La presenza di cittadini non italiani nelle scuole

Dopo alcuni noti fatti di disordine e violenza sul Lago di Garda, sul Messaggero viene pubblicato un editoriale che punta il focus sui cni (i cittadini non italiani), con riferimenti a dati di nostri approfondimenti sulla povertà educativa in Italia.

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Il Messaggero 10 Giugno 2022

Dopo alcuni episodi di disordine e violenza a Peschiera del Garda (Verona) di alcuni giorni, sul Messaggero Maria Latella firma un editoriale, con richiamo in prima, dal titolo “Quei modelli sbagliati dei giovani violenti”.

Nel farlo cita anche i dati Openpolis a proposito della presenza di giovani cittadini non italiani (cni) negli istituti scolastici e in generale nella società del nostro paese.

Gli abbandoni non sono che l’esito di un processo di lungo periodo, che comincia dai primi anni di inserimento a scuola. Un inserimento che comporta, in tanti casi, difficoltà linguistiche, culturali, e in generale di apprendimento.

Ovviamente con profonde differenze, che dipendono anche dall’età: più è precoce, maggiore la facilità del processo di inclusione. In questo vi sono grandi differenze tra territori. Nelle regioni del mezzogiorno la quota di studenti senza cittadinanza entrati per la prima volta nel sistema scolastico è molto più alta: supera il 6% in Sardegna, Basilicata e Sicilia; è pari al 5,7% in Campania e al 4,5% in Calabria.

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