Quali sono le misure del Pnrr per i porti e la logistica #OpenPNRR

I porti hanno una particolare importanza nel trasporto delle merci a livello europeo. Il Pnrr prevede degli interventi per il loro potenziamento in un’ottica di efficienza energetica e rispetto del territorio.

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L’evoluzione delle dinamiche economiche e l’impatto dei cambiamenti climatici portano a dover ripensare il ruolo del trasporto di merci per via marittima. Su questi aspetti insistono anche alcune misure presenti all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che mirano a uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche a potenziare i collegamenti già in essere.

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L’importanza del settore marittimo per l’Italia

Attualmente, la rete logistica portuale nazionale comprende 58 porti e 24 interporti (ovvero centri per la raccolta e lo smistamento delle merci trasportate su strada e rotaia). I porti di Trieste, Genova, Ravenna, Taranto, Livorno e Gioia Tauro sono tra i primi nel Mediterraneo per movimentazione di vari tipi di merci. Di conseguenza, si tratta di un ambito particolarmente importante per l’economia del paese ma anche di un punto strategico per il commercio dell’Unione europea.

Secondo Eurostat infatti, nel 2021 l’Italia è il paese europeo che trasporta la maggior parte di merci in tratte a corto raggio: con 314 milioni di tonnellate, si occupa del 15% del commercio europeo marittimo su brevi distanze. Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento del 9,7%, uno tra i più ampi tra i paesi comunitari.

L’efficienza del settore non può essere slegata dal tema ambientale. Lo sviluppo sostenibile dei porti rientra infatti tra gli obiettivi dell’agenda 2030 e tra gli ambiti di intervento del Pnrr. Gli investimenti contenuti mirano a contribuire alla riduzione delle emissioni definite dal pacchetto Fit for 55, potenziando in contemporanea la resistenza del sistema agli effetti dei cambiamenti climatici.

Le misure Pnrr per il servizio portuale e la logistica

Sono 12 le misure in agenda rivolte al settore portuale, di cui 1 riforma normativa e 11 investimenti economici. Tra questi ultimi, 4 risultano aver già destinato finanziamenti a progetti concreti, in base all’ultimo aggiornamento di Italia domani del 13 giugno scorso.

Uno degli investimenti più rilevanti è quello dedicato ai porti verdi. Si tratta di un investimento che ha come focus il contenimento dei consumi energetici dei porti per rendere le attività più sostenibili, compatibili con le realtà urbane vicine alle zone portuali e attente al patrimonio naturalistico e della biodiversità. I soggetti attuatori di questo investimento sono le nove autorità di sistema portuale (Asdp) del centro nord.

270 milioni € i fondi Pnrr previsti per l’investimento dei porti verdi.

In base al nostro monitoraggio delle scadenze – aggiornato a inizio agosto – tale misura risulta in ritardo, perché sono state aggiudicate opere per 8 autorità portuali invece di 9. In ogni caso, i progetti già selezionati sono 30.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Italia domani
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Luglio 2023)

Le regioni in cui ci saranno più progetti sono Liguria (12), Toscana (5), Friuli-Venezia Giulia e Lazio (4). Per quel che riguarda gli importi, sono maggiori sempre in Liguria (38,01 milioni) e Friuli-Venezia Giulia (19,18). Il progetto che prevederà più risorse è l’intervento sulle infrastrutture energetiche portuali non efficienti del porto di Trieste, gestito dall’autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, per cui sono previsti 15 milioni di euro.

Altro investimento analizzato è quella legata alle zone economiche speciali (Zes), tutte situate nel mezzogiorno. Sono zone considerate secondo criteri comunitari “meno sviluppate” o “in transizione” e comprendono al loro interno almeno un porto. Gli interventi contenuti nel Pnrr mirano a potenziare i collegamenti dell’ultimo miglio con porti o zone industriali, la digitalizzazione logistica, l’efficientamento energetico e la resilienza portuale.

630 milioni € i fondi Pnrr previsti per interventi infrastrutturali nelle Zes.

Risultano allocati 755 milioni di euro, di cui 613 di risorse Pnrr, per un totale di 59 progetti collocati in diverse regioni del mezzogiorno.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Italia domani
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Luglio 2023)

La regione Puglia è quella in cui ci saranno più progetti (21) e più finanziamenti (196,84 milioni di euro). Seguono, in termini di importi, Calabria (152,9 milioni) e Campania (136 milioni). Il progetto con più importi è un lavoro di recupero e rifunzionalizzazione del bacino alti fondali del porto di Manfredonia, in provincia di Foggia, per cui sono previsti 121 milioni di euro.

Anche la misura sul traffico ferroviario transfrontaliero ha portato alla selezione di alcuni progetti. Gli interventi riguardano le linee dell’alta velocità situate nel nord del paese e mirano a potenziare la catena logistica di collegamento con i porti su ferro per garantire un trasporto delle merci alternativo a quello su gomma.

8,57 miliardi € i fondi previsti dal Pnrr per i collegamenti dell’alta velocità.

Queste risorse Pnrr risultano incrementate di ulteriori 6,4 miliardi provenienti da altre fonti per il finanziamento di 8 progetti distribuiti nelle regioni di confine del nord Italia.

La regione per cui sono previsti maggiori progetti e maggiori finanziamenti è il Piemonte. In particolare si tratta di 7,72 miliardi per 4 interventi. Seguono, a livello di finanziamenti, Liguria (7,39 miliardi) e Veneto (5,36). Il progetto più consistente è la realizzazione di un perimetro cipe nella tratta che collega la Liguria e il Piemonte lungo la linea compresa tra Genova e Milano. si tratta di 6,9 milioni di euro.

L’ultima misura in ambito portuale che ha già portato alle selezione di progetti è quella legata al potenziamento delle ferrovie del sud Italia. Anche in questo caso, gli interventi mirano al potenziamento della logistica intermodale e del collegamento con le aree portuali ma anche a incrementare l’accessibilità ferroviaria di altre zone del mezzogiorno come aeroporti e aree urbane più isolate.

2,40 miliardi € i fondi previsti per il potenziamento ferroviario del sud Italia.

Ai 2,4 miliardi del Pnrr che risultano allocati, se ne sommano altri 2,3 che derivano da altre risorse. Con questi fondi saranno finanziati 33 progetti.

Tra le regioni beneficiarie, quella in cui risultano più progetti è la Puglia, con 12 interventi. Subito dopo ci sono Basilicata (9) e Molise (8). Per quel che riguarda i finanziamenti, la Puglia risulta sempre la prima per importi, con 1,2 miliardi di euro. Seguono Basilicata (1,03 miliardi) e Lombardia (851,8 milioni). Quello a cui andranno più risorse è quello di A questi progetti ne va aggiunto uno di carattere nazionale che riguarda miglioramenti tecnologici su tutta la linea ferroviaria. L’ammontare di questo intervento è pari a 13,5 milioni di euro.

Questo investimento è mirato nello specifico alle regioni del sud del paese ma risultano finanziati anche progetti in Lazio e in Lombardia. Nel primo caso, si tratta di due interventi che coinvolgono i collegamenti tra il centro e più regioni del sud. Nel secondo si tratta invece di interventi che riguardano solo alcune tratte regionali dell’area lombarda. Uno di questi due è anche l’intervento per cui sono previsti più fondi: si tratta di un raddoppio da eseguire nella linea Codogno-Cremona-Mantova, con un importo pari a 731,9 milioni di euro.

Foto: wikimedialicenza

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