I dati sul Pnrr hanno ancora problemi di trasparenza #OpenPNRR
Mentre l’Italia si prepara a inviare alle istituzioni europee la richiesta per l’ultima rata di fondi, ecco l’aggiornamento dei dati sulla nostra piattaforma per il monitoraggio indipendente. Purtroppo mancano ancora informazioni su molti dei progetti finanziati.
lunedì 28 Settembre 2026 | Potere politico

- Su OpenPNRR sono disponibili informazioni aggiornate su 291.387 progetti. Ma ci sono ancora problemi di trasparenza.
- Oltre il 58% dei progetti monitorabili a giugno risultava ancora in corso. La Sicilia è la regione più indietro.
- Con l'ultima revisione del Pnrr sono state modificate 131 scadenze collegate a 118 misure.
- La misura sul bollo auto verrà valutata dall'Ue ma non contribuisce agli obiettivi del piano.
Sono giorni estremamente importanti per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Entro settembre infatti il governo deve inviare a Bruxelles la richiesta di pagamento per la decima e ultima rata di fondi da circa 25 miliardi di euro. Una scadenza che l’Italia dovrebbe riuscire a rispettare, secondo quanto emerso dall’ultima cabina di regia convocata la scorsa settimana sul tema.
In attesa di conoscere l’esito delle valutazioni delle istituzioni europee e di capire se il nostro paese riuscirà effettivamente a incassare tutte le risorse assegnate – informazioni che avremo verosimilmente a fine anno – oggi siamo in grado di pubblicare i dati aggiornati sulla nostra piattaforma per il monitoraggio indipendente OpenPNRR. Le informazioni disponibili attualmente risalgono al 13 giugno scorso ma sono state rese pubbliche dalle istituzioni preposte solamente alla metà di luglio.
Trasparenza, informazione, monitoraggio e valutazione del PNRR
Il tuo accesso personalizzato al Piano nazionale di ripresa e resilienzaTrasparenza, informazione, monitoraggio e valutazione del PNRR
Il tuo accesso personalizzato al Piano nazionale di ripresa e resilienzaGrazie a questo nuovo rilascio il numero di progetti per cui disponiamo di informazioni dettagliate è cresciuto sensibilmente. Parliamo di oltre 10mila interventi in più rispetto all’aggiornamento precedente. Un incremento significativo che tuttavia non risolve un problema strutturale che continuiamo a segnalare. I progetti per cui riusciamo a ricostruire informazioni puntuali infatti restano molti meno di quelli complessivamente dichiarati dalle istituzioni competenti.
Sia esponenti del governo che altri soggetti che hanno accesso diretto alla piattaforma Regis (lo strumento telematico creato appositamente per la rendicontazione del piano) parlano infatti di oltre 670mila opere finanziate. Questo rappresenta un limite alla piena trasparenza sull’attuazione del piano che permane anche in questa fase conclusiva. Un limite ancora più significativo se si considera che, a giugno, oltre le metà dei progetti per cui sono disponibili informazioni risultava ancora in corso e che in questo periodo è intervenuta un’ennesima modifica del piano.
Cosa dicono i dati aggiornati
A livello complessivo, OpenPNRR mette oggi a disposizione dati di dettaglio su 291.387 progetti. Sebbene il numero di interventi che è possibile monitorare sia aumentato rispetto al precedente aggiornamento, sono ancora molte le opere su cui non si riescono ad ottenere informazioni come l’importo stanziato, la tipologia di progetto o la sua territorializzazione. Tra le lacune più significative permane la mancanza di dati riguardanti due misure particolarmente rilevanti: il contributo del Pnrr al Superbonus e Transizione 4.0. Due investimenti che insieme cubano oltre 27 miliardi di euro e di cui purtroppo non è possibile conoscere le iniziative finanziate con un adeguato livello di approfondimento.
Al netto di questa importante lacuna, con le ultime pubblicazioni le istituzioni preposte al rilascio dei dati hanno aggiunto un’ulteriore informazione che consente di capire se un progetto è già concluso, in corso o ancora da avviare. Sulla base dei dati disponibili, il 58,1% dei progetti risultava ancora in corso alla metà di giugno. Mentre il 41,9% era già concluso.
Suddividendo le opere finanziate tra le varie regioni italiane possiamo osservare che il territorio con la quota più alta di interventi completati rispetto al totale era la Valle d’Aosta (67,3% di opere concluse). Seguono Basilicata (59,1%), Trentino-Alto Adige (41,4%) e Piemonte (44,7%).
A giugno il 58% dei progetti Pnrr risultava ancora in corso
La stato di avanzamento dei progetti finanziati regione per regione
Il grafico mostra, per ogni regione, la quota di progetti Pnrr finanziati già conclusi e ancora in corso. Tale informazione è disponibile solamente per 291.387 opere. La percentuale è calcolata sui progetti che possono essere attribuiti in maniera univoca a un singolo territorio. Tutti gli altri interventi sono stati aggregati nella voce “Progetti interregionali e nazionali”. Dai dati risulta anche una quota residuale di progetti ancora da avviare. Non sono stati rappresentati nel grafico per motivi di visualizzazione, seleziona la regione di tuo interesse per vedere i dati di dettaglio.
FONTE: elaborazione Openpolis su dati Italia domani
(ultimo aggiornamento: sabato 13 Giugno 2026)
La aree con il maggior numero di progetti finanziati sono Lombardia, Campania e Sicilia. In queste zone, la quota di progetti già completati più alta si trova nella prima regione (49,7%). Nei due territori del sud invece la paercentuale è rispettivamente del 31,9% e del 29,3%. Il dato siciliano in particolare è il più basso in assoluto se si escludono i progetti nazionali e interregionali.
L’ultima revisione del Pnrr
Che il percorso del piano italiano sia stato tutt’altro che semplice lo confermano anche le numerose revisioni intervenute negli anni al fine di non perdere i fondi assegnati. In questo senso l’ultima modifica è stata presentata dal governo lo scorso 12 giugno e approvata definitivamente il 27 agosto. Si è trattato di una modifica di ampio respiro che ha interessato, tra interventi più o meno significativi, ben 131 scadenze collegate a 118 misure. Da notare peraltro che anche in questo caso il coinvolgimento delle camere è risultato estremamente limitato.
Nella stragrande maggioranza dei casi (97 misure) la revisione ha riguardato l’individuazione di alternative capaci di ridurre gli oneri amministrativi e semplificare l’attuazione. Per altre 9 misure invece la modifica individua soluzioni alternative capaci di preservarne comunque il livello di ambizione originario. In 5 casi ci si è trovati di fronte a mutate condizioni di mercato che hanno comportato tra l’altro ritardi imprevisti nelle forniture, con ricadute sulle procedure di appalto. Inoltre, 2 misure sono state soppresse per impossibilità di raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti. Si tratta dell’investimento sulle connessioni ferroviarie nel centro-sud e del regime di credito d’imposta per gli investimenti nell’Italia meridionale e nella Zona economica speciale.
8 le revisioni apportate al Pnrr dalla sia introduzione a oggi.
L’Italia ha inoltre chiesto di utilizzare le risorse così liberate per aggiungere due nuove misure e innalzare il livello di attuazione di altre otto. Le misure di nuova introduzione riguardano in particolare l’acquisto di treni diagnostici e l’introduzione di un green tax credit.
Alla luce di questi cambiamenti i traguardi e gli obiettivi da raggiungere per l’ottenimento dell’ultima rata dei fondi sono passati da 159 a 156.
Con l’ultima revisione del Pnrr sono state riviste 131 scadenze
Come sono cambiati milestone e target interessati dall’ultima revisione del piano
Nella tabella sono riportate le scadenze del Pnrr modificate, aggiunte o soppresse in seguito all’ultima revisione del piano. Il confronto con la versione precedente è stato fatto sulla base della versione del piano italiano approvata dal Consiglio europeo il 30 marzo 2026.
FONTE: elaborazione Openpolis su dati Commissione europea
(ultimo aggiornamento: giovedì 27 Agosto 2026)
La questione del bollo auto e dei fondi del Pnrr
Un capitolo a parte lo merita infine il dibattito che ha caratterizzato gli ultimi giorni a proposito della misura introdotta con il decreto legge 162/2026 riguardante il bollo auto. Tale norma prevede l’esenzione dal pagamento – per il momento limitata al solo 2027 – per auto di piccola e media potenza, moto o scooter intestati a persone fisiche. La misura è finanziata in parte con fondi del Pnrr inutilizzati. Ma ciò è possibile?
Per rispondere a questa domanda è opportuno ricordare che già una precedente norma aveva predisposto un simile meccanismo. L’articolo 30, comma 1, del decreto legge 19/2026 infatti quantificava in circa 1,6 miliardi di euro le economie di spesa maturate fino a febbraio 2026 dai vari ministeri. Il comma 3 dello stesso articolo stabiliva poi che entro il 30 giugno dovessero essere accertate le risorse sulle quali non sussistono obbligazioni giuridicamente vincolanti. Fondi quindi non necessari per il conseguimento degli obiettivi del Pnrr oggetto di rendicontazione all’Unione europea.
Tali risorse risparmiate non dovranno essere restituite ma concorreranno alla copertura finanziaria della manovra di bilancio 2026. Questo perché, in estrema sintesi, se uno stato spende meno del previsto per la realizzazione di una certa misura non è tenuto a restituire le risorse assegnate. L’articolo 7 del decreto sul bollo auto cita proprio il Dl 19/2026 tra le fonti da cui attingere le risorse per la misura. Una simile operazione quindi parrebbe quanto meno legittimata dalle norme.
Si rammenta che tali risorse restano acquisite […] e concorrono come quota parte dei 7,1 miliardi di euro che, in esito alla rimodulazione del PNRR approvata dal Consiglio UE il 27 novembre 2025, l’articolo 1, commi 742 e 743, della legge di bilancio 30 dicembre 2025, n. 199 ha disposto fossero riversati all’entrata del bilancio dello Stato e che sono stati impiegati come quota parte della copertura degli oneri introdotti dalla manovra di bilancio per il 2026.
Sul tema è intervenuto anche il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis che ha sostanzialmente confermato un certo margine di manovra da parte degli stati nazionali. Il commissario ha infatti ricordato come il Pnrr non sia uno strumento basato sui costi ma sui risultati. Per questo il flusso dei pagamenti può non essere perfettamente allineato a quello delle spese effettivamente sostenute.
Forse dovrei esaminare più attentamente le esatte dichiarazioni del ministro Giorgetti. Ma esiste un certo margine in termini di gestione della liquidità a questo riguardo, perché non si tratta di uno strumento basato sui costi, bensì di uno strumento basato sui risultati
Anche se il commissario riconosce un certo margine di manovra da parte degli stati, Bruxelles ha comunque fatto sapere che la misura sarà esaminata nel contesto del semestre europeo. Vale a dire il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche, fiscali e di bilancio tra i paesi dell’Ue.
In ogni caso, anche ammettendo che l’uso di questi risparmi per coprire la sospensione del bollo auto sia pienamente legittimo dal punto di vista contabile e regolamentare, si tratta di un’operazione che sposta liquidità verso una misura estranea al perimetro del Pnrr. Tale operazione quindi non aggiunge nulla – in termini di infrastrutture realizzate, riforme attuate o servizi erogati ai cittadini – agli obiettivi del piano.
Foto: il ministro Tommaso Foti alla cabina di regia per il Pnrr lo scorso 23 settembre (governo)





