Le disparità di genere e l’accesso ai servizi per l’infanzia

Per un accesso equo al mondo del lavoro, lo stato deve mettere a disposizione dei servizi anche per l’infanzia, affinché le disparità di genere diminuiscano, per poi sparire. In tal senso le differenze territoriali sono ancora rilevanti, come racconta Domani citando i nostri dati.

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Domani 11 Maggio 2022

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si parla delle polemiche che hanno scatenato in questi giorni le dichiarazioni dell’imprenditrice della moda Elisabetta Franchi, a proposito della ricerca dei suoi dipendenti e il rapporto con la maternità.

Il quotidiano cita i nostri approfondimenti sulla povertà educativa, per parlare dell’accesso (soprattutto per le donne) ai servizi per l’infanzia, e mettendo in relazione le importanti differenze in tal senso tra le aree nel nord e nel sud del paese.

Continua il lento avvicinamento del nostro paese all’obiettivo europeo sugli asili nido. Nell’ultimo anno disponibile (2019), in base ai dati rilasciati dall’istituto nazionale di statistica, l’Italia ha offerto 26,9 posti nei servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni.

Ma le differenze territoriali sono ancora molto marcate, come sottolinea anche Domani, citando i dati di Valle d’Aosta e Campania.

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