricarica, ma è importante incrementare la flotta

Negli ultimi anni si è molto parlato dell’importanza delle infrastrutture di ricarica e il nostro paese vi ha dedicato ingenti investimenti. In particolare, il Pnrr ha previsto un investimento di oltre 700 milioni di euro per la costruzione di 7.500 punti di ricarica rapida in autostrada e 13.755 in centri urbani, oltre a 100 stazioni di ricarica sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio dell’energia.

741,32 milioni di euro le risorse previste dal Pnrr per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica.

Per raggiungere gli obiettivi europei in materia di decarbonizzazione è previsto un parco circolante di circa 6 milioni di veicoli elettrici al 2030 per i quali si stima siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida pubblici.

Secondo le rilevazioni dell’associazione Motus-E, il 2023 è stato un anno record per l’installazione di infrastrutture di ricarica in Italia: 13.906 nuovi punti, che hanno portato il totale registrato nel paese a oltre 50mila (per un totale di circa 27mila stazioni). Nonostante i forti squilibri a livello territoriale, che vedono il centro-nord molto più attrezzato rispetto al mezzogiorno, è evidente che l’Italia sta facendo grossi passi avanti da questo punto di vista. Importante è però anche garantire una maggiore diffusione dei veicoli elettrici.

Foto: Andrew Robertslicenza

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